[Silver] Lupo Alberto

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • Grrodon ha scritto:Poi il personaggio è passato per decenni ad altri ed è stato assolutamente illeggibile, noioso e scontato.
    Uh?! Il Cattivik di Bonfatti è eccezionale! Cosa c'è di illegibile, noioso e scontato?

    Sprea ha scritto:(ma naturalmente non so se è perché è lui o se cmq Cattivik in generale mi piacerebbe)
    Cattivik in generale ti piacerebbe, fidati!


    PS: Io una cronologia di Cattivik potrei anche abbozzarla, ma:
    A) non ho il tempo (e la voglia) di recuperare pile di fumetti ammassate nello scantinato di casa
    B) sarebbe incompleta perché me ne mancano diversi numeri
  • RoM ha scritto:
    Grrodon ha scritto:Poi il personaggio è passato per decenni ad altri ed è stato assolutamente illeggibile, noioso e scontato.
    Uh?! Il Cattivik di Bonfatti è eccezionale! Cosa c'è di illegibile, noioso e scontato?
    Guarda, già ho premesso che parlo più per impressione personale che per cognizione di causa ma ho riscontrato che ogni qualvolta ho provato ad acquistarne un albo, ne sono sempre rimasto deluso. E ho faticato, cosa incredibile per me, ad arrivare alla fine.
    Poi non so se le storie che dici fossero disegnate da Bonfatti o anche scritte, ma ho trovato il tutto sempre molto ripetitivo e complessivamente "inelegante".
  • Beh, l'"ineleganza" fa parte dello stile, può piacere o meno ma non è un difetto.
    La ripetitività non ce la vedo... anzi, non si può non dare atto a Bonfatti (e in misura minore anche a Lusso, Maselli, Casty, Burattini) di avere cercato spesso di trovare spunti e situazioni nuove e originali.
    Aggiungo altri due punti a favore di Cattivik:
    - in primo luogo, è stato uno dei pochi fumetti popolai italiani ada avere un forte legame con l'attualià e il costume italiano.
    - in secondo luogo, fa ridere. E fa ridere molto.
  • Mah, l'ineleganza fa parte dello stile fino a un certo punto. Il Cattivik di Silver e di Bonvi non è inelegante ad esempio. E neanche quello di Casty (mitica la storia dei sacchi di aria), solo che lui è uno sceneggiatore e quindi influire più di troppo sullo stile - che innegabilmente si è fatto globalmente sciatto confronto agli inizi - non può. Ma cmq ripeto, sono prontissimo a ricredermi anche sul Cattivik post-silveriano, specie per quanto riguarda Lusso che so essere capace di grandi cose. Su Maselli ho i miei pregiudizi. Su tutti gli altri non mi esprimo ancora, mi fido di quel che dici e forse non ne ho letto abbastanza, o mi sono capitati tra le mani i peggio numeri.
  • Unisco la mia voce alla conversazione, come acquirente regolare di Cattivik fino al numero 110-120, di cui ancora conservo la collezione. Cattivik era un ottima rivista, grazie anche a progetti paralleli come lo Scrondo nei primi numeri, e poi lo strepitoso Omino Bufo.
    Ma anche le storie della bestiaccia nera creata da Bonvi erano divertenti, e non poco. Certo, forse ogni tanto le si poteva tacciare di ripetitività, ma considerate che in con 100 e passa numeri significa che esistono più di 400 storie all'attivo con Cattivik, come protagonista. E le storie bene o male ripercorrono sempre lo stesso medesimo schema. Io ho sempre visto questo fumetto come un colossale esercizio di stile, dopo un certo punto gli autori stavano spudoratamente giocando col personaggio, cercando di inserirlo in storie costruite in modo assurdo, perchè ormai tutto ciò che c'era da dire o da fare col personaggio era già stato fatto. Ma sono riuscito a mantenere alto il livello delle storie, e la curiosità di vedere "cosa si sarebbero inventati gli sceneggiatori" era uno dei principali motori che mi ha fatto proseguire l'acquisto. E poi i disegnatori riempivano le tavole di una quantità incredibile di dettagli, dalle tavole di Bonfatti traspariva l'affetto per il personaggio semplicemente guardando tutto ciò che gli disegnava attorno... E poi gli inside-jokes, i bisticci tra autori che si consumavano esplicitamente tra le vignette con battute o riferimenti erano spassosi.
    Una gran rivista, che ho smesso di comprare perchè, in effetti sì, dopo un po' la ripetitività ha avuto il sopravvento, ma mi è sinceramente dispiaciuto quando ho visto il giornale fallire miseramente, anche se io non lo compravo più ormai da un annetto buono...
  • #257

