(Attenti che spoilero)
Credo che sia arrivato il momento di riprendere le fila di questa serie, e del controverso rapporto che avevo con essa. Sono passati anni dall'ultima volta che mi sono espresso a riguardo. Era la seconda stagione e nel frattempo è successo di tutto. Ho avuto momenti di disamoramento, noia, sonno, esalto, controesalto, ho avuto uno iato di due anni tra la terza e la quarta, e un recuperone ora che tutto è finito. Non so ancora bene cosa pensarne, sinceramente, se non che è un qualcosa che difficilmente potrà essere ignorato se ci si professa veri fan di SW, visto che integra per certi versi l'Esalogia con alcuni tocchi. Ma al prezzo di cinque stagioni che in effetti possono risultare pesantine.
Ricordo l'uscita del film pilota al cinema, e lo sconcerto che ne conseguì. Lucas impazzito e via dicendo, visto che la CGI era grezza, la regia era televisiva, il tema abusato, che si incastrava male sia con l'EU fumettistico che con la serie 2D di Tartakovsky, la scelta di inserire Ahsoka per acchiappare pubblico e via dicendo. Tutte cose che col senno di poi furono inquadrate meglio e che perdonai...salvo il fatto di avermi fatto dormire. Credo che sia più un problema mio, che della serie, dato che ho una soglia di attenzione piuttosto bassa per un nerd, e che l'azione fine a sé stessa mi manda in coma. E questa serie sull'azione ci è basata.
Poi però ricordo anche la prima stagione. E ricordo di essermi ricreduto. Ricordo un primo episodio su Yoda che mi scaldò il cuore, e poi la trilogia della Malevolence, molto ben fatta, a cui seguirono un episodio sui cloni che non fu esattamente la mia tazza di tè, e una bilogia caruccina su R2.
Ricordo poi una tripletta di episodi autoconclusivi ma collegati, che mi fece veramente capire le potenzialità della serie, grazie alla loro varietà: ricordo che beccarmi Jar Jar (che per la prima volta tornava a jarjarrare dai tempi di Episodio 1) mi aveva fatto addirittura piacere, per non parlare del successivo episodio con Ahsoka, Ventress e Luminara con le spade laser, che mi aveva visivamente impressionato e fatto capire che questo tipo di duelli avrebbe avuto una resa stratosferica anche in questa veste. Ricordo poi l'episodio a casa di Grievous, che per la prima volta confliggeva con alcune informazioni dell'EU.
Ricordo la bilogia sui pirati spaziali di Hondo in cui tornava Jar Jar e i due episodi africani che facevano fare riflessioni non troppo banali sul senso della guerra dei cloni. Seguirono un paio di episodi one shot, uno in terre gelide e uno che si collocava addirittura prima del film, che fece capire due cose: la serie si sarebbe concessa non pochi salti temporali avanti e indietro, e uno dei temi ricorrenti sarebbe stato il libero arbitrio dei Cloni, che avrebbe potuto portare a fare delle riconsiderazioni niente male sull'Ordine 66. Ricordo poi la bilogia sul virus, che mi fece capire che il destino di Ahsoka era l'unica cosa che poteva davvero sorprendermi, visto che è l'unico elemento di cui non si conoscevano già gli esiti, e infine ci fu la trilogia di Riloth che sperimentò una struttura a macrosaghe più slegate ma con un unico tema di fondo, che sarebbe tornata in seguito. Il finale di stagione era uno one shot che presentava Cad Bane, nuovo cacciatore di taglie che prometteva sfaceli. Ricordo di essere uscito dalla visione di questa stagione a dir poco compiaciuto, sia pur con qualche perplessità qua e là. Forse avrebbe davvero potuto funzionare, purché non esagerassero.
Esagerarono, e una certa stanca da parte del pubblico e di chi la stava seguendo con me iniziai ad avvertirla già con la seconda stagione. Qualitativamente molto buona, ma per quanto si volesse declinare in tutti i modi più fantasiosi possibili il tema delle guerre dei cloni, i suoi limiti a livello di appeal si vedevano.
La seconda stagione iniziava con una trilogia che presentava nuovamente Cad Bane, facendo intuire un qualche inghippo cronologico. Seguiva una sorta di standalone spionistico jamesbondiano con Anakin e Padme, sottilmente collegato alla successiva quadrilogia di Geonosis. E per il formato della quadrilogia seguirono un po' quanto fatto con la trilogia di Riloth, mostrandoci la guerra su fronti differenti, e concludendo col botto, con un episodio pieno di tensione horror e con un fighissimo accenno alla futura malvagità di Anakin. Segue una bilogia altalenante con un primo episodio fiacco incentrato sulla guerra e un secondo episodio che per la seconda volta ci mostra il libero arbitrio dei cloni, sottintendendo sviluppi e reinterpretazioni in tal senso. Chiudeva questa prima metà di stagione un delizioso standalone investigativo con Ahsoka, che mostrava una certa volontà di variare genere, per quanto possibile.
