Per celebrare il ventennale del suo personaggio di punta, Leo Ortolani non realizza solo una storia dedicata all'evento, ma confeziona un intero albo di Rat-Man Collection che ha come scopo principale quello di festeggiare il compleanno del supereroe con le orecchie da topo. Un numero con un indice nel quale, attraverso storie ed articoli, l'autore vuole omaggiare i suoi inizi, guardando al passato con un sorriso e rivolgendosi verso il futuro con un grosso punto interrogativo.
Non di questo mondo! è un episodio nel quale le vicende di Rat-Man, il metafumetto e l'autobiografia raggiungono un perfetto equilibrio diventando elementi complementari, perfettamente mescolati nel dare vita a una delle trame più personali di Ortolani, nella quale viene data voce ai dubbi dell'autore su una delle questioni più discusse dai fan: "Rat-Man finirà veramente col numero 100?".
Questa riflessione si traduce in una vera e propria psicanalisi della figura del fumettista, analizzando con un umorismo malinconico i dubbi, le difficoltà e lo sconforto della professione. Per sdrammatizzare i toni della storia sono stati inseriti alcuni autori in veste di guest star: Ade Capone, Tito Faraci, Donald Soffritti, Roberto Recchioni, Antonio Serra, Massimo Bonfatti e Giovanni Palumbo sono presenti sotto forma di caricature che probabilmente ai più risulteranno apparizioni gratuite, ma che strappano più di una risata a chiunque conosca i suddetti autori o ha potuti incontrarli, constatando l'incredibile somiglianza nell'aspetto e negli atteggiamenti.
La storia contiene anche un nuovo personaggio, il supereroe Stunt, il primo supereroe ideato da un giovanissimo Leo; questa "operazione nostalgia" atta a nobilitare il parto della fantasia di un bambino infonde quasi tenerezza, nel vedere come l'autore si sentisse quasi in dovere a restituire dignità a una sua creazione fumettistica, rimasta per troppo tempo in un cassetto e ora portata sotto i riflettori sulle pagine del suo fumetto più conosciuto.
Sorprende la pubblicazione di Rat-Man all'interno dell'albo, ovvero la storia con la quale Ortolani partecipò al concorso della rivista Spot; se dal punto di grafico le tavole sono ancora piuttosto acerbe, è interessante che i testi e la suddivisione delle vignette in queste pagine siano pressoché identiche a Le sconvolgenti origini del Rat-Man, versione rielaborata della stessa storia pubblicata sul primo numero della serie autoprodotta e su Rat-Man Collection #1.
Certo, per chi possiede già quell'ormai leggendario numero di Spot questa storia non è un riempitivo interessante all'interno della Collection (maledizione, ora il suo valore su eBay scenderà, non diventerò mai miliardario!), ma considerando il numero esiguo di possessori di quell'albo è stata una scelta intelligente. Magari potrebbe essere addirittura l'apripista a una serie di ristampe vintage, che ci porteranno le "prime versioni" di Topin, Dal Futuro! e altre opere di qualche decennio fa come Il Signore delle Zucche e le già annunciate strip di Quelli di Parma.
A darci una finestra sul Leo Ortolani degli esordi, oltre alle storie ci sono due articoli scritti dallo stesso autore, quasi una sorta di diario personale attraverso le quali possiamo scoprire come tutto è cominciato. Chiude l'albo il capitolo conclusivo della Rattologia che termina il ripasso dell'intera cronologia ratmaniana, quasi ad anticipare un ritorno alla continuity dopo un anno di storie slegate dalle vicende principali del supereroe in calzamaglia gialla.
La preview ci mostra un Rat-Man con una bizzarra ombra sulla schiena; forse è un volo pindarico eccessivamente campato in aria, ma ricollegandomi a un aneddoto nel quale qualcuno era intenzionato a comprare online un'armatura cylone, mi è sembrata che quella sulla schiena di Rat-Man fosse una colonna vertebrale pulsante, ben nota ai fan di Battlestar Galactica... Forse arrivano i cyloni? Potrebbe essere uno spunto interessante e "rimodernato" per far tornare in scena Numero 6 e i cloni.
Mi ha stupito l'assenza della posta per il secondo numero successivo; so che la Panini ha fatto chiudere la posta dei lettori su tutte le sue collane manga, forse ha deciso di fare altrettanto con Rat-Man? Mi sembra strano dato che Leo ha sempre avuto piena libertà, forse lui stesso ha preferito sacrificare la posta piuttosto che i suoi due articoli.
[Leo Ortolani] Rat-Man

Un nuovo abbandono del costume del supereroe? Questo ci suggeriva la copertina, con un Rat-Man pronto a lasciarsi alle spalle il suo passato, maschera da topo compresa. Non è del tutto così.
Lo spunto di partenza di Tu non voltarti mai è quanto avvenuto ormai un anno fa nell'ultima storia legata alla continuity, ovvero la sconfitta di Valker: ora che Rat-Man è rimasto senza la sua nemesi, fatica a trovare un vero motivo d'esistere, trascinandosi in pigre giornate accidiose. Questo status-quo è un'occasione per inserire divertenti scene come l'attacco del Sacrilego o i momenti in cui Ratty si fa servire da Arcibaldo; per la prima volta una di queste gag, il macello della mucca, mi è sembrata eccessiva, gratuita e un po' troppo prolungata, e anche se in linea con molte altre "cattiverie" di Leo in questo caso credo si sia leggermente superato il confine della mia sensibilità personale.
Emozionante il ritorno di Thea, anche se solo in una visione, ma dubito che la sua presenza sia casuale e limitata a far vivere questo momento di rimpianto a Rat-Man: la saga è ancora lunga e tutti gli elementi inseriti sicuramente saranno collegati, quindi mi aspetto che questa scena acquisisca un ruolo più importante.
Guardando al futuro però, c'è New York all'orizzonte.
New York?
Finora Leo ha sempre usato "Città Senza Nome", "Città Molto Grande" e altri ruoli fittizi, senza mai specificare ubicazioni o facendo collegamenti col mondo reale. Come mai questo drastico cambiamento?
E' come se Superman o Batman, eroi ubicati in città di fantasia, viaggiassero fino a New York attraversando la linea tra fiction e realtà. Rat-Man dice che è per incontrare i suoi eroi, ma finora l'abbiamo sempre visto adorare personaggi che ricordavano eroi Marvel/DC, senza mai riferimenti diretti (a parte i primi numeri della Collection, ai tempi della Marvel italia). Questo improvviso spostamento sull'asse della realtà credo che potrebbe creare uno squilibrio, specie ripensando a tutta la saga di Marvel Mouse; ho un po' il timore che vedere Ratty alla ricerca dei suoi eroi potrebbe creare una ridondanza con questa saga e l'esalogia delle origini, ma come dice Plazzi nell'editoriale Leo ci ha abituati a tutto tranne al già visto. Attendo fiducioso.
Magari sarà proprio un modo per porre un supereroe di fantasia di fronte al mondo reale in modo esplicito, giocando proprio su questo contrasto, in una New York post-9/11... Mah.
Mi ha stupito molto l'assenza di Krik nel gruppo di amichetti all'aeroporto (anche loro in partenza per NY, senza che Ratty lo sappia?), quando invece compare il nuovo arrivato Padre Angelini; per quello che vediamo in questo numero ha solo un ruolo da mentore/consigliere, che avrebbe potuto rivestire proprio Krik. Forse Leo vuole inserire a breve anche il tema religioso o una qualche riflessione sull'argomento? Probailmente allora anche le gag iniziali col Sacrilego e l'Ateo non sono solo gag.
Per quanto riguarda il resto dell'albo, sfortunatamente per me possedevo già in versione cartacea tutti gli altri tre fumetti qui contenuti, quindi mi sono goduto il numero meno di quanto avrei potuto: inoltre l'inserimento di 3 opere così brevi e diverse tra loro mi ha dato un po' la sensazione di "accozzaglia" di materiale passato per riempire lo spazio rimanente...
Ad esempio, perchè non limitarci a sole 3 paginette di Quelli di Parma e non proporne da subito un po' di più, come avveniva per L'Ultima Burba? Purtroppo ho poi notato che le strip qui pubblicate sono le prime già apparse nella raccolta delle Edizioni Foxtrot, senza nessuna aggiunta; temo quindi che sulla RMC vedremo riproposte solo le strip presenti in quella selezione e non potremo vederle tutte...
Buone Fette l'ho sempre trovato delizioso, specie per il riuscito omaggio ad Altan. Peccato che la periodicità di Rat-Man non consenta di pubblicarlo su un numero dicembrino, così sul numero di gennaio risulta fuori tempo massimo (ma in quello di novembre sarebbe stato troppo in anticipo...)
Addio al Re! è una breve storia ma molto sentita negli intenti, traspare l'emozione di Leo e la volontà di rendere giustizia alla grandezza di Kirby; per me è superiore anche alle 4 storie dei F4 realizzate da Leo, ben più lunghe e complesse, forse la degna conclusione del ciclo Lee/Kirby. La pubblicazione di questa storiella su RMC#76 mi pone però una domanda non da poco: io sapevo che queste storie non sarebbero potute essere pubblicate comparendo dei personaggi Marvel, è cambiato qualcosa in merito? Nei prossimi numeri quindi c'è la possibilità di vedere ristampate anche le 4 storie dei F4?
Ma soprattutto, questo potrebbe influenzare anche il futuro di Rat-Man: nei primi numeri della Collection, quando esisteva ancora la Marvel Italia, Leo poteva realizzare liberamente storie coi personaggi Marvel, ma poi la situazione editoriale della Panini mutò. Forse ora c'è una qualche speranza, un qualche privilegio concesso a Rat-Man e a Leo?
