Pagina 5 di 5

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: martedì 11 novembre 2014, 18:36
da Shito
LBreda ha scritto:Prima di tutto, chiariscimi questo, che mi sto perdendo. Tu dici che cerchi di tradurre in un italiano dell'epoca. Io dico che certe cose sono fortemente riprese dal giapponese. Tu dici che è corretto, perché i personaggi sono giapponesi. Come questo non nega la prima affermazione?
Provo a spiegarmi per rendermi chiaro, ti chiedo scusa se non lo sono stato. :-)

Non è che io "usi un italiano d'epoca" per tradurre il giapponese d'epoca. In questo modo ci sarebbe una lettura di stile nell'originale che poi si sovraimpone nella resa, e per me questo già non va bene (salvo rare eccezioni). Semplicemente, se si fa indagine semantica sulle parole, se si indaga davvero filologicamente, i conti torneranno automaticamente. Per esempio, nel caso di "se discernerai con pupille non offuscate", per 'non offuscate' c'è "kumori-naku" - letteralmente senza nuvole, non rannuvolate, e non è il modo più semplice e comune per dire, in giapponese, 'con visione chiara'. E' blandamente metaforico come nella mia resa - che mantiene anche la semantica del cielo rannuvolato, un pochino. Allo stesso modo, per 2pupille" c'è il termine "manako", che è peculiare. Non è certo "me" (occhi) e neppure "hitomi" (sempre pupille, in modo più semplice/comune). Di norma, io valuto tutte queste cose per ogni parola, ogni costrutto, ogni idioma su dizionari monolingua e dizionari monolingua dei sinonimi e contrari. E mi confronto con traduttori madrelingua.

Quindi, quel che io dico è che se si è fedeli a questo livello, il "tenore" del dialogo originale verrà automaticamente riprodotto, per quanto si possa. :-)
Shito ha scritto: C'è di piú: il suo suonare innaturale mi distrae dai contenuti del film, spesso.
Capisco. Anche questo è soggettivo, ho molte testimonianze di persone che trovano perfettamente "on the spot" i miei adattamenti, ma non intendo dire che queste persone siano la maggioranza, si intende. Anche perché sarebbe, per me, comunque irrilevante. Perché il punto, per me, non sono le persone del pubblico: è il film in quanto tale. Qualcuno ha parlato, per questo mi atteggiamento, di una "rivoluzione copernicana" in termini di traduzione/adattamento rispetto al cattivo uso italiano. Potrebbe essere vero, perché in genere mi pare che la traduzione italiana sia una forma di piaggeria verso un pubblico presunto.

Ti incollo quello che scrissi altrove, ai tempi di Mononoke Hime:

---

Il mio lavoro è dare la possibilità al pubblico italiano di capire i film stranieri su cui lavoro. A chi abbia voglia di capire, si intende. La volontà di capire è una questione personale.

E non va data per scontata.

Ma d'altro canto "dare la possibilità di capire" non significa: semplificare, spiegare. Chi intende così una traduzione, un adattamento, un doppiaggio, non si rende conto che proprio questa tendenza è distruttiva. Ciò che un doppiaggio "toglie" dall'originale, tipicamente nell'idea di "semplificarlo per il pubblico locale", è perso per tutti: per chi non l'avrebbe capito, e anche per chi avrebbe voluto capirlo. E quindi è terribile: non si possono sacrificare proprio i disposti alla comprensione sull'altare del crasso compiacimento dei meno volenterosi a quella.

Citerò Eboshi, che non interrompe la sua missione per tornarne in aiuto delle donne della sua cittadella, sotto assalto dei samurai: "Alle donne è stata data tutta la preparazione possibile. A ciascuno sta proteggersi da sé."

Allo stesso modo, io credo che una localizzazione non debba spiegare niente a nessuno, ma debba solo preservare fedelmente quanti più contenuti dell'originale in un suo adattamento linguistico. Chi vorrà capire, così, *avrà la possibilità* di farlo. Chi non vorrà capire, non avrebbe comunque voluto. E comunque non possono essere i volenterosi, ovvero i virtuosi, a fare le spese della pigrizia dei pigri, dei poco interessati. E meno che meno il film stesso, in quanto tale.

---
Se per "sollazzo" intendi "divertimento", no.
Se intendi "ricezione del film con la stessa naturalezza con cui lo riceve un giapponese", sí.
Ma è impossibile, ed è anche una pretesa ingiusta.

