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[Isaac Asimov] Preludio alla Fondazione

Inviato: lunedì 30 luglio 2007, 00:00
da Francesco F
Il Ciclo della
FONDAZIONE

di Isaac Asimov
Introduzione al Ciclo della Fondazione e guida alla lettura
Isaac Asimov immagina il futuro dell'umanità a lungo termine. Molto lungo. Siamo infatti attorno agli anni 30-40.000 dopo Cristo (decimillennio più, decimillennio meno). In questo futuro l'umanità ha abbandonato il pianeta Terra e colonizzato altri sistemi stellari, fino a contare la colonizzazione di oltre venticinque milioni di pianeti nella Via Lattea. Questa enorme popolazione è gestita dall'Impero Galattico, fino a un certo punto. Il punto in questione è l'attività di ricerca compiuta dal matematico Hari Seldon, cioè la psicostoria, una disciplina che, tramite equazioni matematiche, è in grado di prevedere l'andamento della storia dell'umanità. Il dottor Seldon scoprirà, grazie alla psicostoria, che l'Impero Galattico crollerà, e ad esso seguiranno millenni e millenni di barbarie. MA, sempre grazie alla psicostoria, riesce anche a scoprire un metodo per ridurre l'imminente era selvaggia a soli mille anni, cioè relegare una piccola comunità scientifica su un pianetino ai confini della Galassia, col compito di preservare il Sapere durante la caduta dell'impero. Questa comunità scientifica si chiama Fondazione, e non avrà vita facile...

La storia della Fondazione è raccontata da asimov in una serie di racconti inizialmente pubblicati sulla rivista di fantascienza Astounding stories e raccolti agli inizi degli anni '50 in tre volumi:
3- Fondazione (o Prima Fondazione o Cronache della galassia, 1951)
4- Fondazione e Impero (o Il crollo della Galassia centrale, 1952)
5- Seconda Fondaione (o L'altra faccia della spirale, 1953)
Quasi trent'anni dopo Asimov ha dotato questa sua apprezzatissima saga di due sequel:
6- L'orlo della Fondazione (1982)
7- Fondazione e Terra (1986)
e due prequel:
1- Preludio alla Fondazione (1988)
2- Fondazione anno zero (1992)
che compongono così quello che viene chiamato il Ciclo della Fondazione, che adesso mi accingo a recensire, libro per libro, partendo dal primo nell'ordine della storia.
• SUCCESSIVO » Fondazione anno zero
Libro 1 Preludio alla Fondazione