Non saprei altrimenti spiegarmi la presenza di una storia con i F4 e Destino su una rivista non targata Marvel...
Magari l'eroe in calzamaglia gialla a New York potrà interagire liberamente (forse non incontrandoli, ma citandoli esplicitamente) con i supereroi Marvel? Mah.
Molto bello il Ragguardevole racconto: la gita a Guardaland è una delle puntate migliori, arricchito dal disegno di Leo che mi ha fatto ridere grazie ai fantastici Prezzemoli terrorizzati.
Interessanti i due articoli e anche la posta nella norma; la preview ci mostra un Ratty con lo scudo di Capitan America sotto braccio... un riferimento evidente alla storia lunga ma, se la mia teoria della "liberalizzazione dei personaggi Marvel" è vera, magari tra un po' troveremo ristampata sulla RMC anche la storia con Cap pubblicata nel volume a colori "Ratman contro i Supereroi".
Rat-Man Collection # 76 - Tu Non Voltarti Mai

A distanza di due anni esatti dall’inizio dell’Esalogia della Rinascita, parte una nuova n-logia in continuity per Rat-Man. E Ortolani si allaccia direttamente alla fine della suddetta Esalogia, dopo un anno di riuscitissime divagazioni sulla guerra, sui manga e sul metafumetto, ponendosi la domanda: cosa succede a un supereroe quando ha sconfitto il suo nemico? Si risponde mostrandoci un Rat-Man che campa combattendo criminali che “potrebbero sconfiggere tutti” come il Sacrilego o l’Ateo (una delle sequenze più divertenti degli ultimi tempi, tutta la sequenza dopo il titolo è da antologia del divertimento!) e che sopravvive grazie a un Arcibaldo che lavora al mercato del pesce per mantenere tutti e due. Brakko e gli altri tentano di farlo sentire utile alla Città Senza Nome, ma con scarsi risultati. Ma una lettera lo invita [spoiler]ad andare a New York, a incontrare i “veri” supereroi[/spoiler]! E lui ritrova un senso…
Storia singolare, questa. Perché ripensandoci è infarcita di battute e gag che mi hanno fatto ridere tanto, ma in realtà è pervasa dall’inizio alla fine di una profonda e lancinante malinconia, neanche tanto di fondo. Ovviamente partendo dalla commoventissima sequenza iniziale, che ci fa capire quanto intensamente ancora il Ratto pensi a Thea. Non solo, nella storia Rat-Man stesso afferma che da anni è rimasto nella Città Senza Nome nella speranza che tornasse in vita. Possibile siano casuali questi due rimandi a Thea?
Al di là delle malinconie romantiche, comunque, la condizione stessa di Rat-Man è carica di tristezza: si sente smarrito, fuori posto, inutile per sua stessa ammissione. Scomparso Valker, il nostro supereroe non sa più bene qual è il suo scopo, cosa deve fare della sua vita. Un Deboroh così disperato, depresso e a terra lo abbiamo avuto solo dopo il coma, e questo dà da pensare…
La tanto contestata scena della mucca, poi, commentata con perplessità in alcuni lidi e anche qui dal Deb, io non la vedo come niente di orribile o diverso dal solito: Leo ci ha abituato a scene così, è una battuta che occorre saper prendere e accettare per quello che è, una gag basata sulla doppia assurdità del fatto (si inaugura un mattatoio colpendo in testa una mucca, e Rat-Man non ce le fa), ma che mi ha anche messo i brividi per come lo stato d’animo di Rat-Man si sfoga sul povero animale, che gli muggisce dietro la sua inutilità totale. Che poi sia anche in Io, me e Irene come leggo sul Papersera non lo so, ma mi spiacerebbe se si fosse volutamente "ispirato" a quella scena.
Il finale comunque resta aperto per chissà quali sviluppi: [spoiler]i supereroi dei fumetti di Deboroh esistono[/spoiler] oppure hanno ragione Brakko, Arcibaldo e gli altri? E se sì, cosa succederà?
Oltre alla storia, l’albo offre altre cosucce interessanti.
Quelli di Parma, la serie di strisce che Leo realizzò anni fa per la Gazzetta di Parma, iniziano da questo numero la loro ristampa ad uso e consumo dei lettori che non le conoscevano. Come me, e devo dire che ho gradito, sono molto simpatiche e divertenti e le gag non sono legate solo alla città di riferimento. Sono introdotte da un divertentissimo articolo di Ortolani, che ha modo di tirare in ballo anche Giacobbo dicendo quello che pensiamo un po’ tutti!
Poi c’è Buone Fette, due tavole di riuscito omaggio ad Altan, che mi ero gustato l’anno scorso sul sito di Rat-Man ma che è bello ritrovare qui su carta.
Infine L’Addio al Re è una breve storiella in cui Leo celebra con i Fantastici 4 e Destino la morte di Jack Kirby. Molto bella e poetica, mostra l’animo sensibile di Leo per il suo Maestro, ed è introdotta anch’essa da un articolo di Leo, che anche se commosso non perde la sua verve.
I Miei Ragguardevoli Sabati Sera non mi ha mai entusiasmato, ma ammetto che questo lungo episodio mi ha divertito abbastanza.
Infine la Posta sa intrattenere e divertire come sempre quando Leo parla direttamente con il lettore. Stavolta il tormentone (già presente in passato) è quello dei 2 massimo 3 lettori che leggono la Posta! A un certo punto elenca i suoi film sui supereroi preferiti, e cita Spider-Man 2 e Iron Man, e va benissimo, ma non mette Il Cavaliere Oscuro e ciò mi inquieta e stupisce.
Numero che si distingue per la critiche: sul Comicus Forum ci sono più lettori insoddisfatti che contenti, e mi stupisce perché l'albo non mi sembra inferiore ad altri. E’ chiaro che è solo il primo tassello di un disegno ancora lungo, e soffre di questo, ma questi “primi 20 minuti” per usare la parole di Leo di qualche settimana fa direi che sono un’ottima base.
@ Deb: Io in realtà avevo inteso il Rat-Man al centro della copertina come una delle tante scene dal passato, come le altre sullo sfondo della cover. E giustificavo la sua centralità e rilevanza con il fatto che è un evento centrale nella vita di Rat-Man (anche inteso come testata, visto che si era attorno ail n. 50 quando c'era la fine di Rat-Man)
Sulla questione della mucca, che ho visto criticata anche sul Paper e sul Comicus, ho già detto, non mi sembra nulla di nuovo nel panorama della battute cinico-fisiche di Ortolani, e qui è anche con sottotesto malinconico. [spoiler]E poi alla fine è lì che cammina tranquilla![/spoiler]
Anche a me incuriosisce New York e, che dire, mi auguro che la tua tesi sia esatta, mi esalterebbe molto un confronto diretto con i supereroi Marvel! O magari si scopre addirittura che non esistono!
Next, Il Nuovo Mondo.

A distanza di due anni esatti dall’inizio dell’Esalogia della Rinascita, parte una nuova n-logia in continuity per Rat-Man. E Ortolani si allaccia direttamente alla fine della suddetta Esalogia, dopo un anno di riuscitissime divagazioni sulla guerra, sui manga e sul metafumetto, ponendosi la domanda: cosa succede a un supereroe quando ha sconfitto il suo nemico? Si risponde mostrandoci un Rat-Man che campa combattendo criminali che “potrebbero sconfiggere tutti” come il Sacrilego o l’Ateo (una delle sequenze più divertenti degli ultimi tempi, tutta la sequenza dopo il titolo è da antologia del divertimento!) e che sopravvive grazie a un Arcibaldo che lavora al mercato del pesce per mantenere tutti e due. Brakko e gli altri tentano di farlo sentire utile alla Città Senza Nome, ma con scarsi risultati. Ma una lettera lo invita [spoiler]ad andare a New York, a incontrare i “veri” supereroi[/spoiler]! E lui ritrova un senso…
Storia singolare, questa. Perché ripensandoci è infarcita di battute e gag che mi hanno fatto ridere tanto, ma in realtà è pervasa dall’inizio alla fine di una profonda e lancinante malinconia, neanche tanto di fondo. Ovviamente partendo dalla commoventissima sequenza iniziale, che ci fa capire quanto intensamente ancora il Ratto pensi a Thea. Non solo, nella storia Rat-Man stesso afferma che da anni è rimasto nella Città Senza Nome nella speranza che tornasse in vita. Possibile siano casuali questi due rimandi a Thea?
Al di là delle malinconie romantiche, comunque, la condizione stessa di Rat-Man è carica di tristezza: si sente smarrito, fuori posto, inutile per sua stessa ammissione. Scomparso Valker, il nostro supereroe non sa più bene qual è il suo scopo, cosa deve fare della sua vita. Un Deboroh così disperato, depresso e a terra lo abbiamo avuto solo dopo il coma, e questo dà da pensare…
La tanto contestata scena della mucca, poi, commentata con perplessità in alcuni lidi e anche qui dal Deb, io non la vedo come niente di orribile o diverso dal solito: Leo ci ha abituato a scene così, è una battuta che occorre saper prendere e accettare per quello che è, una gag basata sulla doppia assurdità del fatto (si inaugura un mattatoio colpendo in testa una mucca, e Rat-Man non ce le fa), ma che mi ha anche messo i brividi per come lo stato d’animo di Rat-Man si sfoga sul povero animale, che gli muggisce dietro la sua inutilità totale. Che poi sia anche in Io, me e Irene come leggo sul Papersera non lo so, ma mi spiacerebbe se si fosse volutamente "ispirato" a quella scena.