Tu stai guardando un film giapponese, e sei italiano. Perché, come mai al mondo potrebbe o dovrebbe risultarti naturale come a un giapponese? E' un assurdo. Se così fosse, sicuramente molto sarebbe andato perso, non ti pare? Peraltro, "quanto il film risulti naturale ai giapponesi" è una cosa non valutabile, né verificabile. Certo, ci sono pagine e pagine di giapponesi che si chiedono cosa significhi questo o quello, nei film di Miyasan. Specie su Mononoke Hime, sai? Solo, chissà perché, si PRESUME SEMPRE che i film stranieri suonino perfettamente semplici e comprensibili alle orecchie del loro pubblico originale. Lo stai facendo anche tu, vedi? Ma in base a cosa lo fai? In base al fatto che i film italiani, o americani doppiati in italiano, sono in genere delle idiozie con testi degni di un temino delle elementari? Non significa implicitamente che sia sempre così.

Se hai tempo e voglia, troverai la questione molto argomentata nei commenti di questo articolo:

http://www.animeclick.it/news/40064-si- ... recensione

che sono divenuti poi un dibattimento a due tra me e un interlocutore onesto per quanto avverso al mio modo di lavorare, un po' come trovo anche te qui. :-)

A mia difesa però dico che purtroppo non si può essere contemporaneamente fedeli al lessico e alla semantica. Tu mi sembri essere molto fedele al lessico, e da questo punto di vista tradurre "miss" con "prof" è abbastanza sbagliato (ma neanche troppo: ho qui l'Oxford Concise, ed. 1995, che tra i significati di "miss" mette "the title used to address a female scoolteacher, shop assistant, etc."). Io sono molto fedele alla semantica, e se un ragazzino inglese dice "miss" con il palese stesso significato con cui in italiano direbbe "prof", non vedo perché tradurre "signorina".
Si può essere fedeli a lessico e semantica, anzi lo si è sempre, salvo fare come te: intendere la semantica in modo funzionalista e voler "spiegare" la semantica straniera con una traduzione non fedele.

Se in Inghilterra si chiama "signorina" una professoressa, sì. Lasciandolo così, si capirà - perché credo sia chiaro che nel nostro caso si trattava di una docente, no? L'Inghilterra non è l'Italia: ricondurre la semantica dell'una all'altra non rende nulla più comprensibile, deforma soltanto il contenuto culturale dell'originale.
Shito ha scritto:
LBreda ha scritto:Io dico che in italiano si dovrebbe parlare come gli italiani.
E' strano, stai dicendo che A [in italiano] = B [come gli italiani], ma A e B sono diversi, infatti hanno una dicitura diversa.

E' un assurdo.
Uh? Gli italiani parlano italiano.
Ottimo!

Ma qui parliamo di giapponesi tradotti, che parlano (per simbolico falso) IN italiano, ma NON parlano italiano. Parlano giapponese in italiano, infatti.

Non sto dicendo della mia traduzione/adattamento, sto dicendo della realtà dei fatti: della realtà interna alla storia (dentro la quarta parete) e sensibile al pubblico straniero: fuori dalla quarta parte e filtrata dalla quinta.
Per "traduzione letterale" indico quella, corretta sintatticamente e morfologicamente, con un grado di fedeltà tale da rendere palese un'origine non italiana.
E' davvero una zona grigia dai confini tutti soggettivi e tutti morbidi. Molto molto pericoloso.
Tu successivamente parli del doppiaggio come "quinta parete". Ecco, mi piace, ed è una parete trasparente. Il problema è che questa trasparenza può lasciar trasparire cose diverse. Io voglio che lasci trasparire il messaggio nel modo piú vicino possibile a come arriva a chi guarda in originale.
Vedi come sopra: esprimi un'istanza che per logica debbo dire insensata e indebita. Ti rimando ancora al mio link, se hai tempo e voglia. :-)
LBreda ha scritto:
Shito ha scritto:
LBreda ha scritto: Però oh, col tuo modo di tradurre non mi ci trovo. Non sono il solo, e non so neanche se sono in minoranza, e neanche mi interessa troppo. Ma non mi ci trovo.
Benone. Solo, se per giustificare questo tuo personale "non trovartici" metterai in campo cose pseudo-obiettive come "Cannarsi adatta avvicinandosi alla sintassi giapponese", o surrettiziamente elevi il tuo gusto a quello di una non definita massa nazionale, allora ti farò giustamente notare che stai dicendo cose false, insensate e assurde. Obiettivamente.
E ciò è giustissimo: ho fatto correggere con una dicitura piú soggettiva già ieri.
Mi inchino alla tua onestà intellettuale, dunque, e ti ringrazio per il bello scambio che stiamo qui conducendo. :-)

