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Rat-Man #83: E qualcuno morirà
Inviato: sabato 19 marzo 2011, 01:59
da DeborohWalker
Finalmente torno a respirare serenamente.
Dopo quasi un anno e mezzo, ho trovato un episodio di Rat-Man che mi abbia soddisfatto pienamente, senza decompressione o altri aspetti negativi che mi facciano borbottare a riguardo. Forse è merito della presa di coscienza del "Ratman non-Ratman" che ormai Leo mette in scena di cui parlavo analizzando il #82, ma questo albo me lo sono proprio goduto, percependo fin dalle prime pagine una sensazione piacevole durante la lettura, quando invece ultimamente nonostante le risate e la meraviglia era il senso critico ad avere la meglio.
E che rabbia, provare questa angoscia per quello che è il mio fumetto preferito di sempre, proseguire il cammino rassegnandosi ad essere in una fase che non incontra il mio gusto... Ma evviva, via tutte quelle brontolerie e celebriamo questo albo che riesce a giocarsi molto bene la "parodia" dei film d'azione e l'analisi della guerra, elementi già presenti nell'albo precedente e nella bilogia di Ratto.
Quello che più mi ha sorpreso però è stato il fattore religioso, finora accennato oppure trattato in maniera marginale nelle ultime saghe, ma in questo numero è palesemente un perno centrale della vicenda e di una certa importanza anche nelle intenzioni di Leo.
Io sono un cattolico praticante ed è una soddisfazione trovare riflessioni non banali sulla religione, in un fumetto che tutto sommato si può definire come "leggero" e rivolto a un grande pubblico come è Rat-Man; bizzarro come qualcosa di molto simile stia avvenendo quasi in contemporanea su John Doe, una fortuita coincidenza temporale che porta due fumetti italiani da edicola a sfoderare un'inaspettata vena religiosa.
Un accento interessante è l'articolo di Don Tommaso; conosco 3-4 sacerdoti che sono lettori di Rat-Man (diversi anni fa mi raccontarono di come fosse diventato un piccolo fenomeno in seminario

) e trovare certi parallelismi tra la teologia e la mitologia dei supereroi o di altri generi narrativi "pop" non è un'idea azzardata, ma riesce a mostrare una sfaccettatura nuova per chi non li avesse mai considerati.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: sabato 19 marzo 2011, 09:51
da Francesco F
Bramo ha scritto:Franz ha scritto:Non so voi, ma oggi, 19 marzo, per la prima volta mi ha sfiorato il pensiero di smettere di comprare Rat-Man.
C'è un motivo particolare, come l'aver letto la mia recensione

, o è stata una folgorazione casuale?

un po' e un po'

Una folgorazione casuale, dovuta all'insoddisfazione per l'esalogia precedente, interminabile e (per me) noiosa, per Avarat, che non fa ridere, per la ripresa del Ratto, che non è un soggetto che mi ispira, e per il fatto che anche questa sarà un'n-logia con n maggiore di 2 (e questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, letta nella tua rece).
Insomma, se di Rat-Man le parodie non fanno più ridere e la continuity non è nulla di diverso dal tipico supereroe Marvel (tipo che io schifo), viene a mancare ogni ragione di seguirlo.
Queste le *cause* del veloce pensiero. Ovviamente non smetto di comprarlo. Poi questo numero non l'ho ancora preso, quindi magari è divertente. Però, anche Ortolani, come la Pixar, ha sul capo una instabile spada di damocle.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: sabato 19 marzo 2011, 12:09
da Valerio
Lol, non è che ultimamente mettiamo la sapada di Damocle sulla testa della gente un po' per noia? Si può attraversare un periodo di leggera indifferenza, ma da ciò alla spada ne passa.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: sabato 19 marzo 2011, 12:26
da Francesco F
Grrodon ha scritto:Lol, non è che ultimamente mettiamo la sapada di Damocle sulla testa della gente un po' per noia?
