[Leo Ortolani] Rat-Man

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • L'ipotesi di PORTAMANTELLO sui falsi Supereroi è quella più plausibile soprattutto se considerata in uno dei messaggi portati avanti dalla serie: il Supereroe ha una storia che prevede una fine, quindi quelli non sono più supereroi bensì solo simulacri di un passato glorioso, che trascinano la loro esistenza, come Ratty in 'Tu non voltarti mai!'. Ma c'è una differenza, cioè che la storia di Ratty ha ancora altra carne al fuoco prima di giungere a completezza, e visto che Leo mostra di non lasciare nulla al caso, ogni tassello giungerà al suo posto entro la fine. (e chissà se troverà il suo posto anche 'Dimenticati dal tempo', anche se spero in cuor mio che questa storia non condizioni troppo il finale scelto dal Venerabile)
    Tra gli elementi ancora lasciati in sospeso oltre a quelli già citati da PORTAMANTELLO, ci sono i ricordi di Rat-Man che da cancellati in 'Uomini e topi' stanno cominciando pian piano a tornare a galla (il 'papà' di 'Camera 9' e di 'E ora...Rat-Man', il ricordo di Brakko in questo numero), la matrice di Thea che abbiamo visto in 'Caccia al Ragno', il contenuto della lettera di Abbard che Ratty brucia in 'L'ultimo segreto', il rapporto tra i Supereroi del Paese Senza Nome (Pipistrello con Squadra Segreta) e quelli di New York, la Luce come organizzazione, la storia 'Dal presente' che sarebbe il corrispettivo di 'Dal futuro' dal punto di vista del Rat-Man del futuro, e tante altre cose che potrebbero essere recuperate, come Ik e Numero 6.
    Ma solo il tempo ci mostrerà il cammino scelto da Ortolani.

    A proposito, a seguito della stesura della Rattologia, si è delimitato ancor più il confine tra storie in continuity e fuori continuity... volendo ordinare le storie di Rat-Man in ordine cronologico (cosa che forse verrà fatta nella terza ristampa della serie, che Leo annunciò sul Rat-Man forum e che dovrebbe essere una sorta di Absolute Rat-Man, senza le altre serie ortolaniane), l'ordine, basandomi su quello che il buon DeborohWalker fece un tempo sul Rat-Man forum, dovrebbe essere pressappoco così:

    Esalogia del Rat-Boy
    Tetralogia del Supereroe
    Tetralogia di Anno Uno
    Le sconvolgenti Origini del Rat-Man
    Tòpin, the wonder mouse
    Dal futuro!
    Rat-Man contro il Ragno
    La minaccia verde
    La Gatta
    Week-end di torrone
    L'araldo
    L’intervista
    Trilogia del Ritorno
    L'incredibile Ik
    The R-File!
    Il grande Ratzinga!
    Il collezionista
    Trilogia del Ragno
    Operazione Geode (questa almeno un tempo era in continuity, ora chissà)
    Trilogia del Clone
    Era mio padre!
    Rat-Man 1999 (*vedi Operazione Geode)
    L'internauta
    Titanic 2000
    Catene
    La sentinella
    Sapore di sale
    Trilogia della Gatta
    Ex-Men
    Il morso del Ragno
    Il primogenito
    Il soldato
    Sette giorni
    Rat-Max
    Camera 9
    Rat-Men
    Stessa spiaggia, stesso sale
    Buone fette
    Trilogia del Grande Nascondini
    Trilogia dei Fantastici
    Esalogia della Rinascita
    Bilogia di Ratto
    Che ci sia l'intelligenza!
    Esalogia di New York
    Dimenticati dal tempo (*vedi Operazione Geode)

    E questa dovrebbe essere la Storia di Rat-Man (anche se un approvazione dal Sommo sarebbe gradita, magari la pubblico sul Rat-Man forum :D).
    A queste si aggiungono i vari cross-over (Marvel + Erinni) fuori continuity dai tempi dell'Esalogia del Rat-Boy (anche se volendo, si potrebbero includere); le storie uscite in origine su albi speciali (cui si aggiunge il sequel di 'Sapore di Sale') sono state messe seguendo l'ordine di produzione, a parte l'anomalo caso di 'Trappola seducente' che sembrerebbe in continuity e poi viene ignorato nella Trilogia della Gatta, e in più le storie ASSOLUTAMENTE fuori continuity, che sarebbero:

    Cinzia la barbara!
    I futuri sposi!
    Le origini (decennale!)
    La gabbia
    La mummia!
    La mummia: il ritorno!
    Tetralogia di dio
    Scuola di fumetto
    Corso di fumetto
    La storia finita
    Bilogia di 299+1
    Trilogia manga
    Non di questo mondo!
    Star Rats - Episodio IV
    Star Rats - Episodio I: il prescelto! (rinnegata dalla successiva)
    Star Rats - Episodio I: Una grande minaccia
    Il signore dei Ratti
    Avarat

    Sempre parlando di continuity Rattesca, mi sono sempre chiesto come giustificare la presenza del Ragno ne 'Il morso del Ragno'. Stando alla Rattologia, dopo la Trilogia del Ragno non è cambiato nulla nella linea temporale di Rat-Man, quindi, se i Fantastici 4 hanno portato con se il Ragno-Anomalia, è rimasto il Ragno-non anomalia che si credeva morto nella caduta di 'Rat-Man contro il ragno'?
  • Credo che col Ragno Leo abbia creato un po' troppi casini, anche se ho nostalgia di quelle saghe belle, dense di avvenimenti e di lunghezza misurata. Cmq non è assolutamente detto che il ricordo di Brakko abbia a che vedere con le memorie perdute. Quelle riguardavano Janus Valker e Rat-Man ha infatti in testa una proiezione "veritiera" del suo passato filtrata dalla presenza di Valker/padre. Lui ricorda la squadra segreta, gli esperimenti, e quindi ricorderà pure di aver fatto qualcosa negli anni intercorsi tra l'orfanotrofio e il Progetto Rinascita, di aver avuto un amico di nome Taddeus (che non ricollega a Brakko). Ha una zona grigia e dei vuoti riguardo a chi in quel periodo lo manteneva ma immagino li avrà rimpiazzati con qualche sciocchezza.
  • Il Signore dei Ratti (Nuova Ristampa)

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    E' uscita ieri sia per fumetteria che per edicola la ristampa di questo albo speciale firmato da Leo Ortolani. Uscito originariamente nel 2004, fu poi riproposto nel 2007 con alcune pagine aggiuntive poste in coda alla storia, con le gag scartate. La ristampa uscita adesso è proprio quella di questa seconda release, della Platinum Edition o Versione Ragno che dir si voglia, identica in tutto e per tutto (a parte la data nei credits, non c'è nessun elemento che indichi che questa è una nuova ristampa dell'albo del 2007).
    Io la storia avevo già avuto occasione di leggerla, ma non possedevo fisicamente l'albo. Quindi, avendo amato questa parodia, ho approfittato dell'occasione e sono stato ben felice di spendere 4 euro per possedere la versione rattesca del Signore degli Anelli.

