[James Cameron] Avatar

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Finalmente l'ho visto anch'io.

    Impressionanti le similitudini con Pocahontas (abbiamo anche un Kokum che non sopravvive) e c'è il primo combattimento tra J e il giaguarone con cresta che è la fotocopia di quello tra Tarzan e Sabor (quando lui fa incastrare una zampa dell'animale tra le radici del grosso albero utilizzato per sfuggire alla furia).

    Posibile che la Rodriguez debba morire sempre in ogni film o Programma...


    Come immaginavo è stata Pandora ad intrattenermi poi il resto è andato via, senza emozioni.

    Il messaggio è piuttosto chiaro, farà aprire le menti?... Ma gli uomini non hanno trecce con tentacoli che possano unirsi alle altre creature, non riescono a sentire il legame che li unisce con questo mondo; il concetto di base animale è Avere e non Essere purtroppo.

    Ho gradito molto quando Puffetta scopre il vero corpo di Sully, però poi mi sono ricordata che detesto le scene amorose telefonate, per poi ricredermi (in questo caso)...
  • Icnarf ha scritto:Ho gradito molto quando Puffetta scopre il vero corpo di Sully, però poi mi sono ricordata che detesto le scene amorose telefonate, per poi ricredermi (in questo caso)...
    Strano, io quella non l'ho percepita come scena "amorosa" innanzitutto, è stata una di quelle che mi ha incantato di più nonostante non abbia trovate particolari come le trecce USB o i fiori auto-chiudenti.
    Forse era scontato che ci fosse, riflettendoci a mente fredda, ma durante la visione non l'avevo considerata: è l'incontro tra i due protagonisti al di là del canale che hanno sempre usato per incontrarsi e interagire, l'Avatar, è come se Jake si togliesse la maschera, un po' come nelle favole quando si infrangono gli incantesimi e uno dei due protagonisti vede il nuovo partner sotto il suo vero aspetto...

    ...che però in questo caso butta nel cassonetto dell'organico, preferendo vivere da blu.
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  • DeborohWalker ha scritto:Bè, certo, altrimenti sarebbero film come lost in Translation o Eternal Sunshine a incassare miliardi al botteghino nel primo week-end di programmazione :P
    Lost in Translation ;_;

    il mio film preferito ;_;
  • Bello ma non il capolavoro che si dice in giro. Molta di questa euforia è dovuta alle tonnellate di effetti speciali e all'effetto novità degli occhialini 3D che in tanti hanno provato con questo film per la prima volta. Io quando li ho provati per la prima volta ho elogiato I Robinson, fate voi.

    No dai scherzo.

    Forse.
    "L'umanità deve porre fine allo spoiler, o lo spoiler porrà fine all'umanità."

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  • gli schizzi di maionese... me li ricordo persino io che non l'ho visto in 3D...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • me li ricordo persino io che non l'ho visto in 3D...
    :rotfl:
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  • Fai meno lo sborone tu.
  • Anche tu.
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  • Visto ieri (pensavo che a quasi un mese dall'uscita la sala il venerdì pomeriggio fosse semivuota e invece....quasi pienone).
    DeborohWalker ha scritto: Nulla di tutto ciò: Avatar è un Signor Film, da tutti i punti di vista
    Questo aspetto è stata invece la mia più grande delusione: pensavo di andare a vedere un film che, nonostante la struttura classicissima, si sarebbe sviluppato egregiamente sotto TUTTI i punti di vista...e invece ho trovato: 1) la sceneggiatura molto fiappa, quasi un collage, con decine di battute identiche a decine di altri film. 2) Gli attori anonimi, privi di brio, sopraffatti anche loro dalla potenza tecnologica e costretti ad un ruolo quasi "di formalità", di mera presenza. Infine 3) James Cameron è di certo James Cameron e dirige il suo circo blu con esperienza e brillantezza ma pure la regia mi è sembrata un po' priva di guizzi, più alla ricerca della quantità che della qualità, più muscolare che artistica.
    Non fosse per l'apparato tecnico, che è in effetti uno straordinario prodigio, ci troveremmo quindi imho ad avere a che fare con un mediocre film d'azione ottimamente confezionato, come ne escono a bizzeffe ogni anno. Nulla di più.

