Rat-Man Collection #75: Non di questo mondo!
Inviato: mercoledì 18 novembre 2009, 15:52
Per celebrare il ventennale del suo personaggio di punta, Leo Ortolani non realizza solo una storia dedicata all'evento, ma confeziona un intero albo di Rat-Man Collection che ha come scopo principale quello di festeggiare il compleanno del supereroe con le orecchie da topo. Un numero con un indice nel quale, attraverso storie ed articoli, l'autore vuole omaggiare i suoi inizi, guardando al passato con un sorriso e rivolgendosi verso il futuro con un grosso punto interrogativo.
Non di questo mondo! è un episodio nel quale le vicende di Rat-Man, il metafumetto e l'autobiografia raggiungono un perfetto equilibrio diventando elementi complementari, perfettamente mescolati nel dare vita a una delle trame più personali di Ortolani, nella quale viene data voce ai dubbi dell'autore su una delle questioni più discusse dai fan: "Rat-Man finirà veramente col numero 100?".
Questa riflessione si traduce in una vera e propria psicanalisi della figura del fumettista, analizzando con un umorismo malinconico i dubbi, le difficoltà e lo sconforto della professione. Per sdrammatizzare i toni della storia sono stati inseriti alcuni autori in veste di guest star: Ade Capone, Tito Faraci, Donald Soffritti, Roberto Recchioni, Antonio Serra, Massimo Bonfatti e Giovanni Palumbo sono presenti sotto forma di caricature che probabilmente ai più risulteranno apparizioni gratuite, ma che strappano più di una risata a chiunque conosca i suddetti autori o ha potuti incontrarli, constatando l'incredibile somiglianza nell'aspetto e negli atteggiamenti.
La storia contiene anche un nuovo personaggio, il supereroe Stunt, il primo supereroe ideato da un giovanissimo Leo; questa "operazione nostalgia" atta a nobilitare il parto della fantasia di un bambino infonde quasi tenerezza, nel vedere come l'autore si sentisse quasi in dovere a restituire dignità a una sua creazione fumettistica, rimasta per troppo tempo in un cassetto e ora portata sotto i riflettori sulle pagine del suo fumetto più conosciuto.
Sorprende la pubblicazione di Rat-Man all'interno dell'albo, ovvero la storia con la quale Ortolani partecipò al concorso della rivista Spot; se dal punto di grafico le tavole sono ancora piuttosto acerbe, è interessante che i testi e la suddivisione delle vignette in queste pagine siano pressoché identiche a Le sconvolgenti origini del Rat-Man, versione rielaborata della stessa storia pubblicata sul primo numero della serie autoprodotta e su Rat-Man Collection #1.
Certo, per chi possiede già quell'ormai leggendario numero di Spot questa storia non è un riempitivo interessante all'interno della Collection (maledizione, ora il suo valore su eBay scenderà, non diventerò mai miliardario!), ma considerando il numero esiguo di possessori di quell'albo è stata una scelta intelligente. Magari potrebbe essere addirittura l'apripista a una serie di ristampe vintage, che ci porteranno le "prime versioni" di Topin, Dal Futuro! e altre opere di qualche decennio fa come Il Signore delle Zucche e le già annunciate strip di Quelli di Parma.
A darci una finestra sul Leo Ortolani degli esordi, oltre alle storie ci sono due articoli scritti dallo stesso autore, quasi una sorta di diario personale attraverso le quali possiamo scoprire come tutto è cominciato. Chiude l'albo il capitolo conclusivo della Rattologia che termina il ripasso dell'intera cronologia ratmaniana, quasi ad anticipare un ritorno alla continuity dopo un anno di storie slegate dalle vicende principali del supereroe in calzamaglia gialla.
La preview ci mostra un Rat-Man con una bizzarra ombra sulla schiena; forse è un volo pindarico eccessivamente campato in aria, ma ricollegandomi a un aneddoto nel quale qualcuno era intenzionato a comprare online un'armatura cylone, mi è sembrata che quella sulla schiena di Rat-Man fosse una colonna vertebrale pulsante, ben nota ai fan di Battlestar Galactica... Forse arrivano i cyloni? Potrebbe essere uno spunto interessante e "rimodernato" per far tornare in scena Numero 6 e i cloni.