    Storia su cui è inutile dilungarsi: il protagonista è Bolo, che venuto in possesso dell'anello del potere deve distruggerlo gettandolo nel Monte Fuso per evitare che venge usato dal malvagio Bulbo.
    Ortolani ricalca perfettamente la trama del romanzo e dei film nei suoi aspetti essenziali, e il suo sguardo "ortolaniano" si rispecchia nelle gag dell'occhio gigante, nel personaggio di Sofferenzo (il Giuda di Venerdì 12, così come Bulbo è Aldo), nelle elfe, nel sovrintendente Plazzus, nei giochi di magia di Bolo, nel Nano, nel riferimento a "Rat-Man Color Special"... e in tutte le battute che Leo mette in bocca a Bolo, a Granbrakko e a Sedobren Gocce (lol!). Una sequenza di gag e battute divertentissime che rendono la storia una gemma nella produzione di Leo.
    Ma la storia ha anche una sua morale, non da poco, mutuata dall'opera di partenza e che serpeggia per tutta l'avventura ed esplode nel finale: la malinconia verso il passato, rappresentato dalla magia, e la paura verso quello che port il futuro, visto nella tecnologia e nel suo potere pervasivo di isolare le persone. Ma l'ultima tavola è poetica e ottimistica, e ogni volta che la vedo mi vien sempre da sorridere.

    Dopo la storia c'è un articolo di Leo sulla genesi di questa parodia e dell'edizione estesa, e a seguire tavole e vignette di gag scartate nel 2004 perchè avrebbero rallentato il ritmo e che Leo inserisce qui come contenuto speciale, disegnate per l'occasione.
    C'è poi un articolo di Pier Giuseppe Fenzi che descrive le varie incarnazioni del romanzo di Tolkien in altri medium fino ad arrivare alla trilogia di Peter Jackson di cui si parla con un occhio di riguardo.
    Infine abbiamo un articolo di Stefano Priarone che parla di Tolkien e di come ha partorito i romanzi sulla Terra di Mezzo, evidenziando come due grandi menti narrative come Stephen King e George Lucas abbiano subito l'influenza dell'epopea fantasy di Tolkien sfornando cose come L'Ombra dello Scorpione e la saga della Torre Nera il primo e Star Wars il secondo.
    La quarta di copertina è dedicata alla mappa della Terra di Qua :)
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  • Rat-Man # 81 - Sia Questa, l'Ultima Battaglia!

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    [possibili spoiler...]
    Un anno fa comprai il mio primo fumetto in una fumetteria, ed era il numero di novembre di Rat-Man.
    Quest'anno il primo fumetto che ho comprato in una fiera del fumetto, a Lucca Comics per la precisione, è il nuovo numero di Rat-Man. Corsi e ricorsi storici, come direbbe Grrodon.
    Un numero non a caso, ma quello che contiene l'ultima puntata della nuova Esalogia, quella di New York, che per tutto il 2010 ha tenuto i rat-fan appesi al filo dell'incertezza e del dubbio... su dove volesse andare a parare Leo stavolta, su cosa sarebbe successo alla fine di questa nuova, lunga saga e anche sull'operato di Leo, almeno in piccola parte, che sembra non saper più raccontare archi narrativi inferiori ai sei episodi e che rischia di creare storie filler come quella (a mio personale parere) del # 79.
    Arriviamo con tutto questo bagaglio di idee al numero 81: già il # 80 l'avevo trovato ottimo, dove finalmente si raccoglievano le fila della storia e si iniziava a capire cosa voleva comunicarci Leo a 'sto giro. Con il racconto che l'Arrampicamuri fa al Ratto capiamo che i supereroi di New York sono "cattivi", nel senso che anche avendo eliminato i loro nemici non si rassegnano al fatto che la loro esistenza non è più giustificata e continuano a vivere combattendo menici da 4 soldi e pubblicando i loro fumetti.
    In quest'ultimo numero si riprende da lì e si porta a degna conclusione questa concezione, che è quella che Ortolani nutre evidentemente verso i fumetti Marvel e DC, verso cui nutre amore ma con cui non condivide il trascinarsi attraverso a mille pseudo-eventi. Concezione base del fumetto di Leo, che da sempre ha detto che anche Rat-Man a un certo punto finirà. Di fatto non succede moltissimo nella storia, a dispetto del fatto che tutto l'albo è occupato dalle tavole della stessa: il nocciolo è che Rat-Man è l'unico, ultimo vero supereroe in tutto e per tutto, e che la regolarità nel sistema degli "eroi-leggenda" viene alfine ristabilita.
    Cosa fa di questo tassello un episodio veramente bello? Ovviamente le gag e le battute, che basterebbe citare Aidi, il cappello del Teschio Verde, la scatola, il Nano in gran forma e tante altre... ma anche altri due elementi importanti.
    Il primo è l'epicità: lo scontro che Rat-Man alla fine ingaggia con Capitan Battaglia è perfetto sotto il profilo della narrazione, del disegno e della catarsi, catarsi tanto del personaggio quanto del lettore. Potrà essere simile a quello contro il Drago, magari, o ad altri di alcuni momenti forti della saga di Rat-Man, ma ogni volta ha un suo particolare significato. Il che è bello, e stavolta la cosa non è da meno, colpisce forte. Almeno me. Inoltre la commozione che proviene da alcune scene, specie quella in cui i supereroi prendono atto di ciò che è giusto, è grande e magistralmente condotta.
    Il secondo è l'unità che questa saga possiede: moltissimi nodi sviluppati negli scorsi numeri trovano qui un senso, e parlo soprattutto di Thea. Fin dalle prime tavole di Tu non voltarti mai la vediamo come ossessione fortissima per Rat-Man, e il suo ricordo è sempre più forte fino ad arrivare in questo numero, dove immagina di avere una famiglia con lei, ma anche dove pur non rinunciando ai suoi sogni è anche meno meno disilluso dalla sua avventura a New York.