    Torna a predominare Silver con 7 tavole, contro le 6 di Cannucciari. Ma non è questa la cosa più importante del numero in questione. Il fatto è che ci sono due storie speciali in tema Halloween, che fanno un po' il verso ai racconti dello Zio Tibia, come già è successo in passato. Bè queste due storie, una lunga di 12 pagine e una breve di 4, sono entrambe scritte e colorate dal dio della sceneggiatura e dell'atmosfera Piero Lusso, mentre sfoggiano gli ormai consueti disegni di Cannucciari. Insomma ci troviamo di fronte a due nuovi capolavori? Bè, se non fosse per un problemino piiiiccolo piiiccolo sì. Il fatto è che purtroppo Lusso ci ricade e come accadde per il suo CAPOLAVORO Natale Senza Te, alla seconda pagina della lunga, Lo Sgrignuf (Lusso/Cannucciari), ci si ritrova di fronte all'orrido sospetto di aver già letto questa storia. E più si va avanti, più il sospetto si fa certezza fino ad esplodere nel finale dove ci si rende conto di aver letto un remake della storiella breve di Ambrosio/Palazzi Se Fosse Vero, apparsa in appendice a X-Mickey #6. Insomma, la cosa è alquanto inquietante, almeno la volta scorsa l'originale era un po' più illustre (Miele Amaro da Futurama), mentre stavolta, insomma...non vorrei che mi cadesse un mito ma due coincidenze sono un po' troppe per convincermi, e visto che Nulla Accade Per Caso comincio a preoccuparmi. Questo anche perchè la storia è portata avanti molto bene, senza troppe frittolaggini ma con un sacco di situazioni e scenette divertenti e atmosferiche. Insomma un bel plagio, ma pur sempre un plagio. Poi magari mi sbaglio io ed è una spaventosa coincidenza, ma tutte le scene in cui Alice sparge il sale, per la casa di Marta, come faceva Marzabar, non possono esserlo. L'unica è che entrambe le storie siano prese da una fonte comune, e gradirei che qualcuno esperto di paranormale confermasse/smentisse se esiste davvero la leggenda del Myxtir/Sgrignuf. La breve, Memoria Imperfetta (Lusso/Cannucciari) è come tutte le brevi di Lusso gradevolissima, e anche se l'idea alla base è abbastanza diffusa non mi è sembrato di cogliere casi specifici. Manca in appendice un Cattivik di Casty o un Cuori Grassi di Talarico, ma vabbè. Direi che Lusso ha fatto abbastanza, nel bene e nel male per rendere rilevante il numero in questione.
  • # 258

    Questo mese prevale Silver con sette tavole contro sei di Cannucciari. E sembra quasi che Silver abbia ritrovato la voglia di fare, visto che inaugura uno pseudociclo di tre tavole sul calcetto. Ma è la storia lunga che fa inarcare il sopracciglio. Christmas Brothers - In Missione per conto di Babbo Natale (Maselli/Michelon) interrompe la tradizione dei capolavori festivi (ricordiamo il Natale in Casa LaTalpa di Silver nel 96, o il Natale Senza Te di Lusso dell'anno scorso), presentando una storia parecchio bof, oltretutto parecchio sconclusionata. Credo che invece di contraddirsi ogni volta, bisognerebbe decidere, in un fumetto come Lupo Alberto, di prendere una posizione in merito a Babbo Natale. Non se ne può più di storie su di lui in cui non esiste o esiste ma lo si scopre alla fine o esiste e basta e nessuno lo mette in discussione. Oltretutto questa storia contraddice sè stessa mettendo continuamente in discussione i suoi stessi presupposti ogni due secondi, facendo comportare i protagonisti in modo assurdo: prima Babbo Natale non esiste, e la cosa è risaputa, poi manda la lettera e si scopre che esiste (e allora fino adesso che cavolo ha fatto?), poi pare che la cosa metta in moto una serie di eventi, ma subito dopo verrà fatto capire che si sarebbero messi in moto comunque, con o senza Babbo Natale. Poi la "rivelazione" finale che non è neanche tale. Insomma bah, oltretutto la storia della beneficiata è asslutamente non originale, e Lupo Alberto che si fa coinvolgere da Enrico e si mette a taccheggiare non ce lo vedo proprio. Maselli mi piace proprio poco per quello che ho avuto modo di leggere al momento. Ma poi c'è Cuori Grassi (Talarico) e torna il sereno, con un episodio a tema natalizio/piscinoso, divertentissimo e intelligente. Dopo il volumetto best of di quest'estate sono sempre più convinto che Talarico meriti un'edizione cronologica tutta per lui.
  • #259

