[J.K. Rowling] Harry Potter e il Principe Mezzosangue
"Pecoranera" che non so come/da dove gli sia uscito, visto che l'originale è Ravenclaw ed è la casa dei cervelloni, non certo delle "pecore nere"...Donocchio ha scritto:beh, almeno non è pesante come quando hanno tradotto da Pecoranera a Corvonero...
dio mio, che pena! Come se avessero scritto Gallodorato e Bisciaverdastra e Marmottarossomattone! è___é
Il libro mi è piaciuto, l'ho letto in un giorno, ma non raggiunge i livelli dell'ordine e del calice... Ho apprezzato gli intrallazzi fra i vari personaggi, era ora!
Il libro mi è piaciuto, l'ho letto in un giorno, ma non raggiunge i livelli dell'ordine e del calice... Ho apprezzato gli intrallazzi fra i vari personaggi, era ora!
blah blah blah
Nota sulla traduzione.: il termine inglese tradotto con "pomiciare" è snogging.
Pasto un intervento da mugglenet:
Sul tema 'snogging' la Masini è stata brava, almeno: ha usato 'pastrugnare' (?), 'baciare' e 'pomiciare'.
L'annosa questione è: qualcuno di voi sa che cosa significa 'pastrugnare'?
Snog è un termine comunque colloquiale, utilizzato per indicare sia un lungo bacio sia un bacio alla "francese".
Ah, la traduttrice è sempre la stessa.
Pasto un intervento da mugglenet:
Sul tema 'snogging' la Masini è stata brava, almeno: ha usato 'pastrugnare' (?), 'baciare' e 'pomiciare'.
L'annosa questione è: qualcuno di voi sa che cosa significa 'pastrugnare'?
Snog è un termine comunque colloquiale, utilizzato per indicare sia un lungo bacio sia un bacio alla "francese".
Ah, la traduttrice è sempre la stessa.
Letto anche io, ho finito oggi.
Gradevole, come gli altri. La scrittura della Rowling migliora nell'ultimo quarto della storia, quello in cui si concentrano palesemente i nodi narrativi di questo episodio.
Fa onore alla scrittrice il non farsi influenzare assolutamente dalla consapevolezza che ora ognuno dei suoi nuovi romanzi sarà destinato a diventare film... Il principe mezzosangue ha veramente poco di cinematografico (o meglio: di hollywoodianamente cinematografico), per via degli ampi spazi dedicati ad interazioni "quotidiane" tra personaggi e scene di "spiegazione" di quanto letto nei volumi precedenti. Anche la ripetitività di certe situazioni, sensata nel libro, dal punto di vista della trasposizione in film potrebbe creare non pochi problemi... In effetti, credo che per ottenere un buon film da questo libro saranno necessari un regista ed uno sceneggiatore estremamente capaci, coraggiosi al punto da favorire recitazione e ritmo sulla giostra degli effetti speciali... Vedremo.
Il finale mi ha spiazzato, non tanto per via dell'avvenimento in sè,
[spoiler]ma per il fatto che una certa persona si era divertita a spoilerarmi che il morto alla fine sarebbe stato Malfoy, ed era riuscita anche a convincermi per bene :lol: [/spoiler]
Gradevole, come gli altri. La scrittura della Rowling migliora nell'ultimo quarto della storia, quello in cui si concentrano palesemente i nodi narrativi di questo episodio.
Fa onore alla scrittrice il non farsi influenzare assolutamente dalla consapevolezza che ora ognuno dei suoi nuovi romanzi sarà destinato a diventare film... Il principe mezzosangue ha veramente poco di cinematografico (o meglio: di hollywoodianamente cinematografico), per via degli ampi spazi dedicati ad interazioni "quotidiane" tra personaggi e scene di "spiegazione" di quanto letto nei volumi precedenti. Anche la ripetitività di certe situazioni, sensata nel libro, dal punto di vista della trasposizione in film potrebbe creare non pochi problemi... In effetti, credo che per ottenere un buon film da questo libro saranno necessari un regista ed uno sceneggiatore estremamente capaci, coraggiosi al punto da favorire recitazione e ritmo sulla giostra degli effetti speciali... Vedremo.
Il finale mi ha spiazzato, non tanto per via dell'avvenimento in sè,
[spoiler]ma per il fatto che una certa persona si era divertita a spoilerarmi che il morto alla fine sarebbe stato Malfoy, ed era riuscita anche a convincermi per bene :lol: [/spoiler]
signori, l'ho finito.
Ah, ovviamente contiene SPOILER.

Con Harry Potter e il Principe Mezzosangue la Rowling si prende una pausa riflessiva prima di procedere al deflagrante gran finale che si avrà nel settimo volume.
E' forse azzardato affermare che il Principe Mezzosangue è un sequel della Camera dei Segreti. Certo è un libro ben lontano dai mastodontici quarto e quinto volume, e senza dubbio somiglia più a uno dei primi, senza particolari eventi prima dell'arrivo ad Hogwarts, e una volta lì nessuna particolare crisi o momento d'azione, se si esclude il finale. C'è molto spazio infatti per i piccoli misteri, le indagini e le sciocchezzuole adolescenziali, ma soprattutto c'è spazio per una seria presa in esame della figura di Voldemort, di cui viene ripercorsa l'intera vita grazie a periodiche gitarelle nei punti strategici del suo passato. L'ossatura del romanzo è infatti costituita da una serie di sedute che portano Harry e Silente, per mezzo del Pensatoio, all'interno dei ricordi di svariati personaggi che hanno avuto a che fare col giovane Riddle. Dopo i dissapori ministeriali del libro precedente, fa piacere quindi veder giungere un riflessivo momento di quiete, l'ultimo momento utile per rilassarsi prima del gran finale. Queste sequenze sono inserite in cinque punti del libro e servono a dargli struttura, ridimensionando le sottotrame a semplici interstizi tra un flashback e l'altro. Una struttura che si era già vista ne Il Calice di Fuoco dove le indagini e le altre trame intermedie si collocavano a ridosso delle prove del torneo Tremaghi, equilibrando così la struttura del volume.
