Dal topic di Alias:
Alias - La Graphic Novel
In attesa della quinta stagione che ho iniziato da poco, e che sembra essere partita meglio della quarta più autoconclusiva (nonostante [spoiler]Sydney in missione col pancione sia veramente ridicola da guardare[/spoiler]), ho recuperato la graphic novel ambientata in un periodo qualunque delle prime puntate della quarta stagione, quando Syd era all'APO.
L'idea di un fumetto ufficiale per una delle proprie serie tv preferite è veramente stimolante, ed è con questo spirito che mi sono immerso nella lettura dell'albo by
Pierluigi Cothran ai testi (sceneggiatore che ha messo il suo zampino proprio nella quarta stagione del telefilm) e
Alberto Ponticelli ai disegni.
Tuttavia non sono pienamente soddisfatto: non si può dire che il fumetto sia brutto o annoi (si legge tutto sommato in una ventina di minuti e la storia è ben scritta), ma è un peccato che ci si focalizzi su una qualunque missioncina del giorno, quando avremmo potuto avere qualcosa di ben più grande.
Tanto per cominciare, non mi sono piaciuti i ruoli dei personaggi e soprattutto le loro presentazioni: a parte Sydney che essendo la protagonista viene subito inquadrata, gli altri sembrano brutte copie male inserite di quanto visto nella serie TV. Il nome di Voughn viene citato una sola volta in una frase alla fine del fumetto (in maniera neppure così immediata), per cui non capisco come abbia fatto il lettore casuale a capire che Syd si stesse riferendo a "quel personaggio con cui va a letto". Marshall mi è sembrato veramente fuori personaggio, e quelle due battute che dice per ricordarci che è il personaggio comico mi sono sembrate forzate. Giusto Sloane ha avuto un po' di spessore in più, ma questo perché il suo essere un personaggione gli garantisce sempre bei ruoli.
Da un lato mi ha fatto piacere la riesumazione di Allison, dall'altro lato mi sembra veramente dannoso per il lettore che si ritroverà spoilerato circa la sua uscita di scena. I superuomini immortali e gli esperimenti genetici sono inseriti in maniera da far sembrare
Alias una serie semi-horror, dando forse un'idea un po' deviata di ciò che la serie è davvero (e inoltre tutte quelle scene sanguinolente, dai cazzotti che fanno sputare litri di sangue ai pali che trafiggono il corpo mi sono sembrate un mero espediente fumettistico; magari gli autori volevano mostrare un po' di robe che non avrebbero potuto vedere in TV).
Il comparto grafico mi è piaciuto abbastanza: Sydney è fatta bene e ricorda molto Jennifer Garner, ma alcuni personaggi (Marshall e Voughn su tutti) sono irriconoscibili. Tuttavia lo stile sporco mi è sembrato ben sposarsi con la sceneggiatura, ed ho gradito anche la colorazione. Però l'amaro in bocca rimane, vedendo tutte quelle prove grafiche nei redazionali in cui si possono notare degli stili e dei disegni veramente eccellenti e più vicini ai miei gusti.
Sui redazionali nulla da dire: veramente ottimi, spiegano molto bene cos'è
Alias facendo anche similutudini tra la serie e i fumetti, e ci sono dei focus estremamente interessanti (uno su tutti la mini-biografia di Rambaldi).
In sostanza è un buon esperimento, non particolarmente riuscito se si pensa a cosa realmente si poteva tirare fuori da una bomba telefilmica come
Alias, ma si fa leggere volentieri e Sydney viene ben dipinta.