    Mi piace pensare che Rat-Man abbia raggiunto una grande maturità dopo questa esalogia. Non vuol dire che dal prossimo numero smetterà di essere stupido, ma che dentro di sè sarà molto più cosciente di sè e del mondo, più ancora di quanto in momenti topici ha dimostrato. Perchè ha avuto modo di ragionare molto sul suo destino, e sulla sua inevitabile fine.
    Inoltre, sarà una sensazione stupida mia, ma forse non è lontano il giorno in cui il nostro eroe potrà riabbracciare Thea. "La primavera sta arrivando", no? Chissà, è anche vero che in altri due punti sembra quasi di capire che i supereroi riabbraccino la propria donna defunta solo quando muiono anch'essi... e se tutta questa saga ci suggerisse che alla fine della serie Rat-Man morirà?
    Boh, è inutile pontificare troppo su quello che succederà fra 20 numeri, per adesso mi sento di consigliare di rileggersi tutta l'esalogia di seguito: i punti di riepilogo in ogni numero pesano a volte, ma si carpirà di più il senso di coesione di questo ciclo newyorkese.

    PS: il colpo di scena delle ultime 3 tavole è qualcosa di geniale: se rapportato con le parole riferite al ritorno di Capitan Battaglia, la rivelazione alla fine dell'albo dà un'idea di chiusura del cerchio che fa contento il lettore, dato che chiude conti che si pensava già chiusi.
    Solo mi chiedo... ora Rat-Man cosa farà? Se nuovi inizi, aggiornamenti, cambi di vita/costume/avventure e trucchetti simili Leo li scarta, cosa ci aspetta in Rat-Man da gennaio? Chissà...

    Next, I Nuovi Eroi
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  • Avarat 1 (di 2)

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    Mi spiace tantissimo dovermi trovare d'accordo con il parere di Grrodon, che espresse fugacemente a Lucca e che ha accennato anche nel resoconto lucchese... ma per quanto io sia comunque un pochino più buono nel valutare questo speciale, il succo del discorso non cambia, purtroppo. Per ora la storia non mi ha soddisfatto, se non in minima parte.
    E la minima parte sono solo e semplicemente le gag, poche tra l'altro quelle davvero riuscite.

    La trama di questo prima parte di Avarat si può riassumere in fretta: Rat-Man è sul pianeta Pandora, incontra gli abitanti di questo pianeta e decide di seguire i loro insegnamenti per trovare un contatto vero con la natura.
    Abbastanza desolante. A contorno di questo, gag e battute non brillantissime. Buona quella della carta di credito e della nonna, ma ripetute troppe volte per essere davvero ok; va bene il tormentone, c'è sempre stato nelle storie di Rat-Man e nelle parodie/speciali soprattutto, ma dev'essere qualcosa di più adatto. Quelle due battute nella fattispecie possono far sorridere una volta, ripetute si rovinano. Almeno IMHO.
    Rat-Man è particolarmente stupido, non combina molto se non pasticci sciocchi o seguire in tutto e per tutto Sunei, la figona Nadalè che lo istruisce sulle usanze.
    Poi alcune gag divertenti davvero ci sono, come il gracchiosauro adatto a Rat-Man o il panettiere o un altro paio, ma incastrate quasi a caso nel tutto generale di... nulla che offre la trama.
    Se l'intento era ironico verso la pochezza di trama del film Avatar che si parodizza, non mi sembra raggiunto facendo una storia vuota come questa: quell'obiettivo di raggiunge con battutine come quella di pagina 12 in cui il Nadalè fa notare l'assurdità di prendere con loro uno straniero appena arrivato.
    Boh, rimango molto perplesso e mi metto tra le fila dei delusi, aspettando fra un mese appena la seconda parte di questo Avarat e sperando che Leo risolva tutto alla grande, come in fondo già successe ai tempi di 299+1 (anche se lì la prima parte era migliore di questa prima parte, ma vabbè).

    Comunque, un pregio inaspettato questo albo ce l'ha: il 3D! Lo bollavo come una cazzata all'inizio, o perlomeno un casino la leggere, e invece ecco che oltre ad essere un ottimo modo di richiamare/sfottere il modo di fruizione adatto ad Avatar, si rivela essere un esperimento riuscitissimo di dare le tre dimensioni al Ratto. Così scopro che gli occhialini non sono scomodi - semmai è seccante inforcarli ogni volta che voglio leggere la storia - , e che è una figata pazzesca il vedere le vignette su piani diversi... la cosa è tanto più spettacolare nei disegni a tutta tavola, dove l'occhio spazia davvero su un ampio orizzonte che sembra dotato di vera profondità. Bello bello!
    Unico neo: almeno la copertina poteva lasciarla normale, però...

    Il volumetto (spillato, stranamente) si completa con il canonico editoriale di Plazzi, con un'introduzione di Leo in persona che spiega la genesi del progetto e con grande onestà ammette che il film pecca molto dal lato della trama, con un articolo di Pier Giuseppe Fenzi su Avatar che cerca di evidenziare sia i pregi che i difetti della pellicola e con alcune pagine di schizzi e bozzetti di Leo. Sono contento della presenza di questi contenuti speciali, che mi paiono doverosi in volumi come questi.

    In definitiva, molto interessante e a mio parere riuscito l'esperimento del 3D, ma sulla storia ho (penso per la prima volta con la produzione di Leo Ortolani) molto da ridire, e spero in una seconda parte che rivaluti il tutto.
    Ultima modifica di Bramo il lunedì 20 dicembre 2010, 20:40, modificato 1 volta in totale.
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  • Sostanzialmente sono d'accordo con ciò che ha già espresso Bramo,
    la trama è molto esile, Rat-man si trova catapultato per caso in
    questo mondo incredibile e segue gli insegnamenti degli esseri
    che lo popolano per diventare uno di loro. Questa trama debole,
    che sa molto di lunga introduzione, è comunque ravvivata da gag
    divertenti (anche se non esplosive) e da una bella realizzazione
    grafica, con il formato orizzontale sruttato a dovere nelle occasioni
    che lo consentono, come i paesaggi di Pandora a tutta pagina e
    le scene più concitate.