Harry Potter e il Principe Mezzosangue, come già La Pietra Filosofale e Il Calice di Fuoco si apre lontano da Harry. Prima che lui entri in scena passeranno ben due capitoli in cui assisteremo alle vicende di altri personaggi, cosa del tutto nuova per una serie che aveva fatto del punto di vista di Harry Potter il proprio cavallo di battaglia. A dire il vero già nella Pietra Filosofale e nel Calice di Fuoco avevamo avuto delle eccezioni, che però erano state pur sempre giustificate (Harry doveva ancora nascere o Harry stava assistendo ma in sogno).
L'oppressione dei Dursley viene poi totalmente a mancare, Harry ormai è cresciuto e non si fa certo intimidire da loro. Il ridimensionamente è tale che li vediamo venir addirittura rimbrottati da Silente, moralmente l'autorità massima del mondo magico.
Una reinterpretazione del concetto di Serpeverde si ha col Professor Lumacorno, il personaggio nuovo. Finora ci si era abituati a bollare l'intera casa come un gruppo di malvagi e razzisti, ma Lumacorno ci ricorda che la qualità ufficialmente ricercata dal casato è l'Ambizione. Non certo una caratteristica che Harry Potter amerà, e infatti lo vedremo rivolgere al vecchio professore maneggione non poche occhiate di disprezzo, tuttavia Lumacorno non ne esce come un personaggio totalmente negativo, e forse in futuro potrebbe rivelarsi un elemento utile per garantire l'armonia tra le quattro case, che il Cappello Parlante da tempo si augura.
L'altro grande personaggio del libro è il già tristemente noto Severus Piton, che qui rivela la sua vera natura di servo di Voldemort. Tuttavia la Rowling ci fa dubitare di ciò che vediamo, lasciando intendere che dietro il tradimento ci sia qualcosa di più, quello stesso motivo che induceva Silente ad accordargli la sua piena fiducia per ben cinque libri, nonostante il professore di Pozioni continuasse a comportarsi sempre peggio.
Una sempre maggiore attenzione viene riservata alle scaramuccie amorose, che qui invadono quasi totalmente il "tempo libero" dei protagonisti, tutto sommato ancora piuttosto volubili. L'Amore, quello vero, tuttavia continua ad essere l'elemento discriminante che differenzia Harry da Voldemort, ed è con l''Amore, in ogni sua forma che il libro si chiude, in uno dei finali più malinconici e allo stesso tempo più risoluti della saga. La Morte di Silente è infatti il grande evento, necessario a spogliare Harry dall'ultima sicurezza rimastagli, e fare in modo che nel prossimo volume si getti a testa bassa nella sua missione abbandonando l'ovile.
E' anche vero che la sua morte si colloca immediatamente dopo l'apice del rapporto tra i due, quando la situazione si rovescia ed è finalmente Silente, all'apice della sua vulnerabilità, a dover chiedere aiuto ad Harry, dopo avergli chiesto di avvelenarlo.
La scena alla caverna è uno dei punti più belli e nel contempo patetici dell'intera saga. In essa echeggiano orrori passati, compiuti da Riddle in tenera età, ed è lì che finalmente vediamo Harry e Silente combattere fianco a fianco, cosa che pochi volumi fa, sarebbe parsa impossibile.
Ha molto di videoludico inoltre l'idea degli Horcrux che, oltre a dare un senso all'intera vita (e provvisoria morte) di Voldemort, fa assumere una luce del tutto nuova al secondo volume, e proietta il prossimo in una dimensione "alla Zelda". Con il Principe Mezzosangue Harry diventa totalmente adulto a si accinge al definitivo distacco da Hogwarts, nel prossimo volume infatti la storia proseguirà sul sentiero di caccia indicato da Silente, presentandoci un Harry completamente diverso, e stravolgendo la struttura che aveva visto l'opera della Rowling come una grande saga scolastica.

Con Harry Potter e il Principe Mezzosangue la Rowling si prende una pausa riflessiva prima di procedere al deflagrante gran finale che si avrà nel settimo volume.
E' forse azzardato affermare che il Principe Mezzosangue è un sequel della Camera dei Segreti. Certo è un libro ben lontano dai mastodontici quarto e quinto volume, e senza dubbio somiglia più a uno dei primi, senza particolari eventi prima dell'arrivo ad Hogwarts, e una volta lì nessuna particolare crisi o momento d'azione, se si esclude il finale. C'è molto spazio infatti per i piccoli misteri, le indagini e le sciocchezzuole adolescenziali, ma soprattutto c'è spazio per una seria presa in esame della figura di Voldemort, di cui viene ripercorsa l'intera vita grazie a periodiche gitarelle nei punti strategici del suo passato. L'ossatura del romanzo è infatti costituita da una serie di sedute che portano Harry e Silente, per mezzo del Pensatoio, all'interno dei ricordi di svariati personaggi che hanno avuto a che fare col giovane Riddle. Dopo i dissapori ministeriali del libro precedente, fa piacere quindi veder giungere un riflessivo momento di quiete, l'ultimo momento utile per rilassarsi prima del gran finale. Queste sequenze sono inserite in cinque punti del libro e servono a dargli struttura, ridimensionando le sottotrame a semplici interstizi tra un flashback e l'altro. Una struttura che si era già vista ne Il Calice di Fuoco dove le indagini e le altre trame intermedie si collocavano a ridosso delle prove del torneo Tremaghi, equilibrando così la struttura del volume.
