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Inviato: giovedì 05 luglio 2007, 20:18
da PORTAMANTELLO
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Eccolo qui, il nostro Rat-Man #61 - Era Mio Padre
Passo la rece, visto che non ho l'intera Trilogia del Clone, indispensabile.
Se nemmeno voi l'avete letta, il mio consiglio è di comparare l'albo e recuperarvela.

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Nel frattempo, l'anteprima della prossima copertina. :sbav:
Chiaramente ispirata a 300, probabilmente un divertissement come Stessa spiaggia, stesso sale...

Inviato: sabato 07 luglio 2007, 13:51
da Valerio
Rat-Man #61: Era Mio Padre (Ovviamente contiene Spoiler)

No, non è ancora il momento del ritorno di Rat-Man. E' il momento di capirci qualcosa su Janus Valker, uno dei personaggi più controversi e stratificati della serie. Se escludiamo infatti l'Esalogia, e le quadrilogie del Supereroe e di Years One, saghe ambientate al passato, sono ben poche le apparizioni in tempo reale di Valker nella saga. Ci appare di sfuggita in Rat-Man Contro il Ragno, viene poi approfondito come villain nella Trilogia del Ritorno, in cui si mostra in tutta la sua cattiveria. Lo vediamo anche in The R-Files, nella Trilogia del Ragno e in Catene, per quanto non siano da considerarsi vere e proprie apparizioni, visto che la prima è fuori continuity, la seconda si svolge in un'ucronia e la terza è ambientata in un canglo epocale eterno che ha ben poco a che fare con la verità dei fatti. E' nella Trilogia del Clone che Valker fa il suo vero e proprio ritorno, rivelando di aver avuto una moglie, Kalissa, e di aver preso parte al debutto del Rat-Boy sulla scena supereroistica. Tutti elementi che le saghe al passato avrebbero avuto modo di spiegare, ma restava il fatto che quella Trilogia rimaneva l'ultima testimonianza di un personaggio così enigmatico. La sequenza finale con Kalissa, Patovic, Fijordo e Mung in attesa di essere raggiunti da un ipotetico Valker buono, era rimasta nella storia del fumetto e per otto anni non se ne seppe più niente. Fino ad oggi.
Leo realizza qui una storia particolarissima, in cui il protagonista è proprio lui, il Valker post Trilogia del Clone. Veniamo dunque a sapere cosa accadde immediatamente dopo quella famosa assemblea, e lo vediamo nei panni di Mung (lo scienziato corridore di una gag dell'Incredibile Ik) incatenato e costretto da Valker a farsi una gitarella nel dischetto della memoria di Rat-Man, ritornato finalmente in suo possesso. Nei panni di un Piccettino parlante e senziente, Mung accompagnerà il Rat-Boy nei meandri della sua memoria alla ricerca di un'informazione che Valker vuole esser sicuro sia stata rimossa: il ricordo di lui. Solo allora Jan potrà avere la sicurezza di poter finalmente cancellare la propria, consegnandosi definitivamente all'ombra. Genialmente Ortolani ci spiega così il motivo del cambiamento di Valker, e il perchè della sua pelata, che abbiamo già avuto modo di sbirciare in Camera Nove. E ricordandoci Camera Nove non possiamo fare a meno di chiederci il perchè di quell'improvviso spalancamento di una finestra nella memoria di Ratty. Che stia cominciando a ricordare? E come sarebbe possibile visto che i dati sono stati rimossi? E non è l'unica domanda che questa storia ti lascia, ci sarebbero anche parecchi dubbi sulla sorte di Kalissa, Fijordo, Patovic e soprattutto di Pujanoff, già sparito da prima dell'assemblea dei superstiti. Tutte domande alle quali mi aspetto che Leo risponda (possibilmente non con LA CACCA!) in un futuro parecchio lontano, perchè vista l'anda adesso ci toccherà aspettare altri otto anni prima di farci di nuovo gli affaracci di Valker.
Oltre allo humor della storia principale (che tra la cacca e i muffoni mi ha fatto davvero sbellicare), sono presenti cinque strisce di Clan e niente burbe, rimpiazzate però da nove vignette satirico-marvelliane che costituiscono la seconda (e ultima?) parte dello speciale su questo lato sconosciuto della produzione ortolaniana. Ah e oltre alla posta e i Ragguardevoli c'è anche una retrospettiva di Clausi sulle copertine-omaggio che Leo si diverte a realzizzare scimmiottando questo o quell'albo Marvel. Insomma in definitiva un albo evento, questo qui che finalmente ci concede ancora un po' di continuity, da sempre dataci col contagocce.