    Oh numi, che numeraccio. Ma brutto forte, eh. Si salvano soltanto le Tavole, che vedono predominare finalmente Silver con ben nove tavole contro le cinque di Cannucciari. E complessivamente si ride e molto. Il problema è che quando arrivi alla storia lunga e scopri che è di Maselli ti cascano le braccia. Dov'è finita la raffinatezza di Lusso, l'inventiva di Casty? Questo Maselli è scarsamente silveriano di suo nonchè parecchio banale e grossolano. E ci ho provato in tutti i modi a farmelo piacere, ma quando ci si ritrova davanti a una storia come Videofoninomania (Maselli/Michelon), prevedibile e scontata in ogni sua battuta, è davvero difficile non arrabbiarsi. La storia in questione vorrebbe fare satira ma la fa in modo banale, e assai irreale. Enrico che si improvvisa gestore telefonico, Alberto che gli presta ascolto come un ebete, tutto poco credibile e malstrutturato. E la storia stessa è parecchio sbilanciata e bislacca visto che ci si ritrova all'ultima pagina che sembra di essere ancora a metà storia. Il finale inoltre è ridicolo e assolutamente inconcludente. Non so perchè si sia fatto un simile passo falso, ma se questo Maselli nei mesi prossimi avrà sempre lo stesso spazio ne vedremo delle brutte. Poi arriva Kika, tremendamente orribile, e l'umore del lettore si inabissa. Dulcis in fundo troviamo Cattivik con Il Maresciallo Rox (Maselli/Sommacal), solo che ancora una volta lo sceneggiatore è Maselli. Il quale - va detto - è molto meglio con Cattivik, ma veramente molto. La storia però non è niente di che, e anzi si fa pesante quando arrivi al decimo balloon conseguenziale di accento bislacco. Ma vabbè, sicuramente meglio della lunga del Lupo. Sigh.
  • #260

    Ottimo numero. A cominciare dalle Tavole, sei di Silver e sette di Cannucciari, che questo mese sono molto divertenti. Per quanto il manierismo Cannucciariano sia divertente, Silver appare sempre un passo avanti, pur nel suo scazzo totale. Anzi proprio perchè scazzate e minimaliste le sue tavole sono ancora più geniali. Poi si passa alla lunga, che questo mese è lunga davvero. Il Caimano (Lusso/Michelon) conta infatti quattordici tavole in luogo delle ormai canoniche dodici. E l'autore è Lusso, una ventata di aria fresca dopo mesi e mesi di banalità maselliane. Lusso confeziona una storia metropolitana magari non genialissima, e sicuramente sottotono rispetto a certi suoi capolavori passati, ma non importa, l'atmosfera che si respira, lo spirito del tutto è quello giusto e ben si addice al Lupo, con quella spruzzata di humor farsesco e di malinconia raffinata. Prendere esempio, please. Insomma un mese fortunato, anche perchè in chiusura c'è il genialissimo Cuori Grassi di Talarico con un episodio nella media (alta) del fumetto.
  • 261

