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Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: sabato 08 ottobre 2011, 17:00
da Eddy
Vito ha scritto:Signore dei Ratti, i due Star Rats, Rat-Max che però mi si dice sia in continuity... :P
Quindi ricapitolando sei in possesso (o hai letto) tre parodie, due storie in continuity una delle quali parodistica ed una storia di metafumetto. Beh, potrai notare l'abisso fra la struttura delle parodie e della serie regolare, ti conviene cercare almeno uno dei due volumi che ti ho consigliato (se pigli quello di Repubblica è meglio) e poi darci sotto coi Tutto Rat-Man delle saghe, altrimenti apprezzerai molto ma molto meno la prossima storia.
Su forza muoviti che hai solo due mesi! Sei ancora lì?

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: sabato 15 ottobre 2011, 14:16
da Bramo
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La scorsa settimana è uscita in edicola e fumetteria la ristampa di Star Rats. L'operazione è in tutto e per tutto uguale a quella compiuta dalla Panini esattamente un anno fa, sempre in questo periodo: l'anno scorso ripubblicarono Il Signore dei Ratti, una ristampa identica alla seconda edizione dell'albo e a suggerire che fosse un'edizione del 2010 c'erano solo i credits e le pubblicità all'interno.
Allo stesso modo, questo albo è la copia sputata della seconda edizione di Star Rats, uscita nel 2003, anche se stavolta oltre a credits e pubblicità in copertina campeggia un "Terza Edizione" invece del "Nuova Edizione" del 2003.
Non possedendo la storia, ho approfittato dell'occasione e l'ho comprato.

Ovviamente la storia l'avevo già letta qualche anno fa, e l'avevo oltremodo apprezzata, ma ho colto con gioia l'opportunità di rileggerla. Ho ritrovato le stesse risate e la stessa cura nella realizzazione della parodia, filtrata dall'evidente amore di Leo Ortolani per Star Wars.
Granello è un personaggio ottimo: come sempre in questi casi, è una copia di Rat-Man chiaramente, ma la facilità con cui il personaggio con le sue caratteristiche possa essere una credibile parodia di Luke Skywalker.
Le trovate umoristiche basate su alcuni tormentoni o coincidenze del film sono sempre geniali e attuali (i Barbapapà, la vespa nel respiratore, Piro-Piro...) , e a livello di trama è interessante aver inserito la cosa della maschera del Rat-Man che si tramanda di generazione in generazione.
Lord Valker, infine, è una versione perfetta per il Rat-universe di Darth Vader, e la sua figura è tratteggiata in modo ottimo.
In tutto questo non manca una morale importante e ben veicolata (quella sul non voler essere una quercia ma il miglior cespuglio) e anche un po' di azione catartica sul finale dell'avventura.

Una storia molto bella, valida, che si fa leggere sempre con piacere e che offre sicuramente un'oretta di buona lettura.

Oltre alla storia in sè, alla fine troviamo un ampio making of curato dallo stesso Leo, che scrive un 5-6 pagine in cui descrive il processo di realizzazione di questa parodia contornandolo di schizzi e disegni vari. A questo articolo molto interessante fa seguito un altro scritto, sempre di Leo, in cui racconta la msua esperienza legata alla partecipazione dell'Empirecon del 1999, fiera annuale tenuta dal club ufficiale di fan italiani di Star Wars, occasione in cui erano ospiti gli storici doppiatori della prima trilogia.

E il mese prossimo (vabbè, penso già fra due settimane a Lucca ;) ) ci sarà la ristampa di Episodio 1! :)

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: giovedì 10 novembre 2011, 08:20
da FaGian
Uscito ieri e già letto il nuovo numero di Rat-man (quello che non era uscito a Lucca, briciole nel letto di Lupoi! :( )

Il Venerabile sta raggiungendo vette di filosofia e psicologia davvero invidiabili

Il discorso di Valker sulla subdola pazienza dell'Ombra e sulla sua impossibilità a essere sconfitta definitivamente sono qualcosa che colpisce a fondo l'immaginazione

Tutta la storia è strutturata su questo caposaldo, il che fa capire come la convizione iniziale, per cui un personaggio esiste solo finchè ha qualcosa da dire, non è più così "granitica" nel cuore del nostro geologo preferito, ma anzi, mi pare davvero che si stia facendo strada l'idea che un personaggio PUÒ (e forse DEVE) affrancarsi dall'autore quando l'autore stesso non ha più nulla da fargli dire, per cercare qualcun altro a cui il personaggio possa fare da portavoce.

