[Augustyn & Ramos] Out There

Non solo Marvel e DC ma anche le classicissime strips e il fumetto autoriale di Alan Moore, Frank Miller o Jeff Smith.
  • Ho preso e letto tempo addietro il primo volume. Non mi era dispiaciuto, ma neanche piaciuto talmente da prendere il secondo. I disegni di Ramos non sono male, è vero, anche se io l'ho conosciuto nei fumetti Marvel, dove secondo me non c'entrava nulla.
  • Dunque...letti tutti e tre. Sebbene i disegni siano molto belli e la trama non sia malaccio, ci sono alcuni difetti fondamentali.

    Il primo, e più importante, è il fatto che la storia, pur essendo unica e consequenziale, sia divisa in "puntate" da una quindicina di pagine l'una. Ogni volume ha un centinaio di pagina. La cosa non è strana, perchè tipicamente il fumetto americano non ha molte pagine solo gli europei sono più "esigenti". Il problema è che all'inizio di ogni "puntata" c'è il riassunto (disegnato, ovviamente) di ciò che è successo prima, e questo, letto sei sette volte per ogni volume, incide molto sulla scorrevolezza della storia.

    Il secondo problema è di trama. Le interazioni tra i protagonisti (con annessi problemi adolescenziali) sono analizzate di fatto solo nel primo volume. Negli altri due - che però sono migliori da un punto di vista narrativo, soprattutto il secondo - i quattro ragazzi sono intensamente impegnati nella loro missione, e alla fine le interazioni e l'evoluzione dei rapporti tra i personaggi si ha solo in qualche personaggio secondario.

    Questi due aspetti fanno perdere molto ad una saga che ha però buone intuizioni, anche se come originalità non siamo al massimo. Insomma, il voto è un sei e mezzo, alzato parecchio dai disegni. Una serie che non è il top, ma che alla fin fine non lascia insoddisfatti.
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