    3 contro 10. Ormai il divario tra il numero di tavole di Silver e quelle di Cannucciari è sempre più grande. Silver sempre più minimalista ("Numi! com'è morto?" "come da vivo, solo che non si regge in piedi"), Cannucciari sempre più verboso e in continua espansione, ma paradossalmente spesso il confronto con Silver lo perde. In compenso c'è il cattivikkiano Maselli, che dopo le performance disastrose al suo esordio sul Lupo, firma qui una storia abbastanza buona, Il Guru (Maselli/Michelon). La lunga in questione (la cui lunghezza è ormai stabilizzata sulle 12 tavole) non è che sia straordinaria, ma sicuramente è un bel passo avanti. L'inizio è puramente Maselliano, con la solita mania che nel solito breve tempo contagia tutta la fattoria. Uno stratagemma che più banale non si può ma che viene riscattato dalla svolta vagamente esoterica nel finale. 12 sono le tavole anche della storia in appendice, che stavolta è di Cattivik, o meglio Una Storia di Gino Solitomino - Tremarella Mediocrità Viscidume, Alter Ugo (Maselli/Sommacal). Il Solitomino ha ormai un vero e proprio nome e una sua identità, non è più soltanto quella comparsa che serve a indicare lo sterotipo della vittima di un borseggio. La storia in questione (non so se ce ne sono state altre prima) zooma su di lui e sulla sua mediocre vita, è anche questa di Maselli, sempre assai più adatto a Cattivik che al Lupo. Forse a tratti confusionaria e troppo lunga, ma tutto sommato leggibile.
  • Non frequento più il Lupo rivista, ma ero un assiduo lettore di Cattivik, e ti assicuro che il Solitomino è stato protagonista di ben più di una sola storia, arrivando in certi episodi ad essere vera e propria spalla di Cattivik, importante quanto, se non più, di lui.
    Nella maggior parte dei casi, storie di Bonfatti.
  • Ok, ma intendevo proprio il fatto che la storia fosse intitolata a lui. Succedeva così anche allora?
  • No, così no.

    Forse ci sono uno o due casi, in ciò che io ho.
  • #262

    Il rapporto stavolta è 5 su 13. Silver è sempre meno presente sulle pagine del Lupo, le tavole ormai le fa per la maggior parte Cannucciari, eppure mi piace pensare che il motivo per questa sua "sparizione" negli ultimi due numeri, sia il viaggio che ha fatto ad Haiti, per volontariato, e di cui si narra in una doppia pagina al centro del giornale. La storia lunga del mese, stavolta torna nelle sagge mani di Piero Lusso con Acqua Amara (Lusso/Michelon) che ancora una volta mette in evidenza l'abilità dello scrittore nel congegnare una storia in puro stile Silveriano, senza troppi azzardi fantasiosi, ma con un umorismo satirico e "di denuncia" che lancia frecciatine dappertutto, su bollette, privatizzazioni, telefonia e affini. Una fiaba rurale finalmente coi piedi per terra, dopo mesi di scollacciate storielle pseudodisneyane. E a concludere - che pacchia! - tocca a Cuori Grassi (Talarico) che ormai con le sue filosofie caricaturali si starà anche ripetendo, ma avercene di fumetti così divertenti e "veraci". La presenza di Lusso e di Cuori Grassi al posto di Cattivik, rendono così questo numero assai appetibile.
  • #263

