I racconti di Terramare mi è piaciuto, nonostante la nomea di obbrobrio che questo film si era guadagnato mesi prima di uscire, forse per una sorta di muto patto di fedeltà ad Hayao Miyazaki, il quale ci rimase decisamente male quando vide strapparsi il progetto Earthsea dal figlio. Perchè inizialmente questo film era destinato ad essere un film di Hayao, che richiese personalmente i diritti all'autrice, ma dopo anni nei quali la produzione del film non si accennava a partire, lo studio Ghibli decise di non sprecare i diritti facendo portare a termine il progetto da Goro, il figlio del Maestro.
Arren è un giovane principe, che dopo aver ucciso il padre, parte per un viaggio; durante il suo peregrinare incontra Ged, Arcimago che sta cercando di capire perchè la Magia non ha più effetto in alcune zone della terra...
Innanzitutto chiariamo che per giudicare
I Racconti di Terramare bisogna giudicarlo distintamente, come adattamento, e come film.
L'adattamento è sicuramente perchè il film fonde in un unica storia, elementi presi dai diversi libri della saga (probabilmente tutti, anche se ho potuto leggere solo i primi tre), nonostante la vicenda principale ricalchi lo spunto sul quale si basa il terzo capitolo della saga. Se però il terzo libro si è rivelato una delusione, il film riesce a donare una nuova linfa alla storia, arricchendola con elementi che la rendono decisamente interessante.
Per fare questo però pesca a piene mani dagli altri volumi, inserendone immagini, eventi, e a volte facendo fare a qualcuno delle azioni originalmente fatte da altri.
Non ho visto in tutto ciò un vilipendio all'opera originale, ma anzi, un modo per arricchire la vicenda e per mostrare più aspetti possibile del mondo di Earthsea.
Il personaggio di Theanu inizialmente credevo fosse una creazione di Hayao (dato che il film è basato su un racconto, una sorta di gigantesca fanfiction su Earthsea, che scrisse anni addietro) dato che ricalcava molti personaggi femminili miyazakiani... Tornando a casa però, ho scoperto che il quarto libro della serie in lingua originale si intitola Theanu, quindi non fatico a credere che tutta la vicenda di Tenar, Theru e gli schiavisti, provenga da quel volume.
Le influenze del padre comunque si sentono, soprattutto nella caratterizzazione (grafica e non) di certi personaggi e situazioni.
Ma valutiamo ora il film in sè.
I disegni e le animazioni non sono poi così malvagie, soprattutto sentendo ciò che si era detto a riguardo. Non si può paragonare questo film agli altri di Hayao Miyazaki, per un'enormità di motivi.
Innanzitutto è un'opera prima. E comunque Hayao Miyazaki prima di mettersi all'opera dirigendo un film, si era fatto le ossa con un sacco di serie animato di successo come Heidi, Conan e Lupin; Goro no.
E poi i mezzi sono stati nettamente inferiori dato che il budget e il tempo disponibile per la realizzazione del lungometraggio sono stati nettamente inferiori a qualunque altra opera del padre.
Quindi, non ha senso fare paragoni, e come già altri hanno detto, l'unico modo per godersi il film è non pensare ad Hayao.
Perchè il film merita, ha i suoi piccoli cali di disegni e animazioni, e anche qualche piccola caduta di stile registico, ma come ho già detto, si può accettare, anche perchè non è mai nulla di particolarmente tragico.
Anzi, si possono addirittura già vedere le prime avvisaglie di "stile Goro Miyazaki": in particolare le inquadrature nelle quali la camera si muove velocemente in avanti (le ho chiamate "zoomate volanti") tecnica che viene usata 7-8 volte nel corso del film, forse anche un po' troppo.
Per il resto si potrebbe forse accusare Goro di aver lasciato alcuni punti in sospeso per chi non avesse letto i libri: ad esempio la questione dei nomi a Earthsea non è stata spiegata a dovere, e los tesso potrebbe dirsi per l'ombra di Arren...
In compenso però sono rimasto affascinato dai dialoghi sulla vita tra Therru e Arren.
La caratterizzazione dei personaggi è più che buona: l'unica cosa che non ho apprezzato è stato il graphic design dei draghi, ma bisogna riconoscere che oramai è difficilissimo trovare un aspetto "originale" per dei draghi...
Molto buono il doppiaggio, con la pecca della voce di Aracne affidata ad una donna: già il personaggio è ambiguo, ma con una voce femminile sembra proprio una donna.
Le canzoni le ho apprezzate in lingua originale coi sottotitoli: entrambe sono stupende ma, se la seconda viene utilizzata in modo intelligentissimo sul finale, la prima è risultata decisamente pesante... In nessun film Disney si è mai visto un personaggio che canta la canzone senza che nulla accada attorno, e in effetti tre minuti di vuoto si sentono, e ci si chiede quando finirà il brano...
Comunque film promosso, anche se in un paio di momenti durante il corso del film ho pensato che questa storia, con questi personaggi, sarebbe sicuramente funzionata meglio in una serie animata dello studio Ghibli: avrebbe potuto essere per il fantasy quello che Conan fu per la fantascienza.
LBreda ha scritto: la Tenar del film, ad esempio, se non rievocasse vagamente (e in maniera non del tutto utile, anche se non inutile) la storia delle Tombe, sarebbe potuta essere un altro personaggio.
Non concordo. Ma unicamente perchè non ho letto il quarto libro, dove mi dicono che Tenar torna (forse assieme a Therru, come nel film). Chi ci dice che dopo gli eventi de Le Tombe di Atuan, Tenar non abbia deciso di godersi la propria libertà, vivendo in una casetta di campagna come una novella Heidi?