La seconda metà iniziava con la trilogia di Mandalor, che dava il via ad una storyline parecchio interessante, regalando una love story ad Obi-Wan. E non una love story banale, ma pienamente riuscita, con una politicante mandaloriana pacifista, che portava quindi a rivelazioni sul passato di Obi (che fanno ben capire il perchè mostrava comprensione nei confronti di Anakin) e riconsiderazioni sulla Repubblica. Ecco poi una tripletta di one shot, rispettivamente un investigativo sulla Repubblica, un racconto di origini che spiega come Anakin e l'amiraglio Yularen si conobbero alla vigilia del pilot, e uno sui cacciatori di taglie. E poi la bilogia della Zillo Beast, tanto atipica quanto corale, visto che mostra l'intera Repubblica alle prese con un mega Pokémon che minaccia di distruggere Coruscant. La trilogia finale prometteva sfaceli, incentrandosi su un Boba Fett bambino in cerca di vendetta, guidato da Aurra Sing. Eppure al termine di tutto mi sentivo stanco. Non al punto di smettere la serie, ma di certo non desideravo altre stagioni.
La situazione peggiorò alla vigilia della terza stagione. Alla quale arrivai piuttosto malconcio. Mi ero appena rivisto per intero le prime due, visto che Dapiz era da poco salito a bordo, e non ce la facevo più. Complice il fatto che chiunque altro intorno a me ormai aveva mollato la serie, che l'hype era ai minimi storici, mi resi conto che non riuscivo più a seguire l'episodio senza avere botte di sonno o momenti di ilarità scatenata da umorismo involontario. Mi bastava sentire l'inizio dell'altisonante cinegiornale che apriva ogni episodio per scoppiare a ridere. E la cosa buffa è che la serie di suo qualitativamente cresceva, ero io ad essere stanco. Ricordo che questa terza stagione era strutturata in modo folle: due tronconi distinti.
Il primo troncone era un puzzle. Episodi che altro non erano che prequel e sequel di episodi delle prime due, che li cucivano in successioni cronologiche che non erano mai state ipotizzate. Da un lato era affascinante scoprire che n-logie e episodi one shot erano tutti parte di storyline più vaste, avvenute con successioni di eventi a dir poco imprevedibili, dall'altro era impossibile starci dietro, specie per uno spettatore meno attento. Si cominciava con due episodi che altro non erano che prequel e sequel dell'episodio Rookies visto in prima stagione, a cui seguiva una sorta di prequellone sia della trilogia di Riloth che del famoso primo episodio con Yoda, che collegava tutto in una sorta di pentalogia nuova di zecca. Seguiva poi il sequel dell'episodio ghiacciato su Pantora, che aveva il pregio di presentare il barone Papanoida, sosia di George Lucas (allora ero in piena fase ilare e lo chiamavo Pappanoia). C'è poi una esilarante trilogia della corruzione, in cui seguiamo Ahsoka in tre diverse storie collegate, in cui il termine corruzione è esilarantemente onnipresente, per poi passare ad una sorta di prequel + sequel del finale di prima stagione, in cui vediamo finalmente compiersi quella sottotrama di Zirro the Hutt lasciata appesa.
Ed ecco il secondo troncone, che senza troppi inghippi di consequenzialità temporale, propone uno status quo successivo ad un balzo di alcuni mesi, in cui vediamo una Ahsoka più grande e con un cambio di look. Si comincia con una bella bilogia politica che dà modo ad Ahsoka di avere un implicito filarino con Lux, un figlio di separatisti. Si prosegue poi con qualcosa che fa il botto. Totale e completo. La trilogia delle Nightsister, qualcosa di bellissimo e che costituisce una svolta impensata per la sere, che decide di riscrivere l'EU dando differenti origini a Ventress e anche un diverso esito, ricollegandola alle streghe Nightsister e soprattutto al pianeta Dathomir, patria di Darth Maul. Che viene anticipato essere ancora vivo e di cui conosciamo addirittura il fratello Savage Opress. Insomma, tra una rivelazione simile e il conflitto con l'EU letto finora nei fumetti di
Republic la scelta si rivela coraggiosa. E se le origini possono ancora collimare in qualche modo con qualche forzatura, l'esito che nel fumetto era stato raccontato grazie alla miniserie
Obsession, non è assolutamente più collimabile. E' la prima volta in tempi recenti che EU riscrive EU in modo così plateale.