Che è poi quello che hanno fatto Superman, Capitan America ecc. ....

Mentre il povero Dick Fulmine, che non ha cercato nessuno che lo usasse per veicolare delle idee nuove, si è lasciato appassire.

Il bello di questo fumetto è che è una continua evoluzione NON del solo personaggio, ma dello stesso autore, ed è questa la sua vera eredità per i secoli futuri.

Rat-Man #87: Ricordati di me

Inviato: giovedì 10 novembre 2011, 18:29
da max brody
Già, gran bel numero.
Poi è interessante come il Leo abbia preso da The road soltanto l'atmosfera, oltre al look di Walker (forse la scena del tunnel può essere una citazione, ma ci sono differenze anche in quel caso). Questo mi ha garbato in quanto quel film ha il suo punto di forza proprio nell'atmosfera e nel rapporto fra padre e figlio. Qui il rapporto fra padre e figlio è bello e forte, ma meno, dato che Ratman non è presente fisicamente e appare solo negli scarti. In un certo senso anche Walkericordo ha soltanto una serie di 'ricordi' del figlio, quindi il rapporto fra i due, che nel film è assai vivido e concreto, qui è molto più astratto.
Poi non ho ben capito se l'ombra sia un ricordo che ha Ratman dell'Ombra vera (e quindi quali ripercussioni avrà in futuro questa doppia/quadrupla), ma me ne frego: è una storia d'atmosfera e questa mi ha avvolto e rapito.

L'unica cosa che mi stona è che volevo ancora la parodia di Giacobbo :arramp:

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: sabato 12 novembre 2011, 18:08
da PORTAMANTELLO
FaGian ha scritto:Tutta la storia è strutturata su questo caposaldo, il che fa capire come la convizione iniziale, per cui un personaggio esiste solo finchè ha qualcosa da dire, non è più così "granitica" nel cuore del nostro geologo preferito, ma anzi, mi pare davvero che si stia facendo strada l'idea che un personaggio PUÒ (e forse DEVE) affrancarsi dall'autore quando l'autore stesso non ha più nulla da fargli dire, per cercare qualcun altro a cui il personaggio possa fare da portavoce.

Che è poi quello che hanno fatto Superman, Capitan America ecc. ....

Non solo non condivido il pensiero in sé (e sticazzi, dirai giustamente tu :asd:), ma questa interpretazione non mi sembra per nulla rintracciabile nel corso di questi ultimi 2 albi. Cosa ti ha portato a questa conclusione?

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: sabato 12 novembre 2011, 21:33
da FaGian
PORTAMANTELLO ha scritto:Non solo non condivido il pensiero in sé (e sticazzi, dirai giustamente tu :asd:), ma questa interpretazione non mi sembra per nulla rintracciabile nel corso di questi ultimi 2 albi. Cosa ti ha portato a questa conclusione?
In sostanza è per il discorso di Valker di Tav.13
Ha smesso di fare il supereroe... per quella idiozia dei fumetti.
Che un supereroe esiste solo fino a quando esiste la sua nemesi...
Così ora che ha sconfitto l'Ombra, ha deciso di non fare più il supereroe!
Ma se SEI un supereroe e SMETTI di fare il supereroe, allora l'Ombra HA VINTO!
Imbecille!... L'OMBRA NON LEGGE I FUMETTI!