Mi ha stupito l'assenza della posta per il secondo numero successivo; so che la Panini ha fatto chiudere la posta dei lettori su tutte le sue collane manga, forse ha deciso di fare altrettanto con Rat-Man? Mi sembra strano dato che Leo ha sempre avuto piena libertà, forse lui stesso ha preferito sacrificare la posta piuttosto che i suoi due articoli.
Non di questo mondo! è un episodio nel quale le vicende di Rat-Man, il metafumetto e l'autobiografia raggiungono un perfetto equilibrio diventando elementi complementari, perfettamente mescolati nel dare vita a una delle trame più personali di Ortolani, nella quale viene data voce ai dubbi dell'autore su una delle questioni più discusse dai fan: "Rat-Man finirà veramente col numero 100?".
Questa riflessione si traduce in una vera e propria psicanalisi della figura del fumettista, analizzando con un umorismo malinconico i dubbi, le difficoltà e lo sconforto della professione. Per sdrammatizzare i toni della storia sono stati inseriti alcuni autori in veste di guest star: Ade Capone, Tito Faraci, Donald Soffritti, Roberto Recchioni, Antonio Serra, Massimo Bonfatti e Giovanni Palumbo sono presenti sotto forma di caricature che probabilmente ai più risulteranno apparizioni gratuite, ma che strappano più di una risata a chiunque conosca i suddetti autori o ha potuti incontrarli, constatando l'incredibile somiglianza nell'aspetto e negli atteggiamenti.
La storia contiene anche un nuovo personaggio, il supereroe Stunt, il primo supereroe ideato da un giovanissimo Leo; questa "operazione nostalgia" atta a nobilitare il parto della fantasia di un bambino infonde quasi tenerezza, nel vedere come l'autore si sentisse quasi in dovere a restituire dignità a una sua creazione fumettistica, rimasta per troppo tempo in un cassetto e ora portata sotto i riflettori sulle pagine del suo fumetto più conosciuto.
Sorprende la pubblicazione di Rat-Man all'interno dell'albo, ovvero la storia con la quale Ortolani partecipò al concorso della rivista Spot; se dal punto di grafico le tavole sono ancora piuttosto acerbe, è interessante che i testi e la suddivisione delle vignette in queste pagine siano pressoché identiche a Le sconvolgenti origini del Rat-Man, versione rielaborata della stessa storia pubblicata sul primo numero della serie autoprodotta e su Rat-Man Collection #1.
Certo, per chi possiede già quell'ormai leggendario numero di Spot questa storia non è un riempitivo interessante all'interno della Collection (maledizione, ora il suo valore su eBay scenderà, non diventerò mai miliardario!), ma considerando il numero esiguo di possessori di quell'albo è stata una scelta intelligente. Magari potrebbe essere addirittura l'apripista a una serie di ristampe vintage, che ci porteranno le "prime versioni" di Topin, Dal Futuro! e altre opere di qualche decennio fa come Il Signore delle Zucche e le già annunciate strip di Quelli di Parma.
A darci una finestra sul Leo Ortolani degli esordi, oltre alle storie ci sono due articoli scritti dallo stesso autore, quasi una sorta di diario personale attraverso le quali possiamo scoprire come tutto è cominciato. Chiude l'albo il capitolo conclusivo della Rattologia che termina il ripasso dell'intera cronologia ratmaniana, quasi ad anticipare un ritorno alla continuity dopo un anno di storie slegate dalle vicende principali del supereroe in calzamaglia gialla.
La preview ci mostra un Rat-Man con una bizzarra ombra sulla schiena; forse è un volo pindarico eccessivamente campato in aria, ma ricollegandomi a un aneddoto nel quale qualcuno era intenzionato a comprare online un'armatura cylone, mi è sembrata che quella sulla schiena di Rat-Man fosse una colonna vertebrale pulsante, ben nota ai fan di Battlestar Galactica... Forse arrivano i cyloni? Potrebbe essere uno spunto interessante e "rimodernato" per far tornare in scena Numero 6 e i cloni.
Mi ha stupito l'assenza della posta per il secondo numero successivo; so che la Panini ha fatto chiudere la posta dei lettori su tutte le sue collane manga, forse ha deciso di fare altrettanto con Rat-Man? Mi sembra strano dato che Leo ha sempre avuto piena libertà, forse lui stesso ha preferito sacrificare la posta piuttosto che i suoi due articoli.






