Ho noleggiato insieme a Minnie il dvd di questo film l'altra sera.
E così ho visto questo film per la prima volta. Devo dire che partivo con aspettative alterne perchè alcuni miei amici che lo avevano visto ai tempi al cinema ne decantavano le lodi, e la stessa Minnie me lo esalta da tempo...di contro però avevo spulciato i commenti qui sul Sollazzo e altrove non sempre entusiasti... Quindi non sapevo bene cosa aspettarmi, ma non mi convinceva più di tanto.
Poi... pertenza adrenalinica con musica rockeggiante molto figa e inizio roboante su un circuito automobilistico. Il fatto che il film fosse incentrato sulle macchine da corsa non mi attirava per niente, dato che è uno sport che non conosco per niente nè mi interessa.
Ma dopo un inizio così movimentato che mi ha predisposto bene l'animo, il film prosegue la sua storia con naturalezza e tranquillità. In effetti alla fine non mi è dispiaciuto quanto temevo. Certo, l'inizio del film è la parte che meno mi ha convinto, forse perchè funge da ambientazione in questo mondo alternativo popolato da sole macchine, ma il mio compiacimento nel guardare il film è iniziato da quando Saetta è arrivato a Radiator Spring. Lì l'azione ha iniziato ad evolversi, e ad avere un suo perchè. Senza contare la calda atmosfera (sottolineata dalle musiche country) che sprigiona la cittadina in sè, in mezzo al nulla e dimenticata dal mondo. E non posso dimenticare Carl Attrezzi, un comprimario molto molto ben riuscito, una spalla spassosa e folle che per molti tratti mi ha ricordato Pippo.
Lo stesso Saetta è un protagonista il cui carattere - scontato o no, antipatico o no - a me è risultato particolare e perfetto per una giovane auto da corsa che vede in pochissimo tempo la possibilità di eguagliare grandi del passato. E poi ha anche una crescita morale proprio a Radiator - questa sì, banale!
Tra gli altri personaggi, per quanto divertenti, a parte Hudson che è sicuramente un buon character (e stupenda l'idea che ritorni come capo del team di Saetta) non mi è rimasto impresso nessuno, men che meno la "tipa" di cui Saetta si innamora.
Finale che mi ha soddisfatto perchè sorpreso (avrei creduto che vincesse Saetta, o che almeno accettasse l'offerta del manager della Dinoco), e titoli di coda in puro stile Pixar che, anche senza errori, portano avanti lo strascico di finale, ma che senz'altro raggiungono l'apice con la scena del drive-in, vero inno all'autocitazionismo nerd che già tanti qui hanno osannato giustamente (lo ammetto, non smettevo più di ridere e Minnie mi guardava male

)
In sostanza, altro non aggiungo dato che è stato tutto già detto prima di me: dico solo che risulta tra i miei film Pixar meno preferiti, forse a parimerito (anche se per ragioni diverse) con A Bug's Life sul gradino più basso dei Disney/Pixar. Gradino che comunque è molto in alto rispetto alla mia scala di piacere provocato da un prodotto sollazzevole. Questo proprio in virtù di questa stranezza di non realizzare più un micromondo all'interno delle nostra realtà (un mondo mostrato come segreto, ignorato, odiato o di cui si ha paura, che si integra con il nostro). Una volta che si accetta questo patto il film è molto gradevole, ma senza questo che io considero un po' il marchio dei film Disney/Pixar - non a caso con Ratatouille e con Wall-E si ripeterà questo stilema narrativo - tutta la baracca perde un po' di mordente.
Infine, questo era l'ultimo film Disney/Pixar che mi mancava di vedere; ho visto recentemente anche il dvd con tutti i corti, sono preparato per gustarmi con ogni cognizione di causa Wall-E a ottobre!