Quanto silenzio... quanti giorni a passare di qua, cercare il thread del Lupo e constatare, sgomento, che non c'era nessun nuovo post e nessun intervento appassionato sulla sorte sempre incerta di uno dei mensili più costanti ed innovativi al tempo stesso che la letteratura disegnata italiana abbia mai prodotto... non so, probabilmente sto costruendo sul nulla, ma mi sembra che la posizione generale qui sia di incrociare le dita, aspettare e sperare per il meglio. Posizione lodevolissima, e con la quale in generale mi trovo d'accordo. Ma dopo tanti mesi di silenzio, forse due parole è il caso di dirle, magari partendo proprio dal numero in edicola, trovato giovedì sera mentre tornavo a casa.
N. 317
Ottavo numero di quello che speriamo verrà presto ricordato come il "breve medioevo" del Lupo, questo ci presenta come sempre un collage di ristampe ed inediti. Inedita è innanzitutto la
copertina , che personalmente considero la migliore da tanti mesi (forse addirittura dal mitico 300, quando la crisi era ancora di là da venire), con il suo bel messaggio metafumettistico. Inedite sono le
tavole, che vedono un
exploit notevolissimo del Papà del Lupo, che, se gli occhi non m'ingannano, oltre a firmare tre tavole con Michelon (di cui quella sui "rumori notturni" alla fattoria mi ha fatto scompisciare come splendido esempio del fulminante umorismo silveriano), ne firma ben
sei, ovvero quasi la metà, totalmente di suo pugno

Il risultato, per quanto riguarda il mio gusto personale, è veramente gradevole, una risata piena come quella suggerita dalla copertina (dello stesso Silver, manco a dirlo) che riscalda il cuore in questi giorni in cui i motivi per essere tristi proprio non mancano, e che fa sperare anche un pochino per il futuro del Lupo: le difficoltà economiche ci sono, indubbiamente, ma pare quasi che Silver, dopo aver preso tutti in contropiede con la splendida "mors tua" di quest'estate, stia di nuovo spiazzando le nostre previsioni tornando a scrivere e disegnare il Lupo stabilmente e in toto, come non accadeva da anni... quasi come se, in un momento in cui c'è una crisi generalizzata ed i soldi per il superfluo vengono inevitabilmente a mancare, Silver per primo avesse deciso di eliminare i fronzoli e ritornare alla radice di tutto e alla ragion d'essere di questo mensile, ovvero Alberto, Marta, Mosè e le storie loro e di tutta la fattoria McKenzie. Forse sono un grande romantico, ma quest'idea del capitano che, quando la nave vacilla e rischia di affondare, molla l'uniforme elegante e scende in caldaia a spalare carbone quanto e più dei fuochisti "giovani" mi sembra il comportamento più bello, più professionale e più coraggioso che Silver poteva fare. E già solo per questo il Lupo si merita un acquisto di due copie al mese, per quanto mi riguarda (compatibilmente col fatto che trovarlo in edicola è sempre più difficile, che le prime vittime dei tagli siano state proprio la quantità stampata e la distribuzione?

). Molto belle, e, per la gioia di Grrodon, meno verbose del solito anche le quattro tavole del sempre mitico Cannucciari, l'incipit del numero è decisamente tra i migliori

Inedita è anche la
posta, sulla quale però mi riservo di ritornare più avanti. Egualmente inediti sono
Kika (che su due sole tavole, se non diventa divertentissimo, perlomeno evita di sbrodolare troppo) e la parte redazionale di
Noi2 (che, onestamente, non mi ha mai detto molto, neppure quando era un albo separato). Inedito, infine, è il
Last minut, come sempre di un'attualità sconvolgente - sembra scritto, letteralmente ieri