Lui CREDE di averla sconfitta, ma ogni volta che il sole sorge, proietta un'ombra nuova!
E ancora!
E ANCORA!
E quando soffrirà per avere smesso di essere ciò CHE È... Quando sarà disposto a TUTTO, pur di tornare a volare in alto...
Allora l'ombra sentirà l'ODORE del suo desiderio...
E LO PRENDERÀ!
Ecco, in questo discorso c'è la negazione della possibilità di concludere una serie.
Il personaggio può voler smettere, o l'autore può voler smettere, ma non è possibile smettere di essere ciò che si è
Nè per il personaggio.
Nè per l'autore.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: sabato 12 novembre 2011, 23:16
da Bramo
FaGian ha scritto: Ecco, in questo discorso c'è la negazione della possibilità di concludere una serie.
Il personaggio può voler smettere, o l'autore può voler smettere, ma non è possibile smettere di essere ciò che si è
Nè per il personaggio.
Nè per l'autore.
Sicuramente quel monologo di Valker è sintomatico. Il pezzo forte di questa storia. Ma io non ci vedo la negazione della possibilità di concludere la serie, cosa che Leo ha ancora tutte le intenzioni di fare anche da dichiarazioni recenti (l'unica cosa è che non forzerà la mano sulla storia del n. 100, ma comunque gireremo attorno a quel traguardo lì...).
Direi semplicemente che il pensiero di Valker-Leo risolve un problema non da poco che io personalmente mi porto dietro dalla fine dell'Esalogia della Rinascita: se davvero Ortolani e Rat-Man ritengono che una volta sconfitto il proprio nemico un supereroe ha esaurito il suo compito, Leo come tira i prossimi 15 numeri? La cosa si era acuita con l'Esalogia di New York, e gettava dubbi. Qui la cosa è presto risolta: l'Ombra non è stata sconfitta del tutto, quindi la minaccia dalla quale Rat-Man deve difendere la Città Senza Nome, i suoi amici e financo il mondo è ben lungi dall'essere sventata e può presentarsi sotto varie forme (stavolta il piano di [spoiler]Joba[/spoiler], la prossima volta chissà).

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 13 novembre 2011, 14:02
da Bramo
Star Rats Episodio I - Nuova Edizione

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Un mese fa la terza edizione di Star Rats, questo mese la seconda di Star Rats Episodio I. Il che per me è ottimo, che mi consente di possedere fisicamente, finalmente, tutte le parodie di Leo. Ed è ottimo anche che le due storie ispirate a Star Wars siano state ripubblicate a breve distanza l'una dall'altra.
Ed è ottimone che sul nuovo numero di Rat-Man (vedi sotto) Leo si comprometta dicendo che per la prossimo primavera dovrebbe uscire Star Rats Episodio II - La Guerra dei Quoti!!

Passando a Episodio I, invece, la storia ovviamente l'avevo già letta. Ma è sempre un piacere riassaporare le genialate di Leo come il Signore Oscuro irriconoscibile al Senato (bella anche l'intera tavola in cui il protagonista della storia lo riconosce), bella e geniale l'idea di rendere Piccettino [spoiler]il temibile cattivo della storia al soldo del Lato Oscuro[/spoiler], sempre divertente e ai limiti dell'assurdo vedere il buon Yoda sbugiardato del suo essere un pupazzo ("Insolente, il ragazzo è!" :rotfl: ). Ovviamente il personaggio di Rat-Man si conferma sempre come magistrale nell'interpretare varie maschere, e anche quella di Pietreppaolo gli calza a pennello. A Lucca con Eddy si ricordava con piacere la battuta sulle palle che girano, che è emblematica di un certo lato del carattere di Deboroh che in questa versione emerge, insieme alla sua svagatezza (chiamiamola così :P ).
Storia molto divertente e direi qualitativamente alla pari con la sua parodia gemella. Mi aspetto grandi cose da Episodio II.

La nuova edizione ricalca quella originale in tutto e per tutto, analogamente a quanto fatto l'anno scorso e il mese scorso per le riproposizioni di Il Signore dei Ratti e Star Rats. Quindi, oltre al classico editoriale di Plazzi abbiamo un lungo articolo alla fine del volume firmato da Pier Giuseppe Fenzi, che è stato oggetto di breve disamina a Lucca da parte di Grrodon, dove si evidenziava come quel testo fosse decisamente troppo fazioso nel commentare Star Wars Episode I bollandolo senza troppo complimenti come poco riuscito. Dopo la lettura, condivido questo parere, l'articolo cerca in più momenti di essere oggettivo nel giudizio ma in realtà la bilancia pende spesso sun un giudizio negativo che però risente troppo del confronto con la trilogia classica per essere pienamente giustificato.
Detto questo, sono stati senza dubbio migliori i contenuti speciali di Star Rats in cui intanto parlava Leo in persona, e poi si parlava anche del making of della storia a fumetti oltre che dei commenti ai film.
Vabbè, poco male.