Harry Potter e il Principe Mezzosangue, come già La Pietra Filosofale e Il Calice di Fuoco si apre lontano da Harry. Prima che lui entri in scena passeranno ben due capitoli in cui assisteremo alle vicende di altri personaggi, cosa del tutto nuova per una serie che aveva fatto del punto di vista di Harry Potter il proprio cavallo di battaglia. A dire il vero già nella Pietra Filosofale e nel Calice di Fuoco avevamo avuto delle eccezioni, che però erano state pur sempre giustificate (Harry doveva ancora nascere o Harry stava assistendo ma in sogno).
L'oppressione dei Dursley viene poi totalmente a mancare, Harry ormai è cresciuto e non si fa certo intimidire da loro. Il ridimensionamente è tale che li vediamo venir addirittura rimbrottati da Silente, moralmente l'autorità massima del mondo magico.
Una reinterpretazione del concetto di Serpeverde si ha col Professor Lumacorno, il personaggio nuovo. Finora ci si era abituati a bollare l'intera casa come un gruppo di malvagi e razzisti, ma Lumacorno ci ricorda che la qualità ufficialmente ricercata dal casato è l'Ambizione. Non certo una caratteristica che Harry Potter amerà, e infatti lo vedremo rivolgere al vecchio professore maneggione non poche occhiate di disprezzo, tuttavia Lumacorno non ne esce come un personaggio totalmente negativo, e forse in futuro potrebbe rivelarsi un elemento utile per garantire l'armonia tra le quattro case, che il Cappello Parlante da tempo si augura.
L'altro grande personaggio del libro è il già tristemente noto Severus Piton, che qui rivela la sua vera natura di servo di Voldemort. Tuttavia la Rowling ci fa dubitare di ciò che vediamo, lasciando intendere che dietro il tradimento ci sia qualcosa di più, quello stesso motivo che induceva Silente ad accordargli la sua piena fiducia per ben cinque libri, nonostante il professore di Pozioni continuasse a comportarsi sempre peggio.
Una sempre maggiore attenzione viene riservata alle scaramuccie amorose, che qui invadono quasi totalmente il "tempo libero" dei protagonisti, tutto sommato ancora piuttosto volubili. L'Amore, quello vero, tuttavia continua ad essere l'elemento discriminante che differenzia Harry da Voldemort, ed è con l''Amore, in ogni sua forma che il libro si chiude, in uno dei finali più malinconici e allo stesso tempo più risoluti della saga. La Morte di Silente è infatti il grande evento, necessario a spogliare Harry dall'ultima sicurezza rimastagli, e fare in modo che nel prossimo volume si getti a testa bassa nella sua missione abbandonando l'ovile.
E' anche vero che la sua morte si colloca immediatamente dopo l'apice del rapporto tra i due, quando la situazione si rovescia ed è finalmente Silente, all'apice della sua vulnerabilità, a dover chiedere aiuto ad Harry, dopo avergli chiesto di avvelenarlo.
La scena alla caverna è uno dei punti più belli e nel contempo patetici dell'intera saga. In essa echeggiano orrori passati, compiuti da Riddle in tenera età, ed è lì che finalmente vediamo Harry e Silente combattere fianco a fianco, cosa che pochi volumi fa, sarebbe parsa impossibile.
Ha molto di videoludico inoltre l'idea degli Horcrux che, oltre a dare un senso all'intera vita (e provvisoria morte) di Voldemort, fa assumere una luce del tutto nuova al secondo volume, e proietta il prossimo in una dimensione "alla Zelda". Con il Principe Mezzosangue Harry diventa totalmente adulto a si accinge al definitivo distacco da Hogwarts, nel prossimo volume infatti la storia proseguirà sul sentiero di caccia indicato da Silente, presentandoci un Harry completamente diverso, e stravolgendo la struttura che aveva visto l'opera della Rowling come una grande saga scolastica.
Mi sembra di capire che alla fin fine ti è piaciuto meno dei due precedenti. O sbaglio?
No, al contrario, forse mi è piacuto di più anche del calice!
Da dove l'avrei fatto capire?
Da dove l'avrei fatto capire?
Mah, niente, la rece dell'Ordine mi sembrava più entusiasta. Ma forse era solo una mia impressione.
No, cmq questo l'ho preferito nettamente. Anche solo per i viaggetti nel pensatoio.
Piccola teoria su Piton e la profezia.
Visto che si fa un gran parlare dei presunti sentimenti di Piton per Lily, ecco che comincio a sospettare che non solo Silente creda che sia il rimpanto per aver causato la sua morte il motivo del ravvedimento di Piton, ma che Piton abbia proprio stretto un patto con Voldemort SCEGLIENDO quale delle due famiglie sarebbe dovuta essere colpita. E' proprio perchè Voldemort non ha rispettato il patto di uccidere James e Harry tralasciando Lily che Piton potrebbe avergliela giurata guadagnandosi così la fiducia di Silente.