    Bello l'effetto del 3D, anche io l'avevo bollato come una cavolata ma
    sono invece soddisfatto del risultato, soprattutto nelle vignettone
    con gli sfondi più articolati, dove sono presenti più piani di profondità,
    in modo che l'uso del 3D non risulti vano, come invece accade per le
    molte vignette in cui c'è Rat-man da solo e senza sfondi di sorta, nelle
    quali l'utilizzo di questa tecnica risulta poco utile.

    Poi, secondo il mio parere, una scena come quella della corsa di pag.
    6 e 7 avrebbe funzionato meglio se fosse stata realizzata in modo
    che i personaggi seguissero correndo il senso di lettura, cioè da sinistra
    verso destra, e non il contrario, come invece accade. Così
    sembra che il ratto corra al contrario, ma sono piccolezze.

    Bello lo speciale al fondo, con le foto che documentano il lavoro dell'autore.
    Io a questo fumetto, tenendo conto di tutto, storia, disegni, speciali, 3D,
    darei una sufficienza piena, in attesa del secondo episodio.
  • Avarat 2 (di 2)

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    Meglio della prima parte, fortunatamente. :)
    La storia riprende dalla minaccia paventata nella didascalia alla fine della prima parte. Mentre Avarat cerca di integrarsi ecco che su Pandora arriva una gigantesca astronave sulla quale si trova un inazzoso colonnello che vuole distruggere l'Albero-Casa dei Nadalè e in generale tutto il pianeta.
    Perchè? Ma perchè è cattivo, ovviamente! :P

    Ortolani stavolta gioca a carte decisamente scoperte. Se nella prima parte di Avarat si poteva avere il sospetto che il profondo nulla della trama (che stringi stringi altro non era se non 1) una sequela di gag una dietro all'altro, e 2) un enorme prologo alla storia vera e propria) fosse uno sfottò alla storia di Avatar, qui non c'è proprio nessun sospetto. C'è la certezza più pura.
    Il colonnello che viene a distruggere Pandora perchè sì, il cattivo cattivissimo fino all'assurdone (come era il cattivo del film), Avarat sicuro che il loro legame con la natura li salverà perchè così è scritto nella sceneggiatura... sono tutti chiari segni di come Leo prenda in giro alla grande la sceneggiatura non brillante del film.
    Ma la genialità vera e propria si concentra nel finale, un finalo risolutivo talmente inaspettato e a sorpresa che non può non far ridere di gusto. L'idea dell'incursione [spoiler]del Titanic e di Terminator come improbabili deus-ex-machina e come summa dei lavori di Cameron sono due genialate ottime. Molto bello anche il finale in cui Avarat non si mette con la bellona e molto carina l'idea meta-narrativa sul fatto che questo Avarat sia davvero un film che, come noi le leggiamo, Ra-Man se lo sta vedendo al cinema con tanto di occhialini. :P[/spoiler]
    CI sono anche almeno un paio di battute memorabili, e meno male dato che anche sul fronte della comicità non mi ero esaltato nella prima parte: gli [spoiler]Ewok[/spoiler] consulenti mi hanno fatto ribaltare, ma anche il gracchiosauro che [spoiler]ascolta Waka Waka[/spoiler] è di una follia notevole. Menzione speciale per l'estremo [spoiler]"sta cavalcando mio nonno"[/spoiler] e per il motivo per cui la bellona sceglie un altro Nadalè al posto di Avarat come compagno. :P

    Il 3D, in tutto questo, risulta essere molto buono. Stavolta apprezzabile anche fuso con la storia, che presenta almeno 3-4 splash-page decisamente notevoli e arricchite tanto dall'effetto tridimensionale. L'esperimento del 3D a parer mio è promosso.

    Insomma, tutta un'altra storia rispetto alla prima parte, e meno male. Però quella prima parte c'è, pesa, e influenza tutta l'opera nella sua interezza. Sicuramente c'è un bel miglioramento, e molta sagacia nelle idee proposte, ma nella sua totalità Avarat mi è parso un esperimento riuscito a metà. Forse per il poco tempo a disposizione di Leo, forse per l'impegno che ha costituito il 3D, forse è una cosa mia, non lo so, fatto sta che se la sufficienza piena la acquisisce, e anche qualcosa in più dato che - ripeto - questo numero preso in sè è davvero molto buono, non siamo a mio parere a livello di altre parodie del passato.
    Non un'occasione mancata, ma qualcosa che pur interessante non è deflagrato del tutto come mi aspettavo.
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  • Il primo volume di Avarat non mi ha fatto impazzire.
    C'erano solo gag. E non mi sembravano neanche tra le più ispirate della produzione ortolaniana.
    Lo so, diversi lettori da Leo vorrebbero quelle belle storie di una volta che facevano ridere, ma io mi aspetto di più. Sì, anche da una parodia, dato che Leo ha dato prova di saper tirare fuori capolavori anche da quelle.
    Il secondo volume invece mi è piaciuto di più, sia come battute, sia per l'idea semplice ma ben realizzata dello spettatore che col 3D sogna di potersi immergere nei film che sta guardando. La cosa poi fa scaturire momenti meravigliosi, tra i quali la medaglia d'oro va sicuramente alla splash-page col Titanic che mi ha fatto ridere come non facevo ormai da tempo. Risate ad alta voce, fino alle lacrime. In autobus. Ormai avrei dovuto imparare a non farlo, pensavo di aver sviluppato una certa resistenza, ma ci ricasco regolarmente. Se a questo aggiungiamo che ero seduto in mezzo alla gente a leggere un fumetto indossando un paio di occhialini verde e rossi, direi che è stato abbastanza imbarazzante.

    Capitolo 3D: L'idea è interessante, le scene in rilievo (e anche alcuni giochi sui balloon o altri elementi propri del fumetto posti a profondità differente) sono sufficienti per dire che lo strumento è stato ben utilizzato, per via dei miei occhi non ne ho potuto godere al meglio ma vabbè. Tanto Leo ha già annunciato l'edizione in 2D per rimediare. E già che ci siamo, non la facciamo a colori come 299+1?