Rat-Man # 87 - Ricordati di Me

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Il primo numero di novembre, che io ricordi, non uscito in anteprima a Lucca. Grande delusione, appianata appena appena dalla presenza allo stand Panini della ristampa di Star Rats Ep. I. Ma vabbè, sono decisioni interne alla casa editrice.
Ma finalmente è uscito in edicola e fumetteria, e ho potuto leggere la conclusione di questa nuova storia ortolaniana, iniziata nel numero di settembre e che tanta soddisfazione mi aveva dato.
L'hype era alto in soli due mesi, tanto la storia contenuta in Il Prigioniero era particolare e qualitativamente molto apprezzabile. L'atmosfera grigia e triste, ottimamente resa dal tratto tremolante sfoggiato per l'occasione da Leo, faceva perfettamente da sfondo a una storia più onirica che reale, una sorta di limbo come ambientazione che forniva il pretesto per far tornare a recitare Valker e per iniziare a fare i conti con la continuity ufficiale del fumetto.
Il cliffhangerone con cui lo scorso albo si chiudeva non poteva che far sbavare i nerdacci come noi, che oserei dire siamo rimasti appagati che più appagati non si può da questo finale di bilogia (o quadrilogia compressa, che dir si voglia).
Ritengo sia inutile e deleterio stare a dire cosa effettivamente succede in questa seconda metà di storia: il concetto di breccia, Joba, il mutaforma, la maga televisiva ciarlatana, il piando di Joba... no, ecco, forse quest'ultima cosa è anche interessante da sottolineare, ma ci arriviamo per gradi.
Perchè quello che secondo me vale la pena di osservare è l'amore che trasuda questa storia. Non l'amore alla Moccia, l'amore disperato e disperante di un padre verso il figlio, una relazione che trascende il fatto di non essere biologica e che si attesta come puro e semplice amore derivato da una scelta. La scelta di sentire quel figlio come proprio, nonostante all'apparenza sia una persona che faresti di tutto per non avere tra i piedi, figuriamoci come parente. Eppure Jan Valker, per quanto distrutto sul piano fisico, per quanto presente solo in quel piano di esistenza che è la memoria obliata, resiste e vive per un solo motivo: per proteggere suo figlio.
In tutto questo, specie dopo la lettura di Due Figlie e Altri Animali Feroci, mi vien spontaneo pensare che Leo abbia riversato il sentimento che da un anno e mezzo l'autore prova sulla sua pelle (meglio, sul suo cuore) con l'adozione delle sue due bambine. Un parallelo che non mi pare forzato, considerando quanto della sua vita Leo ha sempre messo nei suoi fumetti e quanto intimista appare anche esteticamente una storia disegnata con quel tratto lì.
Inoltre, come faceva giustamente notare FaGian qui sopra, in una scena dell'albo Valker fa un monologo sulla concezione che ha Rat-Man della carriera da supereroe, secondo lui sbagliata perchè l'Ombra non ha smesso di esistere con la sua sconfitta. Questo dà una risposta a chi si interrogava dopo l'Esalogia della Rinascita e quella di New York su come Leo intendesse portare avanti per altri 15 numeri una saga in cui il nemico principale era già stato sconfitto, visto quanto affermato nella n-logie di cui sopra. La risposta è la più semplice: l'Ombra non è stata sconfitta. Il che la pone come nemico assoluto e dannatamente intrigante.

