Re: Silver: Lupo Alberto
Inviato: venerdì 06 marzo 2009, 13:23
#284
Sette tavole di Cannucciari e sei di Silver, e la cosa strana è che si inizia con un reprise della tavola con Enrico ubriaco. Cannucciari imposta questo reprise in un terzetto di tavole continuative, senza quindi alcuno stacco dato da gag o dall'intestazione della tavola. L'effetto finale è quello di una storia breve da tre tavole, che vengono però numerate progressivamente come se si trattasse di tre tavole normali. Una cosa curiosa, senza dubbio. Interessante pure l'idea dello spaventaposteri. Silver dal canto suo crea un nuovo miniciclo da tre tavole incentrato sul pettegolezzo di Cesira, recupera brillantemente in una Odoardo, nonché il senectute. Si respira aria di ritorno all'antico, di voglia di mettere in gioco i personaggi.
La seconda (o terza, contando il pilot) storia di Wild Boys - Incubo Premonitore (Scarpanti/Michelon) l'ho gradita forse un po' meno della precedente, che comunque non mi aveva certo detto granché. E' sicuramente un prodotto curato, ma rimango troppo perplesso dall'idea generale per potermi gustare la serie. Che sia una cosa solo mia? Apprezzabile il fatto che ci sia ricordati che Odoardo era il cugino di città e che non è sempre stato alla fattoria, mentre effetto strano ha fatto il blitz del Lupo alla festa, dal giovanilismo così ridondante da apparire demenziale (e quindi voluto).
E poi ecco il grande ritorno di Cuori Grassi (Talarico), speriamo in pianta stabile. Sempre divertentissimo, anche se stavolta non c'è uno spunto chissà quanto nuovo (Rocco che rimane incastrato). Mi aspetto comunque grandi cose per i prossimi mesi.
#285
Un numero per palati raffinati.
Silver pare essersi preso una vacanza firmando solo quattro tavole su tredici, anche se fra queste c'è il ciclo da due con Enrico che si vuole suicidare. Bella poi la ripresa da parte di Cannucciari dello spaventaposteri per un paio di tavole, nonché di Silvietta studentessa universitaria che per un altro paio di tavole intrattiene il lettore ponendolo davanti a questioni molto attuali. Mi piace questo Lupo, che scherza sulla crisi economica riprendendosi il suo ruolo satirico che aveva in passato. Altro plauso a Cannucciari che non solo con Silvietta ma anche con un ciclo di due tavole dedicate ad Alice e una gustosissima tavola su Glicerina spezza lo strapotere talpesco utilizzando al meglio l'intero cast di personaggi. Bravi bravi bravi, miei cari lupari.
E poi due lunghe di Lusso, roba da farmi sbavare. In passato avevo detto spesso e volentieri che il Lupo giusto è quello ancorato alla realtà, senza avventure, viaggi nel tempo e cose simili che invece dovrebbero essere il pane di quell'altro gruppetto di personaggi marchiati però Disney. Un Lupo troppo irreale e fantasioso non mi piace, non ce lo vedo. Eppure non è che l'inserimento da parte di Lusso di un genio che esaudisce i desideri mi abbia minimamente disturbato in L'Ospite (Lusso/Michelon) dove questa irreale e fin troppo trattata questione dei tre desideri viene rivisitata sotto un punto di vista tutto nuovo, reale e impegnato. Mosé che si interroga su come riuscire a formulare il desiderio in maniera tale da non creare disastri e nel contempo non scontentare nessuno nel mondo per ben otto pagine vale da sola il costo del giornale. Veramente una storia intelligente.
E come se non bastasse ecco altre quattro tavole con Estinto di Santo (Lusso/Cannucciari), che il sommario dice esser stato ispirato direttamente da Silver e Artibani. I funerali sono la cosa più delicata del mondo, in cui il cattivo gusto, le ipocrisie, e i paradossi sociali esplodono in maniera incontrovertibile. Artibani ci aveva già fatto una storia in passato, a riguardo. E questa ripresa di Enrico inopportuno mi ha divertito alquanto. Graficamente parlando c'è da svenire tra i colori di Lusso e i disegni di Cannucciari. Un gran bel leggere insomma, ringrazio Silver, il Cannucciari, il Lusso, il Michelon, l'Artibani e chiunque altro abbia partecipato in questo farmi dire "che bello leggere il Lupo!".
