Re: Silver: Lupo Alberto
Inviato: mercoledì 12 novembre 2008, 10:43
Direi che la continuity non è argomento inedito, e sicuramente non di poco conto per un autore. Mai.
Interessantissimo intervento riguardante il titolo di Deboroh, cui mi sento di rispondere: Mad Kenzie ci tentava, ma
non siamo riuscite a convincere Michelon a disegnare Marta con i capelli alla Doremi, perciò abbiamo rinunciato.
Si pensava quindi a Cosmobeppe, ma qualcuno rabbrividiva pensando a Enrico in posizione Men's Health in copertina.
Perciò abbiamo tristemente ripiegato sul titolo di una canzone anni 80 che nel testo recita "wild boys, never easy", e
abbiamo pensato furbescamente di far credere alla gente che l'idea fosse proprio "non è mai facile essere ragazzi "selvaggi"".
Ma forse si fa in tempo a cambiare. McK8 non è malvagio, pur ricordando un manicotto.
Autrici: permalosissime....
Detto ciò: Wild Boys è una serie che parla del Lupo ma è parallela al Lupo, ed è creata per offrire storie che possano
reggere anche senza una conoscenza approfondita dei precedenti. Hai centrato in pieno il senso della cosa: sono gli anni
80 per una questione di affinità emotiva con il Lupo, e tutti i plus (data, dischi, poster ecc.) servono a creare l'atmosfera, tanto
che non sono mai determinanti ai fini della trama.
Non è stretta continuity, ma non è nemmeno ambientazione posticcia. E' una via di mezzo.
Quanto al fumetto targettizzato, ho solo una cosa da dire: purtroppo non tutti sanno ancora come si fa ad ascoltare, leggere, capire una storia.
E oggi un editore deve poter vivere anche conquistando chi non legge comunemente fumetti. Posto questo, siamo contrarie
al fumetto targetizzato senz'anima (in cui rientrano tutti gli esempi disneyani da te citati a parte i primi numeri di Witch che,
dite quello che volete, furono progettati con uno spirito e un mood capaci di creare un boom eccezionale).
Non è per forza detto che scrivendo per qualcuno che di solito non legge i fumetti o un certo tipo di fumetti non si possano
passare messaggi interessanti. Ovviamente, e lo capirete di certo da esperti della sintassi del fumetto, se la struttura rimane
la stessa e quindi niente prescinde mai da una sceneggiatura impeccabile, il linguaggio non può mai accontentare tutti, e
francamente per me questo non è un problema.
Non mi interessa farmi capire da tutti con una singola storia (impossibile!): ciò che mi preme è che chi ha orecchie per intendere
intenda, senza pregiudizi o limiti.
Ovvio che le imprecisioni anagrafiche ci sono e ci saranno, perciò preparatevi. Preciso solo che sono volute per creare un cast ben
assortito, e non sono frutto di ignoranza o sbadataggine o peggio ancora di menefreghismo nei confronti della continuity. Tutto ciò che
nella serie c'è o non c'è è stato voluto così e studiato insieme a Silver e Giac, che fa il modesto ma è stato importantissimo per lo sviluppo
grafico della serie grazie alla sua esperienza "sul campo" negli anni '80 e ad alcune trovate davvero brillanti (Alcide con quei capelli a mio
parere è spettacolare!).
Dubbi? Domande? Deboroh?
Interessantissimo intervento riguardante il titolo di Deboroh, cui mi sento di rispondere: Mad Kenzie ci tentava, ma
non siamo riuscite a convincere Michelon a disegnare Marta con i capelli alla Doremi, perciò abbiamo rinunciato.
Si pensava quindi a Cosmobeppe, ma qualcuno rabbrividiva pensando a Enrico in posizione Men's Health in copertina.
Perciò abbiamo tristemente ripiegato sul titolo di una canzone anni 80 che nel testo recita "wild boys, never easy", e
abbiamo pensato furbescamente di far credere alla gente che l'idea fosse proprio "non è mai facile essere ragazzi "selvaggi"".
Ma forse si fa in tempo a cambiare. McK8 non è malvagio, pur ricordando un manicotto.
Autrici: permalosissime....
Detto ciò: Wild Boys è una serie che parla del Lupo ma è parallela al Lupo, ed è creata per offrire storie che possano
reggere anche senza una conoscenza approfondita dei precedenti. Hai centrato in pieno il senso della cosa: sono gli anni
80 per una questione di affinità emotiva con il Lupo, e tutti i plus (data, dischi, poster ecc.) servono a creare l'atmosfera, tanto
che non sono mai determinanti ai fini della trama.
Non è stretta continuity, ma non è nemmeno ambientazione posticcia. E' una via di mezzo.
Quanto al fumetto targettizzato, ho solo una cosa da dire: purtroppo non tutti sanno ancora come si fa ad ascoltare, leggere, capire una storia.
E oggi un editore deve poter vivere anche conquistando chi non legge comunemente fumetti. Posto questo, siamo contrarie
al fumetto targetizzato senz'anima (in cui rientrano tutti gli esempi disneyani da te citati a parte i primi numeri di Witch che,
dite quello che volete, furono progettati con uno spirito e un mood capaci di creare un boom eccezionale).
Non è per forza detto che scrivendo per qualcuno che di solito non legge i fumetti o un certo tipo di fumetti non si possano
passare messaggi interessanti. Ovviamente, e lo capirete di certo da esperti della sintassi del fumetto, se la struttura rimane
la stessa e quindi niente prescinde mai da una sceneggiatura impeccabile, il linguaggio non può mai accontentare tutti, e
francamente per me questo non è un problema.
Non mi interessa farmi capire da tutti con una singola storia (impossibile!): ciò che mi preme è che chi ha orecchie per intendere
intenda, senza pregiudizi o limiti.
Ovvio che le imprecisioni anagrafiche ci sono e ci saranno, perciò preparatevi. Preciso solo che sono volute per creare un cast ben
assortito, e non sono frutto di ignoranza o sbadataggine o peggio ancora di menefreghismo nei confronti della continuity. Tutto ciò che
nella serie c'è o non c'è è stato voluto così e studiato insieme a Silver e Giac, che fa il modesto ma è stato importantissimo per lo sviluppo
grafico della serie grazie alla sua esperienza "sul campo" negli anni '80 e ad alcune trovate davvero brillanti (Alcide con quei capelli a mio
parere è spettacolare!).
Dubbi? Domande? Deboroh?