Si potrebbe dire tanto altro di questa storia: [spoiler]il mutaforma come colpo di scena ti spiazza[/spoiler], piuttosto che Valker crocifisso a mò di Gesù Cristo... il ritorno de Il Rat-Man, che offre una scena tra le più toccanti. E la fine, tristissima ma carica di speranza per il protagonista di questi ultimi due numeri, che una volta tanto non è Rat-Man ma uno dei personaggi più complessi tra quelli che popolano questo fumetto.

In coda alla storia, due articoli di Ortolani stesso: uno in cui si scusa per la prolungata assenza della posta, in cui promette Star Rats Episodio II per la prossima primavera e pubblicizza il suo libro. L'altro in cui analizza questa interessante storia, un making of molto interessante in cui capiamo l'origine degli intermezzi comici a cui abbiamo assistito e la genesi dell'avventura.

Next, dopo tanta continuity, una parodia: Il Grande Magazzi

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 13 novembre 2011, 15:52
da PORTAMANTELLO
Bramo ha scritto:Qui la cosa è presto risolta: l'Ombra non è stata sconfitta del tutto
Esatto. Avevo immaginato che la parte "incriminata" fosse quel dialogo lì, ma appunto è questo quello che vuol dire: non che Rat-Man non debba continuare dopo la fine della storia, ma semplicemente che la storia di Ratty non è ancora finita.
Le intenzioni di Leo circa il destino della serie e del suo personaggio mi paiono chiarissime e sono anni che le ripete (anche in tempi recenti, vedasi Esalogia di NY). Escludo possa avere un ripensamento del genere.

Leo come tira i prossimi 15 numeri?
Beh, contando le parodie e visto che queste ultimamente tendono ad espandersi più del solito, il conteggio potrebbe scendere di un bel po'...

Next, dopo tanta continuity, una parodia: Il Grande Magazzi
Appunto. Lol, TANTA continuity? Ma se siamo reduci da 4 numeri Sacrificabili...

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 13 novembre 2011, 15:54
da Bramo
PORTAMANTELLO ha scritto:
Next, dopo tanta continuity, una parodia: Il Grande Magazzi
Appunto. Lol, TANTA continuity? Ma se siamo reduci da 4 numeri Sacrificabili...
Sacrificabili come nome e come continuity, ma non come qualità fortunatamente ;)
Comunque sì, il "tanta" è francamente esagerato, diciamo che era riferito al fatto che questi due numeri sono "tanta robba" :P

Inviato: domenica 13 novembre 2011, 18:08
da DeborohWalker
Bè, a dire la verità anche il numero scorso all'apparenza era una parodia di The Road, ma abbiamo visto che non era estranea alla continuity.
ormai da Rat-Max in poi dovreste essere abituati alla parodie immerse fino al collo nella vicenda personale, io mi aspetto comunque una prosecuzione dell'epopea di Ratty.
Anche perché i numeri che mancano prima de LA FINE sono pochi, immagino che qualche tassello di trama principale ci sarà comuqnue.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: domenica 13 novembre 2011, 19:40
da Cartoonmania
Devo dire di aver gradito di più la prima parte che la seconda. Anche se la seconda parte è veramente ottima.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: lunedì 14 novembre 2011, 21:11
da John Dorian
Boh. Mah.
Sono sinceramente un po' spiazzato. Intanto, numero ottimo e niente da dire, sia per la portata imponente di phatos sia per le gag lollose messe fra parentesi tra un colpo di scena e l'altro. Forse il Jan più sincero e commovente l'abbiamo avuto qui, più che in "uomini e topi". Tutto bello quindi, soddisfatto sono io, alla fine della lettura. Poi guardo l'anteprima e il grande magazzi mi fa cadere le braccia. Cioè, cazzo. Mancano tipo 13 numeri alla fine "canonica" col numero 100 e nonostante ciò, nonostante la completa mancanza di svolti (VERI) in continuity dopo il ritorno di Rat-Man, nonostante l'assenza di un obiettivo, una ragione per il proseguio della storia (che solo ora sembra poter avere un futuro significativo), ci si permette di riempire i numeri con un altra parodia divisa in chissà quante parti. Come minimo questa roba ci porterà via quattro mesi (a meno di un inserimento in continuity della parodia come successo per questa bilogia, ma sinceramente dubito...), il che vuol dire che arriveremo al numero 90 -se non oltre- senza ancora sapere bene di cosa stiamo parlando dopo ben 2 anni e mezzo senza uno straccio di meta, fra manga, ratti e ratti^2. E ormai di status quo neanche se ne parla più, direi che mostrarci ora una situazione statica nella città senza nome sia decisamente fuori luogo, avrebbe dovuto pensarci prima.
Ma vabbè. Un po' scocciato, ma vabbè.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: martedì 22 novembre 2011, 14:06
da Valerio
Da quanto non dicevo la mia sul Ratto? Bé recuperiamo:


Rat-Man #85: Battaglia a Gerusalemme: Bello, mi è piaciuto. Bello dove tutto vada a parare e cioé oltre alla solita presa in giro/omaggio della religione e degli action movie alla questione del bivio: Ratto era davvero Rat-Man solo che la sua strada si è biforcata, salvo poi correggersi all'ultimo, nell'ottica di purificazione e rinnovamento che colpisce sia lui che gli altri sacrificabili. La morale di tutto è che la morte si sconfigge fregandosene e affrontandola, almeno questo mi pare di cogliere dalle ultime pagine. Era anche la morale di Harry Potter, mi sembra, per cui, sì, apprezzabile il tutto. Un po' meno apprezzabile che ci siano voluti quattro numeri per questa sorta di omaggio/divagazione/what if. Un tempo le quadrilogie si dedicavano a cose importanti davvero, sennò per questi divertissement c'erano le trilogie, o i numeri singoli. Trovo preoccupante che Leo adesso sappia esprimersi solo così, non tanto perché sia un male in sé quanto perchè crea un certo disequilibrio con l'inizio della serie. Voglio dire un tempo roba scottante come la saga del Ritorno era appunto solo una trilogia, e non parliamo del fatto che L'Esalogia era una sorta di eventone unico e adesso invece siamo già alla terza.

Rat-Man #86: Il Prigioniero/Un Mondo Perduto: Ma che bella stramberia! Il ritorno della mitologia, di Valker (anche se in versione ricordo celato nella mente di Rat-Man) e dello stile biro che avevamo già visto in La Storia Finita. Lascia un po' spiazzati la suddivisione in due parti, che però Leo spiega prontamente in coda al numero successivo che è un suo esperimento per vedere se è in grado di fare ancora le storie brevi...molto bello che si ponga il problema per il quale ho criticato gli ultimi numeri, solo che non vedo il senso di tornare alle storie brevi e poi comunque confezionare una quadrilogia/bilogia. Misteri dell'autorialità. Il mondo dei ricordi perduti descritto da Leo è veramente intrigante e affascinante, mi è veramente piaciuto, anche se si vede che buona parte della storia serve da pretesto per riutilizzare le battute scartate da altre storie. In tutto questo inutili e dispersive ma nel contempo fantastiche sono le divagazioni sulla tv! Ed è incredibile anche come Leo continui a lavorare coi suoi giochi a incastro, chi si sarebbe mai aspettato di un ritorno in scena di una comparsa come Tanya? Una cosa non mi torna però e vorrei una delucidazione: come mai Valker dice che l'Ombra ha vinto? E' una cosa che ha una qualche relazione con l'aspetto del mondo nella mente di Rat-Man? Non mi pare, visto che la desolazione è tipica di qualsiasi mondo sopra il nocciolo, o almeno così mi pare di capire. E' un riferimento a ciò che accade nel mondo esterno? Anche qui mi parrebbe molto strano, perché mi pare che il senso del discorso che farà nel numero successivo è che l'Ombra è in stasi, non muore mai ed è sempre in agguato, che Rat-Man l'ha fermata per adesso ma non l'ha sconfitta.
Poi un altro dubbio: Valker dice di voler ricostruire come sono andate le cose da quando se n'è andato: si riferisce alla cessazione della sua esistenza fisica nell'Esalogia della Rinascita o alla fine della sua parte buona avvenuta nell'Esalogia? Perché questo Valker qui sembrerebbe il più aggiornato possibile, anche se mantiene la personalità buona vista prima della sua totale possessione. Immagino che sia perché è così che Rat-Man preferisce ricordarselo...ma allora come mai Valker sembra in possesso di pensieri e ricordi che poteva conoscere solo lui e che non sono mai stati condivisi da Rat-Man? Abbiamo seguito le gesta di Valker o di Valker secondo Rat-Man?
Infine: la cosa del suddividere la vita di Rat-Man in prima e dopo essere toccato dall'Ombra cosa significa? Questo momento di svolta quando avviene? Quando di ritorno dal coma ha paura di tutto e avverte l'Ombra su di sé? Quando dopo la sua "fine" se ne va in malora e svende la sua immagine col cartone animato? Quando torna in scena e precipita nell'abisso poco prima di essere salvato da Krik?