Il finale comunque resta aperto per chissà quali sviluppi: [spoiler]i supereroi dei fumetti di Deboroh esistono[/spoiler] oppure hanno ragione Brakko, Arcibaldo e gli altri? E se sì, cosa succederà?
Oltre alla storia, l’albo offre altre cosucce interessanti.
Quelli di Parma, la serie di strisce che Leo realizzò anni fa per la Gazzetta di Parma, iniziano da questo numero la loro ristampa ad uso e consumo dei lettori che non le conoscevano. Come me, e devo dire che ho gradito, sono molto simpatiche e divertenti e le gag non sono legate solo alla città di riferimento. Sono introdotte da un divertentissimo articolo di Ortolani, che ha modo di tirare in ballo anche Giacobbo dicendo quello che pensiamo un po’ tutti!
Poi c’è Buone Fette, due tavole di riuscito omaggio ad Altan, che mi ero gustato l’anno scorso sul sito di Rat-Man ma che è bello ritrovare qui su carta.
Infine L’Addio al Re è una breve storiella in cui Leo celebra con i Fantastici 4 e Destino la morte di Jack Kirby. Molto bella e poetica, mostra l’animo sensibile di Leo per il suo Maestro, ed è introdotta anch’essa da un articolo di Leo, che anche se commosso non perde la sua verve.
I Miei Ragguardevoli Sabati Sera non mi ha mai entusiasmato, ma ammetto che questo lungo episodio mi ha divertito abbastanza.
Infine la Posta sa intrattenere e divertire come sempre quando Leo parla direttamente con il lettore. Stavolta il tormentone (già presente in passato) è quello dei 2 massimo 3 lettori che leggono la Posta! A un certo punto elenca i suoi film sui supereroi preferiti, e cita Spider-Man 2 e Iron Man, e va benissimo, ma non mette Il Cavaliere Oscuro e ciò mi inquieta e stupisce.
Numero che si distingue per la critiche: sul Comicus Forum ci sono più lettori insoddisfatti che contenti, e mi stupisce perché l'albo non mi sembra inferiore ad altri. E’ chiaro che è solo il primo tassello di un disegno ancora lungo, e soffre di questo, ma questi “primi 20 minuti” per usare la parole di Leo di qualche settimana fa direi che sono un’ottima base.
@ Deb: Io in realtà avevo inteso il Rat-Man al centro della copertina come una delle tante scene dal passato, come le altre sullo sfondo della cover. E giustificavo la sua centralità e rilevanza con il fatto che è un evento centrale nella vita di Rat-Man (anche inteso come testata, visto che si era attorno ail n. 50 quando c'era la fine di Rat-Man)
Sulla questione della mucca, che ho visto criticata anche sul Paper e sul Comicus, ho già detto, non mi sembra nulla di nuovo nel panorama della battute cinico-fisiche di Ortolani, e qui è anche con sottotesto malinconico. [spoiler]E poi alla fine è lì che cammina tranquilla![/spoiler]
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Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Bè, come dicono esplicitamente Cinzia e Arcibaldo in chiusura di storia quei supereroi non esistono, quindi credo possiamo scordarci uno Spider-Man svolazzante tra i grattacieli.Bramo ha scritto:Anche a me incuriosisce New York e, che dire, mi auguro che la tua tesi sia esatta, mi esalterebbe molto un confronto diretto con i supereroi Marvel! O magari si scopre addirittura che non esistono!
Bisogna vedere però se esistono a livello "editoriale", cioè se Ratty può ritrovarsi davanti a un'edicola con l'ultimo numero di Capitan America, oppure se Leo continuerà a giocare coi "non detti" per questioni di diritti.
Eh, per la questione dei diritti lo sapremo solo nei prossimi episodi...DeborohWalker ha scritto:Bè, come dicono esplicitamente Cinzia e Arcibaldo in chiusura di storia quei supereroi non esistono, quindi credo possiamo scordarci uno Spider-Man svolazzante tra i grattacieli.Bramo ha scritto:Anche a me incuriosisce New York e, che dire, mi auguro che la tua tesi sia esatta, mi esalterebbe molto un confronto diretto con i supereroi Marvel! O magari si scopre addirittura che non esistono!
Bisogna vedere però se esistono a livello "editoriale", cioè se Ratty può ritrovarsi davanti a un'edicola con l'ultimo numero di Capitan America, oppure se Leo continuerà a giocare coi "non detti" per questioni di diritti.
Pensa che invece io intendevo tutto il contrario. Cioè non ho potuto fare a meno di pensare, nello scambio di frasi tra Arcibaldo e Cinzia, proprio il contrario di ciò che dicevano. Loro sono convinti che i supereroi dei fumetti non esistono, e che un uomo adulto che ci crede è un assurdo. Ma invece la realtà è... che Rat-Man in qualche modo li trova, e non solo su carta ma in carne e ossa. In fondo, lo stesso Leo si immedesimerebbe, sognando di incontrare dal vivo i suoi supereroi dell'infanzia!
Staremo a vedere!
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Mi ritengo perplesso. Fiducioso ma perplesso. Tu Non Voltarti Mai ha una copertina fuorviante, tanto per cominciare. Dopo anni e anni che abbiamo visto il Ratto andare in crisi, andarsene, svendersi, tornare etc una simile cover che ripresenta i momenti salienti della sua vita con al centro l'abbandono può essere interpretata come l'ennesimo ripetersi della stessa situazione. E infatti dentro non è affatto così...o sì? Il Ratto va di nuovo in crisi ma è una crisi diversa, dovuta alla noia, alla mancanza di un nemico da combattere. Però è sempre una crisi e non so se era il momento giusto dopo solo un anno per far accadere ciò, dopotutto in quest'anno di avventure normali di Rat-Man abbiamo avuto solo Ratto, il resto era metafumetto, forse era il caso di godercelo un po' di più questo scenario ristabilito. Poi da quel che si capisce, tornano le tematiche metafumettistiche (Rat-Man crede di trovare i supereroi a New York), che anche se stavolta sono in continuity sono pur sempre metafumetto. Per non parlare del fattore megasaga a lungo termine: dopo un esalogia, una bilogia e una trilogia sembra che Ortolani non sappia più esprimersi con storie autoconclusive. E non so quanto sia il caso di continuare a chiedere ai lettori di investire tonnellate di pazienza nell'attesa di un finale ogni volta che ne inizia una diversa. Un minimo di bilanciamento non farebbe male.
Ecco queste sono le pippe mentali che mi colgono a lettura finita. Perché durante è la solita goduria totale. Ho trovato a dir poco perfettamente ritmata tutta la sequenza dell'assassino di Dio, ma veramente era tanto che non vedevo una simile combo di battute fulminanti una dietro l'altra senza un attimo di respiro. Quella sequenza potrebbe essere il testamento artistico dell'umorista Leo Ortolani da tanto che è ben riuscita. Ma bella anche tutta l'interazione con Arcibaldo e il ruolo della ghenga degli amici di Rat-Man. Insomma, per le perplessità di cui sopra ci sarà tempo. Un anno di tempo e intanto rido.
Questo è anche il numero dei ricchi contenuti extra: Quelli di Parma sembra voler completare l'opera Ortolaniana nelle pagine di Rat-Man, bellissimo l'omaggio ad Altan Buone Fette e assai commovente l'Addio al Re, che mostra l'abilità innata di Leo nel riuscire a fondere continuity e metafumetto, omaggio, citazione e mimesi.
Ecco queste sono le pippe mentali che mi colgono a lettura finita. Perché durante è la solita goduria totale. Ho trovato a dir poco perfettamente ritmata tutta la sequenza dell'assassino di Dio, ma veramente era tanto che non vedevo una simile combo di battute fulminanti una dietro l'altra senza un attimo di respiro. Quella sequenza potrebbe essere il testamento artistico dell'umorista Leo Ortolani da tanto che è ben riuscita. Ma bella anche tutta l'interazione con Arcibaldo e il ruolo della ghenga degli amici di Rat-Man. Insomma, per le perplessità di cui sopra ci sarà tempo. Un anno di tempo e intanto rido.
Questo è anche il numero dei ricchi contenuti extra: Quelli di Parma sembra voler completare l'opera Ortolaniana nelle pagine di Rat-Man, bellissimo l'omaggio ad Altan Buone Fette e assai commovente l'Addio al Re, che mostra l'abilità innata di Leo nel riuscire a fondere continuity e metafumetto, omaggio, citazione e mimesi.
Rat-Man # 77 – Il Nuovo Mondo!

* Qualche spoiler qua e là... *
Una copertina bellissima e molto “marvelliana” ci accompagna in questa seconda parte della nuova n-logia forgiata dal prode Leo Ortolani. Vediamo la vita che Rat-Man sta conducendo a New York, alla disperata ricerca dei supereroi di cui ha da sempre letto le gesta sui fumetti e che gli avrebbero mandato la lettera che lo ha portato nella Grande Mela. Ma dopo un mese ancora non li ha trovati, in compenso continua ad avere visioni allucinatorie di supereroi che svolazzano per i grattacieli o di supercattivi che minacciano la città, tutte mutuate da scene di comics letti anni prima.