-- Attenzione: contiene spoiler, ma non dei colpi di scena --
Come dice il titolo questo è un preludio, e la Fondazione non viene nemmeno nominata, poichè in questo libro si narrano le donne i cavalier l'armi e gli amori del dottor Hari Seldon, emerito matematico nativo del pianeta Helicon, e scopritore della psicostoria, quando la psicostoria l'aveva appena scoperta e non aveva ancora idea di come usarla. A un importante convegno interplanetario Seldon annuncia la sua scoperta e le enormi sue potenzialità, pur ammettendo che non è possibile sfruttarle. La psicostoria infatti si ripromette di prevedere il futuro dell'umanità basandosi sulle scelte fatte, nel presente, dall'umanità stessa. Ma l'umanità in questione è un popolo formato da trilioni e trilioni di abitanti sparsi su milioni e milioni di pianeti a una spropositata quantità di anni luce di distanza l'un dall'altro. Mica cotica!
Ma nella miglior tradizione delle scoperte rivoluzionarie, se dici che non funzionano non ti crede nessuno. Così l'Imperatore Cleon I cerca di accaparrarsi il matematico e assumerlo come Indovino Ufficiale dell'Impero (...) nonostante questo cerchi di spiegargli che prevedere il futuro non è possibile. Cleon non vuole rinunciare a lui, così Seldon scappa grazie all'aiuto di un passante (non sto scherzando... anche perchè magari... non passava di lì per caso :) spoilerino innocuo... e prevedibile...) che lo conduce a nascondersi nell'Università di Steerling, luogo lontano dagli artigli dell'impero per tradizione liberale. All'università Seldon incontra Dors Venabili, una professoressa di Storia. Ah, una storica gli serviva proprio, per sviluppare la psicostoria! Ma all'università qualcuno sembra tramare alle spalle del nostro intellettuale eroe, così continua la sua fuga, in compagnia di Dors, in un altro luogo "intoccabile" dall'imperatore, Micogeno, importante zona di produzione alimentare che rifornisce tutto il pianeta (Trantor, dove ha sede l'Impero, e dove è ambientato questo romanzo). Anche qui le cose non si mettono bene, infatti Micogeno è un settore popolato da persone con irrazionali convinzioni pseudoreligiose (disgusto per ogni forma di pelo, capello, baffo, ciglia, inferiorità delle donne) fra cui rientra la credenza nell'Unico Pianeta Originario, che loro chiamano Aurora, e nei robot, di cui custodiscono un ultimo esemplare nel loro tempio, chiamato Sacratorium. Hari cerca di scoprire tutte queste informazioni, che i Micogeniani cercano ovviamente di nascondere agli stranieri, perciò le ricerche del nostro eroe irritano la popolazione locale, e anche da qui Seldon è costretto a fuggire (sempre con la professoressa di storia al suo fianco).
La loro tappa successiva è Dahl, un piccolo settore di Trantor importante per la produzione di energia, ma noto anche per i conflitti interni fra la popolazione borghese e la microcriminalità. E è nei sobborghi criminali di Dahl che Seldon interroga la vecchia Mamma Rittah riguardo le loro credenze sull'Unico Pianeta Originario. Ella svela che loro credono nell'esistenza della Terra, e credono anche che i Robot siano stati la rovina dell'umanità, la quale ha fatto bene a distruggerli e a non ricrearli mai più, ma un ultimo esemplare di robot è sopravvissuto e vive tuttora. Inoltre Seldon incontra tale Yugo Amaryl, matematico autodidatta a cui promette un'istruzione adeguata, appena la sua fuga sarà terminata.
Dopo una sequela di insospettabili scene di azione, dove il dottor Seldon e la professoressa Dors Venabili diventano improvvisamente Chuck Norris e Steven Seagal e furoreggiano con dei delinquenti locali e anche con i "vigili urbani" che cercano di arrestarli, così devono fuggire anche da Dahl.
In questa loro ultima tappa vengono intercettati dal sindaco di Wye, storicamente anti-imperialista, che cerca di circuire il Nostro per sfruttare i suoi presunti poteri di preveggenza (la psicostoria, cioè). Ma qui interviene il vecchio passante sopra citato, che si scopre non essere un semplice passantedilìpercaso...

[uhm... le trame mi vengono sempre lunghissime, quando ho appena finito di leggere un libro -_-]

Questo Preludio serve a capire, insieme al successivo romanzo Fondazione anno zero la vita del matematico Hari Seldon, che nei primi racconti era una figura geniale e quasi mitologica a cui si doveva la salvezza della Galassia. Fa impressione, quindi, scoprire che era un giovane ricercatore che non ha passato la vita chino sui videolibri, ma che ha corso in lungo e in largo da una parte all'altra dell'enorme pianeta Trantor per poter portare a compimento la sua missione, che l'ha reso poi così importante per la storia dell'umanità.
Inoltre questo è il romanzo che si collega (e come si collega!) al filone dei Robot (oggetto di altri romanzi scritti da Asimov e precendenti, nell'universo asimoviano, alla Fondazione) nonchè al filone della ricerca dell'Unico Pianeta Originario, la Terra.
La struttura del romanzo è però ripetitiva, ogni tappa della fuga di Hari Seldon è una "scenetta" composta di arrivo nel luogo, prime ricerche, eccessive ricerche, guaio, ennesima fuga. Ogni scenetta è inframmezzata dal commento dell'imperatore Cleon I e del suo primo ministro Eto Demerzel, il quale riferisce all'imperatore di aver trovato Seldon ma di esserselo fatto sfuggire di nuovo...
Ovviamente a questa struttura che può sembrare comica c'è una spiegazione, che si svela nel finale. Forse una spiegazione forzata, ma sicuramente non si contraddice. Tutte le peripezie del nostro eroe servono a guidarlo lungo la soluzione al suo dilemma, ossia come rendere concretamente attuabile la sua psicostoria, grazie ad alcuni monologhi esistenziali degli estremisti Micogeniani, della vecchia Mamma Rittah, e del "passante" Chetter Hummin, e anche ai consigli della sua compagna Dors lungo la Fuga.