No, non è.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: domenica 20 marzo 2011, 14:59
da bacci88
Ehehe a me invece dopo aver letto quello che hanno scritto Bramo e Deboroh viene ancora più voglia di fiondarmi in edicola, soprattutto per via del cambio netto di tematiche e di set rispetto all'ultima lunga esalogia di NY (che comunque mi ha pure soddisfatto molto, basterebbero le stupende origini di Thor, il dio biondo dei fulmini e la maschera di Heidi per non scordarsela più!), l'approfondimento della tematica religiosa, e anche perché ho apprezzato moltissimo il ritorno di Ratto nell' episodio scorso, e anche questa ambientazione mi ispira assai.
Ecco, sì, se proprio dovessi dire in cosa Leo mi ha deluso ultimamente, direi invece Avarat, di cui finalmente ho letto la seconda puntata, e che a parte qualche guizzo come sempre divertente si è attestato su un livello poco soddisfacente sotto molti punti di vista.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: domenica 20 marzo 2011, 20:06
da Bramo
Franz ha scritto:
Una folgorazione casuale, dovuta all'insoddisfazione per l'esalogia precedente, interminabile e (per me) noiosa, per Avarat, che non fa ridere, per la ripresa del Ratto, che non è un soggetto che mi ispira, e per il fatto che anche questa sarà un'n-logia con n maggiore di 2 (e questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, letta nella tua rece).
Insomma, se di Rat-Man le parodie non fanno più ridere e la continuity non è nulla di diverso dal tipico supereroe Marvel (tipo che io schifo), viene a mancare ogni ragione di seguirlo.
Capisco. Non metto troppo il becco nelle tue affermazioni perchè afferiscono perlopiù a gusti personali, dato che a me l'Esalogia dell'anno scorso è piaciuta davvero tanto (anche se posso concordare in buona misura sulla lunghezza eccessiva che ha portato ad almeno un episodio fiacchetto, forse a due) e che Ratto è un soggetto che a me personalmente ispira molto. Voglio dire, Ratto è quell'identità alternativa di Rat-Man che ha portato a due numeri sensazionali per il coraggio dimostrato nell'affrontare con l'ironia estrema e caustica il delicatissimo argomento della guerra e della medializzazione della guerra stessa. Mai una tematica così difficile e dura era stata affrontata in modo così certosino da Ortolani, e l'ha fatto in modo apprezzabilissimo. Concordo invece con te, con bacci e con Deboroh sulla delusione di
Avarat, che per quanto si è risollevato nella seconda parte è veramente un punto basso (forse l'unico) della produzione di Leo.
Però dire che le parodie di Leo non fanno più ridere solo guardando ad
Avatar mi sembra azzardato e pessimistico, così come affermare che la continuity è uguale a quella Marvel: la continuity ora non è molto diversa da quella che c'è sempre stata in
Rat-Man, ha sempre flirtato con quella Marvel certamente ma sempre in modo originale e indipendente, e l'ultima Esalogia con la forte componente metafumettistica mi pare che stia lì a dimostrarlo.
Franz ha scritto:Però, anche Ortolani, come la Pixar, ha sul capo una instabile spada di damocle.
Se per la Pixar posso capire che vedi la Disney come spada di Damocle, con Leo no. Chi sarebbe, la Panini? A me risulta che Leo abbia sempre potuto fare quello che voleva in modo autonomo nonostante il colosso editoriale per cui pubblica il suo giornale. Perfino
Avarat ha più volte affermato di non averlo fatto su commissione, e perfino la rubrica che gestisce sullo spazio dedicato a
Rat-Man nel sito Panini è totalmente autogestita.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: martedì 22 marzo 2011, 16:07
da Valerio
Letto pure io e stavolta, come promesso, non ve lo vengo a dire dopo un mese! Ha ha!