Rat-Man è sempre più smarrito. Se una volta quand’era in crisi vedeva le Ombre, ora ha allucinazioni in cui crede di vedere scene dei suoi fumetti. Fa amicizia con la cameriera Rosie, continua a girare per la città, non sa cosa fare… fino a che non decide, esortato da Rosie, di continuare a credere nei supereroi anche se ha svelato l’inganno dei suoi amici, facendosi recapitare un nuovo costume da Rat-Man (con una R al posto dell’effigie di Mickey Mouse) con annesso un nuovo superpotere, il senso di nano. Quest’ultimo dà origine nelle ultime pagine a delle gag veramente memorabili, scambi di battute comicissime tra Rat-Man e questo nano incazzoso che non gliele manda a dire.
E’interessante notare come per disegnare Rosie e i supereroi Ortolani abbia usato un tratto verista, da emulo dei disegnatori Marvel, invece del solito muso da scimmia. Inoltre viene svelato il dubbio di Deboroh nel numero scorso: i supereroi non sono quelli dei veri eroi Marvel, ma personaggi similari con il nome leggermente cambiato. Evidentemente la questione dei diritti sussiste ancora.
Una storia decisamente spassosa, quindi, che purtroppo porta di poco avanti la trama ma che comunque incuriosisce sempre più il lettore su dove stavolta Leo voglia andare a parare, preparando sicuramente il terreno per quello che ci racconterà nei prossimi numeri.
Dopo la storia sono presenti altre strisce di Quelli di Parma, alcune molto divertenti altre un po’ meno (IMHO) e I Miei Ragguardevoli Sabati Sera – Lo Zio d’America che forse per la prima volta mi ha fatto ridere davvero! Ho sempre letto i Ragguardevoli, ma non mi hanno mai divertito più di tanto, questo episodio invece è stato una rivelazione!
Infine Uomini & Topi, la posta, in cui come al solito il Leo mattatore intrattiene sfottendo il film 2012, Saw, e ovviamente presentando i disegni inviati (ah, e ricordando di non mandarli via mail ecc ecc)
Next, Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E io. Titolo decisamente lol

* Qualche spoiler qua e là... *
Una copertina bellissima e molto “marvelliana” ci accompagna in questa seconda parte della nuova n-logia forgiata dal prode Leo Ortolani. Vediamo la vita che Rat-Man sta conducendo a New York, alla disperata ricerca dei supereroi di cui ha da sempre letto le gesta sui fumetti e che gli avrebbero mandato la lettera che lo ha portato nella Grande Mela. Ma dopo un mese ancora non li ha trovati, in compenso continua ad avere visioni allucinatorie di supereroi che svolazzano per i grattacieli o di supercattivi che minacciano la città, tutte mutuate da scene di comics letti anni prima.
Rat-Man è sempre più smarrito. Se una volta quand’era in crisi vedeva le Ombre, ora ha allucinazioni in cui crede di vedere scene dei suoi fumetti. Fa amicizia con la cameriera Rosie, continua a girare per la città, non sa cosa fare… fino a che non decide, esortato da Rosie, di continuare a credere nei supereroi anche se ha svelato l’inganno dei suoi amici, facendosi recapitare un nuovo costume da Rat-Man (con una R al posto dell’effigie di Mickey Mouse) con annesso un nuovo superpotere, il senso di nano. Quest’ultimo dà origine nelle ultime pagine a delle gag veramente memorabili, scambi di battute comicissime tra Rat-Man e questo nano incazzoso che non gliele manda a dire.
E’interessante notare come per disegnare Rosie e i supereroi Ortolani abbia usato un tratto verista, da emulo dei disegnatori Marvel, invece del solito muso da scimmia. Inoltre viene svelato il dubbio di Deboroh nel numero scorso: i supereroi non sono quelli dei veri eroi Marvel, ma personaggi similari con il nome leggermente cambiato. Evidentemente la questione dei diritti sussiste ancora.
Una storia decisamente spassosa, quindi, che purtroppo porta di poco avanti la trama ma che comunque incuriosisce sempre più il lettore su dove stavolta Leo voglia andare a parare, preparando sicuramente il terreno per quello che ci racconterà nei prossimi numeri.
Dopo la storia sono presenti altre strisce di Quelli di Parma, alcune molto divertenti altre un po’ meno (IMHO) e I Miei Ragguardevoli Sabati Sera – Lo Zio d’America che forse per la prima volta mi ha fatto ridere davvero! Ho sempre letto i Ragguardevoli, ma non mi hanno mai divertito più di tanto, questo episodio invece è stato una rivelazione!
Infine Uomini & Topi, la posta, in cui come al solito il Leo mattatore intrattiene sfottendo il film 2012, Saw, e ovviamente presentando i disegni inviati (ah, e ricordando di non mandarli via mail ecc ecc)
Next, Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E io. Titolo decisamente lol
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
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Leggendo gli ultimi numeri di Rat-Man si sente che ormai ci stiamo avvicinando al Gran Finale e quindi la continuity diventa più serrata, le autoconclusive cominciano a rarefarsi e ad essere svincolate dalla trama principale, come la bilogia di Ratto che potrebbe essere in continuity o non lo potrebbe essere (come molte storie autoconclusive che intervallavano le saghe che prima prendevano lo spazio di tre, massimo quattro numeri, oppure ci sono storie metafumettistiche (Non di questo mondo), se non vere e proprie saghe (come la Trilogia Manga) certamente fuori continuity. Probabilmente se facessero un edizione "definitiva" del Ratto (come per Bone la One Volume Edition, o la versione a colori della Panini) la saga verrebbe "epurata" da tutte queste storie appendice (magari pubblicate a parte) per dare l'idea di un nucleo centrale che costituisce la saga vera e propria, che magari potrebbe essere pubblicata in ordine cronologico di avvenimenti cominciando dall' Esalogia delle Origini, seguita dalla Tetralogia del Maestro e dalla Tetralogia del Rat-Man, per poi comprendere dopo le storie dell'autoproduzione (di cui si potrebbe escludere solo Ratzinga), solo le nlogie a parte qualche autoconclusiva che è importante per l'introduzione di elementi in continuity (come La Sentinella, dove si scopre che Clara è incinta o Il Primogenito dove nasce Brakko Junior.
Disquisizioni sulla trama generale a parte (che lasciano il tempo che trovano almeno finchè non si concluderà la serie) devo dire che la nuova Saga è davvero molto intrigante, ed è ottimo lo stratagemma di nomi fittizi che rimandino ai Supereroi Marvel per evitare problemi di diritto d'autore. Tra le gag quella che mi ha fatto più scompisciare è stata quella di Frigus l'Onnipotente e il Signore del Magnetismo.

Essendo Ortolani più vicino ai Supereroi Marvel che a quelli DC (complice anche il suo amore per le storie di Jack Kirby) può darsi che si sia voluto avvicinare, con la sua creatura, al mondo supereroistico che ama di più, spostando la location a New York e dotando Ratty di un costume senza mantello e con una lettera sul petto (come quello di Devil).
Disquisizioni sulla trama generale a parte (che lasciano il tempo che trovano almeno finchè non si concluderà la serie) devo dire che la nuova Saga è davvero molto intrigante, ed è ottimo lo stratagemma di nomi fittizi che rimandino ai Supereroi Marvel per evitare problemi di diritto d'autore. Tra le gag quella che mi ha fatto più scompisciare è stata quella di Frigus l'Onnipotente e il Signore del Magnetismo.
L'introduzione di un nuovo costume, sottolineata da Bramo, secondo me rappresenta, (se Ortolani non tornerà al vecchio costume) il definitivo distacco dalle atmosfere dei fumetti DC dalle quali Rat-Man è nato come parodia di Batman, (simboleggiate dal mantello, elemento ricorrente nei costumi dei supereroi della casa editrice di Superman) per avvicinarsi a quelle Marvel dove la maggior parte dei supereroi ha più pratici costumi senza mantello (sulla loro praticità possono testimoniare il Dollar Bill di Watchmen e Syndrome de Gli Incredibili).fino a che non decide, esortato da Rosie, di continuare a credere nei supereroi anche se ha svelato l’inganno dei suoi amici, facendosi recapitare un nuovo costume da Rat-Man (con una R al posto dell’effigie di Mickey Mouse)
Essendo Ortolani più vicino ai Supereroi Marvel che a quelli DC (complice anche il suo amore per le storie di Jack Kirby) può darsi che si sia voluto avvicinare, con la sua creatura, al mondo supereroistico che ama di più, spostando la location a New York e dotando Ratty di un costume senza mantello e con una lettera sul petto (come quello di Devil).
Mah. Piccole considerazioni.
Veramente ottimo numero. Il senso di nano mi ha divertito come poche altre volte ultimamente. Detto questo penso che con questa saga si voglia volgere al termine tutta la saga. Ormai dalla "morte" di Valker mi sembra che l'intera serie abbia perso così tanto il mordente che se finisse domani non sarei nè sorpreso nè tantomeno triste, contando che è forse il mio fumetto preferito. Sarebbe la cosa più giusta forse, e non vorrei che un capolavoro come questo si "rovinasse" volendo a tutti i costi arrivare a questo numero 100 che tanto mi affascina ma che a conti fatti se non si trova un modo serio per continuare - perchè francamente non mi voglio fare altri 20 numeri di metafumetto e saghe parallele - non ha senso arrivarci.
Poi chissà magari alla fine quello là non era Valker ma il suo gemello da cui era stato separato da bambino
ma altrimenti non so per quanto ancora possa - o debba - continuare.
Veramente ottimo numero. Il senso di nano mi ha divertito come poche altre volte ultimamente. Detto questo penso che con questa saga si voglia volgere al termine tutta la saga. Ormai dalla "morte" di Valker mi sembra che l'intera serie abbia perso così tanto il mordente che se finisse domani non sarei nè sorpreso nè tantomeno triste, contando che è forse il mio fumetto preferito. Sarebbe la cosa più giusta forse, e non vorrei che un capolavoro come questo si "rovinasse" volendo a tutti i costi arrivare a questo numero 100 che tanto mi affascina ma che a conti fatti se non si trova un modo serio per continuare - perchè francamente non mi voglio fare altri 20 numeri di metafumetto e saghe parallele - non ha senso arrivarci.