Next: 299. Sì vabbè, parebbe una parodia. Che voglia rimandare il ritorno di Rat-Man fino all'anniversario dei due anni dalla sua dipartita?

Inviato: sabato 07 luglio 2007, 14:18
da DeborohWalker
Grrodon ha scritto: da nove vignette satirico-marvelliane che costituiscono la seconda (e ultima?) parte dello speciale su questo lato sconosciuto della produzione ortolaniana.


No, io ne ho viste 6-7 che non sono comparse qui, quindi almeno un'altra puntata di queste vignette c'è.
Grrodon ha scritto:Next: 299. Sì vabbè, parebbe una parodia. Che voglia rimandare il ritorno di Rat-Man fino all'anniversario dei due anni dalla sua dipartita?
Bè, anche Rat-Max sembrava SOLO una parodia.
E anche questo numero dalla copertina poteva sembrare una parodia di Saw.
Ma ormai Leo, come disse lui stesso, non ha più il tempo e lo spazio di parodizzare, quindi se lo fa, credo che lo faccia perchè è un modo per trasmettere messaggi o comunque far avanzare la storia verso la direzione che ha in mente.

Inviato: venerdì 13 luglio 2007, 14:52
da Lightning
DeborohWalker ha scritto:Bè, anche Rat-Max sembrava SOLO una parodia.
E anche questo numero dalla copertina poteva sembrare una parodia di Saw.
Dalla copertina e anche dall'inizio della storia (ratboy incatenato, la sega, e l'uomo sul pavimento con un registratore in mano).
Cmq grande Leo come al solito.

Inviato: sabato 14 luglio 2007, 13:31
da Fergus DePaperoni
Si, ma è possibile che 'sto numero non arrivi? :cazz: :cazz:

Inviato: martedì 17 luglio 2007, 03:11
da Valerio
Riporto dall' Official Rat-Man Home Page
Dopo la saga dell'inizio e il numero sulla sorte degli scienziati capeggiati da Kalissa, arriverà, come annunciato, "299", la parodia di 300, uno dei capolavori di Frank Miller.
Ho avuto la fortuna di leggerlo anni fa a casa di un mio carissimo amico di Locarno (ciao Alain!) e ne rimasi affascinato, al punto che per ringraziarlo, gli disegnai un bozzetto che recava in cima la scritta "299".
Non mi ricordo con esattezza che anno fosse, Alain potrà aiutarmi, visto che la data è sul disegno che ha appeso alla parete. Dopo aver visto il bellissimo film ricavato dal fumetto, non ho saputo resistere. Quel bozzetto è diventata la prima pagina di questa avventura in cui mi sono andato a cacciare con piacere e che vi presenterò a settembre e a novembre.
Eggià.
Volevo fare un numero di rilassamento, lo giuro, per tornare poi a bomba sulla sorte di Rat-Man nel presente, che ormai anch'io non vedo l'ora di vedere cosa sta succedendo...e ho già in mente un paio di cose interessanti... ma questa parodia di 300 durerà due numeri.
Perdonate la mia incontrollabile spinta fumettistica...quando vedrete il primo, capirete il perché. Sarà una storia diversa dal solito, su questo ci potete scommettere.
consiglio vivamentissimamente di leggere o rileggere il capolavoro di Miller, prima di leggere "299". Procuratevelo in qualunque modo, (fossi in voi lo comprerei), fatevelo prestare, leggetelo, e poi guardatevi il film.
Credo che a settembre, quando uscirà "299" uscirà a noleggio anche 300, così potrete vederlo, se non l'avete fatto prima. Non fate i persiani!
ciaooo

