Il Grande Magazzi
In occasione di Napoli Comicon, è uscito un volume speciale fuoriserie di
Rat-Man. Come spesso accade in questi casi, si tratta di una parodia. Ma non siamo dalle parti della parodia inedita (
Allen,
Ratolik), bensì da quella della ristampa di pregio (
299+1). Come i più scafati di voi ricorderanno, infatti,
Il Grande Magazzi era apparso nel 2012 serializzato su tre numeri del bimestrale.
Ero indeciso quindi se fare mio questo prodotto, considerando che possiedo già la storia e che, a memoria, non era nemmeno una delle parodie migliori.
299+1, oltre ad essere bellona, aveva pure la sensatezza dell'edizione in widescreen che permetteva una fruizione migliore delle vignette.
Alla fine mi sono deciso per l'acquisto, ovviamente dribblando fortissimo l'edizione extra-lusso da quasi 30 euro che, rispetto alla standard edition, ha solo la copertina cartonata, di colore diverso e dimensioni leggermente maggiori, e mi sono accontentato dell'edizione normale che, con quei fregi in oro e in rilievo fa comunque la sua stra-bellissima figura.
Tra l'altro, in questa edizione la storia viene colorata per la prima volta (dalle capaci mani del solito fratellone
Larry, con l'aiuto di
Elena Prearo), e quindi mi sono raccontato che il gioco valeva la candela.
E alla fine la valeva davvero. Sì, perché aver comprato questa ristampa mi ha spronato a rileggere la saga, e l'ho riscoperta. Quella che ricordavo essere una storia buona ma non eccezionale rivive invece della genialità che avevo rimosso sulla Sgnaccamaroni, Carlén, la presa per il culo a
Twilight, i doppi sensi spinti che fanno sbellicare, quel gusto tutto ortolaniano di partire da uno spunto iniziale e di arrivare in posti imprevedibili ma coerenti con l'insieme della storia intessuta.
Sono sicuro che se andassi a rileggere i commenti di tre anni troverei commenti più positivi di quanto credessi, ma resta il fatto che ho sconfitto il giogo della falsa memoria storica. I colori, poi, non sono un'aggiunta tanto per, ma ricreano con arguzia le atmosfere magiche ma anche gotiche che i film di Harry Potter hanno saputo mutuare dai libri della Rowling. Il calore dei colori riesce a modularsi anche su toni differenti quando le atmosfere potteriane si fondono con quelle di
Twilight, offrendo davvero qualcosa di extra e significativo alla lettura.
Come ogni prodotto del genere, poi, è sempre di grande interesse leggere l'approfondimento scritto da Leo, che ne approfitta per raccontare tutti i perché e i percome l'hanno portato a scrivere la storia, alcuni sviluppi poi abortiti con la spiegazione del perché ecc, in una raccolta preziosa di aneddoti.
La chicca finale, comunque, sono le "scene tagliate": proprio come se fossero quelle contenute nel dvd di un film, Leo ha inserito in fondo all'albo delle vignette che rappresentano alcune delle gag scartate dalla stesura finale perché avrebbero rallentato il ritmo. Ritrovarle qui, in questa maniera, ci permette di godere di altri slanci di follia e divertimento che la mente vulcanica dell'autore produceva mentre realizzava questa n-logia, assolutamente godibili anche a sé stanti, avendo a parte la storia originale nel suo "montaggio finale", che funziona effettivamente molto bene dal punto di vista dei ritmi narrativi e della parabola che l'avventura compie.
Insomma, si tratta di un volume che offre molto più di quanto promette, e che consiglio anche a chi possiede già la storia sul
Collection. 8 euro sono una cifra sostenibile per un doppione, sì, ma con tutti i crismi.