Ristampa, invece, è la seconda parte de
Il dottor Mouse ed il malato immaginario (Silver/Michelon/Bruschi) che, dopo aver per un attimo salutato il mese scorso come l'insperato inizio della rinascita del Lupo, ho purtroppo rapidamente identificato come una ristampa presa da un volume che dev'essere uscito l'anno scorso o due anni fa, più o meno all'epoca dell'indimenticabile storia di "Messere Correggio". Per carità, la storia è bellissima, briosa, frizzante, profonda, Silver al mille per cento. L'unico neo, purtroppo, è proprio che non è un'inedita - ma, tutto considerato, visto l'enorme contributo dato da Silver alle tavole (è mai successo negli ultimi quindici anni che ne abbia realizzate così tante su un numero solo? Potrei sbagliarmi, ma mi pare proprio di no...), direi che l'assenza prolungata di un'inedita è un prezzo che questo mese vale assolutamente la pena di pagare. Sulla storia in sé non mi dilungo perché probabilmente l'intero volumetto speciale meriterebbe una recensione a sé, e potrei farci un pensiero quando riuscirò a metterci le mani sopra. (chissà se l'enciclopedico archivista Michelon ricorda titolo e peroido d'uscita, per rendermene più facile il reperimento?

), ma in sintesi è una critica forte ed allarmata all'espandersi dell'ipocondria generale da un lato ed al comportamento bieco e lurido di tutti coloro che la incoraggiano per ovvie ragioni economiche, dal produttore di farmaci al medico che, vuoi per una percentuale vuoi per reale fiducia nella medicina chimica senza freno, ne prescrive in quantità smisurata. Di chi mai possa essere la parodia questo Dottor Mouse che sciorina malattie mai sentite con abilità quasi sovrumana non credo sia il caso di occuparsi

(è però un dato di fatto interessante che la lettura di questo gioiellino Silver-Micheloniano abbia portato anche me, House-fan della prima ora che non ha mai considerato lo show come un realistica rappresentazione di dottori, malati o farmaci, ma solo come una dramedy ed un'ottima prova di sceneggiature e dialoghi, a riflettere su quanto le enormi iniezioni di medicina fictionalizzata tramite tv degli ultimi anni, da House a Gray's anatomy ad ER possano forse aver colpito l'immaginario almeno di una fetta di pubblico meno smaliziato alimentandone le tendenze ipocondriache.. chissà se anche questa riflessione era negli intenti di Silver