    E da questo numero in poi Lupo Alberto aumenta. E la cosa mi fa incazzare. Perchè? In fondo è l'inflazione etc etc. Bè, no. Questo perchè 1) il giornale aveva già visto un aumento di prezzo un anno fa esatto, arrivando a costare tre euro tondi tondi, e mica avevo fiatato. 2) perchè trovo 3.50 € un costo assolutamente sproporzionato per la quantità di cose da leggere offerta, ci si poteva sicuramente arrivare per gradi. E questo mi porta a una riflessione sul fumetto in generale: stiamo veramente esagerando coi prezzi. L'aumento c'è da sempre ed è sempre stato sopportato senza troppi problemi da noialtri fumettisti. Ma da un po' di tempo a questa parte la cosa è diventata disarmonica, e si sta esagerando (mi riferisco anche al recente clamoroso caso di Angel's Friends). Se una volta prima di passare dalle 3000 alle 4000 Lire si doveva fare tutto il cursus di 200 lire alla volta, adesso non sono più concepiti aumenti minori di 50 centesimi a botta e questo sta iniziando a pesare nelle nostre tasche. Insomma si è rotto il meccanismo.
    Passando invece al numero in sè, non è che abbia grosse colpe. Sette tavole di Cannucciari, sei di Silver. Una lunga di Maselli. Devo ammettere che mi sto lentamente abituando a questo autore, che sta anche iniziando a migliorare leggermente. Non troppo, sia chiaro. Si continuano a notare caterve di difetti nelle sue storie, spesso e volentieri costruite su fatti banali e iperabusati. Missione a New City /Maselli/Michelon) è un perfetto esemplare di tutto questo, visto che parte dal solitissimo esproprio dei terreni da parte dei solitissimi truffatori senza scrupoli. Ma Maselli ha anche un altro difetto, quello di voler apparire a tutti i costi politically uncorrect, risultando però ancora goffo in queste sue esplosioni di trasgressione. Le pagine in cui si parla di travestiti e di canne sono più ingenue che satiriche. Ma nel complesso il tutto sta vagamente in piedi, ed è un progresso notevole.
    E in appendice ecco un Cattivik di Casty, seppur d'annata. L'Agenzia del Grattacapo (Casty/Sommacal) reca in firma un 2000. Cosa sta succedendo? Hanno cessato la produzione di storie nuove? Non l'hanno mai iniziata ed erano tutti residui? Trattasi di ristampa? Di storia mai andata in porto? Ad ogni modo la storia è molto gradevole, parodizza il sociale in perfetto stile Casty ed è ricca delle solite citazioni a colleghi come Sommacal e Bonfatti (principale indizio che la storia è antica).
  • #264

    Compratelo questo numero perchè è davvero molto buono ma molto buono. Oltre alle tavola (7 di Cannucciari e 6 di Silver), questo mese particolarmente ispirati, è il numero del sospirato ritorno di Piero Lusso alla storia lunga. Dopo mesi di maldestri tentativi di trasgredire da parte di Maselli, ecco che Lusso mette su una lunga di tutto rispetto che ironizza e sfotte come si deve il mondo dei reality. E la cosa bella è che lo fa usando Alfredo, il personaggio senza dubbio meno utilizzato del teatrino, se non per le scene di massa. Chi è Alfredo?, si chiede Lusso. E la risposta è uno qualunque, un poveraccio come tanti che altri sbocchi non vede se non quelli verso la mediocrità televisiva. A biasimarlo, raccontando la sua storia è Alcide, altro personaggio sottoutilizzato della fattoria, la cui caratterizzazione colta, in questo contesto acquista un senso preciso. In conclusione Morto di Fama (Lusso/Michelon) è veramente una buona storia, che mi ha fatto seriamente scompisciare nel momento esatto in cui ho capito di cosa avrebbe parlato ("Sabato sera al DIAMANT MAGIC c'è una serata con SEGHEZIO!!"). Spero sinceramente di ritrovare Lusso anche il mese prossimo perchè sa muovere i personaggi come nessun altro, ed è l'unico che si avvicina veramente al metodo di Silver. Clap.
    In appendice c'è una storia del '99 di Cattivik, Occhio alla Ragazza (Casty/Sommacal), scritta da un Casty piuttosto acerbo e ancora molto legata agli stilemi Cattivikiani, che di lì a poco avrebbe contribuito a rinfrescare.
  • Grrodon ha scritto:#263
    E in appendice ecco un Cattivik di Casty, seppur d'annata. L'Agenzia del Grattacapo (Casty/Sommacal) reca in firma un 2000. Cosa sta succedendo? Hanno cessato la produzione di storie nuove? Non l'hanno mai iniziata ed erano tutti residui? Trattasi di ristampa? Di storia mai andata in porto?
    Trattasi di ristampa, tant'è che io l'avevo già.
  • #265

