Il Ciclo della
FONDAZIONE
di Isaac Asimov
Introduzione al Ciclo della Fondazione e guida alla letturaFONDAZIONE
di Isaac Asimov
Isaac Asimov immagina il futuro dell'umanità a lungo termine. Molto lungo. Siamo infatti attorno agli anni 30-40.000 dopo Cristo (decimillennio più, decimillennio meno). In questo futuro l'umanità ha abbandonato il pianeta Terra e colonizzato altri sistemi stellari, fino a contare la colonizzazione di oltre venticinque milioni di pianeti nella Via Lattea. Questa enorme popolazione è gestita dall'Impero Galattico, fino a un certo punto. Il punto in questione è l'attività di ricerca compiuta dal matematico Hari Seldon, cioè la psicostoria, una disciplina che, tramite equazioni matematiche, è in grado di prevedere l'andamento della storia dell'umanità. Il dottor Seldon scoprirà, grazie alla psicostoria, che l'Impero Galattico crollerà, e ad esso seguiranno millenni e millenni di barbarie. MA, sempre grazie alla psicostoria, riesce anche a scoprire un metodo per ridurre l'imminente era selvaggia a soli mille anni, cioè relegare una piccola comunità scientifica su un pianetino ai confini della Galassia, col compito di preservare il Sapere durante la caduta dell'impero. Questa comunità scientifica si chiama Fondazione, e non avrà vita facile...
La storia della Fondazione è raccontata da asimov in una serie di racconti inizialmente pubblicati sulla rivista di fantascienza Astounding stories e raccolti agli inizi degli anni '50 in tre volumi:
3- Fondazione (o Prima Fondazione o Cronache della galassia, 1951)
4- Fondazione e Impero (o Il crollo della Galassia centrale, 1952)
5- Seconda Fondaione (o L'altra faccia della spirale, 1953)
Quasi trent'anni dopo Asimov ha dotato questa sua apprezzatissima saga di due sequel:
6- L'orlo della Fondazione (1982)
7- Fondazione e Terra (1986)
e due prequel:
1- Preludio alla Fondazione (1988)
2- Fondazione anno zero (1992)
che compongono così quello che viene chiamato il Ciclo della Fondazione, che adesso mi accingo a recensire, libro per libro, partendo dal primo nell'ordine della storia.
• SUCCESSIVO » Fondazione anno zero
Libro 1 Preludio alla Fondazione-- Attenzione: contiene spoiler, ma non dei colpi di scena --
Come dice il titolo questo è un preludio, e la Fondazione non viene nemmeno nominata, poichè in questo libro si narrano le donne i cavalier l'armi e gli amori del dottor Hari Seldon, emerito matematico nativo del pianeta Helicon, e scopritore della psicostoria, quando la psicostoria l'aveva appena scoperta e non aveva ancora idea di come usarla. A un importante convegno interplanetario Seldon annuncia la sua scoperta e le enormi sue potenzialità, pur ammettendo che non è possibile sfruttarle. La psicostoria infatti si ripromette di prevedere il futuro dell'umanità basandosi sulle scelte fatte, nel presente, dall'umanità stessa. Ma l'umanità in questione è un popolo formato da trilioni e trilioni di abitanti sparsi su milioni e milioni di pianeti a una spropositata quantità di anni luce di distanza l'un dall'altro. Mica cotica!
Ma nella miglior tradizione delle scoperte rivoluzionarie, se dici che non funzionano non ti crede nessuno. Così l'Imperatore Cleon I cerca di accaparrarsi il matematico e assumerlo come Indovino Ufficiale dell'Impero (...) nonostante questo cerchi di spiegargli che prevedere il futuro non è possibile. Cleon non vuole rinunciare a lui, così Seldon scappa grazie all'aiuto di un passante (non sto scherzando... anche perchè magari... non passava di lì per caso
La loro tappa successiva è Dahl, un piccolo settore di Trantor importante per la produzione di energia, ma noto anche per i conflitti interni fra la popolazione borghese e la microcriminalità. E è nei sobborghi criminali di Dahl che Seldon interroga la vecchia Mamma Rittah riguardo le loro credenze sull'Unico Pianeta Originario. Ella svela che loro credono nell'esistenza della Terra, e credono anche che i Robot siano stati la rovina dell'umanità, la quale ha fatto bene a distruggerli e a non ricrearli mai più, ma un ultimo esemplare di robot è sopravvissuto e vive tuttora. Inoltre Seldon incontra tale Yugo Amaryl, matematico autodidatta a cui promette un'istruzione adeguata, appena la sua fuga sarà terminata.
Dopo una sequela di insospettabili scene di azione, dove il dottor Seldon e la professoressa Dors Venabili diventano improvvisamente Chuck Norris e Steven Seagal e furoreggiano con dei delinquenti locali e anche con i "vigili urbani" che cercano di arrestarli, così devono fuggire anche da Dahl.
In questa loro ultima tappa vengono intercettati dal sindaco di Wye, storicamente anti-imperialista, che cerca di circuire il Nostro per sfruttare i suoi presunti poteri di preveggenza (la psicostoria, cioè). Ma qui interviene il vecchio passante sopra citato, che si scopre non essere un semplice passantedilìpercaso...
[uhm... le trame mi vengono sempre lunghissime, quando ho appena finito di leggere un libro
Questo Preludio serve a capire, insieme al successivo romanzo Fondazione anno zero la vita del matematico Hari Seldon, che nei primi racconti era una figura geniale e quasi mitologica a cui si doveva la salvezza della Galassia. Fa impressione, quindi, scoprire che era un giovane ricercatore che non ha passato la vita chino sui videolibri, ma che ha corso in lungo e in largo da una parte all'altra dell'enorme pianeta Trantor per poter portare a compimento la sua missione, che l'ha reso poi così importante per la storia dell'umanità.
Inoltre questo è il romanzo che si collega (e come si collega!) al filone dei Robot (oggetto di altri romanzi scritti da Asimov e precendenti, nell'universo asimoviano, alla Fondazione) nonchè al filone della ricerca dell'Unico Pianeta Originario, la Terra.
La struttura del romanzo è però ripetitiva, ogni tappa della fuga di Hari Seldon è una "scenetta" composta di arrivo nel luogo, prime ricerche, eccessive ricerche, guaio, ennesima fuga. Ogni scenetta è inframmezzata dal commento dell'imperatore Cleon I e del suo primo ministro Eto Demerzel, il quale riferisce all'imperatore di aver trovato Seldon ma di esserselo fatto sfuggire di nuovo...
Ovviamente a questa struttura che può sembrare comica c'è una spiegazione, che si svela nel finale. Forse una spiegazione forzata, ma sicuramente non si contraddice. Tutte le peripezie del nostro eroe servono a guidarlo lungo la soluzione al suo dilemma, ossia come rendere concretamente attuabile la sua psicostoria, grazie ad alcuni monologhi esistenziali degli estremisti Micogeniani, della vecchia Mamma Rittah, e del "passante" Chetter Hummin, e anche ai consigli della sua compagna Dors lungo la Fuga.