Inviato: lunedì 23 luglio 2007, 00:11
da DeborohWalker
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RMC #61: Era mio padre!
Se il titolo del nuovo episodio riprende il titolo del film con Tom Hanks e Paul Newman, nella storia non si trova praticamente nulla che riprenda la pellicola in questione. Non si può dire lo stesso della copertina, che richiama Saw, la cui storia viene replicata ampiamenta nella struttura di base di questa puntata. Un Rat-Boy che si risveglia complice di un omicidio (elemento che vuole appunto parodiare Saw, inutile ai fini della storia, ma che regala un bel po' di buone gag) e una storia che si giostra tra la realtà e le scene ambientate nella mente del Rat-Boy.
Decisamente divertenti le descrizioni artistiche delle opere d'arte, che contrastano il canonico escamotage comico dei silenzi, che qui viene invece ribaltato inondando di parole (che dovrebbero essere vuote, ma riescono al contempo ad essere totalmente assurde)

Leo ci regala diverse battute memorabili, come LA CACCA, i muffoni, Rat-Man col seghetto da chirurgo e il cane che orina nel deserto. Il livello delle battute, pur non raggiungendo picchi simili all'ultimo numero, è comunque molto alto, e con la solita abilità Leo riesce a portare avanti la storia costantemente, infilando battute e sequenza comiche che non troncano la trama.

Lo stupore è ovvio quando il lettore vede per la prima volta Piccettino... parlare! Dopo anni e anni di situazoni comiche costruite proprio sul mutismo dell'orsacchiotto di pezza? Ma tutto si risolve quando, un po' alla volta, comprendiamo che queste scene oniriche si svolgono unicamente all'interno della mente di Mung; e poi ci sono questi personaggi-incarnazione di alcuni elementi (Inganno e Intelligenza) che mi ricordano molto le tragedie greche. Ma il merito primo di questo episodio è reimmergerci nella continuity con una signora rivelazione, ovvero le origini di Valker, una sorta di epilogo dell'esalogia, nel quale Janus mette fine alla sua vita da "uomo" lasciandosi andare per sempre all'ombra. Diventando così l'uomo col bastone. Non so se sarà una situazione permanente, o se questo oggetto lo ha accompagnato solo per questo episodio, ma comunque il bastone trasforma Valker in una sorta di Dr.House, e al contempo in un simulacro del coccodrillo di Peter Pan, che annuncia il suo arrivo con un rumore ripetuto...

Non capisco però perchè ci sia Leo a dialogare con Deboroh per tutta la storia... Nell'esalogia alla fine veniva svelato il suo ruolo, ma qui non sembra averne uno; semplici manie di protagonismo? O chissà, magari questo ciclo non è concluso e potrebbe essere tutto sviluppato ulteriormente...
Ipotizzavo che questo potesse avvenire nel prossimo numero, con un episodio solamente ispirato a 300, come questo era legato a Saw, ma Leo stesso ha rivelato che i prossimi due numeri saranno una vera e propria parodia dell'opera di Miller.
Quello che mi chiedo è: due numeri sono più o meno lunghi quanto un albo speciale (vedi Signore dei Ratti e Star Rats); era proprio indispensabile inserire la parodia nella serie regolare? Avrà dei legami con Rat-man come lo è stato Rat-Max, o sarà una parodia al 100%?
Nel caso, non vedo perchè proporla sul bimestrale, e non su uno speciale estivo... Boh, vabbè, si vedrà.