Visto che si fa un gran parlare dei presunti sentimenti di Piton per Lily, ecco che comincio a sospettare che non solo Silente creda che sia il rimpanto per aver causato la sua morte il motivo del ravvedimento di Piton, ma che Piton abbia proprio stretto un patto con Voldemort SCEGLIENDO quale delle due famiglie sarebbe dovuta essere colpita. E' proprio perchè Voldemort non ha rispettato il patto di uccidere James e Harry tralasciando Lily che Piton potrebbe avergliela giurata guadagnandosi così la fiducia di Silente.
Concordo in pieno, siccome te ne ho parlato ioPiccola teoria su Piton e la profezia.
Visto che si fa un gran parlare dei presunti sentimenti di Piton per Lily, ecco che comincio a sospettare che non solo Silente creda che sia il rimpanto per aver causato la sua morte il motivo del ravvedimento di Piton
Impossibile, ti pare che Voldemort affidi il suo destino ad un servo? Il perchè Voldemort ha scelto Harry l'ha spiegato Silente nell'OdF, non penso ci sia altro da aggiungere in proposito.ma che Piton abbia proprio stretto un patto con Voldemort SCEGLIENDO quale delle due famiglie sarebbe dovuta essere colpita.
E' possibile (probabile, direi) che Piton abbia chiesto a Voldemort di salvare Lily, infatti si sente spesso che Lily si sarebbe salvata se non si fosse messa in mezzo (è proprio il suo scegliere di morire per salvare Harry che ferma Voldemort, infatti James sarebbe morto comunque senza donare ad Harry alcuna protezione), ma Voldemort evidentemente non l'ha ascoltato. Inoltre la Rowling ha fatto intendere che la notte della morte dei Potter c'era qualcun altro a Godric's Hollow: Piton, probabilmente...E' proprio perchè Voldemort non ha rispettato il patto di uccidere James e Harry tralasciando Lily che Piton potrebbe avergliela giurata guadagnandosi così la fiducia di Silente.
Dunque...per la gioia del caro admin, (che a volte sembra mia mamma quando mi dice di tenere in ordine la camera) pasto qui una discussione che contiene spoiler sul principe mezzosangue (ma che non è strettamente sullo stesso) . Spero che vada bene.
Tutto inizia da questa affermazione di Grrodon, secondo cui quella di HP
"è una serie che si regge in gran parte (e se non ci fosse dapiz a guardarmi storto direi TOTALMENTE) sugli spoiler."
Dapiz non concordava, (vedi topic film, il Calice di fuoco) e neppure io, perchè:
- i libri di Harry Potter NON si reggono, nè totalmente nè parzialmente, sugli spoiler. Hanno successo perchè:
1)sono scritti bene. La Rowling, ha, oggettivamente, le abilità dei grandi scrittori: riesce a far trasparire la quotidianità e le (e)mozioni che viviamo tutti i giorni. Nei pensieri di Harry ci troviamo noi stessi. Pensa solo alla parte in cui Harry riceve la lettera di Silente, nel sesto libro, che gli dice che lo andrà a prendere. Quasi non ci crede, e rilegge la lettera più e più volte, anche se non serve a niente e sono solo due righe. Ecco, quando ho letto quel passaggio, ho pensato che anche io al posto di Harry, nella sua situazione, avrei fatto lo stesso! Avrei riletto quella lettera più e più volte. Il modo di scrivere della Rowling ti trasporta in modo assolutamente realistico in un mondo immaginario ma credibile e particolareggiato, e l'immedesimazione è totale. Non solo ti immagini il mondo in cui Harry vive, ma ci sei dentro, sei Harry oppure Ron o Hermione, e ragioni non solo con loro, ma come loro. Anche io nel terzo libro avrei pensato che Crosta fosse stato mangiato da grattastinchi, mentre se fossi stato Hermione avrei pensato esattamente il contrario! Inoltre, ogni personaggio ha un modo di esprimersi, nei dialoghi, e di ragionare, coerente con il suo carattere e le sue caratteristiche. Già quando leggi una frase puoi capire chi è che sta parlando senza che la Rowling te ne dica il nome. Questo non fa che "trasportarti" ancora di più in quel mondo così particolareggiato.
2)La Rowling sa scrivere i dialoghi. Non solo, cioè, sa far parlare i personaggi, ma li sa far parlare in modo interessante. Il recupero della memoria di Slughorn poteva essere una noia, se raccontato male. E invece è una delle parti più riuscite del libro.
3)I racconti sono nient'altro che una parodia del mondo reale in chiave magica. Questo da un lato consente l'immedesimazione, perchè i problemi dei protagonisti sono gli stessi che abbiamo (o abbiamo avuto) noi: tutti hanno avuto di sicuro una prof come la Mcgranitt, o una figura come Silente, o un prof come Piton o la Umbridge che ci gode a perseguitarti; dall'altro lato, la magia consente di superare quel senso di impotenza e di fragilità tipico dell'uomo. E' lo stesso principio su cui si fonda il successo di Mary Poppins o dei personaggi marvel, se ci pensi: supereroi con superproblemi. La genialata, nel caso di HP, è che Harry è un adolescente, in primis, e in secundis non ha neanche superpoteri tali da salvare il mondo: ha poteri speciali (la magia) ma anche normali, perchè è circondato da maghi in un mondo di maghi, e l'unica discriminante è il talento. Non è un mondo distinto, come nella marvel, tra chi ha i poteri e chi (la gente comune, la maggior parte) non li ha. Ma è il mondo reale, dove nessuno (o tutti, non so se rendo l'idea) ha dei poteri ma c'è chi ha più o meno talento, ambizione o convinzione.
In altre parole, ciò che risalta non sono i poteri speciali, ma il carattere dietro ad essi. E questa è un'altra genialata.
