Avevo un conto aperto, con questo film. A Lucca, infatti, ho trollato tutti paccando la cinemata comune pur non avendo ancora visto il film, e preferendo investire quell'ora e mezza per girare per gli stand della fiera.
Ma non ero in pace con me stesso, per questa cosa, il mio non aver visto Arrietty mi lasciava un piccolo vuoto dentro. Ma come fare, ormai tutti i cinema che frequento l'avevano tolto, una volta tornato da Lucca, e recuperarlo in modalità casalinga non sarebbe stata la stessa cosa.
In soccorso, mi viene il cinemino del mio paese, che nel suo essere monosala, comunale e con possibilità di trasmettere i film con una media di un mese dopo l'uscita, non ha mai disdegnato di passare film d'animazione, in qualche modo. Così ha fatto anche per Arrietty, che veniva trasmesso oggi pomeriggio alle 16.30. E basta.
Ne ho approfittato, e anche se da solo ne ho approfittato e mi sono recato al mio cinemino.
Mamma mia, che bel film. Non sono un gran conoscitore di Ghibli, anche se ho sempre in progetto di fare un grande recupero, ma al di là di questo non posso che ammettere di essere stato colpito da quest'opera. Dolce, commovente e placida nella tranquillità che scaturisce dalla narrazione e dai movimenti. Per quanto il dramma e l'angoscia non manchino, specie quando verso il finale gli eventi precipitano, il racconto viene illustrato sempre con questa calma estrema, che pare filtrata dall'atteggiamento che Sho ha verso la vita a cusa della sua malattia.
Proprio Sho risulta veramente ben tratteggiato: molto umano, sì, ma anche fortemente disincantato e disilluso. Al contrario, fa da controcanto Arrietty che pur vivendo una situazione per alcuni versi simile (quella della perdita, insomma) è dotata di un piglio molto più vivace e propositivo, che la spinge ad esplorare e a rischiare, financo a disobbedire agli ordini del padre.
La relazione fatta di detti e non detti, di fiducia e allerta tra Arrietty e Sho è raccontata in modo riuscito, molto dolce e malinconico, tanto che nel dialogo finale tra i due mi sono riscoperto a commuovermi come non succedeva da parecchi mesi al cinema. E' stato molto toccante, e ricco di sfumature.
A corredo di tutto questo, condivido le parole di Rebo riguardo l'attenzione ai rumori, che costruiscono un tappeto sonoro importante ai fini dell'atmosfera. Discordo col Rebo, invece, sulla colonna sonora: a me è piaciuta, trovo che la melodia oltre che carina sia funzionale all'atmosfera del racconto e quindi non fuori luogo. Insomma, non mi ha dato la sensazione di canzoni appiccicate a delle scene.
Per quanto riguarda il doppiaggio cannarsiano, devo dire che mi aspettavo peggio. Ho riso di gusto solo alla battuta
quel che gli umani faranno da qui innanzi, per sondarlo approfonditamente, non sarà troppo tardi!
e a quella dello zucchero "che a metterlo nel tè è tanto buono"

Lì e forse in un altro paio di punti la forzatura era evidente, in effetti, ma in generale pensavo davvero a chissà quali inenarrabili nefandezze.
Bello che nella sala semideserta una bambina dietro di me si dimostrasse una buona conoscitrice dello Studio Ghibli
Insomma, sono contentissimo di aver potuto vedere questo film al cinema, e contento anche di aver dato i soldini al cinemino della mia città che ha sempre dimostrato di avere un occhio di riguardo per l'animazione e l'ho sempre cagato pochissimo. Da adesso ho deciso che per i film d'animazione che non ho l'occasione di andare a vedere nella settimana di uscita mi dirigo da loro appena lo proiettano, ecco! A partire dall'altro film che ho trollato sempre a Lucca, quel Tintin che qui manderanno la settimana prima di Natale