Rat-Man #87: La Breccia/Ricordati di Me: Si conclude col botto pure questa quadribilogia, pompismi a raffica e via dicendo anche se sotto sotto al termine della lettura viene da chiedersi "e con ciò?". Non so come considerare questa saga quindi, il numero scorso ero convinto sarebbe stato il fondamentale step attraverso cui Rat-Man avrebbe ricordato Valker e invece così non avviene, la storia va a parare da tutt'altra parte. E cioé nel piano di Joba di scatenare l'Ombra nella mente di Rat-Man per poi infettare chiunque via telefono. Piano che viene impedito da Valker con l'aiuto de Il Rat-Man, che a quanto pare, se vogliamo seguire la metafora della pesca, è sempre stato nascosto dentro il nocciolo. Non sono sicuro di aver compreso bene il senso della cosa. Pensavo che il mondo nella mente fosse una sorta di proiezione, non che avesse effettivamente la capacità di determinare fatti all'infuori di essa. Al massimo potevo accettare il fatto che si potesse scatenare l'Ombra all'interno, mostrando quindi all'esterno gli effetti su un Rat-Man infettato. Sarebbe stato un modo carino di anticipare la possessione...ma la cosa del telefono continua a stonarmi pure così. E poi Il Rat-Man? Dovrebbe costituire la dimostrazione che sotto sotto Ratty si ricorda di Valker? Bé presenza stessa di un Valker in questo mondo ci dà questa informazione. E pure Valker stesso l'aveva detto nel numero scorso che i ricordi rimangono dormienti ma non si cancellano. Ma allora i guardiani cosa fanno? Quando ammazzano un ricordo cosa succede, che viene effettivamente rimosso?
Infine c'è la pagina trovata, quella con cui Valker se ne va, che ritrae Rat-Man aprire la porta ad un vecchietto che trova familiare. Data la natura assurda di questo fumetto in cui non si può mai essere sicuri di aver davanti una battuta, un colpo di scena o una chiusa poetica, come dobbiamo considerare questo elemento? Come una cosa da ricordare e che verrà chiarita in seguito?
E sorvolerò sul fatto che il discorso di Valker su "Rat-Man che ha smesso di fare il supereroe per quella cosa dei fumetti" inizialmente mi ha fatto discutere con alcuni appassionati del fatto che la storia potesse svolgersi durante il periodo di autoesilio di Rat-Man avvenuto prima dell'Esalogia della Rinascita, ipotesi prontamente smentita dalla presenza di frammenti di ricordi aggiornati all'Esalogia di New York (ma allora ci manca ancora il tassello in cui Rat-Man decide di cessare le attività una seconda volta?)
Anf, fatica, ma del resto con un Leo sempre più ermetico gli effetti sono questi.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: martedì 22 novembre 2011, 18:57
da max brody
Grrodon ha scritto: Non sono sicuro di aver compreso bene il senso della cosa. Pensavo che il mondo nella mente fosse una sorta di proiezione, non che avesse effettivamente la capacità di determinare fatti all'infuori di essa. Al massimo potevo accettare il fatto che si potesse scatenare l'Ombra all'interno, mostrando quindi all'esterno gli effetti su un Rat-Man infettato. Sarebbe stato un modo carino di anticipare la possessione...ma la cosa del telefono continua a stonarmi pure così. E poi Il Rat-Man? Dovrebbe costituire la dimostrazione che sotto sotto Ratty si ricorda di Valker? Bé presenza stessa di un Valker in questo mondo ci dà questa informazione. E pure Valker stesso l'aveva detto nel numero scorso che i ricordi rimangono dormienti ma non si cancellano. Ma allora i guardiani cosa fanno? Quando ammazzano un ricordo cosa succede, che viene effettivamente rimosso?
La citazione al Signore dei Ratti e la battuta sugli universi paralleli mi fanno pensare che questo dreamworld sia un universo parallelo o un limbo fra gli universi. Un qualcosa di immateriale e materiale al tempo stesso.
Grrodon ha scritto: Infine c'è la pagina trovata, quella con cui Valker se ne va, che ritrae Rat-Man aprire la porta ad un vecchietto che trova familiare. Data la natura assurda di questo fumetto in cui non si può mai essere sicuri di aver davanti una battuta, un colpo di scena o una chiusa poetica, come dobbiamo considerare questo elemento? Come una cosa da ricordare e che verrà chiarita in seguito?
Per me è una chiusa poetica, che però potrebbe essere un foreshadow di qualcosa che avverrà. Magari in un'altra dimensione, dove Walker è vivo.
Comunque la compresenza di ricordi provenienti dai periodi ratmaniani più disparati nonché di ricordi di altre realtà mi fanno sempre più pensare a questo mondo theroadesco come ad un limbo multiversale.