    E' la rivoluzione? Spero dunque proprio di no. Spero soprattutto che non sia l'apripista per film simili ma di minor qualità che avrebbero soltanto l'effetto di "grossolanizzare" i gusti del grande pubblico: già ora, dopo aver visto Avatar in 3d, lo spettatore medio andrà preferibilmente alla ricerca di una simile esperienza visiva, distaccandosi progressivamente dall'idea classica di cinema (sì, sto estremizzando); per arrivare a quale idea? idea? Avatar non mi pare ricchissimo di idee e pure la tanto decantata potenza grafica (da cui anche io lo confesso sono stato stregato) mi pare ora "soltanto" una inimmaginabile giunga lussureggiante alla decima potenza. Distante anni luce da altri universi futuri progettati in passato (vedi, senza andare troppo in dietro, Star Wars e Blade Runner) con minori mezzi ma con maggiore raffinatezza.
  • joe mango ha scritto: 2) Gli attori anonimi, privi di brio, sopraffatti anche loro dalla potenza tecnologica e costretti ad un ruolo quasi "di formalità", di mera presenza.
    Ora, gli altri punti sono opinabili e certe scelte di casting non sono felicissime, ma ad esempio non puoi affermare che l'interpretazione di Zoe Saldana sia "di mera presenza"...
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  • DeborohWalker ha scritto:
    joe mango ha scritto: 2) Gli attori anonimi, privi di brio, sopraffatti anche loro dalla potenza tecnologica e costretti ad un ruolo quasi "di formalità", di mera presenza.
    Ora, gli altri punti sono opinabili e certe scelte di casting non sono felicissime, ma ad esempio non puoi affermare che l'interpretazione di Zoe Saldana sia "di mera presenza"...
    Su questo hai ragione.
    Come attori intendevo (ovviamente a torto) solo quelli in carne ed ossa, lasciando nel calderone del comparto tecnico tutti i Na'vi e l'espressività dei loro attori, che va giustamente valorizzata.
  • Eh, ma uno dei passi più importanti di Avatar (forse anche più del 3D) è proprio l'essere riuscito a creare personaggi digitali perfettamente integrati nell'ambiente, in grado di valorizzare a pieno la recitazione degli attori :omg:

    Comunque ti perdono, va e non peccare più...
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  • Be', sono riuscito a vederlo anche io, finalmente. Le sale 3D delle mie parti, per Avatar, hanno avuto (e hanno tuttora) il tutto esaurito fisso, in qualunque momento della settimana e della giornata.

    Impressioni? Una, più che altro: che spreco. Tecnologia fantascientifica e direzione artistica di altissimo livello per raccontare una storiella ecologica interpretata da personaggi stereotipati. Il 3D, inoltre, serve più che altro a dare una vividezza mai vista alle immagini: non c'è nulla però, nel film, che mostri la nascita di una vera e propria regia tridimensionale. I mezzi per raccontare sono sempre quelli del 2D (dissolvenze, cambi di fuoco... Per non parlare del montaggio). Visto in 2D, il film rimarrebbe assolutamente comprensibile. Fatta eccezione per un unico momento: il risveglio del protagonista dal criosonno, all'inizio, in cui si focalizza l'attenzione sulla bollicina d'aria che fluttua di fronte al volto. In 2D, il dettaglio avrebbe perso d'enfasi: una perdita non catastrofica, comunque.

    Ancora la aspetto, questa rivoluzione del tridimensionale...

    Pure per la musica, non ho granché di buono da dire. Anzi, forse è proprio uno degli elementi peggiori in assoluto del film: la sua banalità sfiora spesso la bruttezza, senza mezzi termini.
  • Mah. Secondo me la maggior parte dei giudizi su Avatar sono fin troppo falsati dalle aspettative di chissà che cosa di diverso.

    Anche la trilogia del Signore degli Anelli potevo vedermela in bianco e nero e sarebbe rimasta assolutamente comprensibile.
    Però vuoi mettere che gusto c'è nel vederla a colori?
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  • Per carità, anche io mi sono goduto l'iper-vividezza del 3D di Avatar. E sono andato a cercarmi una sala XPand apposta.

    Però sì, mi pare proprio che si sia promesso molto più di quanto non si sia mantenuto. Ripeto, il linguaggio è rimasto quello del 2D.

    Quello del colore è un discorso totalmente diverso. Può essere importantissimo per il significato finale del film, ma non cambia in maniera radicale la "lingua" del cinema. Il passaggio ad una regia 3D invece potrebbe essere sconvolgente come fu il passaggio tra il muto e il sonoro. I film sonori non li possiamo capire senza audio. Ecco, il 3D sarà maturo e indispensabile quando un film tridimensionale, visto in 2D, risulterà incomprensibile. Avatar non rientra nella categoria. È ancora un film in 2D, sotto sotto...
  • Mah, sinceramente io non credo sia possibile che la terza dimensione possa mai raggiungere un livello di cambiamento drastico come quello tra il passaggio tra muto e sonoro.
    No, davvero, fammi un esempio di applicazione della terza dimensione in cui possa essere così sconvolgente perchè io non riesco a immaginarne...