4, 5, 6 etc.) Ci saranno di sicuro molte altre ragioni che non mi vengono in mente, no?
- Gli spoiler, è vero, sono un punto di forza e ce ne sono tanti, ma in sè non rendono un libro "bello". Lo rendono più appassionante e aiutano a tenere suspance per l'intero racconto.
Ma, se ci pensi, nel Principe avevi già tutto spoilerato dal secondo capitolo, quando Piton promette pena la vita, di uccidere Silente. Già da lì sai che Malfoy è un mangiamorte, che Piton è il cattivo e che inevitabilmente o quasi Silente sarà ucciso. In pratica, tutto quello che Harry scopre nel corso del libro. L'unica cosa che non sai è chi è il Principe, ma è marginale ai fini della trama.
Eppure il libro ti è piaciuto moltissimo lo stesso.
Certo, gli spoiler danno un po' di ossatura al romanzo e lo migliorano nettamente. Ma sono fermamente convinto che non è su essi che la serie è basata.
Tutto inizia da questa affermazione di Grrodon, secondo cui quella di HP
"è una serie che si regge in gran parte (e se non ci fosse dapiz a guardarmi storto direi TOTALMENTE) sugli spoiler."
Dapiz non concordava, (vedi topic film, il Calice di fuoco) e neppure io, perchè:
- i libri di Harry Potter NON si reggono, nè totalmente nè parzialmente, sugli spoiler. Hanno successo perchè:
1)sono scritti bene. La Rowling, ha, oggettivamente, le abilità dei grandi scrittori: riesce a far trasparire la quotidianità e le (e)mozioni che viviamo tutti i giorni. Nei pensieri di Harry ci troviamo noi stessi. Pensa solo alla parte in cui Harry riceve la lettera di Silente, nel sesto libro, che gli dice che lo andrà a prendere. Quasi non ci crede, e rilegge la lettera più e più volte, anche se non serve a niente e sono solo due righe. Ecco, quando ho letto quel passaggio, ho pensato che anche io al posto di Harry, nella sua situazione, avrei fatto lo stesso! Avrei riletto quella lettera più e più volte. Il modo di scrivere della Rowling ti trasporta in modo assolutamente realistico in un mondo immaginario ma credibile e particolareggiato, e l'immedesimazione è totale. Non solo ti immagini il mondo in cui Harry vive, ma ci sei dentro, sei Harry oppure Ron o Hermione, e ragioni non solo con loro, ma come loro. Anche io nel terzo libro avrei pensato che Crosta fosse stato mangiato da grattastinchi, mentre se fossi stato Hermione avrei pensato esattamente il contrario! Inoltre, ogni personaggio ha un modo di esprimersi, nei dialoghi, e di ragionare, coerente con il suo carattere e le sue caratteristiche. Già quando leggi una frase puoi capire chi è che sta parlando senza che la Rowling te ne dica il nome. Questo non fa che "trasportarti" ancora di più in quel mondo così particolareggiato.
2)La Rowling sa scrivere i dialoghi. Non solo, cioè, sa far parlare i personaggi, ma li sa far parlare in modo interessante. Il recupero della memoria di Slughorn poteva essere una noia, se raccontato male. E invece è una delle parti più riuscite del libro.
3)I racconti sono nient'altro che una parodia del mondo reale in chiave magica. Questo da un lato consente l'immedesimazione, perchè i problemi dei protagonisti sono gli stessi che abbiamo (o abbiamo avuto) noi: tutti hanno avuto di sicuro una prof come la Mcgranitt, o una figura come Silente, o un prof come Piton o la Umbridge che ci gode a perseguitarti; dall'altro lato, la magia consente di superare quel senso di impotenza e di fragilità tipico dell'uomo. E' lo stesso principio su cui si fonda il successo di Mary Poppins o dei personaggi marvel, se ci pensi: supereroi con superproblemi. La genialata, nel caso di HP, è che Harry è un adolescente, in primis, e in secundis non ha neanche superpoteri tali da salvare il mondo: ha poteri speciali (la magia) ma anche normali, perchè è circondato da maghi in un mondo di maghi, e l'unica discriminante è il talento. Non è un mondo distinto, come nella marvel, tra chi ha i poteri e chi (la gente comune, la maggior parte) non li ha. Ma è il mondo reale, dove nessuno (o tutti, non so se rendo l'idea) ha dei poteri ma c'è chi ha più o meno talento, ambizione o convinzione.
In altre parole, ciò che risalta non sono i poteri speciali, ma il carattere dietro ad essi. E questa è un'altra genialata.
4, 5, 6 etc.) Ci saranno di sicuro molte altre ragioni che non mi vengono in mente, no?
- Gli spoiler, è vero, sono un punto di forza e ce ne sono tanti, ma in sè non rendono un libro "bello". Lo rendono più appassionante e aiutano a tenere suspance per l'intero racconto.
Ma, se ci pensi, nel Principe avevi già tutto spoilerato dal secondo capitolo, quando Piton promette pena la vita, di uccidere Silente. Già da lì sai che Malfoy è un mangiamorte, che Piton è il cattivo e che inevitabilmente o quasi Silente sarà ucciso. In pratica, tutto quello che Harry scopre nel corso del libro. L'unica cosa che non sai è chi è il Principe, ma è marginale ai fini della trama.
Eppure il libro ti è piaciuto moltissimo lo stesso.
Certo, gli spoiler danno un po' di ossatura al romanzo e lo migliorano nettamente. Ma sono fermamente convinto che non è su essi che la serie è basata.