Inviato: sabato 08 settembre 2007, 17:25
da PORTAMANTELLO
Rat-Man # 61
“Breep!” Ci eravamo lasciati così, al termine di Io, il Rat-Man, episodio finale della stupenda Trilogia del Clone. Ci eravamo lasciati con il volto gelido di Janus Valker fissarci da una fotografia datata. Come al solito Leo aveva concluso un arco narrativo risolvendo alcuni enigmi e tuttavia facendone nascere altri. Ma a questi non c’era stata risposta, almeno fino a Era Mio Padre! in cui ci vengono parzialmente svelate le sorti del personaggio. Sotto le mentite spoglie di Piccettino (vederlo parlare dopo tanti anni di pseudomutismo è un simpatico e sorprendente inside-joke), il dottor Mung, che aveva esordito in una gag de L’Incredibile Ik, indaga nella mente di Rat-Boy con quest’ultimo, alla ricerca del padre di Deboroh. Leo alterna le vicende di Rat-Boy e Mung a vari flashback che forniscono una notevole quantità di gag, tra cui la fantastica satira alla critica artistica, qualcosa di deliziosamente delirante. Non mancano le gag meno elaborate, ma di grande effetto, come il dissacrante “La cacca!”.
Ma il vero fulcro sono ovviamente le rivelazioni dateci da Ortolani: con grande maestria e un’adeguata dose di pathos infila un colpo di scena dietro l’altro: dall’inserimento delle tavole della citata Trilogia del Clone (personalmente amo questi espedienti) all’apparizione di Valker e alla mutazione di quest’ultimo, che giustifica il look di Camera 9. E tuttavia rimangono aperti molti interrogativi, come le sorti di Kalissa e compagnia e la fine di Pujanoff (semplicemente freddato, come sembra in Io, il Clone o c’è qualcosa di più?). In ogni caso rimane un’ottima storia che mostra l’abilità narrativa di Leo nel completare dopo anni vicende rimaste in sospeso, esprimendo al massimo le proprie capacità di narratore puntuale e meticoloso (unica pecca: che ci fanno i ricordi -o meglio le tavole- della Trilogia del Clone nella memoria di Rat-Boy?).
Sperando che le complesse vicende del Ratto e dei suoi comprimari riprendano dopo la pausa parodistica della durata di due albi, promuovo con lode quest’ottimo albo condito dalle simpatiche vignette Ai confini della Marvel e dall’articolo delle copertine-omaggio (in cui manca però la cover di Scuola di Fumetto).

Rat-Man # 62
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Ortolani è un pazzo. Lo si sapeva già, ma con questo albo sembra superare ogni limite. Già, perché mentre il tempo passa e i lettori, non paghi delle rivelazioni di Era Mio Padre, attendono il ritorno di Ratty, che latita ormai dal #51, Ortolani si prende una pausa per ben due numeri di parodia. Sì, proprio parodia, che nei tempi recenti erano state trasferire su albi a parte, come si può evincere da Star Rats o da Il Signore dei Ratti. E’ dunque lecito a una parodia “metaforica”, come sono state Rat-Max e la Triologia dei Fantastici? Ebbene, almeno per il momento no. Infatti 299 sembra essere una parodia nel senso più stretto del termine, una parodia di 300, fumetto scritto da Frank Miller e recentemente trasposto su pellicola. Perché Ortolani ha deciso di optare per una parodia pura e semplice? Per prendersi una pausa (ancora?!) prima del ritorno del Ratto? Per accontentare quei fan mai stanchi di storie prettamente umoristiche? Credo, o almeno mi piace credere, che Leo lo abbia fatto semplicemente perché gli andava, senza un ragionamento alle spalle, per il puro gusto di fare una storia che vorrebbe leggere.
In ogni caso, la storia non può che straniare. Nelle passate parodie Leo pur calandosi nello spirito dell’opera presa di mira, non aveva mai abbandonato i propri stilemi di origine kirbyana. In 299, invece, pur mantenendo comunque invariato il proprio tratto si avverte uno scemare degli stilemi di cui sopra in favore di uno stile maggiormente consono alla storia, soprattutto nei personaggi creati per l’occasione. Anche la divisione delle tavole riprende il widescreen di 300, con risultati contrastanti: se da un lato il ritmo finisce per affinarsi all’opera milleriana aumentando l’effetto parodistico, dall’altro la storia risulta eccessivamente ridondante e cristallizzata; proprio quando si inizia a ingranare, si chiude bruscamente: è lo scotto da pagare per la particolare impostazione delle tavole, che consuma il doppio dello spazio pur consentendo a Leo di scatenare le proprie abilità grafiche. Fantastiche ambientazioni e ricostruzioni, affascinante Leonida; le scene che scimmiottano gli antichi vasi greci mi hanno mandato in visibilio. Le gag sugli spartani sono simpatiche, e qualitativamente c’è un incremento man mano che si prosegue e mentre all’inizio la trama era noiosetta si fa appassionante sul finale. Impossibile dire di più, attendo il prossimo numero per un giudizio globale; per ora 299 si presenta come una storia discreta, lodevole per le sperimentazioni e biasimevole per le eccessive sbavature. Insomma, sarà +1, questo il probabile titolo del prossimo albo, a determinare il tutto.

