Ohibò, sigh sob, e che fine ha fatto il mitico Silver? Questa la prima reazione alla lettura del
N. 328 di Ottobre, in cui, delle tredici
tavole, ben dodici sono di Cannucciari ed una di Michelon

era mai avvenuta in precedenza un'assenza così drammatica del Papà del Lupo dalle tavole, in 28 anni di vita della testata? :O Magari mi sbaglio, ma mi pare di no... Tanto che sul momento mi sono persino preoccupato per la sua salute... poi, per fortuna, ho letto il tranquillissimo Last Minut (splendida quella sulle slot-machines, Silver è sempre un grande

) ed ho notato qui in board lo spassosissimo racconto di Gabriele sull'incontro alla mostra fumettistica, e mi sono fortemente rilassato

Tornando alle
Tavole, devo dire che, come ormai quasi sempre in questo Medioevo prolungato, sono decisamente il punto forte dell'intero albo: applauso spontaneo alla prima di Michelon (in questo periodo sto montando Billy a tutto spiano, e quella battuta mi ha fatto ridere di gusto), e complimenti vivissimi a Cannucciari: è vero, come dice Grrodon-Valerio, che in genere le sue tavole sono molto più piene di dialoghi rispetto a quelle di Silver, ma in molti casi la cosa ci sta splendidamente, e questo intero numero ne è un esempio: la battuta di Alcide con Glicerina è sofisticata e british comì'è perfettamente in stile con il personaggio, Enrico è sputato lo stesso cinico agghiacciante di "Verrà Natale" di qualche anno fa nella tavola sulla pubblicità, Alice è in una delle sue più originali (tanto per struttura della tavola che per tipo di humour), e quella della zuppa crucca potrebbe essere silveriana, e mi ha fatto ridere per cinque minuti (e stesso effetto ha fatto a mio padre, germanofilo da anni, quando gliel'ho fatta leggere

). In conclusione, direi tutte ottime tavole, caratterizzazione classica ed originale al tempo stesso. Se porprio proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo (ma vogliamo?), un piccolo calo di tono proprio sull'ultima, ma è una pignoleria

La lunga è
Q come cultura e non è male, e trattandosi di Casty la classe si vede certamente. Eppure... non so, tanto sul Topo il mitico scrittore è perfettamente a suo agio nel calare perfettamente nei loro panni tutti i personaggi, partendo da relazioni stabilite e familiari a tutti i lettori e costruendo su di esse, tanto sul Lupo nelle sue storie tutto sembraleggermente artificioso/artificiale, come se da un momento all'altro Alberto e tutti gli altri si dovessero togliere il costume, mostrando di essere attori che stanno recitando un copione. Alberto e Mosé, in prima sequenza, in mezzo ad un pomeriggio, con Alberto che gira tranquillo per la fattoria e fa battute e Mosé che gli parla come fosse un Alcide o un Glicerina qualsiasi invece di prendere il bastone, sembrano un po' troppo fuori personaggio. Non parliamo poi di entrambi costretti ad andare a ripetizione a forza da Marta: quella della nostra gallina preferita che si impone su entrambi e li fa sgobbare è una trovata narrativa che, ad orecchio, mi sembra stia in piedi per la battuta finale di una striscia, non per costruirci sopra un'intera storia. Non che Alberto e Mosè che si punzecchiano e si fanno i dispetti non siano uno splendido soggetto, ma quanto sono diversi i due studenti agghindati di questa storia, che vanno a scuola come se fossero entrambi dei bambini, ed il cane da guardia ed il Lupo ribelle che si ringhiano contro, pur in fondo rispettandosi, di una, chessò, "Compagnia dei Guardiani"? Casty è sicuramente un artista (o forse un artigiano - sono molto gucciniano nel pensare che questo sia un complimento decisamente migliore) della parola, e la precisione l'attenzione con cui pensa le storie si vedono sempre, ma perché tutto gli riesce sempre un pochino troppo sopra le righe e "da scuole medie", sul Lupo? Mah, non so, forse è una mia impressione... ditemi voi se sbaglio, soprattutto visto che tutti quanti, credo, condividiamo la sconfinata ammirazione per il suo lavoro eccelso sul Topo
Ed ecco il
N. 329, e Silver, oltre che sulla copertina, fa la sua ricomparsa nelle
Tavole, e più precisamente nella splendida battuta su Enrico e Cesira che merita, come sempre, la palma per la zampata del Maestro

(nah, non è detto che la battuta fosse necessariamente sulla Madonna, pessimista di un Michelon

) Ed in più, su ben tre tavole, ricompare qualcuno che non scriveva più per noi da un sacco di tempo, il mitico Piero Lusso!

O gioia, o gaudio, i primi testi inediti del Lusso a quasi due anni da "Pazzo per la Vanga", e sono tre battute perfettamente in tema, due delle quali d'attualità che più non si può. Grazie Lusso, ci sei mancato, decisamente!

Per il resto due splendide di Michelon (quella della tv talmente criptica che ho dovuto rileggerla due volte per capirla, tanto di cappello

), ed un cannucciari di cui prosegue l'ottima forma degli scorsi numeri (sempre bello vedere le piccole sottotrame della Silvietta universitaria

). La lunga è la ristampa della cara vecchia
"La casa del vampiro" (forse ricolorata? Non ho l'originale sottomano) della premiata ditta Lusso-Cannucciari, che rappresenta un episodio un po' a sé nella tradizione delle storie novembrine: se negli anni successivi Lusso ci avrebbe abituato sempre più a veri e propri gioiellini horror, "imaginary stories" fuori continuity interpretate dai nostri personaggi ma con trame totalmente slegate dal canone passato e futuro, "La casa del vampiro" è pressoché completamente in continuity (a parte il finale, cui però è associabile tranquillamente un immaginario post-finale di fuga riuscita e ritorno allo status-quo), e molto più malinconica e contenuta nell'horror rispetto a qanto accadrà anni dopo. Sicuramente la classe e la bravura ci sono come sempre (già solo dal piccolo tocco di utilizzare Lodovico come cavallo, ricordandosi della sua natura), però questa volta siamo proprio lontani dalla "Simpsons' treehouse of horror" la cui atmosfera viene puntualmente richiamata dalle storie novembrine del Lupo. Rivedendola dopo molti anni suona come una storia talmente positiva e triste da essere quasi una via di mezzo tra quelle horror del novembre usuale e quelle consolatorie del mese successivo

Il resto del numero non ha picchi altissimi, salvo il sempre mitico
Last Minut di Silver, e la risposta di Cannucciari sulla vivisezione in una pagina della
Posta: applauso a scena aperta. Grazie davvero, perché è grazie a pagine come questa che il Lupo non smette mai, anche nei momenti di maggiore difficoltà, di essere una piazza su cui ridere quand'è il momento, ma anche confrontarsi seriamente su argomenti serissimi come questo. Grazie Cannucciari