Ti chiedo anche scusa se a volte appaio un po' troppo ispido nell'argomentare le mie posizioni. E' un difetto forse dovuto a molti molti anni di dialogo online sedimentato nella mia memoria. D'altro canto, e qui tu e questo forum non c'entrate NIENTE, la sovracomunicazione digitale sta ormai portando verso i più deteriori eccessi, e non starò a fare esempi... ^^;

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: domenica 12 aprile 2015, 15:12
da brigo
I primi 20 minuti mi hanno messo in pace col mondo.
Poi, purtroppo, ce ne sono altri 110.

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: venerdì 01 aprile 2016, 19:10
da L Vertighel
Io adoro Takahata. Una tomba per le lucciole e soprattutto Pioggia di ricordi sono con pochissimi dubbi i miei film preferiti dello Studio Ghibli. Per questo mi dispiaccio tantissimo di non essere riuscito ad apprezzare come si deve questo film.
Lento, lento, lentissimo. Troppo. Ho faticato davvero tanto a seguire la prima ora di film, mentre dal momento in cui arrivano i pretendenti al cospetto della principessa la narrazione mi è parsa più fluida e meno divagante, anche se comunque impegnativa.
Il comparto grafico mi ha grandemente soddisfatto, anche se non proprio del tutto. I fondali sono veri dipinti impressionistici in movimento, ma ho meno apprezzato le caratterizzazioni grafiche dei personaggi, protagonista esclusa.

Sarebbe assolutamente un film che meriterebbe una seconda, e una terza, visione (anche perché ormai l'ho visto più di due mesi fa), ma l'esagerata calma della sceneggiatura mi frena. Ho paradossalmente preferito, guardato subito dopo, il quasi coevo Quando c'era Marnie, un concentrato di semplicità e riflessiva delicatezza in perfetto stile Ghibli.

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: sabato 02 aprile 2016, 02:13
da Valerio
Credo sia un problema di autore vecchio.

Quando diventi vecchio ti chiudi a riccio e perdi il senso della misura, esasperi i tuoi tratti stilistici e ciaone.

Hai presente the last Don Rosa? Ecco, tipo.

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: sabato 02 aprile 2016, 20:32
da L Vertighel
Ehm, no, di Don Rosa ho solo la $aga, il fumetto non mi prende quanto l'animazione. :D

Penso anch'io che sia così, probabilmente dopo una certa età entra in gioco l'autoreferenzialità, il manierismo, o forse semplicemente una certa stanchezza di idee. Lo stesso che è accaduto a Miyazaki, di cui preferisco nettamente le opere prima di Mononoke. Ecco, trovo che Takahata in questo ultimo film si sia un po'... "miyazakizzato". E ciò non è bene, per me.

Oh, intendiamoci, è comunque un film più che buono pure per me, gli attribuisco diverse qualità innegabili.

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: domenica 03 aprile 2016, 02:32
da Valerio
L Vertighel ha scritto:Ehm, no, di Don Rosa ho solo la $aga, il fumetto non mi prende quanto l'animazione. :D
Istruzioni per l'uso: qualsiasi cosa delle (poche) che ha realizzato Don Rosa è la Saga, anche ciò che non è la Saga è la Saga lo stesso. La Saga che tutti noi conosciamo è solo il prequel della Saga di Don Rosa, che è la sua omnia :P

Re: [Isao Takahata] La Storia della Principessa Splendente

Inviato: domenica 03 aprile 2016, 11:03
da L Vertighel
Sì, sapevo qualcosa di simile, ma trovare quei "one shot" donrosiani distoglierebbe troppe finanze all'animazione, e ancora non ho completato nemmeno l'intera collezione del Canone WDAS (e nemmeno di quello Ghibli, così non siamo troppo OT). :P

Sul fumetto mi fermo a PK + MM + il meglio di Gottfredson + il meglio di Barks + il meglio di Scarpa + la Saga + il meglio di Martina, ma, a parte i primi due, che sono roba sacra, i fumetti da casa mia entrano ed escono come se fossero in prestito da una biblioteca. :D