Strangers in Paradise Pocket #18

Toh il fatto che sia uscito a Lucca, praticamente un mese dopo il precedente potrebbe rassicurare i cuori di chi aveva già predetto la fine della serie Pocket. all'interno si trovano i consueti quattro capitoli della consueta solita solfa. Bella solfa, eh. Terry Moore è un dannatissimo genio, riesce a creare situazioni, dialoghi e sceneggiature assolutamente brillanti e sconvolgenti. E' quasi un peccato che abbia scelto di dedicare il suo talento "solamente" ad una trama sentimental/poliziesca di questo genere, ma ad ogni modo si sente che è una storia molto sentita e se arte significa libera espressione sono contento di stare al gioco e accettare una tipologia di storia anche lontana dalle mie corde, pur di assaporare una tale bravura.
A lasciarmi ancora perplesso dopo tanto tempo è la struttura del tutto. Che continua ad essere ciclica, con un continuo oscillare tra i due diversi status quo (le due amiche vicine, le due amiche lontane), e quel dannato flashfoward sempre più lontano, sempre più dimenticato. Eppure stavolta sembrerebbe che l'ennesimo litigio tra le due porti la rottura definitiva, la scelta di Francine è quella di tornare in seno alla famiglia e ormai alla fine della serie mancano otto numeri. Eppure ormai dopo tutti questi falsi esiti si stenta a credere ad un unificazione dei due piani temporali, sapendo che fino all'ultimo Terry Moore riuscirà ad allontanare il momento. Anche per via delle mille novità che stanno salendo sul palco, tanti nuovi personaggi che sembrano avere un ruolo, e quasi tutte bionde: ci sono Cherry Hammer, la bodyguard di Katchoo, Lindsay Noel, la psicologa stuprata, la Detective Sara Bryan, la modella Mikki McQueen, la nuova Tambi addolcita e la nuova Casey lesbica e via dicendo. Insomma, idee ancora parecchio confuse.

