Poi chissà magari alla fine quello là non era Valker ma il suo gemello da cui era stato separato da bambino

Forzato per questioni di diritti a creare una sua versione parallela dell'universo Marvel, Leo si occupa qui di dare profondità a questa nuova realtà, quella tanto agognata dal giovane Deboroh, mostrandoci le origini dello Scavezzacollo, Ironcrash e Zoth (quest'ultimo il migliore
Parallelamente alla costruzione della mitologia della New York ortolaniana, rivediamo cose già viste in più occasioni: il piccolo orfano Deboroh maltrattato dai compagni, il piccolo Deboroh orfano che si rifugia nella "sua" fede simile ma diversa a quella delle suore, il Deboroh adulto che ha imparato a rialzarsi in piedi dopo tante cadute. Elementi già rappresentati in più occasioni, qui funzionali all'accettazione finale di Rat-Man nel gruppo di eroi più potenti del mondo; come la riproposizione di tutto ciò non annoi va ricercato nelle battute, grazie ad un episodio piuttosto buono dal punto di vista comico tra Gorgos, la lentezza delle suore, il "Dicoti grazie" e l'elenco telefonico.
Ok, ora però Rat-Man è stato accettato all'interno di un supergruppo, vogliamo vederlo sicuro di sè per un po' più di un paio di pagine nel finale della puntata.
Quelli di Parma nella norma, Ragguardevole Feisbuk davvero divertente; ormai Ampollini e Cavalli non sbagliano un colpo da un po', forse riusciamo ad assestarci sempre su questi livelli senza più altri episodi sottotono.
La posta di Plazzi tenta di riempire lo spazio vuoto lasciato dall'assenza di Leo, ma ci riesce solo in parte; l'efficacia delle paginette della posta si perde anche perché, proprio quando manca il legittimo padrone di casa, se ne raddoppia la lunghezza infarcendole di disegni dei lettori. Vabbé, attendiamo il prossimo numero quando tornerà Leo al timone della rubrica, dopo il viaggetto da Cuba per prendere i sigari come souvenir; a proposito, ho potuto conoscere i due "sigari" che sono entrati a far parte della famiglia Ortolani e mi sa tanto che avranno effetti più catastrofici dell'uragano Edmondo, aspettiamoci sfoghi fumettistici per le numerose tavole rovinate che finiranno nell'occhio del ciclone, o per le lunghe notti insonni... Intanto buona fortuna al novello Valker
Rat-Man # 78 - Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E io.

Questo numero mi è molto piaciuto, ancora più dello scorso che già era mitico solo per il senso di nano. Si nota intanto come in questa esalogia Leo mostri una compattezza narrativa notevole, in modo che il lungo racconto si incastri alla perfezione tra la fine di un episodio e l’inizio del successivo rendendo il tutto molto fluido.
Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E io. è una storia perfetta come giro di boa: Rat-Man finalmente incontra e si approccia con i supereroi di New York, ma questo non risolve automaticamente i suoi problemi interiori. Infatti i supereroi non lo riconoscono come un loro collega, e quindi non lo vogliono in alcun modo aiutare. Rat-Man viene spogliato del suo carattere epico ed eroico agli occhi dei supereroi, per loro è una nullità che se dice di essere uno di loro deve per forza mentire. Ma noi lettori ben sappiamo di cosa è capace il Ratto, e lo dimostra anche a questi eroi affondando nel suo intimo più profondo, ripescando il suo passato e confrontandosi con esso, attingendo ai suoi anni più duri che però gettarono il seme di quello che Deboroh sarebbe diventato.
La storia è costellata da gag e battute che mi hanno fatto morire: dall’elenco telefonico alle monografie dei supereroi newyorchesi, dai canti delle suore alle ragazze che se la tirano sfottendo il nerd. Oltre che essere brillanti sono collocate perfettamente all’interno della storia, e non sminuiscono comunque il prepararsi della rivalsa di Rat-Man, che passa attraverso la consapevolezza dei proprio limiti.
Le ultime due tavole della storia però mi risultano criptiche: esse dimostrano che [spoiler]quanto visto è stato un sogno?[/spoiler] Oppure Rat-Man finisce [spoiler]nel letto[/spoiler] dopo l’arrivo di Abatini Paolo? E l’ultima vignetta, che mostra l’esistenza di via Parnazza, cosa significa? Semplicemente il reprise della battuta d’inizio storia o qualcosa di più profondo, che fa assurgere la battuta a nuovi livelli di significato? Domande e dubbi che spuntano fuori a fine lettura, e che si vedrà se avranno risposta nelle prossime puntate.
Per il resto il numero offre le strisce di Quelli di Parma, mediamente divertenti e simpatiche e I Ragguardevoli che anche a me ha fatto schiantare dal ridere, ancora più dello scorso numero. Ma qui forse gli autori sono aiutati dal fatto che prendere in giro Facebook ormai è diventato molto semplice, e FB di suo presta il fianco molto facilmente a un certo tipo di ironia, grazie ad alcuni suoi topos. Comunque mi ha fatto molto ridere.
La stessa cosa non si può dire della Posta, che non curata da Leo è priva di qualsivoglia interesse e mi aspettavo di più da Plazzi. Ma si vede che non è il suo ambito.
Next, Il Nuovo Rat-Man, che fa sempre più intuire l’importanza rivoluzionaria che questa nuova n-logia sembra avere nella continuity del Ratto.

Questo numero mi è molto piaciuto, ancora più dello scorso che già era mitico solo per il senso di nano. Si nota intanto come in questa esalogia Leo mostri una compattezza narrativa notevole, in modo che il lungo racconto si incastri alla perfezione tra la fine di un episodio e l’inizio del successivo rendendo il tutto molto fluido.
Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E io. è una storia perfetta come giro di boa: Rat-Man finalmente incontra e si approccia con i supereroi di New York, ma questo non risolve automaticamente i suoi problemi interiori. Infatti i supereroi non lo riconoscono come un loro collega, e quindi non lo vogliono in alcun modo aiutare. Rat-Man viene spogliato del suo carattere epico ed eroico agli occhi dei supereroi, per loro è una nullità che se dice di essere uno di loro deve per forza mentire. Ma noi lettori ben sappiamo di cosa è capace il Ratto, e lo dimostra anche a questi eroi affondando nel suo intimo più profondo, ripescando il suo passato e confrontandosi con esso, attingendo ai suoi anni più duri che però gettarono il seme di quello che Deboroh sarebbe diventato.
La storia è costellata da gag e battute che mi hanno fatto morire: dall’elenco telefonico alle monografie dei supereroi newyorchesi, dai canti delle suore alle ragazze che se la tirano sfottendo il nerd. Oltre che essere brillanti sono collocate perfettamente all’interno della storia, e non sminuiscono comunque il prepararsi della rivalsa di Rat-Man, che passa attraverso la consapevolezza dei proprio limiti.
Le ultime due tavole della storia però mi risultano criptiche: esse dimostrano che [spoiler]quanto visto è stato un sogno?[/spoiler] Oppure Rat-Man finisce [spoiler]nel letto[/spoiler] dopo l’arrivo di Abatini Paolo? E l’ultima vignetta, che mostra l’esistenza di via Parnazza, cosa significa? Semplicemente il reprise della battuta d’inizio storia o qualcosa di più profondo, che fa assurgere la battuta a nuovi livelli di significato? Domande e dubbi che spuntano fuori a fine lettura, e che si vedrà se avranno risposta nelle prossime puntate.
Per il resto il numero offre le strisce di Quelli di Parma, mediamente divertenti e simpatiche e I Ragguardevoli che anche a me ha fatto schiantare dal ridere, ancora più dello scorso numero. Ma qui forse gli autori sono aiutati dal fatto che prendere in giro Facebook ormai è diventato molto semplice, e FB di suo presta il fianco molto facilmente a un certo tipo di ironia, grazie ad alcuni suoi topos. Comunque mi ha fatto molto ridere.
La stessa cosa non si può dire della Posta, che non curata da Leo è priva di qualsivoglia interesse e mi aspettavo di più da Plazzi. Ma si vede che non è il suo ambito.
Next, Il Nuovo Rat-Man, che fa sempre più intuire l’importanza rivoluzionaria che questa nuova n-logia sembra avere nella continuity del Ratto.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Rat-Man # 79 - Il Nuovo Rat-Man!

Numero che sa quasi di filler, in realtà. Parto subito col dire che dei quattro numeri uscitifinora di questa Esalogia di New York questo è quello che mi è piaciuto meno. La storia mi pare infatti proceda poco, ma l’apparenza anche in questo caso forse tende ad ingannare pensandoci bene. Il consolidarsi della relazione con la cameriera Rosie, le scorribande che Rat-Man finalmente può fare in compagnia dei supereroi della Grande Mela possono sembrare naturali conseguenze di quanto visto lo scorso numero, ma l’accenno ad Arrampicamuri [spoiler]impazzito[/spoiler] potrebbe essere molto importante per l’Esalogia. Allo stesso modo, il finale sembra una decisione banale, intendendo “alla Rat-Man”, ma a ben pensarci i sintomi pesanti ci sono, e il nostro eroe ce li illustra. Il gesto più definitivo, al di là della [spoiler]cacciata del povero Nano (che ho sentore in qualche modo tornerà[/spoiler]), è il [spoiler]gettare il disegno di Thea che Ratty portava sempre con sé[/spoiler]… nuovo costume, nuovo amore, nuova città! Sembra davvero che le basi per un nuovo Rat-Man ci siano eccome, e mi domando se resteranno cose stabili nella continuity oppure se alla fine dell’Esalogia si tornerà allo status quo. Magari facendo restare l’unica cosa che ancora Rat-Man non ha trovato per reinventarsi del tutto: un vero nemico, serio, dato che per tutta la storia i supereroi di New York si occupano di cattivi minori, e mi chiedo se non evitano apposta le loro vere nemesi (di cui apprendiamo l’esistenza) per evitare di finire nello stato di depressioni in cui è finito il Ratto una volta sconfitto Valker. Vedremo.