Però il fatto è che non saprei bene cosa dire. Sicuramente concordo con le vecchie affermazioni di Deboroh riguardo al fatto che il formato e la periodicità non stanno venendo incontro alle mire narrative Ortolaniane. Sinceramente ormai vederlo ragionare a sole n-logie, senza mai un cavolo di numero autoconclusivo ha esaurito anche me. So che è un ragionamento a breve termine, ma sta di fatto che me ne lamento anche solo per disequilibrio. Una volta le saghe si alternavano a numero singoli, adesso sembra che non si riesca più a raccontare nulla se non diluendolo all'eccesso. E neanche in parti uguali: come mai all'inizio della serie per raccontare una bomba di avvenimenti come la Trilogia del Ritorno era bastata una trilogia, mentre qui non bastano due numeri? Gli eventi raccontati in questa saga davvero richiedono più spazio di quelli della Trilogia del Ritorno? Sono davvero più rilevanti? E Avarat pure? Come mai un progetto come l'Esalogia era un tempo considerato un kolossal per lunghezza, e lo si accettava perché quella era la grande saga delle origini di Rat-Man e adesso anche il meccanismo della storia in sei parti si è inflazionato? Possibile che si sia dovuto ricorrere ad un'Esalogia pure per la vacanza di Rat-Man a New York?
Detto questo ovviamente ho gradito il numero e saluto festosamente il ritorno di una narrazione un po' più continuativa, con meno digressioni di un tempo. Leo ha ripreso a raccontare bene, senza sbrodolarsi troppo addosso. Mi piace l'argomento trattato, quello che succede, magari avrei preferito concludere tutto con la splash con i misteriosi nuovi nemici piuttosto che con l'anticlimatico flashback su Gesù, ma presumo siano punti di vista.
Ovviamente dall'individuare un'eccesso di n-logie, e stufarsi in toto di Rat-Man ne passa.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: venerdì 25 marzo 2011, 11:30
da Bramo
Da qualche settimana Leo Ortolani cura una rubrica dal significativo titolo "Tempo Perso" all'interno del mini-sito dedicato a "
Rat-Man" contenuto nel sito della Panini.
Tra i vari contributi più o meno interessanti e più o meno divertenti in puro stile Leo, l'ultimo post di quella rubrica è particolarmente significativo giacchè l'autore fa il punto sulla situazione del suo fumetto, sui progetti per il futuro e sul fatto che ha in testa un sacco di idee per nuove avventure. Si avverte tanta voglia di fare in quelle parole, tanta energia per scrivere ancora a lungo. Il cosa e il come, penso che sarà ogni volta una sorpresa per noi lettori. E forse anche per Leo.
Mi sembra una testimonianza degna di riflessione.
Il post di cui sto parlando lo trovate
QUI, dove tra l'altro riceviamo subito una ferale notizia: la n-logia in corso d'opera su "
Rat-Man" non si concluderà con la terza parte, in edicola fra due mesi con il titolo
I Dimenticati, ma sarà invece una quadrilogia che finirà con l'episodio in edicola a luglio che si intitolerà
Battaglia a Gerusalemme!
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: venerdì 25 marzo 2011, 12:23
da Valerio
Ma porca miseria, manco più la sicurezza di un finale pensato dall'inizio!
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: venerdì 25 marzo 2011, 12:53
da Bramo
Grrodon ha scritto:Ma porca miseria, manco più la sicurezza di un finale pensato dall'inizio!
Be', può semplicemente essere che uno di quei tre finali che gli girano in testa sia quello che aveva in mente fin da anni fa, e poi nel frattempo gli siano venuti in mente altri epiloghi che potrebbero essere migliori e che concordano con quanto scritto sinora su Rat-Man. Insomma, non è detto che sia una brutta notizia il fatto che abbia addirittura 3 idee che giudica valide per chiudere la serie...
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: venerdì 25 marzo 2011, 18:17
da FaGian
Conoscendo il Venerabile, li scriverà tutti e tre, e probabilmente li orchestrerà tutti assieme, davvero

Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: domenica 27 marzo 2011, 09:40
da DeborohWalker
La storia dei tre finali possibili Leo l'aveva già raccontata diversi anni fa in non ricordo quale occasione, e mi sembra un'ipotesi assolutamente legittima. Soprattutto perché le cose sono cambiate dalla Trilogia del Ritorno e sarebbe stupido rimanere ancoranti alle decisioni di anni fa.
