E' il mercato che cambia a imporre certe scelte. Trenta o quaranta anni fa un cartone derivato da una popolare serie a fumetti era una piacevole eccezione; i fumetti vendevano abbastanza da giustificare la loro esistenza in vita. Oggi non è più così; a parte rare eccezioni, il fumetto si paga le spese ma guadagna poco. Se un fumetto diventa altro (pupazzetti e serie animate) allora il progetto rende. I produttori e gli editori lavorano per il profitto (e pure gli autori, direi). Il caso di PK Frittole è stato un esempio di tentativo di rianimazione finito male, ma l''intenzione principale era trasformare la serie in qualcosa d'altro (vedi il videogioco di Pk, un po' di merchandising e via dicendo).NerdOtaku ha scritto: solo non condivido l'idea che un fumetto debba essere solo un modo per farci pupazzetti e serie animate sennò si va a finire alle serie potenziali ritirate prima della fine o a roba come PK- Frittole.
Io sono un sostenitore convinto della declinazione di un progetto in tutte le forme commerciali possibili e con Red Whale è quello che facciamo quotidianamente e sono contento di farlo perchè mi dà la possibilità di sfruttare in maniera totale un'idea, cercando di diffonderla al pubblico più ampio possibile. La nicchia del pubblico dei fumetti è importante ma non è più prioritaria e, a mio parere, negli anni che verranno lo sarà sempre di meno.









