Rat-Man Collection # 70 – Ratto
Ortolani ci riprova. E ci riesce. A fare che? Ma a stupire, ovviamente.
Ma non solo.
Riesce ancora una volta, e in una modalità ancora diversa, a mostrare le potenzialità del suo personaggio e del medium fumetto in generale. Potenzialità non solo o puramente comiche e di intrattenimento (anche intelligente), ma un vero e proprio mezzo culturale con la stessa dignità di altre forme di comunicazione, quali non solo i libri e romanzi ma anche la scrittura giornalistica, la cronaca. Certo, facendolo con un linguaggio del tutto diverso, con un registro stilistico differente, ma non per questo meno incisivo. Anzi, forse proprio per questo, molto più incisivo.
E se il fumetto in generale aveva già dimostrato queste peculiarità importanti di denuncia e di cronaca giornalistica su fatti drammatici con opere magistrali quali
Maus,
Il Complotto di Will Eisner e
Palestina di Joe Sacco (per citare solo le prime tre opere che mi vengono in mente), sdoganare una tipologia di fumetto come Rat-Man può essere qualcosa di più complesso.
Non che Ortolani non l’abbia mai fatto: le n-logie metafumettistiche, le parodie intelligenti, la continuity stessa di Ratty (dato che nell’Esalogia della Rinascita qualcuno ha voluto vederci un’allegoria cristiana) stanno dimostrando sempre più come Rat-Man sia un fumetto comico, sì, ma non solo, e tanto l’autore quanto il suo personaggio hanno cose importanti da dire, seppur con un registro divertente e assolutamente irresistibile. Una mossa che, leggendo nel Web, per alcuni è galvanizzante mentre per altri no, non riconoscendo questo statuto di pretenziosità alla serie e ritenendo che così si stia snaturando il personaggio. Bah, personalmente a me tutto ciò continua a piacere, e mi piace riconoscere in Rat-Man una consistenza che ne dà una doppia possibilità di lettura.
Venendo all’albo in questione,
Ratto non è semplicemente la parodia di Rambo. Anche. Ma è soprattutto il mezzo che Ortolani usa per raccontare con un’aspra critica l’orrore della guerra, quella che ancora nel nuovo millennio imperversa in alcune regioni del mondo, checchè se ne dica sul fatto che si dovrebbe imparare dalla Storia.
La storia non è di facile lettura perché si svolge su due piani narrativi paralleli: il primo è quello che vede Rat-Man – ormai tornato allo status quo di prima di abbandonare il costume, dopo le avventura degli ultimi 6 numeri – che in compagnia dei suoi amici Brakko e Jordan decide di fare una vacanza in Eutanesìa, un paese sconvolto dalla guerra civile. L’altro piano narrativo ci fa entrare direttamente in questa guerra civile, puntando i riflettori su Ratto, uno dei soldati migliori mai visti in azione. E anche qui ritorna la tematica religiosa-cristiana: Ratto infatti decide di portare via dalla guerra Gesù (in realtà, un crocifisso con Cristo sopra, che lui considera come una cosa animata al pari di Piccettino) per poi capire che in realtà è proprio nella gurra – tra gli ultimi – che Cristo vorrebbe stare.
Fin dalla prima tavola la critica ai mass media e a come viene spettacolarizzata la guerra al giorno d’oggi è forte, ma questa continua con il turismo nei luoghi di guerra che ci offre una carrellata di scene molto forti e dure, che anche se condite di battute tipiche di Ortolani non per questo smorzano il tono drammatico, anzi forse lo accentuano perché la risata che ne viene fuori è amara, ho letto che qualcuno si è sentito in colpa dopo aver riso a certe scene. Io non proprio in colpa, ma di certo l’aggettivo disturbante è adatto per capire quello che trasmette questa storia. Militari che giocano con la testa di un turista, lo sgozzamento dello stesso, i bambini che nella scuola
non ci sono, la fossa comune… Tutto allude ad una realtà drammatica e drammaticamente attuale, e le battute di Ortolani mirano proprio a far ridere e poi a far riflettere, a essere un pugno nello stomaco in ritardo di qualche secondo, ma che arriva con più potenza.
A ben vedere poi Rat-Man si era già scontrato con la realtà della guerra (in modo critico) nella storia
Il Soldato, dove guardacaso il generale è lo stesso di Ratto, ma non certo con questa decisione.
Una storia che quindi accolgo positivamente per il coraggio della stessa e per quello che sa trasmettere, per un giudizio definitivo aspetto ora la seconda parte.
Oltre alla storie, numero ricco di rubriche: la prima parte della Rattologia, già pubblicata su Internet, è molto utile e perfetta l’idea di farla in forma narrativa e tascabile
Grrodon ha scritto:
scoprire retroscena del tipo "l'Ombra è Hitler"
allora non sono stato solo io a pensare che con quella frase Leo alludesse a questa ipotesi!!! Ricordo che quando l'abbiamo letta sul web io e un mio amico ci sono rimasto di sasso a tirare questa conclusione!;
lo speciale su Bollani mi è piaciuto, è simpatico; i Ragguardevoli mi ha divertito, il che con loro non capita spessissimo, Otello Teglia non mi è piaciuto per niente mentre la Posta è come sempre divertente, la battuta su
World War Hulk è una cosa meravigliosa.
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Ratto II – La vendetta, e vedremo come Ortolani chiuderà le vicende.