) And that's enough, for now.
Veniamo dunque alla
posta che, a parte le solite tre-quattro lettere legate a questioni più personali (più il Caro Psic che certamente è una sicurezza), questa volta esordisce con una lettera che prende di petto -e, correggetemi se sbaglio, per la prima volta esplicitamente - il problema delle cattive acque in cui naviga il Lupo. Non so se il fatto che a sollevare la questione sia la lettera di una fan sessantenne sia dovuto ad un'acuta scelta editoriale di Rosangela o se davvero ad essere così affezionati da preoccuparsi del futuro rispetto alla qualità dei contenuti e alla stessa permanenza in edicola del mensile siano solo "i vecchi" (ipotesi che mi rattristerebbe assai, ma che non posso, per onestà intellettuale, scartare a priori), ma fatto sta che in molte parti di quella lettera ho ritrovato sia le mie posizioni che qualcosa delle posizioni di tutti coloro che, qui sul forum, hanno provato nei mesi scorsi a far arrivare qualche input "non ufficiale" al team del Lupo approfittando della fortuna che abbiamo di avere periodicamente come visitatori e partecipanti dei "grossi calibri" quali Michelon, Lusso, Artibani e Cannucciari. La ragazza (di sessant'anni, ma assolutamente ragazza, da come scrive) propone anche, ad esempio, un aumento contenuto di prezzo, dicendosi disponibile ad accettarlo e sostenerlo pur di poter riavere dei contenuti inediti (in questo senso è molto rassicurante la risposta di Rosangela che dice esplicitamente che tutte le collaborazioni che non stanno proseguendo - immagino parli di Artibani, di Lusso con le inedite già pronte di cui tanto ci aveva parlato, etc. - non sono assolutamente annullate ma solo sospese temporaneamente, in attesa di tempi migliori). E' una proposta magari difficile, magari scomoda, ma può valere la pena di prenderla in considerazione. Il che mi ha spinto ad interrogarmi su di noi animatori di questo thread.
A qualche anno di distanza dalla nascita di questa discussione, credo che questo sia ancora l'unico posto di tutta la vasta rete in cui si prova ad analizzare qualitativamente ed artisticamente le storie che ogni mese il Lupo ci regala, siano esse strisce, tavole di due paginette o racconti più complessi ed ampi. Abbiamo analizzato il capolavoro (e ce ne sono stati tanti, indubbiamente) come la storiella mediocre, tentando un approccio al Lupo lontano contemporaneamente dalla lettura "ingenua" (che pure ci deve essere, ed appartiene ad una parte importante del pubblico della testata) e dall'approccio sciologico-introspettivo che spesso permea le pagine della posta o i vecchi numeri del "pollaio globale" o delle altre community che in passato, da quel che leggevo, mi è sembrato considerassero la condivisione delle storie del mensile come poco più di un'opportunità per poi ritrovarsi a parlare della realtà quotidiana (vedi episodi come le Tane, cui non ho mai partecipato perché ero giovane, ma nelle quali non credo si dibattesse molto del livello qualitativo o degli spunti letterari di questa o quell'altra storia). L'approccio Sollazzo, insomma. E che come micro-community sia apprezzata e rispettata credo lo dimostrino le presenze non frequentissime ma molto costanti di praticamente l'intero parco autori del Lupo, esclusi solo Silver, Casty e Maselli. Quindi, perché non iniziare a discutere in questa sede di cosa, singolarmente o di sgruppo, desidereremmo per il futuro del Lupo? Sicuramente nessuno di noi vorrebbe vederlo chiudere e tutti sperano nella fine imminente di questo periodo di difficoltà, ma in che direzione si dovrebbe orientare la testata? Storie nuove in cambio di un ulteriore aumento di prezzo, come proponeva Rosangela? Storie nuove in cambio della scomparsa dalle edicole e la circoscrizione della testa al cricruito delle edicole? Un'altra periodicità? E' vero che non siamo noi a decidere, ma forse, esserndo una community atipica ed abbastanza partecipata tra i fan del Lupo, discuterne tra noi e poi magari mandare una lettera di proposta collettiva alla redazione potrebbe avere un altro impatto rispetto a tante micro-mail (e- o snail, ormai non credo faccia molta differenza) ognuna con la sua idea, magari bislacca, folle o geniale, che però rischiano di darsi sulla voce a vicenda ed essere poco efficaci. Che ne pensate?
Lancio la palla? Io voterei per un ritorno alla vecchia qualità della carta e al vecchio formato. Pre-2007, per intenderci. E' vero che senza la carta patinata capolavori assoluti come la Ballata dei McKenzie non avrebero mai potuto godere di colori così meravigliosi, ma, se i costi diventano insostenibili, preferirei comunque leggere storie belle e profonde con rifiniture più grezze o imperfette che rischiare di non leggere niente del tutto. D'altra parte, se non ricordo male, anche un pluri-giubilato capolavoro come "Topolino il mondo che verrà" doveva avere in origine una colorazione diversa (e più brillante) voluta dallo stesso Casty, no? Ma chi di noi avrebbe rinunciato volentieri a leggerla, se alla redazione del Topo ne avessero rimandato la pubblicazione a chissà quale speciale con la carta giusta per supportare quella colorazione? E questo è solo il primo esempio che mi passa per la testa adesso perché ho finito di leggere l'ultimo Topo di Casty, ce ne sarebbero mille altri

So che Lusso è un grande perfezionista nella scelta degli splendidi colori, e che lo sperimentalismo grafico di Cannucciari sta ormai travalicando i confini di genere del fumetto umoristico, e che Michelon è sempre più bravo sia sulle trame che sui disegni perfetti, ma mi sentirei in pieno di votare un Lupo su cui tante "prime edizioni" formato più "da battaglia" trovassero il loro spazio, riservando al limite le colorazioni a delle "ultimate editions", queste sì da fumetteria ed a prezzo più alto, che comunque sarei felicissimo di acquistare. In fondo, i manga giapponesi non seguono forse la stessa procedura?

Non so, ditemi voi... il dibattito è aperto