    Il problema principale di questo Avarat per me è lo stesso di 299+1, ovvero la decompressione. Io da una storia che esce in più puntate mi aspetto una cosa diversa da una storia autoconclusiva: un'esalogia di Leo non è come una storia in un episodio, una trilogia cinematografica deve avere qualcosa in più rispetto a un film "semplice" e così via.
    Invece sia in 299+1 che in questa parodia non ho trovato nulla che motivasse la suddivisione, se non la lunghezza causata da un'introduzione e una presentazione dei personaggi e del contesto più lunga del necessario... Il problema è che la pausa crea in me delle aspettative, oltre a far maturare in me una certa frustrazione perché la prima metà della parodia mi ha offerto poco dal punto di vista del "guizzo ortolaniano", sempre più spesso demandato al solo finale.
    Insomma, ormai Leo sta diventando un Maestro a padroneggiare i finali, la chiusa della storia in cui tutti i nodi di districano mostrando un dipinto meraviglioso, la rilettura è affascinante, ma sta diventando ormai una regola che "la prima lettura" non riesca a soddisfarmi più come una volta, per via di questo "focus sulla conclusione".
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • DeborohWalker ha scritto: Invece sia in 299+1 che in questa parodia non ho trovato nulla che motivasse la suddivisione, se non la lunghezza causata da un'introduzione e una presentazione dei personaggi e del contesto più lunga del necessario...
    299+1 aveva un'altra, grossa scusante: l'impostazione delle tavole. Sicuramente il finale della prima parte risulta brusco per quello, però più che come un errore di valutazione lo vedo come un'imprevisto tutto sommato inevitabile, vista la collocazione sulla serie regolare invece che su un albo ad hoc. Semmai l'errore è proprio qui, ma vabbè, si può capire che Leo fosse preso dalla storia e non sia riuscito a lavorare contemporaneamente a due lavori.

    Tanto Leo ha già annunciato l'edizione in 2D per rimediare. E già che ci siamo, non la facciamo a colori come 299+1?
    Mh, le varie ristampe Leo le ha sempre (generosamente) pensate per rendere i suoi lavori sempre accessibili, ma una pericolosa deriva verso la scuola di pensiero del Ragno la noto anch'io...
  • E' uscito il nuovo Rat-Man e per l'occasione recupero un po' di opinioni sui numeri passati visto che non lo faccio da un bel po'. Dunque:

    Rat-Man #81: Sia Questa, L'Ultima Battaglia

    E' un signor numero. Una bellissima ed emozionante conclusione di esalogia, che dice la sua sui fumetti supereroistici e sul destino che dovrebbero avere. Mi è sembrato qua e là di scorgere una leggera somiglianza con il finale di un'altra celebre serie televisiva di cui non farò il nome per evitare spoiler, ciò non toglie che come quello lì era un signor finale, e questo non è stato da meno. Certo, delle ombre rimangono, ad esempio il fatto che in passato le esalogie erano state dedicate solo a eventi particolarmente sconvolgenti (Le Origini, La Rinascita) mentre qui...bé mi pare che Leo abbia abusato del suo diritto di saga. Sicuramente una storia così la si poteva raccontare come pentalogia, o quadrilogia (non vorrei dire trilogia, perché capisco che sarebbe chiedere troppo ai rinnovati ritmi narrativi di Leo). Va inoltre detto che letta tutta di seguito, come poi ho fatto, questa Esalogia di New York ha una buona resa: è omogenea, interessante ed è possibile cogliere fior fior di indizi e citazioni disseminate lungo i precedenti cinque numeri (da applausi il Rat-Man che proprio sul ponte riflette sulla fine dei supereroi). Alla fine i supereroi erano veri, il nuovo status quo di Rat-Man solo improvvisato, ma qualche dubbio sul futuro rimane: se i supereroi devono finire una volta conclusa la storia e a Rat-Man manca ancora una ventina di numeri questo cosa significa? Che la storia di Rat-Man come supereroe non è finita e Valker è ancora vivo? Che la storia di Rat-Man come supereroe è finita e tocca a quella di lui come semplice uomo? Come li riempiamo questi ultimi venti numeri senza cadere in contraddizione con i nobili principi di questa esalogia?

    Avarat

    Ahimé, la prima toppata di Leo. Di tutte le parodie ecco la meno divertente, la meno profonda, la più vuota. Graficamente è stupendo, anche se gli occhiali sono scomodi e del colore sbagliato, ma si capisce che il 3d sarebbe anche fatto bene, ma la storia è un vuoto susseguirsi di gag non divertenti e tutte improntate su uno scontato humor fantozziano. I Nadalé fanno le cose, ci prova anche Rat-Man ma è stupido e finisce male. Punto. Non offre altro.

    Avarat 2

    Si risolleva parecchio, ma non va troppo oltre una sufficenza stentata. La monotonia del primo episodio viene rotta dall'arrivo dello humor crudele alla Ortolani, con tanto di soldatacci cattivoni che sono sempre piacevoli. Niente fantozzate, o almeno non così tante come nel primo numero, qui ci si muove su un altro piano umoristico, sempre collaudato, ma più personale. Diciamo che siamo dalle parti dei numeri meno brillanti di Rat-Man, il che è già un risollevarsi, se pensiamo alla prima parte. Il finalone coi colponi di scena mi ha lasciato un po' interdetto, soprattutto perché non sono veri e propri colpi di scena che fanno rivalutare il significato delle cose, sono cose messe lì tanto per fare, senza un senso vero e proprio. Vedere Terminator e il Titanic uscire dal nulla è sicuramente d'impatto, anche grazie ai disegni a pagina intera, sbavosissimi, scoprire che Avarat è un film che Rat-Man vede al cinema è carino, ok, ma al di là di un riferimento al metacinema, all'entrare dentro un film con l'immaginazione non ci ho letto nient'altro. O forse non ho capito io.

