Orfani: Ringo #12 – C’era una Volta...
[da leggere solo dopo aver letto l'albo per la presenza di spoiler sul finale!]
Si conclude la seconda stagione di
Orfani, e lo fa con un esito prevedibile ma arrivandoci per una via più sorprendente. Dopo la tamarrata dello scorso numero, con il combattimento sborone tra Ringo e i Corvi, c’era effettivamente spazio per una conclusione più tranquilla e meno roboante, visto che il “rumore” è già stato fatto nel pre-finale di un mese fa.
Roberto Recchioni confeziona quindi una conclusione di stagione lenta e amara, trasportando sulle spalle del lettore il peso che grava sulla coscienza di Ringo, rimasto solo con Rosa. L’atmosfera è pesante, gravida di dramma e di assenza di speranza, e si intuisce che per il titolare della serie non potrà finire bene. La scrittura di Recchioni riesce a trasmettere molto bene tutte queste sensazioni, lasciando sostanzialmente disturbato il lettore che avverte tutto questo.
Non ci sono botti, in questo dodicesimo numero: o meglio, lo sceneggiatore si concede un ultimo ballo indiavolato ma il tutto accade più fuori scena che in bella vista, a parte un bello schianto di aereo contro il palazzo della Juric

Ma è una parentesi che ruba poco spazio, un’introduzione alla conclusione definitiva.
Quello che veramente assume importanza in questo albo sono i sentimenti, le ragioni, le spinte dell’animo: Ringo riflette su di sé, sulla sua vita, su quello che conta davvero. E con Rosa, Nué e Seba aveva trovato quel clima e quella situazione che lo faceva stare bene, che dava davvero un senso alla sua esistenza. Compreso questo, appare assolutamente ovvia la scelta effettuata dal Pistolero, un sacrificio necessario per preservare l’unica cosa importante rimasta nella sua vita, un solo unico elemento di rilievo… ma così importante da valere tutto, da rendere accettabile qualunque umiliazione e qualunque resa.
Ammetto che nell’immediato la scena di sesso tra la Juric e Ringo non mi era chiara, o meglio la inquadravo semplicemente nel carattere morboso dell’autore: riflettendoci sopra, ho realizzato la sua importanza, il significato di completa sottomissione del Pistolero a quella donna che ha combattuto senza tregua ma della quale ora è alla mercé, tanto da abbassare la testa e farla godere per il suo solo piacere di superiorità, di vittoria. È il disporre del corpo dell’altro a proprio piacimento per trarne piacere, quando per l’altro è l’ultima cosa che vorrebbe fare. La Juric resta una donna complessa e non approfondita come avrebbe potuto in questi 12 numeri, ma qui in un solo balzo acquista uno spessore leggermente più ampio.
Il numero non è perfetto: il ritmo appare certamente sbilanciato tra sentimenti e azione, e in un paio di punti c’è la sensazione che manchi qualcosa. Le ultime tavole, per quanto catartiche e lodevoli per l’alternanza tra il viaggio di Rosa e quello di Ringo, avrebbero forse potuto essere un po’ più “cariche”, ma riescono comunque a rendere il dramma di questa conclusione, a dipingere in modo convincentemente crepuscolare il sipario che cala sul protagonista e la nuova avventura che si apre per Rosa… e in generale Ringo ne esce al meglio, conoscendo il proprio apice e riuscendo ad entrare a testa alta nel pantheon degli eroi bonelliani.
Alla riuscita complessiva di questo numero concorrono anche i disegni. Quelli di
Roberto Zaghi, al suo esordio sulla testata, sono disegni davvero belli, dove tanto i volti dei personaggi quanto gli sfondi sono piacevoli allo sguardo, grazie ad un tratto pulito e rotondo che sembra quasi accarezzare le forme che rappresenta. Zaghi mi ha davvero colpito, un disegnatore che so essere attivo su
Julia ma che spero di rivedere presto altrove perché lo trovo davvero un talento interessante. I colori di
Giovanna Niro poi li accompagnano benissimo, riuscendo soprattutto nel finale (con il contrasto blu-Rosa/rosso-Ringo) a comunicare qualcosa di importante al lettore sui sentimenti in ballo grazie alla cromatura e alle sfumature.
E dal mese prossimo,
Orfani cambia ancora pelle e titolo, diventando
Nuovo Mondo. La cesura è decisamente maggiore rispetto a quanto avvenuto un anno fa nel passaggio tra prima e seconda stagione, dato che in quel caso si restava perlomeno sulla Terra! Ora invece il setting sarà il pianeta alieno su cui è arrivata Rosa, che diventa protagonista assoluta della terza stagione. Questo credo porterà ad una riduzione importante di riferimenti a personaggi storici della serie e forse anche agli avvenimenti che hanno dato il via a tutto quanto. Del resto solo la Juric ormai è in vita, tra tutti quelli che abbiamo conosciuto in queste due stagioni, e anche se rimarrà la villain della serie – immaginando che Rosa, anche da un altro pianeta, voglia in qualche modo cercare di vendicarsi e di salvare la Terra da una presidentessa del genere – di certo non potrà esserlo in modo costante e primario vista la “distanza geografica”, tutt’al più sarà sullo sfondo.
Da una storia corale si è passati ad una con un protagonista unico accompagnato da 3 pards: ora il protagonista unico è… una ragazza incinta! Ok, Recchioni, hai tutta la mia attenzione
Sono in sella anche per la terza stagione, molto incuriosito dagli sviluppi narrativi e dal coraggio di gestire una serie non solo per stagioni, ma anche con dei cambiamenti così radicali da stagione a stagione.