Episodi 1-23, Tankobon 1-2 / Perfect Edition 1-2
Tutto cominciò dalla ricerca delle sfere del drago. Goku e Bulma.
Un bambino puro, ingenuo, cresciuto sulle montagne assieme al nonno, unico altro essere umano che abbia mai visto; assolutamente all'oscuro dei comportamenti da avere con gli altri (specialmente col sesso femminile) e delle abitudini che regolano la società. Se questo non lo rendesse già abbastanza strano (rendendo già irresistibilmente simpatico il protagonista), Goku ha anche una coda, e parla con un globo arancione come se fosse suo nonno: si tratta in realtà di una sfera del drago, un oggetto che porterà il ragazzo a viaggiare per il mondo, dopo l'incontro con Bulma.
Bulma infatti è alla ricerca delle sfere del drago, sette pietre che permettono a chi le riunisce di evocare il Drago Shenron, in grado di esaudire qualunque desiderio; la ragazza capisce che Goku potrà essergli d'aiuto grazie alla sua forza, e lo convince a diventare suo compagno di viaggio.
La coppia è assemblata alla perfezione: l'ingenuità e la completa indifferenza al fascino femminile di Goku trovano un perfetto contraltare nell'ammiccante Bulma, dall'animo irascibile pronto a reagire ad ogni atteggiamento sopra le righe del suo nuovo amico.
Dopo pochi giorni di viaggio Goku effettuerà una deviazione per salvare una tartaruga di mare, buona azione che permetterà al ragazzo di fare la conoscenza del Maestro Muten, un eremita maniaco inizialmente presentato come un bizzarro asceta possessore di artefatti magici (la sfera del drago, la fenice, la nuvola Kinto, il ventaglio della musa...) ma dopo poco sarà trasformato in un maestro di arti marziali, per assecondare le richieste dei lettori interessati ai combattimenti. Lo vedremo in azione per la prima volta quando emette la KameHameHa, potente onda energetica (e mossa più celebre di tutta la serie) che emetterà trasformandosi da vecchietto gracilino a un omone iper-muscoloso, in una scena sorprendente. La dualità tra i suoi due aspetti (esperto combattente e maniaco impunito) lo rende uno dei personaggi più affascinanti della prima parte del manga.
Il secondo compagno di viaggio è Olong, maiale trasformista che inizialmente è affrontato da Goku come una minaccia, attraverso le diverse forme spaventose che prende, fino a quando non sarà smascherato il suo reale aspetto. La sua perversione, affine alla sua natura suina, difficilmente viene tenuta a freno, fino a quando Bulma non riesce a tenere in scacco Olong grazie alla caramella Popò Bon. Nonostante tutto Olong tornerà utile, sia per soddisfare i desideri hot di Muten, sia per salvare il mondo da Pilaf, al cospetto del drago Shenron.
I successivi personaggi che vengono introdotti sono Yamcha a Pual; il primo è presentato come una temibile minaccia ed effettivamente è tale per Goku, che lo affronterà in quello che è il primo combattimento un minimo avvincente della serie. Il secondo è un "compagno d'asilo" di Olong, anch'esso in grado di trasformarsi, la cui utilità si riduce per lo più a spalla di Yamcha, così da dargli qualcuno con cui parlare nella parte iniziale della serie dove i due viaggiano soli.
Il personaggio di Yamcha nella sua prima apparizione è spassoso grazie alla sua intolleranza al sesso femminile, probabile derivazione del personaggio di Tsun Tsukutsun di Dr. Slump & Arale; questa caratteristica influenzerà anche gli scontri, nei quali non viene tralasciato l'umorismo (nè è un esempio il "rimbalzo" di Yamcha contro il margine superiore della vignetta)
La penultima sfera si trova nel castello dello Stregone del Toro, un omone la cui reputazione è quella di un demonio spietato; giunto sul luogo, Goku riesce però ad accattivarsi dell'uomo grazie alle sue conoscenze di Son Gohan e Muten. E proprio l'eremita della tartaruga interviene per spegnere un enorme incendio che divampa sul Monte Padella: è questa l'occasione nella quale vedere per la prima volta le abilità di Muten, che sprigiona una potenza inaspettata con l'onda Kamehameha.
Il colpo dovrebbe essere arduo da riprodurre, ma il giovane Goku riesce ad effettuarlo già al primo tentativo, evidente segnale di una predisposizione innata al combattimento, interessante alla luce di ciò che scoprirà quando sarà adulto.
La storia a Monte Padella, oltre al bonario Stregone del Toro, introduce anche sua figlia Chichi, bambina con la quale Goku scambia con leggerezza una promessa di matrimonio che sarà onorata qualche anno dopo; la giovane Chichi è timida ma è in grado di difendersi da sola, simile alla Tsun Tsururin di Dr. Slump & Arale.
Prima del gran finale della saga, Goku, Bulma e Olong si recano in un villaggio terrorizzato da un bizzarro coniglio antropomorfo, col potere di trasformare le persone in carote col solo tocco della mano: l'avventura, pur se slegata da tutte le altre vicende, è l'occasione per vedere ancora in azione Yamcha e Goku, qui pronti a collaborare contro un nemico comune. Inoltre, dopo il caso isolato nel primo episodio, Goku torna ad utilizzare il suo bastone, che sfrutterà di più in futuro, ma evidentemente Toriyama voleva rinfrescarci la memoria a riguardo.
Il "gran finale" presenta Pilaf e i suoi due scagnozzi, nemici così simpatici da essere poi riutilizzati in futuro; l'elemento vincente è ancora una volta il perfetto equilibrio tra umorismo e epicità, racchiusi nello stesso personaggio, riuscendo nonostante la sua goffaggine ad essere considerato come un'effettiva minaccia. Minaccia sventata da Olong, che nel climax della saga, al cospetto del temibile drago Shenron, riesce a stemperare i toni chiedendo alla creatura un paio di mutandine da donna, richiesta che comunque riesce a salvare il mondo: altro esempio di come possano coesistere comicità demenziale ed effettivo avanzamento della storia.
Ma il vero colpo di scena si ha quando, al chiarore della luna piena, Goku si trasforma in un gigantesco scimmione che distrugge il palazzo di Pilaf, mettendo in serio pericolo di vita anche i suoi compagni di viaggio; ecco quindi venire spiegata l'esistenza della coda di Goku, elemento che poteva sembrare una mera bizzarria, ma che ora acquista un significato, e in futuro sarà ulteriormente chiarito.
Questo primo ciclo di storie riesce in pochissimo tempo a presentare molti personaggi fondamentali della serie ed elementi che saranno sviluppati in futuro; non c'è un personaggio che stoni, ognuno è considerabile come un piccolo gioiellino di caratterizzazione in grado di accattivarsi la simpatia dei lettori. Come già detto, il fattore migliore di questa saga è il perfetto sviluppo della storia, per certi versi epica e "seria" con una leggerezza e una comicità che sarebbero potuti risultare incompatibili per molti autori. Inoltre, Toriyama gioca qui con elementi umoristici "bassi" (il sesso, le tette, la cacca, la pipì) utilizzati però come potrebbe fare un bambino, il che permette di utilizzarli con stile, senza mai scadere nella volgarità; ne è un esempio lo spassoso tormentone del "Pat Pat" di Goku, chiaro segnale della sua ingenuità e di come questa possa cozzare con le norme comportamentali della nostra società.
Nel corso della saga i lettori manifestarono un crescente interesse per i combattimenti, portando Toriyama ad inserirne di più, e sfruttando Muten come esperto in materia, così che Goku possa recarsi da lui per allenare la sua tecnica...