    Rat-Man #82: I Sacrificabili

    E questa cosa sarebbe? Dopo l'esalogia in continuity inizia una cosa fuori continuity, che pare anche caruccia...però Ratto l'avevamo già visto. E al termine della sua bilogia si rivelava essere solo una proiezione mentale di Rat-Man, come sarebbe stato il suo io se avesse scelto la Guerra, quindi non mi pare un personaggio esistente. Quindi è piuttosto strano che gli venga dedicata una nuova storia, e perdipiù una saga. Forse il fatto che al termine di Ratto 2 le due vite si dividevano, andando ognuno per la sua strada, potrebbe essere inteso come possibilità per Ratto di apparire in nuove storie. O forse al termine di questa saga (perché ancora una volta è una saga, e neanche stavolta sappiamo quando e come si concluderà) si attuerà un ricongiungimento con l'alter ego in continuity. Bé per ora è presto per parlare di tutto questo, e la storia in sé mi ha fatto godere non poco, ma non per le gag sui lemming o sui lemuri che sinceramente mi sono venute a noia quasi subito, bensì sul concetto stesso di soldatoni tamarroni che vanno a riprendersi il compagno DALLA MORTE. Quando Leo gioca con le tamarrate e usa a muzzo termini e concetti "grossi" vince sempre. Che sia la parodia di un film non mi tocca, non l'ho neanche visto, neanche sapevo della sua esistenza, ma il fumetto non me l'ha fatto pesare, per cui promosso. (Però Ratto era meglio, oltre alle gag estreme viste lì per la prima volta c'era anche una bella storia al tempo presente con Rat-Man, Brakko e Jordan, porca miseria!)
  • Rat-Man # 82 - I Sacrificabili

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    Inaspettatamente, torna Ratto, introdotto nell'omonima bilogia due anni fa esatti. Un personaggio che si pensava servisse solo come vita alternativa di Rat-Man e come mezzo per condannare gli orrori della guerra viene invece riutilizzato per una nuova n-logia, probabilmente di non più di 2-3 episodi.
    La storia in questione è breve e introduttiva, ma non pecca di vuotezza come altri inizi di saga: viene mostrato bene come Ratto si stia costruendo una sua vita lontano dalla guerra e in contatto con Gesù, attraverso il pittoresco scenario della Norvegia reso memorabile dalla battuta sui lemming suicidi che a mio parere risulta molto divertente e da Ratto che distribuisce il messaggio cristiano tramite volantini. :rotfl:
    Inoltre con la figura del colonnello Angelo ci si introduce nel vivo della trama: Ratto viene convocato insieme al gruppo di soldati denominati Sacrificabili per andare dalla morte a riprendere un loro compagno. E l'idea è formidabile, chissà cosa ne verrà fuori.

    La cosa interessante che si nota fin d'ora sono i temi affrontati: come in Ratto anche qui si punta il dito contro l'insensatezza della guerra, anche se non con la potenza profusa due anni fa, mentre continua in modo sensibile il riferimento a Cristo e alla parola cristiana, come Leo stesso aveva preannunciato sul forum di Rat-Man. La cosa sembra funzionare anche qui come già nei numeri 70 e 71, scene d'impatto come quella con Bum Bum e divertenti come quelle sulle osservazioni alle Scritture si amalgamano infatti bene tra loro. Queste due tematiche importanti sono poi genialmente filtrate attraverso i classici film di guerra con i veri duri di Hollywood come protagonisti, l'ispirazione da The Expendables è chiara ma da intendersi anche come verso gli action movie in generale, ed è sicuramente una cornice adatta (lol per la figura del tipo di colore inutile che poi muore :P )
    Per il resto... le battute sono molto buone, il terreno è preparato bene, la figura ancora una volta archetipa di Angelo è perfetta e ho fiducia in questa nuova storia, in attesa di vedere dove porta. Certo, il modo di intendere questa saga e il personaggio di Ratto rimane forse nebuloso, ma per ora mi godo questa nuova avventura.

    Il resto dell'albo si compone di un buon numero di strisce di Quelli di Parma, selezione di quelle apparse nel 1994 e nella prima parte del 1995 molto divertente, dei Ragguardevoli Sabati Sera che continua il trend più che positivo e della Posta, curata nuovamente da Plazzi che mette poco brio nelle quattro pagine finali.

    Next, E qualcuno morirà!
    Grrodon ha scritto: Avarat 2

    Vedere Terminator e il Titanic uscire dal nulla è sicuramente d'impatto, anche grazie ai disegni a pagina intera, sbavosissimi, scoprire che Avarat è un film che Rat-Man vede al cinema è carino, ok, ma al di là di un riferimento al metacinema, all'entrare dentro un film con l'immaginazione non ci ho letto nient'altro. O forse non ho capito io.
    Be', io quello ci vedo ma non è che sia poco. Per quello che prometteva la storia dalla prima parte, un colpone di scena in due atti come quello è stato corroborante. Anche perchè non è, come potrebbe sembrare, fine a se stesso ma come accenni tu ha significato metacinematografico, dove il fan vede compenetrazione di vecchi film del regista che magari in qualche modo "salvino" in film nuovo non all'altezza. Il tutto mischiato all'entrare dentro a un film con l'immaginazione vs. entrarci con il 3D.
    Grrodon ha scritto: Rat-Man #82: I Sacrificabili