Le battute ci sono, anche se mi hanno divertito meno di quelle degli ultimi numeri: segnalo però come irresistibili la Pimpa, il segreto della creazione dell’universo, la pasticca dell’intelligenza e l’atteggiamento del nano in generale, con le sue risposte sferzanti.
Il resto del numero è occupato dalle strisce di Quelli di Parma, a tema estivo (divertente soprattutto quella di Mosè e quella dei giornali), I Miei Ragguardevoli Sabati Sera – Mister Autopista (non raggiunge gli apici degli ultimi 2-3 numeri ma si fa leggere con gusto) e Uomini e Topi – La Posta, che torna diretta da Leo in persona, in cui si mostrano le vincitrici del concordo "Cartolina Orrenda 2009", e Leo avverte che cercherà di preparare qualcosa per Lucca, pur non assicurando niente.
Next, Il Paradiso Perduto

Numero che sa quasi di filler, in realtà. Parto subito col dire che dei quattro numeri uscitifinora di questa Esalogia di New York questo è quello che mi è piaciuto meno. La storia mi pare infatti proceda poco, ma l’apparenza anche in questo caso forse tende ad ingannare pensandoci bene. Il consolidarsi della relazione con la cameriera Rosie, le scorribande che Rat-Man finalmente può fare in compagnia dei supereroi della Grande Mela possono sembrare naturali conseguenze di quanto visto lo scorso numero, ma l’accenno ad Arrampicamuri [spoiler]impazzito[/spoiler] potrebbe essere molto importante per l’Esalogia. Allo stesso modo, il finale sembra una decisione banale, intendendo “alla Rat-Man”, ma a ben pensarci i sintomi pesanti ci sono, e il nostro eroe ce li illustra. Il gesto più definitivo, al di là della [spoiler]cacciata del povero Nano (che ho sentore in qualche modo tornerà[/spoiler]), è il [spoiler]gettare il disegno di Thea che Ratty portava sempre con sé[/spoiler]… nuovo costume, nuovo amore, nuova città! Sembra davvero che le basi per un nuovo Rat-Man ci siano eccome, e mi domando se resteranno cose stabili nella continuity oppure se alla fine dell’Esalogia si tornerà allo status quo. Magari facendo restare l’unica cosa che ancora Rat-Man non ha trovato per reinventarsi del tutto: un vero nemico, serio, dato che per tutta la storia i supereroi di New York si occupano di cattivi minori, e mi chiedo se non evitano apposta le loro vere nemesi (di cui apprendiamo l’esistenza) per evitare di finire nello stato di depressioni in cui è finito il Ratto una volta sconfitto Valker. Vedremo.
Le battute ci sono, anche se mi hanno divertito meno di quelle degli ultimi numeri: segnalo però come irresistibili la Pimpa, il segreto della creazione dell’universo, la pasticca dell’intelligenza e l’atteggiamento del nano in generale, con le sue risposte sferzanti.
Il resto del numero è occupato dalle strisce di Quelli di Parma, a tema estivo (divertente soprattutto quella di Mosè e quella dei giornali), I Miei Ragguardevoli Sabati Sera – Mister Autopista (non raggiunge gli apici degli ultimi 2-3 numeri ma si fa leggere con gusto) e Uomini e Topi – La Posta, che torna diretta da Leo in persona, in cui si mostrano le vincitrici del concordo "Cartolina Orrenda 2009", e Leo avverte che cercherà di preparare qualcosa per Lucca, pur non assicurando niente.
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La lettura di questo numero mi ha lasciato meno di quanto non facciano in media le nuove uscite di Rat-Man.
Dal punto di vista umoristica un po' sotto-tono per l'effetto che ha avuto giusto su di me, a parte un sorriso strappato nella scena del "Metti giù tu" (anche perchè il sottoscritto in passato una volta ha fatto esattamente così
)
Però non lo classificherei come un numero prevalentemente umoristico, come magari lo erano i precedenti, ma più di installazione di storia. E la cosa strana è che anche di storia non ci sono stravolgimenti trascendentali, stiamo attraversando una fase della vicenda abbastanza decompressa; l'elemento principale del numero a mio parere è il rapporto con Rosie che si sta lentamente delineando, introducendo il personaggio piuttosto bene nel cast nonostante lo conosciamo solo da pochi numeri. Ma nonostante Rosie, c'è quel disegno di Thea che Ratty porta con sè...
Ho il sentore che, come da tradizione melodrammatica, proprio quando Ratty sarà riuscito a dimenticare Thea e a iniziare una nuova vita con Rosie, allora sarà il momento del ritorno di un fantasma del passato.
Comunque questa Esalogia di New York dovrebbe far salire Rat-Man a un livello successivo, "l'evoluzione inevitabile" per il personaggio, come l'ha definita in passato Leo.
Finora ho (e abbiamo) sempre pensato che fosse il trasloco nel mondo dei supereroi Marvel... e se invece fosse l'acquisizione dei superpoteri? Guardando la preview, la sensazione che mi è venuta è stata quella.
Dal punto di vista umoristica un po' sotto-tono per l'effetto che ha avuto giusto su di me, a parte un sorriso strappato nella scena del "Metti giù tu" (anche perchè il sottoscritto in passato una volta ha fatto esattamente così
Però non lo classificherei come un numero prevalentemente umoristico, come magari lo erano i precedenti, ma più di installazione di storia. E la cosa strana è che anche di storia non ci sono stravolgimenti trascendentali, stiamo attraversando una fase della vicenda abbastanza decompressa; l'elemento principale del numero a mio parere è il rapporto con Rosie che si sta lentamente delineando, introducendo il personaggio piuttosto bene nel cast nonostante lo conosciamo solo da pochi numeri. Ma nonostante Rosie, c'è quel disegno di Thea che Ratty porta con sè...
Ho il sentore che, come da tradizione melodrammatica, proprio quando Ratty sarà riuscito a dimenticare Thea e a iniziare una nuova vita con Rosie, allora sarà il momento del ritorno di un fantasma del passato.
Comunque questa Esalogia di New York dovrebbe far salire Rat-Man a un livello successivo, "l'evoluzione inevitabile" per il personaggio, come l'ha definita in passato Leo.
Finora ho (e abbiamo) sempre pensato che fosse il trasloco nel mondo dei supereroi Marvel... e se invece fosse l'acquisizione dei superpoteri? Guardando la preview, la sensazione che mi è venuta è stata quella.
Urca, da quanto non commentato il Ratto?
Rat-Man #77: Il Nuovo Mondo!
Rat-Man arriva nella New York dei personaggi Marvel reinventati da Ortolani...e i personaggi Marvel reinventati da Ortolani non ci sono! O meglio, sono nelle sue fantasie, che ogni due per tre Rat-Man tira fuori. Alla lunga la cosa stanca visto che potrà far felice i più appassionati marvelliani ma per chi invece è più distante da questo mondo la cosa dopo settanta numeri inizia a diventare ridondante. Per fortuna che come al solito c'è sempre il dubbio che Ortolani voglia dirci qualcosa d'altro, che non si capisca bene dove voglia andare a parare. A quanto pare qui si va a parare su un nuovo costume e sul senso di nano, che nei prossimi numeri si riveleranno come nuovo status quo. Deboluccio e invecchiato male Quelli di Parma, presente solo per completismo, mi sa. Non che la cosa non sia da approvare, s'intende.
Rat-Man #78: Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E Io.
Sicuramente migliore del precedente e curioso perché fa arrivare al dunque l'intera faccenda, o meglio, questa sua prima metà. Gli eroi si manifestano a Rat-Man senza che si capisca bene quanto siano reali. Si accede alla loro realtà tramite svarione mentale e ci si risveglia nel proprio letto, in un mondo che non crede a loro. E mi auguro che questo venga chiarito prima della fine. Ad ogni modo veramente fantastico il collegamento al passato di Deboroh all'orfanotrofio con tanto di cerimonia per la consegna della luce e il richiamo al fatto che Rat-Man è un supereroe perché non si arrende mai. Un lavoro sopraffino di retcon, taglia e cuci e chiarimenti concettuali che cesella alla perfezione la continuity. Bravo Leo. E mitica la gag del nerd lapidato dalle gnocche e riscattato da Ironcrash.
Rat-Man #79: Il Nuovo Rat-Man!