Se ha tre finali, evidentemente non ce n'è uno più bello ed efficace dell'altro, quindi lo stesso Leo è indeciso. Sarebbe stupido se scegliendone uno magari non ci reincorpori gli elementi più interessanti degli altri.
O magari nella mente di Leo nascerà un quarto finale e, se Leo deciderà che quello è il finale giust, evidentemente sarà migliore di quelli che si sarà lasciato alle spalle.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: domenica 03 aprile 2011, 02:49
da bacci88
Dopo un bel po' di curiosità che mi era montata su, ho letto finalmente E qualcuno morirà!
Che dire, sicuramente mi è piaciuto, ma nonostante tutto quando ho chiuso l'ultima pagina dentro la mia testa s'è levato un grido: Mi mancano Cinzia, Brakkoo e Jordaaan!
Comunque, miei isterismi a parte, la messa in scena di questo Rat-Man collection n.83 è buona, e in certi momenti pure spettacolare, l'argomento mi piace, ma bisogna ancora vedere dove andrà a parare, sperando comunque in una conclusione degna di nota e concisa.
Graficamente la rappresentazione della morte è davvero notevole e raffinata quando si gonfia con la tunica nera svolazzante, resa con il tratteggio incrociato marchio di fabbrica dell'autore. Ma se i sacrificabili son tornati a riprendersi Danny Ross adesso mica si lasciano indietro il povero Bum Bum?
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: domenica 15 maggio 2011, 23:38
da Bramo
Rat-Man # 84 - I Dimenticati
Numero spettacolare! Uno dei migliori degli ultimi anni questo
I Dimenticati, terza parte della quadrilogia cristologica di Leo. In questa storia, tanto lunga da occupare tutto l'albo a parte le ultime pagine per la posta, Ortolani mette tutto: divertimento a mille grazie a moltissime battute e gag tutte di altissimo livello, parodia dei duri dei film hollywoodiani, avventura & azione, riflessione non banale sulla religione cristiana e sulla figura di Gesù Cristo. Porcaccia la miseria.
Che uno, mentre è sul treno tornando a casa dopo una stancante giornata d'ufficio, si legge questo numero e la stanchezza scompare per lasciar posto alle risate e al sorriso dovuto alla lettura di qualcosa di validissimo e di qualitativamente ottimo.
Sembra di leggere storie di anni fa nel vedere le presentazioni-lol dei Dimenticati, tra cui figurano Steppan Dranjavic, il Grande Jim (

), Bel Pupone e Godzinga. E mentre il non-sense dilaga, ecco che osservare la spedizione di Ratto e del Colonnello in quel di Gerusalemme 2000 anni fa riesce a far spanciare dalla risate e nel contempo a offrire un assurdo cambio nella linea temporale, un incidente che rimette in gioco il senso stesso del cristianesimo e che per questi si presta a far ridere il lettore e anche a porre un'interessante analisi del cristianesimo partendo da un presupposto imprevedibile; l'incidente a cui accennavo, appunto, a cui si vorrà rimediare partendo da motivazioni "particolari"

Le ultime tavole introducono direttamente all'ultima parte di questo dramma teologico, con la missione che Ratto e i nostri dovranno compiere per aiutare Gesù, e per l'occasione viene inserito anche [spoiler]Clint Eastwood (è una moda ultimamente vederlo raffigurato nei fumetti

)[/spoiler] per continuare con le citazioni.
Insomma, Leo sta facendo un ottimo lavoro riuscendo in modo imprevedibile a coniugare il suo amore per gli action movie americani e i loro eroi con tutto un lavoro che esamina le radici del cristianesimo. Inoltre finalmente non avverto più che una saga sarebbe potuta essere raccontata anche in meno puntate, questa n-logia mi sembra che sia sviluppata nello spazio che le è consono.