Riporto (spero che non si offenda per l'appropriamento del Copyright) l'intervento di Quackmore:
Ottima analisi!
Unica obiezione:
manzpker ha scritto:
nel Principe avevi già tutto spoilerato dal secondo capitolo
Veramente io non avevo capito niente. Pensavo che Draco dovesse uccidere Silente e che Piton avrebbe solo dovuto appoggiarlo e difenderlo.
A cui ho risposto:
Beh potevi pensare fin da subito che Malfoy non ce l'avrebbe fatta, tanto è vero che Piton ad un certo punto dice a Narcissa:
"Penso che alla fine Voldemort voglia che sia io a farlo"
Senza contare che quando Piton si avvicina a Silente disarmato e morente, beh, si intuiva facilmente che lo avrebbe ucciso, anche perchè se no sarebbe morto lui, vista la promessa che aveva fatto. Quando l'ho letto per la prima volta, non ci volevo credere, ma sapevo in fondo che avrebbe pronunciato le fatidiche parole a bacchetta levata. In quel caso la narrazione secondo me perde molto, perchè il lettore sa più di Harry, non prova le sue stesse sensazioni e l'effetto è molto inferiore. Si tratta secondo me di uno dei punti deboli del libro, anche se, pensandoci bene, non si poteva non mettere un capitolo come il secondo, quindi la scelta narrativa era obbligata.
Insomma lo spoilerone grande, che Silente sarebbe morto, ce l'avevi fin da subito dichiarato o quasi, già solo nelle parole di Piton: "Silente non è più il mago di una volta, sta invecchiando e il signore oscuro lo sa".
Inoltre, senza questo avvenimento di fatto non sarebbe cambiato nulla nella trama, se ci pensi. La morte di Silente era "necessaria".
Riporto, infine, per una nota di colore, la (comprensibile) reazione di Valerio dopo aver visto che avevamo spoilerato praticamente tutto il libro nella sezione sbagliata:
"Cmq avete decisamente rotto le balle!!"
Ottima analisi!
Unica obiezione:
manzpker ha scritto:
nel Principe avevi già tutto spoilerato dal secondo capitolo
Veramente io non avevo capito niente. Pensavo che Draco dovesse uccidere Silente e che Piton avrebbe solo dovuto appoggiarlo e difenderlo.
A cui ho risposto:
Beh potevi pensare fin da subito che Malfoy non ce l'avrebbe fatta, tanto è vero che Piton ad un certo punto dice a Narcissa:
"Penso che alla fine Voldemort voglia che sia io a farlo"
Senza contare che quando Piton si avvicina a Silente disarmato e morente, beh, si intuiva facilmente che lo avrebbe ucciso, anche perchè se no sarebbe morto lui, vista la promessa che aveva fatto. Quando l'ho letto per la prima volta, non ci volevo credere, ma sapevo in fondo che avrebbe pronunciato le fatidiche parole a bacchetta levata. In quel caso la narrazione secondo me perde molto, perchè il lettore sa più di Harry, non prova le sue stesse sensazioni e l'effetto è molto inferiore. Si tratta secondo me di uno dei punti deboli del libro, anche se, pensandoci bene, non si poteva non mettere un capitolo come il secondo, quindi la scelta narrativa era obbligata.
Insomma lo spoilerone grande, che Silente sarebbe morto, ce l'avevi fin da subito dichiarato o quasi, già solo nelle parole di Piton: "Silente non è più il mago di una volta, sta invecchiando e il signore oscuro lo sa".
Inoltre, senza questo avvenimento di fatto non sarebbe cambiato nulla nella trama, se ci pensi. La morte di Silente era "necessaria".
Riporto, infine, per una nota di colore, la (comprensibile) reazione di Valerio dopo aver visto che avevamo spoilerato praticamente tutto il libro nella sezione sbagliata:
"Cmq avete decisamente rotto le balle!!"
Ultima modifica di manzpker il domenica 26 febbraio 2006, 01:14, modificato 7 volte in totale.
bontà tua.
Contine SPOILER per chi non ha mai letto questo sesto libro e anche il settimo...
"Harry Potter e il Principe Mezzosangue" è un altro titolo che sembra depistante (come fa con Il Calice di Fuoco che tutto sommato ai fini della trama era marginale) mentre invece ha un riferimento molto importante...
Il libro sembra fino alla fine non preentare molte situazioni del presente, che movimentino la vita ad harry, anche se sembra tutto il cotnrario quando all'inizio apprendiamo che Silente verrà a prendere Harry a Privet Drive. Ma l'avventura che gli prospetta il gran mago è "solo" cercare di convincere Horace Lumacorno a tornare a insegnare a Hogwarts. Il motivo più profodno, come apprenderemo alla fine, è ottenere un certo ricordo da lui...
Per il resto l'anno passa, nello studio, nelle riunioni e feste indette da Lumacorno (nuovo insegnante ma non di difesa contro le Arti Oscure bensì Pozioni, promuovendo per Difesa il buon Piton) - il personaggio di Lumacorno è molto ben caratterizzato, l'uomo che sta dietro le quinte per far incontrare le persone giuste tra loro e far nascere realzioni importanti per il futuro mi ha appassionato molto - , nel cercare di studiare per conseguire i M.A.G.O e intrallazzi amorosi, dove un'emancipata Ginny si bacia appassionatamente con Dean prima di passare a mettersi insieme con Harry, e Ron ed Hermione si fanno la guerra palesando quel sentimento che fino ad ora si poteva solo colgiere tra le righe. Le uniche due componenti misteriche sono il libro di questo Principe Mezzosangue con i suggerimenti per Pozioni e incantesimi inventati dal Principe, e le lezioni con Silente, tramite le quali Silente vuole fare in modo di dare più infomrazioni possibili sulla storia di Voldemort attraverso vari ricordi che frullano nel Pensatoio... alla fine di ogni viaggetto nel Pensatoio Silente fa un riassunto di ciò che ha visto con Harry mettendo in luce al ragazzo gli elementi utili che si potevano cogliere.
