E' cominciata la cronologica*. Dal momento che pare che in chat non se ne riesca a parlare senza che si scada nel chi ce l'ha più grosso (o in chi si fa la più figa) ne parlerò su questo obsoleto mezzo per la condivisione di opinioni.
Dunque, non ci credo neanche un po'. Però lo guardo lo stesso, perchè è buffo. Mi spiego.
La mia formazione in ambito serietelevisivo non è certo data da prodotti quali Law & Order o, che ne so, l'Avvocato M'Arrabbio, ma da serie il cui livello di verosomiglianza si attesta all'incirca sugli indici dei Chuck Norris Facts, a partire da Star Trek passando per Buffy o 24, quindi quello che mi manca non è proprio la capacità di sospendere i paragoni con la realtà per godermi una baracconata improponibile, ma in soli 4 episodi Alias si è dimostrato più incredibile di un crossover tra l'A-Team e Orgoglio e Pregiudizio. Perchè? Dunque, in una serie tv ci sono sempre una serie di elementi che, per ragioni puramente narrative, devono distaccarsi dalla loro eventuale controparte reale. E' necessario per la buona riuscita dello show. Il capitano Kirk scende sempre sulla superficie di pianeti ostili e inesplorati assieme a tutto il suo personale di plancia anzichè avere una squadra di space marine addestrati allo scopo, lo staff medico di un ospedale invece di limitarsi a tagliare e ricucire conduce indagini sulla vita dei pazienti e la polizia scientifica svolge più o meno il ruolo della SWAT. Ma sta bene, perchè non è su queste cose che le serie in questione si basano, queste sono solo semplificazioni per snellire la narrazione, improponibili nella vita reale, ma plausibili nella finzione televisiva, poichè dotate di coerenza interna. Che è proprio ciò che manca ad Alias. Mi spiego meglio. Parlando di credibilità in termini di raccontare storie ci si può riferire a due cose: credibilità esterna e credibilità interna. La prima è semplice: se ciò di cui sto fruendo mi mostra qualcosa che può ragionevolmente succedere nel mondo reale, allora è credibile esternamente, viceversa non lo è. Nessun prodotto fantasy e buona parte dei prodotti fantascientifici non lo sono, eppure risultano lo stesso credibili. Perchè? E' questione di credibilità interna, ossia di logica e coerenza tra ciò che mi viene raccontato dando per buoni i presupposti del racconto, per quanto fantasiosi che siano. E' questione di come i personaggi agiscono e reagiscono a quello che succede, perchè è questo, e non il fatto che la serie si svolga a bordo di un'astronave o in una scuola di magia, che la rende credibile ai nostri occhi. Per cui, posso accettare che la premessa di una serie sia la doppia vita condotta da una superspia, ma non quando le cose che scricchiolano sono così tante da coprire quello che sto cercando di ascoltare. Andiamo con ordine: parliamo di tempo. Sydney Bristow non ha una doppia vita, ne ha una quadrupla. Ha il lavoro "alla banca", ha la vita privata fatta di amici (e ragazzo), ha l'università e ha la CIA. Nessuno di questi elementi è sacrificato. Certo, c'è l'amichetta che sorride benevolmente "ma quanto viaggi

" e c'è il professore che si lamenta del ritardo nella consegna del compito, ma nient'altro. Nel giro di 2 o 3 episodi Sydney è stata in 5 o 6 o più paesi del mondo, ha dato almeno due esami, ha traslocato, è uscita più volte con gli amici, ha aiutato la sua amica a pedinare il ragazzo e poi? Una gita a Disneyland no? Tutte queste cose richiedono tempo, e tanto: una settimana non ha un numero di ore sufficiente per riuscire a fare queste cose. Io posso accettare, come dicevo prima, che alcuni elementi di realismo siano sacrificati per la buona riuscita del racconto, ma non se questa è proprio la base del racconto stesso. Buffy ha
superpoteri eppure si addormenta in aula, perchè Sydney è così brava e non mostra il minimo segno di stanchezza se non quando è richiesto un momento drammatico? MA va bene, andiamo avanti. L'elemento spionistico. Allora, lo spionaggio non funziona così. Proprio no. Ma mi andrebbe bene, se la quantità di assurdità non fosse tale da farmi rimpiangere Kim Possibile. Ma mi va bene lo stesso, perchè il tono è chiaro: Alias non ha certo pretese di realismo, ma vuole essere un'esasperazione, un omaggio disincanato a tutti quei clichè che hanno reso famoso il genere, per cui rido di gusto se in un piano progettato fin nei minimi dettagli con l'ausilio di gadget avveniristici qualcosa va storto e i nostri se la cavano con una scazzottata e scappano dal condotto di aerazione. E mi sta bene che Sydney sia così brava da conoscere mille lingue a 25 anni, che abbia abilità fisiche ed intellettuali fuori dal comune, che sia una de facto supereroina. Ma non è così che ce la raccontano, per cui se la vedo colpire con una pallottola una cinghia nera di una borsa nera addosso ad una donna nera vestita di nero su un tetto di notte, o se la vedo andare a cercare una bomba atomica in un cimitero, scoprire una tomba coperta di erba morta avvelenata e
prendere una vanga, allora c'è qualcosa che non va. Sì, perchè sei libero finchè vuoi di giocare con i clichè, finchè lo fai con consapevolezza, ma non mi puoi proporre una serie dandomi come base un elemento "drammatico" = lei che non riesce a sostenere la sua doppia vita,
dirmi che non ci riesce ma poi mostrarmi come invece non solo ce la fa eccome, ma per come se la cava potrebbe benissimo avere un ruolo nei Vendicatori. C'è evidente la volontà di giocare con un genere, ma non di dettare regole in questo gioco e per quanto divertente un gioco sia, è grazie alle regole che va avanti. E poi un elemento fondamentale finora solo accennato: reazioni umane. Il pilot mi ha colpito molto positivamente per la reazione di Sydney alla scoperta nella vasca da bagno, ma poi? Certo, lei non ha scelta, deve tornare all'SD6 o la fanno fuori, ma il suo atteggiamento nei confronti di Sloane è meno ostile di quello che potrebbe avere con qualcuno che le ha appena rigato la macchina. Danny è un elemento che torna a galla quando lo richiede la sceneggiatura, ma non è percepibile quando non viene direttamente nominato. E l'atteggiamento dell'agenzia con Sydney? Spero di essere smentito (per quanto ricordi di quello che ho visto in passato, no), ma per ora pare fiducia incondizionata. Nessuno l'ha tenuta d'occhio dopo l'accaduto? Nessuno si è insospettito vedendola entrare alla CIA? Nessuno si chiede perchè prima di ogni missione si incontra sempre con la stessa persona sempre in luoghi diversi?
Mah. Ho tralasciato diverse altre questioni per non dilungarmi troppo e perchè non è che questi elementi deboli in sè compromettano in toto la riuscita di una storia - tutto è, in una certa misura, più o meno, giusiticabile, accettabile, specialmente se si tratta di contorno e non di primo piatto. Ma qui, per ora, questo è il primo piatto (anche se sappiamo che in realtà quello di cui parla la serie è il
family drama), ed è come mangiarsi pasta scotta sottaceti e Nutella. Troppe cose stonano, e poco conta che il cameriere sia così simpatico da portarti ad ordinare anche le polpette di tonno con marmellata. Comunque, finchè continua a portarmi il menu vestito da Josè Carioca, io continuo a ordinare.
*ma non ditelo a Lighting