Sette tavole di Cannucciari e sei di Silver, e la cosa strana è che si inizia con un reprise della tavola con Enrico ubriaco. Cannucciari imposta questo reprise in un terzetto di tavole continuative, senza quindi alcuno stacco dato da gag o dall'intestazione della tavola. L'effetto finale è quello di una storia breve da tre tavole, che vengono però numerate progressivamente come se si trattasse di tre tavole normali. Una cosa curiosa, senza dubbio. Interessante pure l'idea dello spaventaposteri. Silver dal canto suo crea un nuovo miniciclo da tre tavole incentrato sul pettegolezzo di Cesira, recupera brillantemente in una Odoardo, nonché il senectute. Si respira aria di ritorno all'antico, di voglia di mettere in gioco i personaggi.
La seconda (o terza, contando il pilot) storia di Wild Boys - Incubo Premonitore (Scarpanti/Michelon) l'ho gradita forse un po' meno della precedente, che comunque non mi aveva certo detto granché. E' sicuramente un prodotto curato, ma rimango troppo perplesso dall'idea generale per potermi gustare la serie. Che sia una cosa solo mia? Apprezzabile il fatto che ci sia ricordati che Odoardo era il cugino di città e che non è sempre stato alla fattoria, mentre effetto strano ha fatto il blitz del Lupo alla festa, dal giovanilismo così ridondante da apparire demenziale (e quindi voluto).
E poi ecco il grande ritorno di Cuori Grassi (Talarico), speriamo in pianta stabile. Sempre divertentissimo, anche se stavolta non c'è uno spunto chissà quanto nuovo (Rocco che rimane incastrato). Mi aspetto comunque grandi cose per i prossimi mesi.
#285
Un numero per palati raffinati.
Silver pare essersi preso una vacanza firmando solo quattro tavole su tredici, anche se fra queste c'è il ciclo da due con Enrico che si vuole suicidare. Bella poi la ripresa da parte di Cannucciari dello spaventaposteri per un paio di tavole, nonché di Silvietta studentessa universitaria che per un altro paio di tavole intrattiene il lettore ponendolo davanti a questioni molto attuali. Mi piace questo Lupo, che scherza sulla crisi economica riprendendosi il suo ruolo satirico che aveva in passato. Altro plauso a Cannucciari che non solo con Silvietta ma anche con un ciclo di due tavole dedicate ad Alice e una gustosissima tavola su Glicerina spezza lo strapotere talpesco utilizzando al meglio l'intero cast di personaggi. Bravi bravi bravi, miei cari lupari.
E poi due lunghe di Lusso, roba da farmi sbavare. In passato avevo detto spesso e volentieri che il Lupo giusto è quello ancorato alla realtà, senza avventure, viaggi nel tempo e cose simili che invece dovrebbero essere il pane di quell'altro gruppetto di personaggi marchiati però Disney. Un Lupo troppo irreale e fantasioso non mi piace, non ce lo vedo. Eppure non è che l'inserimento da parte di Lusso di un genio che esaudisce i desideri mi abbia minimamente disturbato in L'Ospite (Lusso/Michelon) dove questa irreale e fin troppo trattata questione dei tre desideri viene rivisitata sotto un punto di vista tutto nuovo, reale e impegnato. Mosé che si interroga su come riuscire a formulare il desiderio in maniera tale da non creare disastri e nel contempo non scontentare nessuno nel mondo per ben otto pagine vale da sola il costo del giornale. Veramente una storia intelligente.
E come se non bastasse ecco altre quattro tavole con Estinto di Santo (Lusso/Cannucciari), che il sommario dice esser stato ispirato direttamente da Silver e Artibani. I funerali sono la cosa più delicata del mondo, in cui il cattivo gusto, le ipocrisie, e i paradossi sociali esplodono in maniera incontrovertibile. Artibani ci aveva già fatto una storia in passato, a riguardo. E questa ripresa di Enrico inopportuno mi ha divertito alquanto. Graficamente parlando c'è da svenire tra i colori di Lusso e i disegni di Cannucciari. Un gran bel leggere insomma, ringrazio Silver, il Cannucciari, il Lusso, il Michelon, l'Artibani e chiunque altro abbia partecipato in questo farmi dire "che bello leggere il Lupo!".