Questo numero mi ha lasciato perplesso, non tanto per il fatto che è di passaggio (solitamente ce lo si aspetta in un'esalogia) quanto per gli step che compie Rat-Man. Da una parte sembra voler dare un taglio col passato, rimanendo a New York, rimpiazzando Thea con Rosie e iniziando a svalutare in cuor suo il mondo supereroistico (l'Arrampicamuri impazzito è un esempio), dall'altro però pare voler rimanere un supereroe newyorkese, anzi IL supereroe newyorkese e rinnega il Nano che rientrava nelle opzioni del nuovo Rat-Man. Come si conciliano e come vanno interpretati questi restyling mentali? Non sono mosse un po' discontinue ed disomogenee? Abbiamo altri due numeri per scoprirlo, comunque. Non si riesce ancora a capire quanto siano reali i Supereroi visto che Rat-Man adesso pare immerso nella loro routine però si muove anche nel mondo di prima, in cui loro sembrano assenti. Mai come in questa saga c'è bisogno di chiarezza e capire dove voglia andare a parare l'autore.
Rat-Man #77: Il Nuovo Mondo!
Rat-Man arriva nella New York dei personaggi Marvel reinventati da Ortolani...e i personaggi Marvel reinventati da Ortolani non ci sono! O meglio, sono nelle sue fantasie, che ogni due per tre Rat-Man tira fuori. Alla lunga la cosa stanca visto che potrà far felice i più appassionati marvelliani ma per chi invece è più distante da questo mondo la cosa dopo settanta numeri inizia a diventare ridondante. Per fortuna che come al solito c'è sempre il dubbio che Ortolani voglia dirci qualcosa d'altro, che non si capisca bene dove voglia andare a parare. A quanto pare qui si va a parare su un nuovo costume e sul senso di nano, che nei prossimi numeri si riveleranno come nuovo status quo. Deboluccio e invecchiato male Quelli di Parma, presente solo per completismo, mi sa. Non che la cosa non sia da approvare, s'intende.
Rat-Man #78: Gli Eroi Più Potenti del Mondo! E Io.
Sicuramente migliore del precedente e curioso perché fa arrivare al dunque l'intera faccenda, o meglio, questa sua prima metà. Gli eroi si manifestano a Rat-Man senza che si capisca bene quanto siano reali. Si accede alla loro realtà tramite svarione mentale e ci si risveglia nel proprio letto, in un mondo che non crede a loro. E mi auguro che questo venga chiarito prima della fine. Ad ogni modo veramente fantastico il collegamento al passato di Deboroh all'orfanotrofio con tanto di cerimonia per la consegna della luce e il richiamo al fatto che Rat-Man è un supereroe perché non si arrende mai. Un lavoro sopraffino di retcon, taglia e cuci e chiarimenti concettuali che cesella alla perfezione la continuity. Bravo Leo. E mitica la gag del nerd lapidato dalle gnocche e riscattato da Ironcrash.
Rat-Man #79: Il Nuovo Rat-Man!
Questo numero mi ha lasciato perplesso, non tanto per il fatto che è di passaggio (solitamente ce lo si aspetta in un'esalogia) quanto per gli step che compie Rat-Man. Da una parte sembra voler dare un taglio col passato, rimanendo a New York, rimpiazzando Thea con Rosie e iniziando a svalutare in cuor suo il mondo supereroistico (l'Arrampicamuri impazzito è un esempio), dall'altro però pare voler rimanere un supereroe newyorkese, anzi IL supereroe newyorkese e rinnega il Nano che rientrava nelle opzioni del nuovo Rat-Man. Come si conciliano e come vanno interpretati questi restyling mentali? Non sono mosse un po' discontinue ed disomogenee? Abbiamo altri due numeri per scoprirlo, comunque. Non si riesce ancora a capire quanto siano reali i Supereroi visto che Rat-Man adesso pare immerso nella loro routine però si muove anche nel mondo di prima, in cui loro sembrano assenti. Mai come in questa saga c'è bisogno di chiarezza e capire dove voglia andare a parare l'autore.
Ma di Avarat nessuno dice niente, qui? 
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
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Rat-Man # 80 - Il Paradiso Perduto

Numerone! Ottimo davvero, forse il migliore finora di questa nuova esalogia giunta a un passo dell'epilogo, che arriverà nel prossimo numero.
Dopo il "numero-filler" scorso, che non mi aveva molto convinto in generale, ecco che la storia finalmente prende una sterzata e inizia il suo percorso verso la conclusione di n-logia: il confronto con Arrampicamuri, cliffhnager dell'ultimo numero, è la chiave di volta di comprensione di questo viaggio a New York affrontato da Rat-Man, e getta una nuova luce sui supereroi tanto amati da Deboroh. Il drammatico passato di Arrampicamuri, la sorte dei supernemici degli eroi, la penosa scelta di vita che hanno intrapreso i supereroi, i fumetti sempre più mezzo potente e dalle grandi potenzialità per Leo... l'importanza della loro morale intrinseca, che vediamo nella vecchia storia dei Favolosi 4, ancora una volta torna prepotente e dà la forza a Ratty di agire.
Non so perchè, ma ogni volta che vedo una rinascita del Ratto, della sua consapevolezza sul suo ruolo, mi commuovo sempre... nonostante tra Camera 9 e l'esalogia di due anni fa ormai non sia più un evento raro, la potenza che sgorga dal disegno di Leo mi sovrasta sempre, e stavolta è stato il ritorno del solito costume a sancire idealmente la presa di consapevolezza. Questa storia non fa eccezione, cme dicevo è un'ottima puntata di questa esalogia e gli eventi, come da penultimo episodio che si rispetti, precipitano verso la conclusione. E tutto fa pensare che sarà epica. Intanto ho lollato come non mai per le battute di questo numero: dall'attenzione di Rat-Man verso il racconto di Arrampicamuri al bufalo, dai DNA-Men al Professor D, dal dottor Gambanelli al "Rat-Man ha detto che si è rotto una mano" e tante altre situazioni che mi hanno cambiato in meglio la giornata. Insomma, soddisfattissimo e in fregola per il prossimo numero.
Vignette di Quelli di Parma nella norma, e la Uomini e Topi - La Posta si fregia di una nuova verve comica derivata dalla vulcanica mente di Leo: a rispondere ci sarebbe una fittizia quanto estroversa Marchesa Della Bona Frananti che tante risate mi ha fatto fare
Da leggere, e viene pubblicizzata la riedizione del Signore dei Ratti fra un mese e ovviamente Avarat, l'evento!
Next, Sia Questa l'Ultima Battaglia!

Numerone! Ottimo davvero, forse il migliore finora di questa nuova esalogia giunta a un passo dell'epilogo, che arriverà nel prossimo numero.
Dopo il "numero-filler" scorso, che non mi aveva molto convinto in generale, ecco che la storia finalmente prende una sterzata e inizia il suo percorso verso la conclusione di n-logia: il confronto con Arrampicamuri, cliffhnager dell'ultimo numero, è la chiave di volta di comprensione di questo viaggio a New York affrontato da Rat-Man, e getta una nuova luce sui supereroi tanto amati da Deboroh. Il drammatico passato di Arrampicamuri, la sorte dei supernemici degli eroi, la penosa scelta di vita che hanno intrapreso i supereroi, i fumetti sempre più mezzo potente e dalle grandi potenzialità per Leo... l'importanza della loro morale intrinseca, che vediamo nella vecchia storia dei Favolosi 4, ancora una volta torna prepotente e dà la forza a Ratty di agire.
Non so perchè, ma ogni volta che vedo una rinascita del Ratto, della sua consapevolezza sul suo ruolo, mi commuovo sempre... nonostante tra Camera 9 e l'esalogia di due anni fa ormai non sia più un evento raro, la potenza che sgorga dal disegno di Leo mi sovrasta sempre, e stavolta è stato il ritorno del solito costume a sancire idealmente la presa di consapevolezza. Questa storia non fa eccezione, cme dicevo è un'ottima puntata di questa esalogia e gli eventi, come da penultimo episodio che si rispetti, precipitano verso la conclusione. E tutto fa pensare che sarà epica. Intanto ho lollato come non mai per le battute di questo numero: dall'attenzione di Rat-Man verso il racconto di Arrampicamuri al bufalo, dai DNA-Men al Professor D, dal dottor Gambanelli al "Rat-Man ha detto che si è rotto una mano" e tante altre situazioni che mi hanno cambiato in meglio la giornata. Insomma, soddisfattissimo e in fregola per il prossimo numero.
Vignette di Quelli di Parma nella norma, e la Uomini e Topi - La Posta si fregia di una nuova verve comica derivata dalla vulcanica mente di Leo: a rispondere ci sarebbe una fittizia quanto estroversa Marchesa Della Bona Frananti che tante risate mi ha fatto fare
Next, Sia Questa l'Ultima Battaglia!
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Mi vedo costretto a fare la voce fuori dal coro dicendo che questa storia mi ha fatto un po' storcere il naso.
C'è di positivo che si inizia a intravedere la fine dell'esalogia e si capisce finalmente su cosa Leo voglia andare a parare: la fine dei supereroi costretti a vivere in eterno anche dopo che i loro nemici sono stati sconfitti, costretti a subire continui ritorni o versioni alternative Ultimate/2099. Per Ratty non è così, Valker è stato sconfitto e questo sarà un evento definitivo, per cui Leo si trova a dover affrontare la sfida di proseguire un fumetto di supereroi senza nessuna minaccia all'orizzonte, se non quella di avere un'altra ventina di numeri che lo separano dal finale.
Per vedere come questa tematica sarà sviluppata non rimane che aspettare il prossimo numero, ma questo mi fa riflettere che forse si è allungato un po' troppo il brodo, dato che per arrivare al punto in cui siamo ora dopo 5 episodi ne sarebbero forse potuti bastare anche la metà. Inoltre mi sembra che Leo si stia un po' accartocciando sulle stesse situazioni: questa minaccia dei supereroi in massa che Ratty deve affrontare, riecheggia per certi versi la sfida col Drago e i manga, oppure quello che simboleggiavano le calzamaglie oppure la Seconda Squadra Segreta. Ora abbiamo la personificazione dei comics senza fine, ai quali Rat-Man (e Leo) si oppongono con una data e una fine precisa che incombe...