    E al termine della sua bilogia si rivelava essere solo una proiezione mentale di Rat-Man, come sarebbe stato il suo io se avesse scelto la Guerra, quindi non mi pare un personaggio esistente. Quindi è piuttosto strano che gli venga dedicata una nuova storia, e perdipiù una saga. Forse il fatto che al termine di Ratto 2 le due vite si dividevano, andando ognuno per la sua strada, potrebbe essere inteso come possibilità per Ratto di apparire in nuove storie.
    Io, salvo smentite nel prossimo numero, reputo Ratto come una identità alterativa di Rat-Man al pari di tante altre come Skrotos, Bolo, Mr Rat-Man ecc.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Sinceramente inizio quasi a stancarmi.
    Ho sempre apprezzato molto il lavoro di Leo, ma mi pare davvero che ormai la saga abbia fatto il suo corso, che è sempre andata avanti su un piano eccellente (a parte il primo Ratto, che personalmente reputo il punto più basso della saga rat-maniana), ma ora si vede proprio che non c'è più niente di cui parlare. E lo si capisce dal fatto che si stanno susseguendo saghe su saghe senza dare una vera e decisiva svolta alla storia, ma sempre titubando su uno status quo che non è mai status e che non si è ancora mostrato. Se la cosa deve andare aventi così meglio che la si finisca qui (a mio parere), anche perchè questo numero segue la scia di tutti i numeri post-mortem di valker, che per ora si sono sempre appianati su un livello appena sufficiente se non per qualche raro sprazzo di genialità, ma per il resto poca roba.
    Se finisse col prossimo numero si potrebbe evitare di far precipitare la qualità di un prodotto che fin'ora è stato ottimo.
  • John Dorian ha scritto:Sinceramente inizio quasi a stancarmi.
    Ho sempre apprezzato molto il lavoro di Leo, ma mi pare davvero che ormai la saga abbia fatto il suo corso, che è sempre andata avanti su un piano eccellente (a parte il primo Ratto, che personalmente reputo il punto più basso della saga rat-maniana), ma ora si vede proprio che non c'è più niente di cui parlare. E lo si capisce dal fatto che si stanno susseguendo saghe su saghe senza dare una vera e decisiva svolta alla storia, ma sempre titubando su uno status quo che non è mai status e che non si è ancora mostrato. Se la cosa deve andare aventi così meglio che la si finisca qui (a mio parere), anche perchè questo numero segue la scia di tutti i numeri post-mortem di valker, che per ora si sono sempre appianati su un livello appena sufficiente se non per qualche raro sprazzo di genialità, ma per il resto poca roba.
    Se finisse col prossimo numero si potrebbe evitare di far precipitare la qualità di un prodotto che fin'ora è stato ottimo.
    Guarda, io capisco le tue osservazioni. Ne parlavo proprio un mesetto fa con un mio amico, alla luce dell'Esalogia di New York come farà Leo a proseguire per altri 20 numeri senza contraddire la tesi espressa nella maxi-storia del 2010? La mia risposta è che Leo ha ancora cose da raccontare, nonostate le apparenze. Può essere il Rat-Man supereroe che ha ancora qualcosa da dirci e lo farà prossimamente, può essere qualche alter-ego per raccontarci altro, come riflessioni sui fumetti Marvel o sui manga o profonde incursioni nel difficile tema della guerra. E' chiaro che con queste digressioni lo status quo permane, e se anche una saga in continuity come quella appena finita in realtà serve e raccontare altro è chiaro che sembra di ristagnare.
    E non c'entra neanche il fatto che ormai scriva solo per n-logie: questo è semplicemente il suo nuovo stile narrativo, che abbisogna di spazio per raccontare come vuole lui adesso.
    Ma io ho fiducia, comunque.
    Non sono molti gli autori di fumetti a cui dò fiducia ciecamente, di cui comprerei a occhi chiusi qualuque cosa e che so che difficilmente mi deluderanno: Alan Moore, Faraci, Casty, Gaiman, Barks... Ma probabilmente Leo è al primo posto. Scivolone di Avarat a parte, non mi ha mai deluso. E lo stimo anche come persona. Quindi io credo in lui e nel suo progetto, se va avanti vuol dire che ha ancora cosa da dire: ha ancora battute da fare, gag da disegnare, messaggi da comunicare e storie interessanti da raccontare, che abbiamo come protagonista Rat-Man, Ratto, il Rat-Man autore di se stesso o chissà quali altre identità... Ho piena fiducia. E questa nuova saga promette molto bene, IMHO. Chiaro che se a te non è piaciuto Ratto (ma l'hai riletto una seconda volta, tutto insieme?) non la digerirai forse, ma se proseguirai oltre secondo me sarà tutto in crescendo :)
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  • John Dorian ha scritto:si stanno susseguendo saghe su saghe senza dare una vera e decisiva svolta alla storia, ma sempre titubando su uno status quo che non è mai status e che non si è ancora mostrato.
    Quotone. Pure io mi sto scocciando e che la situazione dipenda dai nuovi tempi narrativi di Leo o altro non mi interessa: la puzza di ristagno sta diventando un po' troppo evidente.

    Che poi Leo abbia ancora qualcosa da dire nell'economia della Saga, mi pare evidente: solo non vorrei che la fissa del numero 100 porti a dilazionare eccessivamente la storia madre con parodie e metafumettate più o meno lunghe. Io le trovo sempre divertenti e ci vedo tutti i pregi che rileva Bramo, ma dopotutto non sono così fondamentali e non vorrei se ne abusasse per allungare il brodo: anche perchè le parodie hanno personaggi facilmente interscambiabili con relative "maschere", mentre il metafumetto è interessante ma ormai, dopo anni di ripetizioni sul tema, lascia il tempo che trova.

    Anche io ho fiducia come Leo in quanto autore, non vorrei però che si stesse facendo un po' sfuggire le cose di mano nel quadro generale. Un indizio importante, imho, sarà il numero di parti che andrà a comporre questa nuova parodia.
    Insomma, a livello narrativo per me è tutto a posto (salvo certe inclinazioni prolisse nelle n-logie) è il progetto generale della serie che mi sembra stia un po' sbandando. Sarò felicissimo di ricredermi, ovviamente, ma per ora un disagio c'è.
  • Ormai passa sempre più tempo tra la prima lettura del nuovo numero di Ratman e quando riesco a formulare un giudizio sensato; in questo caso mi sono ri-riletto la storia a pochi giorni del numero successivo e forse sono riuscito a formulare un'opinione più decisa non solo sul #81 ma anche sulla piega che ormai sta prendendo la Collection.

    Ritengo che il "problema" non sia il mostro della decompressione che si è mangiato l'anima di Leo, le storie non fanno più ridere come una volta, Leo non sta portando avanti la trama principale di Rat-Man e tutte quelle cose che si leggono nei forum; quello che non funziona non è il contenuto, ma il contenitore in cui tutto ciò viene proposto.
    Abbiamo avuto un 299+1 che ha ben poco a che spartire con Ratty. Stessa cosa per Ratto e ora questa saga che sembra essere un vero e proprio sequel di Ratto. A mio parere non hanno alcuna differenza con altri albi speciali come AvaRat, Star Rats o Il Signore dei Ratti; però c'è quell'uscita bimestrale della Collection che Leo deve rispettare, e così non potendosi dedicare a troppi progetti paralleli li infila nella RMC, anche se hanno poco a che spartire con le vicende supereroistiche di Ratty.
    C'è poi la questione decompressione, che a me infastidisce non tanto in quanto tale, ma perché in una serializzazione che richiede un anno prima di vedere il completamento, di numero in numero il lettore ha ben poco materiale su cui ragionare.