Inviato: martedì 11 settembre 2007, 17:11
da DeborohWalker
RMC #62 - 299
Esco dal coro di elogi spassionati, per dire che a me questo numero l'ho gradito, ma non mi ha fatto impazzire quanto ho letto è successo per molti altri.
Ok, ho riso per la fidanzata mitologica (io non credo tuttora che possano esistere) per le forti donne spartani, per la gola, per i coniglietti, per Skrotos che gioca a golf, per gli spartani fumettista e geologo...
Quindi per ridere ho riso ^_^
I disegni si avvicinano a quelli di Miller, soprattutto nelle sigolature con cui viene disegnato Leonida, nelle scene di massa che vengono ricreate, e i paesaggi che vengono riproposte. Tante, tante. Forse troppe.
Ho avuto l'impressione che fossero quasi più le scene ridisegnate con lo stile di Leo, che quelle veramente modificate con intenti parodistici. E qui arrivo al punto di cui volevo parlare: questa non è la classica parodia di Leo.
In tutte le parodie, si "prende in giro" o si creano effetti comici basandosi sull'opera generale. Nelle parodie di Leo, c'è sempre stato un qualcosina in più. In Titanic 2000 c'era la vicenda di Angioletta, nel Signore dei Ratti c'era una critica al consumismo (ad esempio nell'abuso dei cellulari), Rat-Max era strettamente legato alla serie di Rat-Man, per non parlare di "Dal futuro!" non parodia di Terminatori, ma quasi una vera e propria storia autonoma.
Bè, tutto ciò non l'ho visto in 299.
299 si limita a fare una parodia.
Non una classica parodia, certo, bensì una riscrittura parallela con intenti parodistici, ovvero mostrando dei retroscena che potrebbero benissimo esistere anche nell'opera originale, ma non ci sono stati narrati. Un po' come avviene ne Il Re Leone 3, o come nel video di Elio che parodizza "Dedicato a te" in cui scopriamo che dietro la ragazza c'era anche Mangoni che camminava sui navigli.
Ecco, il principio è quello.
Però ci vedo solo la parodia, non il "di più" che Leo ha sempre messo.
Dov'è?
Spero vivamente che compaia, io nelle parodie di Leo cerco quello.
Non che non mi facciano ridere i coniglietti-carta igienica, anzi, ma ormai non mi accontento più. So che Leo può fare di più, non limitandosi a far ridere.
A questa "deusione" si è aggiunta anche quella del tempo di lettura: per via dei disegni grandi, l'albo è volato, l'ho finito di leggere in un battibaleno, e abituato a storie ricche di eventi e dense come gli ultimi numeri, un po' ci sono rimasto male.
PORTAMANTELLO ha scritto:E’ dunque lecito a una parodia “metaforica”, come sono state Rat-Max e la Triologia dei Fantastici? Ebbene, almeno per il momento no.
Togli pure il "per il momento", Leo ha detto che è una parodia al 100%.
A mio parere sarebbe stata più adatta in un volume a sè stante, non avendo legami con la serie (come Rat-Max), ma Leo ha risposto che non ha 4 mani e non poteva fare Rat-man bimestrale e assieme 299, quindi ha dovuto piazzarla sul giornalino.
PORTAMANTELLO ha scritto:Credo, o almeno mi piace credere, che Leo lo abbia fatto semplicemente perché gli andava, senza un ragionamento alle spalle, per il puro gusto di fare una storia che vorrebbe leggere.
Perchè a detta sua ha adorato il film, e lo ha portato a ripescare un volume che aveva letto solo poco tempo prima, che a suo parere si prestava molto asd essere parodiato. E allora ha cavalcato l'onda dell'uscita cinematografica.