L'idea è interessante, ma come ho già detto a mio parere arriva un po' tardi in una saga con pochi contenuti, oltre ad avere sviluppi che anche se divertenti stanno un po' iniziando a farmi soffrire la ripetitività: i DNA-Men sono l'ennesimo supergruppo stile Ex-Men che Leo crea, e dopo un po' anche se i singoli supereroi strampalati sono buffi, inizio a pensare che sarebbero più divertenti in strip o in tavole autoconclusive, piuttosto che occupare ormai -ogni- storia di Rat-Man.
Comunque ci sono alcuni passaggi promettenti, come la suggestiva statua di Valker che ha fatto lo stesso Deboroh, oppure il ritorno della memoria riguardante Brakko... ora bisogna solo vedere quali picchi raggiungerà il climax.
C'è di positivo che si inizia a intravedere la fine dell'esalogia e si capisce finalmente su cosa Leo voglia andare a parare: la fine dei supereroi costretti a vivere in eterno anche dopo che i loro nemici sono stati sconfitti, costretti a subire continui ritorni o versioni alternative Ultimate/2099. Per Ratty non è così, Valker è stato sconfitto e questo sarà un evento definitivo, per cui Leo si trova a dover affrontare la sfida di proseguire un fumetto di supereroi senza nessuna minaccia all'orizzonte, se non quella di avere un'altra ventina di numeri che lo separano dal finale.
Per vedere come questa tematica sarà sviluppata non rimane che aspettare il prossimo numero, ma questo mi fa riflettere che forse si è allungato un po' troppo il brodo, dato che per arrivare al punto in cui siamo ora dopo 5 episodi ne sarebbero forse potuti bastare anche la metà. Inoltre mi sembra che Leo si stia un po' accartocciando sulle stesse situazioni: questa minaccia dei supereroi in massa che Ratty deve affrontare, riecheggia per certi versi la sfida col Drago e i manga, oppure quello che simboleggiavano le calzamaglie oppure la Seconda Squadra Segreta. Ora abbiamo la personificazione dei comics senza fine, ai quali Rat-Man (e Leo) si oppongono con una data e una fine precisa che incombe...
L'idea è interessante, ma come ho già detto a mio parere arriva un po' tardi in una saga con pochi contenuti, oltre ad avere sviluppi che anche se divertenti stanno un po' iniziando a farmi soffrire la ripetitività: i DNA-Men sono l'ennesimo supergruppo stile Ex-Men che Leo crea, e dopo un po' anche se i singoli supereroi strampalati sono buffi, inizio a pensare che sarebbero più divertenti in strip o in tavole autoconclusive, piuttosto che occupare ormai -ogni- storia di Rat-Man.
Comunque ci sono alcuni passaggi promettenti, come la suggestiva statua di Valker che ha fatto lo stesso Deboroh, oppure il ritorno della memoria riguardante Brakko... ora bisogna solo vedere quali picchi raggiungerà il climax.
Siamo sicuri che si tratti di Leo? A me è sembrato molto vicino all'umorismo usato da Plazzi un paio di numeri fa, quando aveva detto che il suo insediamento nella posta non si sarebbe più ripetuto... ma forse l'impegno straordinario su Avatar ha richiesto un sacrificio nei redazionali della rivista.Bramo ha scritto:la Uomini e Topi - La Posta si fregia di una nuova verve comica derivata dalla vulcanica mente di Leo: a rispondere ci sarebbe una fittizia quanto estroversa Marchesa Della Bona Frananti che tante risate mi ha fatto fare
Su questo sono d'accordo. Io infatti ritengo che il numero in questione sia molto buono per battute/gag e per direzione che sta prendendo l'esalogia, ma ritengo anch'io che si potesse svolgere questa storia in meno numeri, magari in una quadrilogia., infatti della cosa ha sofferto (IMHO) soprattutto lo scorso numero. Ma da qualche tempo sembra che Leo riesca a raccontare storie solo in luuunghi archi narrativi...DeborohWalker ha scritto: Per vedere come questa tematica sarà sviluppata non rimane che aspettare il prossimo numero, ma questo mi fa riflettere che forse si è allungato un po' troppo il brodo, dato che per arrivare al punto in cui siamo ora dopo 5 episodi ne sarebbero forse potuti bastare anche la metà.
Ecco, questo invece come ho accennato nel mio commento non mi ha stancato stavolta e non mi ha stancato in passato: vedere il Ratto che deve affrontare sfide importanti per se stesso e per la sua storia mi continua ad emozionare, nonostante possa notare una certa ricorrenza della tematica mi avvince sempre, in quel misto di coraggio e spinta verso la rivincita che avverte a un certo punto Rat-Man.DeborohWalker ha scritto:Inoltre mi sembra che Leo si stia un po' accartocciando sulle stesse situazioni: questa minaccia dei supereroi in massa che Ratty deve affrontare, riecheggia per certi versi la sfida col Drago e i manga, oppure quello che simboleggiavano le calzamaglie oppure la Seconda Squadra Segreta. Ora abbiamo la personificazione dei comics senza fine, ai quali Rat-Man (e Leo) si oppongono con una data e una fine precisa che incombe...
Confido in un finalone coi fiocchi, e poi... molta curiosità per quello che verrà dopo. Per la statua... retaggio degli insegnamenti del Pipistrello?DeborohWalker ha scritto:Comunque ci sono alcuni passaggi promettenti, come la suggestiva statua di Valker che ha fatto lo stesso Deboroh, oppure il ritorno della memoria riguardante Brakko... ora bisogna solo vedere quali picchi raggiungerà il climax.
Siamo sicuri che si tratti di Leo? A me è sembrato molto vicino all'umorismo usato da Plazzi un paio di numeri fa, quando aveva detto che il suo insediamento nella posta non si sarebbe più ripetuto... ma forse l'impegno straordinario su Avatar ha richiesto un sacrificio nei redazionali della rivista.[/quote]Bramo ha scritto:la Uomini e Topi - La Posta si fregia di una nuova verve comica derivata dalla vulcanica mente di Leo: a rispondere ci sarebbe una fittizia quanto estroversa Marchesa Della Bona Frananti che tante risate mi ha fatto fare
Mmm... boh! Può essere dal momento che Plazzi stesso nell'editoriale pubblicizza la "new entry" nella posta, come fece con se stesso due numeri fa... e considerato il periodo probabilmente impegnato di Leo. Però a me stranamente l'umorismo di questa posta ha fatto ridere in più punti, mentre quello di Plazzi della posta che curò pochi numeri fa non mi aveva convinto troppo. Non saprei.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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I miei due cent: molto ma molto ma molto bene. Dopo cinque mesi di saga un po' bof con divagazioni e citazioni varie ecco che Ortolani ad un passo delle fine scopre le carte e ci dice dove vuole andare a parare: lui che come il suo Rat-Man era cresciuto coi supereroi in testa desiderando di entrarne a far parte, ora li vede per quel che sono veramente, patetici tentativi di portare avanti una storia finita. Ed è una bella critica che Ortolani fa alla Marvel e a un po' tutto il pantheon supereroistico dei comic book americani che tra colpi di scena effimeri, retcon e rinascite portano avanti una continuity ormai patetica, una critica che affonda le radici già nella Quadrilogia di Dio ma che adesso si rinnova rivolgendosi ai suoi miti infantili. E il fatto che tutto avvenga all'interno di una saga creata apposta per citarli è straordinario. Ovviamente però questo ha anche alcune controindicazioni: se Rat-Man afferma di aver finito la sua storia e condanna i tentativi dei supereroi di eternarsi questo significa che con un bel colpone di scena la testata chiuderà col prossimo numero, l'#81. Siccome però questo non accadrà dovrà per forza avvenire qualcosa che 1) salvi la faccia alla Marvel 2) invalidi la fine della storia di Rat-Man.
Per quanto riguarda il resto mi piacerebbe che si facesse chiarezza sull'esistenza o meno dei supereroi, se è tutto un film mentale di Rat-Man o no (tutta New York non sembrava crederci, ma il Nano li vede, e lui è reale). E nel caso non lo fosse come si collocherebbe questo nucleo di marvelliani nella continuity di Leo che fatta di eroi in provetta e di uomini in calmaglia ha fra i suoi temi proprio l'estinzione dei veri supereroi. Cmq applausi per il solito modo in cui Ortolani è riuscito a collegare i fili narrativi che troppo spesso passano inosservati visto che sembrano semplici gag e invece no (mi riferisco al menarla con Gwen Stacy, con l'Arrampicamuri in versione Spawn e altre cosette dei numeri passati).
Per quanto riguarda il resto mi piacerebbe che si facesse chiarezza sull'esistenza o meno dei supereroi, se è tutto un film mentale di Rat-Man o no (tutta New York non sembrava crederci, ma il Nano li vede, e lui è reale). E nel caso non lo fosse come si collocherebbe questo nucleo di marvelliani nella continuity di Leo che fatta di eroi in provetta e di uomini in calmaglia ha fra i suoi temi proprio l'estinzione dei veri supereroi. Cmq applausi per il solito modo in cui Ortolani è riuscito a collegare i fili narrativi che troppo spesso passano inosservati visto che sembrano semplici gag e invece no (mi riferisco al menarla con Gwen Stacy, con l'Arrampicamuri in versione Spawn e altre cosette dei numeri passati).