Per il resto tutto tranquillo. ed è per questo che la Rowling può spaziare nella vita scolastica, nelle relazioni tra gli studenti e negli intrallazzi amorosi, cose spesso sacrificate in parte, per privilegiare i pericoli e i misteri.
Ma in realtà, anche se così sembra, qualcosa succede. La mano annerita del preside, per esempio, non si spiega. Poi Harry ddovrà prendere il ricordo di Lumacorno dal quale si capisce la chiave delle lezioni di Silente: gli Horcrux, il modo orrbile cin cui Voldemort si è creato l'immortalità.
Il viaggio, infine, che Harry compie con Silente per recuperare un altro Horcrux è una miscela di pathos e avventura, che fa volare via le pagine, e ci porta con un Silente febbricitante alla fine del libro, ad una Hogwarts occupata dai Mangiamorte e a un Draco che non ha portato a termine il suo compito di assassinare Silente e ad un Piton che invece porta a termine questo compito, ma come scopriremo non per ordine di Voldemort...
La fine del libro ci lascia sconvolti per la morte, e leggendo i post sopra mi sento un po' niubbo, perchè non mi avrei mai lontanamente pensato che Piton potesse essere buono, pensavo che l'autrice avesse preso una decisione e irrimediabilmente avesse dipinto Piton (alias Principe Mezzosangue) come cattivo. La narrazione serrata della Rowling è riuscita a disotgliermi dagli indizi che lei stessa ha sparpagliato nel libro, come la fiducia che da sei tomi Silente riserva a Piton...
Ci lascia smarriti perchè non riusciamo a credere che un personaggio come Silente possa morire davvero, e ci apsettiamo quasi che torni come Gandalf già fece... ci lascia smarriti pe tutte le cose che abbiamo appreso sul passarto di Voldemort, per la serie "conosci il tuo nemico", per farci capire cosa può portare un uomo a diventare quello che è. Processo analogo sarà nel settimo per le vite di Silente e Piton.
Infine ci lascia smarriti per l'idea in sè delgi Horcrux, diabolica, geniale e mostruosa. E per il finale carico di tristezza e promesse che ci riservano le ultime righe, prima dell'ultimo libro.
"Harry Potter e il Principe Mezzosangue" è un altro titolo che sembra depistante (come fa con Il Calice di Fuoco che tutto sommato ai fini della trama era marginale) mentre invece ha un riferimento molto importante...
Il libro sembra fino alla fine non preentare molte situazioni del presente, che movimentino la vita ad harry, anche se sembra tutto il cotnrario quando all'inizio apprendiamo che Silente verrà a prendere Harry a Privet Drive. Ma l'avventura che gli prospetta il gran mago è "solo" cercare di convincere Horace Lumacorno a tornare a insegnare a Hogwarts. Il motivo più profodno, come apprenderemo alla fine, è ottenere un certo ricordo da lui...
Per il resto l'anno passa, nello studio, nelle riunioni e feste indette da Lumacorno (nuovo insegnante ma non di difesa contro le Arti Oscure bensì Pozioni, promuovendo per Difesa il buon Piton) - il personaggio di Lumacorno è molto ben caratterizzato, l'uomo che sta dietro le quinte per far incontrare le persone giuste tra loro e far nascere realzioni importanti per il futuro mi ha appassionato molto - , nel cercare di studiare per conseguire i M.A.G.O e intrallazzi amorosi, dove un'emancipata Ginny si bacia appassionatamente con Dean prima di passare a mettersi insieme con Harry, e Ron ed Hermione si fanno la guerra palesando quel sentimento che fino ad ora si poteva solo colgiere tra le righe. Le uniche due componenti misteriche sono il libro di questo Principe Mezzosangue con i suggerimenti per Pozioni e incantesimi inventati dal Principe, e le lezioni con Silente, tramite le quali Silente vuole fare in modo di dare più infomrazioni possibili sulla storia di Voldemort attraverso vari ricordi che frullano nel Pensatoio... alla fine di ogni viaggetto nel Pensatoio Silente fa un riassunto di ciò che ha visto con Harry mettendo in luce al ragazzo gli elementi utili che si potevano cogliere.
Per il resto tutto tranquillo. ed è per questo che la Rowling può spaziare nella vita scolastica, nelle relazioni tra gli studenti e negli intrallazzi amorosi, cose spesso sacrificate in parte, per privilegiare i pericoli e i misteri.
Ma in realtà, anche se così sembra, qualcosa succede. La mano annerita del preside, per esempio, non si spiega. Poi Harry ddovrà prendere il ricordo di Lumacorno dal quale si capisce la chiave delle lezioni di Silente: gli Horcrux, il modo orrbile cin cui Voldemort si è creato l'immortalità.
Il viaggio, infine, che Harry compie con Silente per recuperare un altro Horcrux è una miscela di pathos e avventura, che fa volare via le pagine, e ci porta con un Silente febbricitante alla fine del libro, ad una Hogwarts occupata dai Mangiamorte e a un Draco che non ha portato a termine il suo compito di assassinare Silente e ad un Piton che invece porta a termine questo compito, ma come scopriremo non per ordine di Voldemort...