Per quanto riguarda
Uomini & Topi, la posta, poco da dire se non che viene celebrato il podio della Cartolina Orrenda
Next,
Battaglia a Gerusalemme.
Rat-Man #84: I dimenticati
Inviato: martedì 17 maggio 2011, 00:45
da DeborohWalker
Questa saga è la storia più surreale e non-sense mai scritta da Leo.
Ergo mi piace. E tanto.
Già l'idea di partenza, accennata nei due numeri precedenti, ma che qui si chiarisce definitivamente nel suo intento: fondere un omaggio agli action-movie anni '80-'90 con l'immaginario cristiano e la vita di Gesù.
Ora non è ben chiaro se questo porterà a un qualche messaggio religioso finale (come credo), ma intanto tutto ciò si concretizza in un assurdo what if con Sylvester Stallone pronto ad essere crocefisso al posto di Gesù, sballando tutta la storia mondiale. (Proprio come in Ritorno al Futuro!)
Quello che più ho apprezzato è la deriva non-sense completamente a briglia sciolta che si è impossessata di Leo: la famiglia di cartone di Chat Morris, riferimenti metatestuali come "Ho letto il numero scorso", il bambino gigante padrone del Grande Gim, Toby... Follie che vanno contro qualunque regola di logica narrativa, ma ciononostante hanno un senso e personalmente queste cose mi fanno impazzire.
Poi ho gradito anche altre gag "ortolaniane" più classiche (ma che vuol dire?) come i nuovi apostoli, il tennista lapidato o il segno della croce, ma sono passate in secondo piano rispetto all'elemento surreale che penso permei tutta questa saga.
E ora via verso il finale: per la prima volta dopo un bel po' di anni che non avveniva, aspetto l'ultimo capitolo di una saga di Rat-Man con la -fiducia- che sarà una gran conclusione, invece che con la -speranza- che sarà una gran conclusione.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: giovedì 19 maggio 2011, 15:52
da FaGian
A me ha fatto venire in mente un' AMALGAM tra "Top-secret" e "Dogma"
Non tanto per il surrealismo e il nonsense, e nemmeno per la carica iconoclasta, ma per il modo assolutamente rispettoso con cui il Venerabile tratteggia la figura di Cristo
Cosa che però non gli evita di essere protagonista di alcune delle gag più irriverenti e divertenti che abbia mai visto

Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: venerdì 27 maggio 2011, 23:38
da Icnarf
Questo 84 è uno dei migliori numeri del ratto mai letti... per ulteriori commenti aspetto la fine della "saga".
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: giovedì 09 giugno 2011, 13:34
da Valerio
Letto pure io e devo proprio dire che finalmente la saga dei Sacrificabili si è data una svegliata. Non che prima non fosse buona, ma per una cosa o per l'altra non aveva saputo ingranare più di tanto. Il primo capitolo è il primo capitolo e sconcerta sempre un po', il secondo era un po' di passaggio, ma in questo terzo non solo ci sono un sacco di ottime battute ma Leo torna bravo in quella cosa che era diventata un po' il suo punto debole negli ultimi anni: la narrazione continuativa. Intendiamoci, era già da un po' che lo schema di quelle storie post-coma di Rat-Man fatte di didascalie, flashback, rimuginamenti era venuto meno. Il fumetto ne aveva guadagnato, perché dopo un po' quella tecnica narrativa era venuta a noia ripiegando su sé essa. Inoltre era bruttino a fine saga rileggere tutto di fila, visto che la storia andava avanti e indietro in maniera frammentaria. Già dall'Esalogia della Rinascita si sono visti ottimi progressi, ma dopo quelle di Ratto, dei Manga e di New York possiamo dire che finalmente la narrazione è tornata ritmata come un tempo. E in questo terzo capitolo abbiamo infatti una vera e propria storia d'azione, ben gestita, su più livelli, frenetica ma allo stesso tempo piena di battute e dialoghi veramente ben riusciti. E si inizia a intravedere anche il senso di tutto quanto, verso la fine, in cui parodia e serietà si compenetrano mostrando come gli insegnamenti cristiani possano benissimo convivere in una storia che fa il verso ai film d'azione. Bene, bravo Leo. Adesso siamo a un passo dal finale.
Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: giovedì 09 giugno 2011, 19:05
da max brody
Grrodon ha scritto:Letto pure io e devo proprio dire che finalmente la saga dei Sacrificabili si è data una svegliata.
Quoto, i due numeri scorsi mi erano piaciuti ma mi avevano lasciato perplesso. Più che altro li avevo trovati privi di mordente, e inoltre non si capiva dove il Leo volesse andare a parare. Oramai s'é capito che l'umorismo del Leo (o forse solo di Rat-Man) si è fatto più infantile che demenziale, quindi rido meno spesso di prima. Chiaramente è un'evoluzione voluta, forse segue quella dell'autore, forse no, comunque mi sono fatto l'idea che il tutto avrà ripercussioni anche a livello di continuity. Dopotutto la sparizione (chiamiamola così) della narrazione ritmata coincide col periodo di vuoto, di smarrimento di Deboroh, e ritorna proprio con l'Esalogia detta 'della Rinascita'. In quei sei numeri Deboroh/Ratman decide di riprendere la propria carriera di supereroe nonostante il nemico sia sconfitto, ma gli amici non lo seguono e così sperimenta altre vie (Trilogia manga ed Esalogia di New York); alternativamente, salta fuori questo Ratto, le cui storie trattano temi "scottanti" (almeno per i fumetti popolari da edicola) come religione e, in qualche modo, politica, che nella serie di Ratman o sono stati solo sfiorati (religione) o evitati (politica). A Ratman rimane il sesso, ma sappiamo che non è un tema tabù da diverso tempo (diversamente da vent'anni fa): difatti nella Trilogia manga la testata di Ratman rischia di chiudere per colpa della sbarazzina Rat-Girl che mostra la tetta e aumenta le vendite a scapito di Deboroh, che prima si "prostituisce" e poi è costretto a emigrare da Capitan Harlock.
Dall'altra parte, come detto, abbiamo invece questo Ratto, circondato sempre da personaggi demenziali, ma sicuramente più serio e riflessivo del Deboroh post-Esalogia della Rinascita, e che permette al Leo di mostrare il suo lato più "adulto" (mi verrebbe da dire "realistico" - rispetto al supereroe Ratman -, e forse dovrei dirlo, dato che la narrazione surreale è solo un mezzo).
Arrivo al dunque: a livello di continuity, ho cominciato a pensare che, dopo l'Esalogia della Rinascita, Deboroh si sia scisso in due, Ratman e Ratto, con il primo che conserva il lato infantile e più legato al passato di Deboroh/Leo, mentre il secondo, più serio, in un certo senso più profondo, con il quale si possono toccare temi più "scomodi" (per il pubblico) e più "adulti", rappresenterebbe il futuro.
In fondo non è chiaro (perlomeno a me) l'effetto che ha avuto l'Ombra su Deboroh nella parte finale dell'Esalogia di tre anni fa, sappiamo che Walker è in qualche modo vivo; se, come sembrerebbe, ritornerà alla carica con Deboroh nel 2014, potrebbe trovare sul suo cammino l'"adulto" Ratto, pronto a salvare la sua versione immatura e, ricongiungendosi ad essa, a farla finalmente crescere.
Ho scritto tutto questo anche su Comicus, ma non mi si è filato nessuno. Immagino che un motivo ci sarà

Re: Leo Ortolani: Rat-Man
Inviato: giovedì 09 giugno 2011, 19:15
da Valerio
Ha senso. Parecchio, anche.
Ma andrebbe spiegato anche a livello "concreto" da Leo, e la vedo ingarbugliata come cosa