    Oddio, mi hanno cambiato Lupo Alberto!!! Ora a prima vista somiglia più a un magazine in formato orizzontale con strilli e scrittine varie in copertina. Potere del marketing? Naaa, perchè una volta sfogliato per bene ci si rende conto che non si è poi così distanti dal solito. Le rubriche sono solo state spostate, accorpate, fuse, risistemate e riorganizzate in modo migliore, e anzi, a giudicare dal ritorno dell'editoriale pare quasi che si sia tornati al Lupo Alberto di inizio anni 90. Rispettivamente sei tavole di Cannucciari e sette di Silver aprono l'albo, come al solito. Poi si passa alle storie lunghe, che, ebbene sì, sono proprio due. Rispettivamente di 8 e di 4 tavole, pare di essere ritornati ai vecchi tempi, prima che venissero accorpate in un unica lunga di 12. "Ma non vi ci abituate" dice l'editoriale, segno che non sarà questo lo standard, bè si vedrà. Ad ogni modo: prima viene la breve, Saldi! Saldi! (Maselli/Fizialetti) che oltre a vedere un nuovo disegnatore alle matite, non impressiona granchè. Maselli confeziona la solita trama piuttosto banalotta con condimento di eccessi per farla sembrare più sgaia. Mah. La lunga invece, Chat to Chat (Maselli/Michelon), è sicuramente migliore. La storia è di una banalità sconvolgente, con Marta e Alberto che organizzano il solito incontro al buio per riavvicinare Enrico e Cesira dopo un litigio, ma lo svolgimento per la prima volta dopo un sacco di tempo è privo di eccessi esibizionistici alla Maselli, che in altri casi rendono la storie così goffe. C'è garbo, il che mi ha stupito. Continuando a scorrere le pagine dell'albo si può notare la mancanza della tavola extra dedicata all'oroscopo, sparita per sempre. Ma sono spariti, speriamo non per sempre, anche Cattivik e Cuori Grassi. Non sparisce però l'orrida e insignificante Kika, che anzi si becca nella posta persino i complimenti di un lettore che la definisice una striscia intelligente e a doppia chiave di lettura, stroncando invece il povero Cuori Grassi.
  • #266

    Benissimo. Comprate assolutamente questo numero. Motivo? C'è una storia molto ma molto bella, firmata - che caso! - da Piero Lusso. Per il resto non si può dire deludano le tavole che sono molto simpatiche e cosa ormai più unica che rara sono firmate per la maggior parte da Silver, mentre a Cannucciari ne spettano solo quattro. Le gag cazzonissime di Silver fanno ancora un certo effetto, e sicuramente ormai colpiscono più del valido, anche se un po' "scolastico", umorismo Cannucciariano.
    Ma venendo alla storia, vero motivo per cui acqusitare l'albo, c'è da rimanere esterrefatti dalla volontà di sperimentare (sia stilisticamente che qualitativamente) dell'ottimo Lusso. E i disegni di Cannucciari non fanno che valorizzare questo gioiellino poetico surreale che è L'Alta Marea (Lusso/Cannucciari). Un gioiellino così surreale da non avere senso alcuno: durante una vacanza nostalgie, rimpianti, speranze e fantasie dei personaggi prendono vita, finendo per sostituirsi al normale e concreto succedersi degli eventi. Infatti se anche verso l'inizio una parvenza di filo logico c'è, viene ben presto messo da parte per far posto ai continui cambi di scena che portano queste esperienze semioniriche. Esperienze che finisocno tutte per convergere in un finale visionario e ormai del tuto sganciato da ogni parvenza di credibilità. Si passa dal primo incontro tra Enrico e Cesira, ai sogni angosciosi di Alberto, dai continui incontri con uno scimpanzè che sembra saperla lunga al ritorno dei vecchi amori di Alice (tralaltro amori visti veramente nelle storie passate) fino a ritrovarsi davanti l'ipotetica quanto improbabile prole dei coniugi LaTalpa, vero e più grande rimpianto per Cesira. Ma non è finita qua, ci sono gag e un sacco di altre trovate affascinanti incorniciati da una resa grafica impressionante grazie alla maestria di Cannucciari, ormai definitivo erede grafico di Silver e dai colori dipinti dello stesso Lusso. In appendice non c'è nè Cuori Grassi nè Cattivik, chissà se il restyling del giornale ce li farà rivedere, ma non importa. Una storia simile basta e avanza.
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