La fine del libro ci lascia sconvolti per la morte, e leggendo i post sopra mi sento un po' niubbo, perchè non mi avrei mai lontanamente pensato che Piton potesse essere buono, pensavo che l'autrice avesse preso una decisione e irrimediabilmente avesse dipinto Piton (alias Principe Mezzosangue) come cattivo. La narrazione serrata della Rowling è riuscita a disotgliermi dagli indizi che lei stessa ha sparpagliato nel libro, come la fiducia che da sei tomi Silente riserva a Piton...
Ci lascia smarriti perchè non riusciamo a credere che un personaggio come Silente possa morire davvero, e ci apsettiamo quasi che torni come Gandalf già fece... ci lascia smarriti pe tutte le cose che abbiamo appreso sul passarto di Voldemort, per la serie "conosci il tuo nemico", per farci capire cosa può portare un uomo a diventare quello che è. Processo analogo sarà nel settimo per le vite di Silente e Piton.
Infine ci lascia smarriti per l'idea in sè delgi Horcrux, diabolica, geniale e mostruosa. E per il finale carico di tristezza e promesse che ci riservano le ultime righe, prima dell'ultimo libro.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Il Principe Mezzosangue è un libro che esiste in linea di massima per adempiere a tre passaggi importanti nella saga.
Il primo è raccontare le origini di Voldemort, attraverso un processo lungo che viene frammentato il più possibile nel corso dell'anno scolastico: i ricordi snocciolati nel pensatoio di Silente vengono mostrati con il debito intervallo temporale tra uno e l'altro, essendo la portata principale del romanzo. Si parte con i progenitori di Voldemort, per passare poi alla sua infanzia, alla sua vita in orfanatrofio e poi ad Hogwarts, per finire con la carriera una volta diplomatosi alla scuola di magia; ma il ricordo più importante riguarda quegli Horcrux che tanto importanti saranno nell'ultimo romanzo, per ottenere il quale Harry dovrà cercare in tutti i modi di "sedurre" Lumacorno.
Il secondo punto importante del libro è la figura di Piton, antipaticone creduto cattivo ne La Pietra Filosofale, poi sdoganato per buono, e qui nuovamente fatto credere (davvero per bene) il villain più subdolo che si fosse mai visto. Poi col libro successivo diventerà invece uno dei personaggi (se non "il") più interessanti della saga, ma qui la Rowling riesce a infinocchiarci per bene, specialmente nel secondo capitolo che sorprende e shocka come pochi altri sono riusciti a fare. Comunque il triplo gioco carpiato nel quale è coinvolto Piton, con tanto di Voto Infrangibile (altro elemento inserito per preparare il terreno all'ultimo libro) è oltremodo interessante, così come la sua identità di Principe Mezzosangue. Mi è un po' dispiaciuto e mi è parsa un'occasione sprecata il fatto di mostrare poche lezioni di Difesa delle Arti Oscure, ora che per la prima volta a insegnarla c'è qualcuno che il lettore è consapevole (erroneamente) sia un villain, inoltre una cattedra che proprio Piton ambiva da troppi anni e ora che l'ha ottenuta non la vediamo sfruttata a dovere.
Parallelamente a Piton viene sviluppata anche la figura di Draco, quello che sembrava essere solo un bulletto antipatico diventa qui più minaccioso e assume un ruolo più rilevante all'interno della storia, anche lui in vista degli eventi che lo coinvolgeranno nel settimo libro.
La terza parte della trama tenta di tirare le fila delle vicissitudini amorose dei protagonisti; se Harry inizia qui la sua relazione con Ginny (avrà troppo poco tempo nell'ultimo libro per dedicarsi a cercarsi la ragazza, quindi meglio trovare qui la sua anima gemella), Ron e Hermione chiariscono definitivamente i propri sentimenti, anche se per coronare la loro storia bisognerà attendere una delle scene madri de I Doni della Morte. Comunque un po' tutti i personaggi sono in calore in questo romanzo, da Bill e Fleur, a Tonks con Lupin, fino a tutte le ragazze che spasimano per Harry Potter; il vero colpo di scena però è la lovestory tra Harry e Ginny, la timida sorellina di Ron che nel secondo romanzo stravedeva per lui.
Interessante anche la componente "attrattiva" che Harry esercita sulle autorità: il nuovo Ministro della Magia Scrimgeour cerca di accattivarsi la simpatia del Prescelto in modo simile a quanto facevano Caramell e Barty Crouch ne L'Ordine della Fenice, mentre Lumacorno cerca di sfruttare Harry per la sua fama ricordando vagamente Gilderoy Allock pur avendo un carattere diametralmente opposto.
Tra le scene più interessanti c'è anche il primo capitolo, in cui vediamo come l'universo magico interagisce con il nostro mondo, mentre il Primo Ministro inglese viene informato dei misfatti compiuti da Voldemort.
Comunque questo sesto libro è molto piacevole, fa da apristrada al gran finale gettando gli ultimi (non pochi) semi che poi germoglieranno, ma soprattutto reimmerge per l'ultima volta nella routine scolastica: l'ultimo libro sarà infatti la più grande eccezione strutturale, ma anche Il Calice di Fuoco per via del Torneo Tremaghi e L'Ordine della Fenice a causa della Umbridge e dell'Esercito di Silente erano stati anni particolari in cui non si era potuto godere appieno delle scene tranquille coi ragazzi alle prese con le lezioni e il passare del tempo.