Inviato: lunedì 13 agosto 2007, 11:32
da flip
Il libro è davvero bello, il concetto di psicostoria intorno al cui sviluppo è costruita la trama è molto interessante e l'impero galattico in principio di decadenza è un'ambientazione intrigante (l'autore si è ispirato a "Declino e caduta dell'Impero romano" di Edward Gibbon) e ben resa dalla descrizione del pianeta-capitale Trantor, la cui attività si svolge completamente al coperto. Il personaggio principale è funzionale anche se gli aficionados di asimov non potranno che dare l'occhio di riguardo a Eto Demerzel o chi per lui (per chi non l'avesse fatto, è quasi d'obbligo leggere il ciclo dei robot dopo questo ciclo). Il libro è uno dei migliori della serie della Fondazione, anche se è letteralmente stracciato da quello successivo, "Fondazione anno zer", amio parere il migliore. Molto belli anche gli ultimi due, in cui comparirà la famosa Gaia. Il ciclo dei robot andrebbe letto prima, a rigore cronologico, ma secondo me è anche più godibile letto successivamente. Da rispettare l'ordine, invece, per quanto riguarda il cilo nella sua fattispecie.
A mia conoscenza, una delle migliori fantascienze :clap:

Inviato: lunedì 20 agosto 2007, 18:49
da Francesco F
Io, che ancora non ho letto il ciclo dei Robot, credo sia meglio leggerlo prima. Già il Preludio rovina una delle sorprese che immagino siano raccontate nel ciclo dei Robot (la legge Zero, ad esempio).

Comunque io sono del parere che il nucleo centrale del ciclo delle Fondazioni sia uno dei migliori cicli fantascientifici della letteratura, e di conseguenza anche dei suoi prequel/sequel, che sono un'aggiunta spesso forzata e con il dubbio che siano stati scritti da qualche ghost writer...

Alla fine conoscere le vicissitudini di Hari Seldon prima che diventasse il "dio" che è nei romanzi centrali è solo una simpatica curiosità, che non è così necessaria alla completezza del ciclo.
Però c'è il collegamento con i Robot, quindi sono aggiunte ben accette

Inviato: lunedì 20 agosto 2007, 20:18
da flip
Guarda, io ho letto il ciclo dei robot dopo e sapere il ruolo che poi avrebbe avuto R.Daneel me lo ha fatto godere maggiormente. Il fatto che nel preludio si parli più volte delle caratteristiche dei robot non rovina nulla. Le leggi della robotica sono alla base del ciclo, che si costituisce di gialli (Asimov era anche un giallista) nei quali puntualmente tali leggi saranno messe in dubbio ed analizzate approfonditamente: sarà insomma un viaggio tra le meccaniche delle menti robotica e, di conseguenza, umana, essendo quest'ultima il modello della prima. Te lo consiglio fortemente per quando avrai finito il ciclo delle fondazioni: non so se hai già letto "Fondazione e terra", lì di soprprese ne arrivano di altre, anche se c'è qualche forzatura per far combaciare una trama che evidentemente non era stata pianificata così.