Inviato: giovedì 13 settembre 2007, 22:26
da Fergus DePaperoni
Come non quotare?

Inviato: venerdì 21 settembre 2007, 18:54
da Valerio

Inviato: venerdì 21 settembre 2007, 19:03
da DeborohWalker
Leo ha stroncato la bufala sul nascere in ML...
Se davvero avessi avuto un contatto da quelli della Warner Bros gli avrei
chiesto se mi producono il film di Rat-Man!
Scusate il Castellazzi, vive vicino alle terme, tutto quel vapore può fare
male...
un leo perplesso

Inviato: venerdì 21 settembre 2007, 19:41
da Francesco F
lol? ma quindi la fantomatica dichiarazione rilasciata al Castellazzi è tutta falsa?
òpò, sarebbe assurdo...

Inviato: venerdì 21 settembre 2007, 21:05
da DeborohWalker
Leo non è mai stato contattato dalla Warner, e tanto meno ha detto cose simili... Ma quel Castellazzi da dove esce?

Inviato: sabato 22 settembre 2007, 10:53
da Tyrrel
Intanto anche Goria e il suo AfNews sono cascati nella bufala:

http://www.afnews.info/public/afnews/vi ... 17486,.htm

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 23 settembre 2007, 00:06
da Valerio
Rat-Man #62: 299

Ha già fatto discutere questo nuovo Rat-Man. E non mi riferisco solo allo scherzone di Ortolani citato in tribunale dalla Warner, ma proprio al senso generale di un'operazione che ha perplesso non pochi appassionati. Perchè Leo, dopo mesi di latitanza del Ratto dalla Città Senza Nome ci dà il contentino in continuity per poi propinarci addirittura una bilogia (vale a dire 4 mesi!!) completamente slegata da tutto? Perchè una nuova parodia sul bimestrale dopo che operazioni di questo genere erano state sdoganate da albi speciali? Perchè articolarla proprio su due numeri? Perchè renderla così pedissequamente simile all'originale, come mai nessuna storia del Ratto è mai stata? Perchè il nuovo stile? Perchè il nuovo ritmo?
Un motivo c'è per tutto, ovviamente. E così, vuoi per motivi di tempo, vuoi per motivi di spazio, vuoi per motivi stilistici, ci ritroviamo in mano qualcosa di completamente diverso a quanto visto finora uscir dalle sue mani. Ma il motivo principale è uno e uno solo: l'ha fatto perchè gli andava. Abbiamo voluto l'autore autoriale? Abbiamo voluto l'autore indipendente che lavora per il bene del suo fumetto senza scendere a compromessi? Abbiamo voluto l'Artista? Bene, ora però dobbiamo accettare qualsiasi cosa gli passi per il capo, fa parte delle regole del gioco, un gioco piacevolissimo da giocare.
299, per adesso, altro non è che una riscrittura di 300, con dentro Rat-Man al posto di Efialte. "L'Aspettatemi" iniziale, è emblematico di ciò che è 299: un 300 con Rat-Man dietro che segue affaticato il plotone. E con tutte le battute del caso. Battute che questa volta non mi sono sembrate tutte riuscitissime, ma che includono alcune perle come Dio Nànos, i conigli, la fidanzata. Per il resto niente più che un esercizio stilistico di altissimo livello, che purtroppo proprio per la sua natura intrinseca dura molto poco. Le vignettone spalmate su due pagine, aumentano la magnificenza dei disegni ortolaniani, ma accorciano di brutto il godimento. E in fondo a tutto questo non ci sono Clan o Burbe. E per capire cosa frulla davvero in testa a Leo Ortolani dovremo aspettare il successivo "+1".