    Io lo vedo come un "di più" esattamente come il colore, al quale gradualmente ci abitueremo e i film in 2D ci sembreranno vecchi (così come oggi è per quelli in b/n); la terza dimensione al massimo può aggiungere profondità e prospettiva alle scene, e i registi possono sfruttare questo, non capisco cos'altro possa regalare.
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  • Di esempi riesco ad immaginarne almeno un paio.

    In 3D, si potrebbe sostituire il cambio di fuoco con un cambio di "profondità" (non mi viene un termine migliore). Immaginiamo che, in una determinata scena, sullo sfondo appaia un personaggio o un oggetto mentre in primo piano si sta svolgendo una qualche azione. Immaginiamo che quella "cosa" che compare sullo sfondo sia importante per la storia (che ne so: è l'assassino!) e che il regista abbia bisogno di darle enfasi. In 3D, si potrebbe forzare la prospettiva ed avere il personaggio che avanza improvvisamente in primo piano, nonostante la sua posizione nello spazio. Rimane piccolo, perché sullo sfondo, ma viene in avanti. Magari più avanti dei personaggi in primo piano. Sarebbe un effetto non realistico ma, se gestito bene, di grande efficacia.

    Altro esempio: sostituzione della dissolvenza incrociata (o anche dello split screen) con una sovrapposizione tridimensionale. Ci sono due azioni parallele? In un momento di climax, le mostriamo entrambe su due profondità diverse, in simultanea. L'occhio, muovendosi tra un piano e l'altro, dovrebbe essere in grado di distinguerle chiaramente entrambe. Anche qui, però, serve abilità dell'immaginario regista tridimensionale (organizzando gli spazi e i movimenti sui due piani) per non creare un pasticcio. Se il regista fosse particolarmente virtuoso, si potrebbero immaginare anche più di due azioni simultanee.

    E via dicendo...

    Ecco, mi aspettavo roba del genere in Avatar, stando alle dichiarazioni che hanno anticipato il film.
  • Uhm. Mi sembrano entrambe un po' infattibili.

    La prima più che altro per il tipo di film che è Avatar. L'effetto che tu dici potrebbe effettivamente vedersi in futuro, anche se credo possa risultare piuttosto artificioso: Avatar è un film come Titanic, visivamente impressionante, ma non ci trovi troppe sperimentazioni. Magari stiamo ad aspettare di vedere cosa ci farà Gondry col 3d, o Spike Jonze, o altri registi che effettivamente osano e sperimentano molto di più.

    La seconda, solo a immaginarla mi è venuta mal di testa.
    Oltre ai limiti tecnici della sua realizzazione, credo che sia improponibile ora come ora anche per il tipo di pubblico che ha visto Avatar.
    Alle persone di inzio '900 non potevi far vedere The Dark Knight, perchè ha un ritmo, un montaggio e degli espedienti visivi a cui il pubblico si è abituato gradualmente. Per intenderci, c'è voluto "Nascita di una nazione" per far capire che se una persona esce da una porta, poi cambia inquadratura e vediamo la stessa persona che entra in un'altra stanza, questa sia un'unica azione.
    E' un concetto che per noi è assolutamente immediato e non potremmo immaginare nulla di più facile, ma perchè noi siamo stati "educati", fino a poter comprendere produzioni visive più complesse (come sono i telefilm moderni) dove si gioca con i flashback, i piani incrociati, le narrazioni parallele.
    Probabilmente quel secondo esempio che tu fai un giorno arriverà, ma se lo offri oggi al pubblico il risultato è che gli esce il sangue dal naso.
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  • Be', non mi aspettavo che tutto il film fosse fatto con quello spirito, e a livelli tanto estremi.
    Però qualche indizio in quella direzione lo attendevo, sì. E invece non c'è stato.

    Per dire, in Up c'è la sequenza in cui si vedono due rocce sovrapposte sul piano prospettico, che da lontano paiono l'ombra di un uomo. In 3D, ci si accorge che l'ombra è composta in realtà di due elementi prima che la macchina da presa ci mostri la situazione da un'altra angolazione: si vede già che si tratta di due oggetti uno di fronte all'altro. La successiva "specificazione" della loro separazione, data dall'inquadratura laterale delle due pietre, che mostra lo spazio tra loro, è un retaggio del 2D (necessario perché questo film verrà comunque visto anche in 2D, ad esempio in dvd): in uno spettacolo completamente 3D, non ci sarebbe stato bisogno di quell'aggiunta. Ma quel momento narrativo è indubbiamente stato pensato in 3D: l'informazione, se pur solo con una differenza di pochissimi istanti, arriva prima in 3D che in 2D.

    Quello mi è sembrato un indizio molto piccolo, ma incoraggiante. In Avatar, bollicina a parte, non ho visto niente del genere. E Avatar prometteva ben di più di Up, sul 3D.
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