    Insomma, continuo a vedere in questa fase produttiva di Leo qualcosa di simile a quanto fece Will Eisner; Eisner raggiunge la fama grazie a Spirit, una serie di azione/spionaggio, che dietro la sua facciata di serie leggera per un pubblico di massa in realtà sperimenta gli strumenti del fumetto, all'epoca un media che non aveva ancora sfruttato molte delle sue potenzialità. Poi all'improvviso Eisner capisce che può spingersi oltre e crea graphic novel come Contratto con Dio, New York, ecc.
    Io in Leo vedo questa voglia di fare altro, sia come vicende e tematiche trattate, ma anche nella lunghezza delle trame. Racconti di guerra come Ratto o questa nuova saga sembrano perfetti per uscire in volume e letti tutti d'un fiato, ma inseriti nella testata Rat-Man Collection, bimestrale, a mio parere perdono buona parte del loro fascino e si rischia che la fruizione sia influenzata negativamente da tutto ciò.
    Cosa sarebbe successo se Eisner si fosse messo a serializzare il suo "Contratto con Dio" nelle otto pagine settimanali che aveva nel quotidiano dove pubblicava Spirit? Con tutta la buona volontà nell'appropcciarsi a una nuova forma artistica, credo sarebbe stato percepito come una cosa noiosa.
    Secondo me Leo sta pubblicando storie "giuste", ma in un formato "sbagliato".
    Rat-Man Collection (questo il nome che c'è sulla costina del volumetto bimestrale) sta diventando più un "Leo Ortolani presenta" di cui di volta in volta Leo si concede il lusso di saltare di palo in frasca. E mi sta bene, la varietà è sempre un bene, ma il vincolo editoriale della bimestralità lo penalizza, assieme alla frustrazione di non vedere proseguire la continuity rattesca che il nerd in ognuno di noi vorrebbe vedere giungere a compimento.
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  • Trovo che tu abbia ragione in parte, ma ci sono anche altri problemi, tipo che spesso e volentieri gli argomenti si ripetono (la morale dell'ultima esalogia è la stessa della quadrilogia di Dio, e molte tematiche erano presenti anche nella trilogia manga, questa saga dei mercenari è molto simile come tematiche a Ratto), l'umorismo sembra messo lì perchè ci deve essere (tutte quelle divagazioni documentaristico-buffe).
    Non concordo invece sulla prima saga di Ratto che era una bilogia molto simpatica, spicciola, ristretta, e che ci raccontava una "vacanza" di Rat-Man con i suoi amici. Insomma, la trovai una storia molto onesta per festeggiare il ritorno di Rat-Man.

    Secondo me Leo dovrebbe rileggersi Camera 9 e riflettere.
  • Rat-Man # 83 - E Qualcuno Morirà!

    Immagine

    Secondo episodio (ma non ultimo, come già ci allerta il buon Plazzi nell'editoriale) della n-logia che riporta sulla scena Ratto, gli scenari di guerra e la tematica religiosa, fortemente in primo piano.
    Cosa dire di E Qualcuno Morirà!, se non che è una sboronata? :P Già i toni sopra le righe e volutamente assurdoni si avvertivano nel numero scorso, ma l'atmosfera era ancora ammantanta di prologo alla vicenda che Leo Ortolani vuole narrarci stavolta.
    Adesso invece si entra nel vivo della storia, e le esagerazioni si sprecano e sono palesi: Ratto, il Colonnello Angelo, Chat Morris e gli altri Sacrificabili arrivano nell'Aldilà semplicemente con un aereo militare, e con delle semplici motociclette possono anche [spoiler]muoversi indietro nel tempo come se nulla fosse[/spoiler]. La veridicità non è importante in questo caso, affatto, anzi Ortolani si diverte a spararla sempre più grossa proprio come i film di guerra americani che in qualche modo questa saga parodizza.
    Ma è bene evidenziare subito come il prendere in giro un certo tipo di action-movie da macho americano è solo un aspetto di questa seconda avventura di Ratto. La principale caratteristica è l'inedita (perlomeno in questi termini) riflessione teologica che Leo sta compiendo tramite il personaggio di Ratto e tramite il suo stile narrativo ironico e iconico.
    Il riportare in due occasioni il momento in cui Gesù è accusato nel sinedrio (scene fedeli a quelle raccontate nelle Scritture, anche se con qualche "inserto" alla Ortolani :P ) mi ha sorpreso, ma anche l'incrollabile fede che Ratto ripone in Gesù e nel suo aver vinto la morte (ok: il dialogo di Ratto con la Morte è una cosa bellissima ;D ) e tutto il sottotesto religioso di cui l'albo e la n-logia in corso sono pervasi sono ottimi temi, inusuali per un bimestrale come questo e trattati in modo sicuramente anticonvenzionale per molti motivi (i toni, il contesto...), ma il bello è che funziona. Questa roba era impensabile leggendo il Rat-Man non solo degli esordi ma anche di soli 20 numeri fa, tematiche importantissime e assolute trattate in modo interessante, dissacrante ma non sciocco o svilente, anzi! La formula inedita e perfetta che rispecchia probabilmente le riflessioni che Leo stesso compie o ha compiuto interiormente a mio parere funziona e regala un ulteriore livello di lettura per Rat-Man.
    Applausi. E adesso voglio proprio vedere dove si va a parare fra due mesi! :P

    In coda alla storia, ecco un breve e interessante articolo scritto da don Tommaso Danovaro (presentato da Leo stesso in una paginetta di introduzione), un prete lettore di Rat-Man che ha accettato di scrivere qualche riga che sottolineasse le affinità tra la tematica religiosa e alcuni temi delle storie rattesche, come la Luce. Interessante davvero, anche se forse avrei preferito un'analisi rat-religiosa focalizzata su quello che viene raccontato nella storia di questo numero. Ma mi piace comunque il significato di questo intervento.
    A seguire alcune strisce di Quelli di Parma, sempre simpatiche, e I Miei Ragguardevoli Sabati Sera - Al Bar Fighetto, che mi è parso un po' meno divertente rispetto agli ultimi episodi che riuscivano a farmi ridere molto. Però ci sono colpi di genio come il cagnolino che fa presa sulle tipe, quindi va bene ;D
    Infine la Posta, che vede il ritorno di Leo in persona a curarsene, si attesta sulla media... spicca un riferimento per niente velato agli scandli a sfondo sessuale che hanno coinvolto Berlusconi, che anche per l'imprevedibilità della sua comparsa mi ha fatto fare una grassa risata.

    Un numero interessante e molto buono insomma, che con la storia contenuta diverte molto con battute epiche e porta avanti un discorso teologico interessante e acuto in una confezione assolutamente folle.

    Next, I Dimenticati
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  • Non so voi, ma oggi, 19 marzo, per la prima volta mi ha sfiorato il pensiero di smettere di comprare Rat-Man.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Franz ha scritto:Non so voi, ma oggi, 19 marzo, per la prima volta mi ha sfiorato il pensiero di smettere di comprare Rat-Man.
    C'è un motivo particolare, come l'aver letto la mia recensione :P , o è stata una folgorazione casuale? :oh:
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