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: martedì 22 novembre 2011, 20:48
da Eddy
max brody ha scritto:Magari in un'altra dimensione, dove Walker è vivo.
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Ti illudi forse che EGLI possa morire?

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: martedì 22 novembre 2011, 21:20
da PORTAMANTELLO
Bella barba, Deboroh.

:solly:

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: mercoledì 23 novembre 2011, 08:20
da FaGian
max brody ha scritto:Per me è una chiusa poetica, che però potrebbe essere un foreshadow di qualcosa che avverrà. Magari in un'altra dimensione, dove Walker è vivo.
Comunque la compresenza di ricordi provenienti dai periodi ratmaniani più disparati nonché di ricordi di altre realtà mi fanno sempre più pensare a questo mondo theroadesco come ad un limbo multiversale.
Per me Valker non si è reso conto di essere un ricordo metafumettistico di... Leo Ortolani.

La pesca sul cui nocciolo si trova lui e il suo mondo, non appartiene a Deboroh, ma all'autore della storia, per questo i ricordi in cui si imbatte non sono ricordi della vita di Deboroh, ma del demiurgo (infatti ci sono le gag di Voyager e della chiromante TV, con cui Rat-man non ha mai avuto a che fare).

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: mercoledì 23 novembre 2011, 10:26
da max brody
Eddy ha scritto:
max brody ha scritto:Magari in un'altra dimensione, dove Walker è vivo.
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Ti illudi forse che EGLI possa morire?
Lol, in effetti no :D
FaGian ha scritto:Per me Valker non si è reso conto di essere un ricordo metafumettistico di... Leo Ortolani.

La pesca sul cui nocciolo si trova lui e il suo mondo, non appartiene a Deboroh, ma all'autore della storia, per questo i ricordi in cui si imbatte non sono ricordi della vita di Deboroh, ma del demiurgo (infatti ci sono le gag di Voyager e della chiromante TV, con cui Rat-man non ha mai avuto a che fare).
Il Rasoio di Occam: i ricordi sono del Leo e non di Deboroh. Mi piace, mi piace molto. Non ci avevo minimamente pensato.
max brody nel topic di Fringe ha scritto: 'Mazza come sono messo male. -_-
La situazione richiede un autoquote ::S:

Re: Leo Ortolani: Rat-Man

Inviato: mercoledì 23 novembre 2011, 12:32
da Valerio
FaGian ha scritto:(infatti ci sono le gag di Voyager e della chiromante TV, con cui Rat-man non ha mai avuto a che fare).
No, quelli possono essere ricordi di Rat-Man perché fanno parte della robaccia che viene giù dallo strato di ignoranza quando un'idea apre uno squarcio, viene detto.