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 23 settembre 2007, 18:05
da PORTAMANTELLO
Dal suo blog Fumetti&Robot, Davide Castellazzi da finalmente un taglio alla bufala Ortolani vs Warner. Era tutto uno SCHERZO!
Ma come, non avete colto quella certa ironia di fondo, gente? E i segnali? Non avete colto i segnali?
Comunque sia, tracce del fatto che si trattasse di uno scherzo c'erano: unica notizia del blog senza immagine, nessuna fonte, conclusione in cui si suggerisce che il fumetto è meglio del film e, soprattutto, il fatto che il Castellazzi (che tra l'altro è stato uno dei primi a credere in Rat-Man e gli ha dato una bella spinta, chiedere al Leo per conferma) ha sempre fatto recensioni della serie e interviste all'autore solo ed esclusivamente in chiave umoristico/sarcastica. Insomma, scherzavo.
Ma che umorismo nerd -_-
Se non altro l'intera faccenda non aveva losche finalità... certo è che di scherzoso aveva poco o nulla e il primo aprile mi pare ben lontano. :stronk:

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 23 settembre 2007, 19:58
da Francesco F
io non capisco il motivo di uno scherzo del genere... certo, ha ragione, gli elementi per capire che era uno scherzo c'erano... ma li abbiamo confusi per l'ottusità dell'autore :P

Comunque, questo succede quando non si usano gli smiley :P

Nei miei messaggi, come avrete notato, le :P :P :P :P :P :P :P abbondano :P

+ 1

Inviato: martedì 06 novembre 2007, 22:52
da DeborohWalker
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Non ho tenuto nascosto il fatto che 299 non mi fosse piaciuto. Qualche trovata veramente divertente, ma come storia non mi aveva entusiasmato più di tanto, proprio per la sua pedissequa riproposizione della trama di 300.
Beh, questo aspetto l'ho trovato immutato. Nonostante ciò, +1 l'ho decisamente gradito, per via della quantità e della qualità delle battute. Solitamente mi capita di citare nel commento le due, tre battute che ho trovato più divertenti, ma stavolta non posso farlo. Cioè, sarebbe un elenco eterno, perchè mai come in questo numero mi è capitato di emettere una risata ad alta voce quasi per ogni battuta. Una gag spassosa praticamente ogni coppia di pagine.
Credo di non aver mai trovato un tasso così elevato di battute che mi divertissero.
Un ulteriore plauso per i disegni, che ho apprezzato più di quelli del numero precedente. In particolare, sono letteralmente rimasto a bocca aperta quando, sfogliando la pagina, mi sono trovato davanti agli occhi l'ancella di Serse con i capelli ricci; quello non è un disegno di Leo che ricalca lo stile di Miller, quello E' un disegno di Miller. Sembra un personaggio uscito direttamente da Sin City, se non fosse per uelle due linee sulle guance che compongono il caratteristico muso di scimmia, non avrei potuto ricondurre quel disegno a Leo.
E' incredibile come riesca a superarsi sempre.
Ed è incredibile come non si accontenti di fare solo ciò che la gente si aspetti da lui, ma superando anche il limite massimo consentito, confezionando una storia di ben 66 pagine. Se Leo non vuole fermarsi, Leo non si ferma, e ne abbiamo avuto testimonianza a Lucca, dove ha disegnato ininterrottamente per due ore...
L'editoriale di Plazzi in cui racconta l'episodio mi ha fatto morire dal ridere immaginandomi i toni della telefonata ^^
E un meritato riconoscimento va anche a Panini Comics, che ha accettato di aumentare la foliazione della testata per via di questo "sconfinamento", assecondando Leo senza pretendere nessun sovraprezzo.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: mercoledì 07 novembre 2007, 22:06
da Blonde
Quoto in tutto Deboroh.

+ 1 è un enorme contenitore di tantissime gag e le pagine non rimangono pallide imitazioni dei disegni di Miller ma, seppur seguendo pedissequamente lo stile di 300, sono impregnate del più puro degli Ortolani; il tutto senza dimenticare qualche notevole spruzzata narrativa e non puramente comica (come, ad esempio, nel finale, [spoiler]il ritorno di Rat-Man da Leonida[/spoiler])