E come se non bastasse ecco che lo shock continua con la successiva trilogia, che porta i nostri eroi su Mortis, una sorta di pianeta chiave per la Forza, dove la profezia che riguarda Anakin viene approfondita e visualizzata. Ma oltre alla regia, la cosa meravigliosa è che questa trilogia di Mortis è totalmente un omaggio a Lost, a cui si rifà raccontandoci una storia analoga, con tanto di isola dei misteri, visioni di morti e lotta tra fratelli. Credo che resti uno dei cicli più belli di tutto CW. Seguono inoltre una trilogia più d'azione, che ci presenta il futuro Moff Tarkin, in versione giovane e che se la intende con Anakin e in cui viene descritta la morte di un altro Jedi minore che si vedeva pure nei film. Chiude la schizofrenica stagione una bilogia su Ahsoka che ci riporta su Felucia e ci fa incontrare...Chewbacca da giovane! Insomma la serie nella sua seconda metà ce l'aveva messa proprio tutta per fare il saltone di qualità, smuovendo gli animi. E mi ero davvero interessato nuovamente ad essa...ma evidentemente non era abbastanza, visto che passarono due anni prima che mi recuperassi le successive due.
Due anni dopo eccomi di nuovo in pista. Tante cose successero da allora, tra cui l'acquisizione della Disney e l'accetta che cala sulla serie, a cui segue l'annuncio di Star Wars Rebels. In questo nuovo clima, decido di concludere ciò che lasciai in sospeso e mi sparo di seguito le stagioni rimanenti. Da allora il mio livello di attenzione è ulteriormente calato e noto che spesso, quando guardo una quadrilogia, il secondo dei quattro me lo passo in coma totale. Una quarta stagione che si preannuncia più bellica che mai, poi, mi maldispone, e l'inizio con la trilogia di battaglie subacquee su Daq fa il resto. Segue un buffo one shot su Jar Jar...in cui però assistiamo alla morte di Tarpal, che anche se personaggio di sfondo in Episodio I, fa sempre strano veder morire in questi prodotti di canonicità minore. Segue poi una bilogia su R2 e 3PO che si fanno un po' di viaggi random, che mi è sembrata voler sperimentare nuovi (e vecchi) sapori narrativi e poi da qui la stagione ingrana veramente. Abbiamo la quadrilogia di Umbara, dove troviamo un generale Jedi...rinnegato, secondo caso di defezione nell'Ordine dopo Dooku, che porta i cloni a chiedersi se ribellarsi o meno agli ordini. Scopriamo che i cloni sono assolutamente dotati di libero arbitrio, nessun condizionamento biologico, salvo l'addestramento, e che possono ribellarsi eccome se vogliono, portando quindi ad un punto interessante la riflessione partita in prima stagione. Inoltre aver visto un Jedi tradire la Repubblica potrebbe rendere molto più plausibile la loro reazione all'Ordine 66. Seguono poi la riuscita trilogia sullo schiavismo e l'ultimo one shot della serie, che riprende la linea narrativa dell'amichetto Lux di Ahsoka e della Ronda della Morte, i Mandaloriani rinnegati.
E per finire la stagione ecco altre due quadrilogie, ormai format definitivo per la serie: abbiamo quella di Obi Wan infiltrato tra i cacciatori di taglie, con Bane e l'episodio citazione a The Box, che ho trovato molto riuscito anche per le prove generali di rapimento di Palpatine, e infine quella che riprende finalmente la storyline di Asajj, Opress e Maul. Ci sbarazziamo delle Nightister, Ventress inizia una nuova vita come cacciatrice di taglie, e infine ritroviamo Maul in versione cyborg ragnone che viene presto rimesso in sesto con gambe meccaniche per dare il via ad una storyline veramente interessante, che porta la serie in direzioni impreviste.
E poi ecco la quinta stagione. Che ha soli 20 episodi, ed è strutturata in cinque quadrilogie (anche se il pilot della stagione è il primo episodio della penultima di queste) e fornisce una (im)perfetta stagione finale. Il primo ciclo è quello del terrorismo su Onderon, se si esclude l'inutile secondo episodio, ha momenti molto emozionanti, oltre a ripescare Lux. Il secondo è quello in cui si seguono dei giovanissimi padawan su Illum per la costruzione della loro prima spada laser, che è veramente notevole anche per le implicazioni che ha a livello mitologico, ma si perde un po' strada facendo da quando arriva Hondo, il pirata spaziale un po' sopra le righe conosciuto in prima stagione, segue poi quella che è forse la peggiore della stagione, la quadrilogia bimbesca cartoon con R2 e la sua avventurina insieme ad altri droidi e un generale insettino con tanti siparietti puerili, e poi si passa alla roba seria. Che seria lo è veramente. La quadrilogia di Maul chiude in un colpo solo la storyline della Ronda della Morte e di Satine, la fidanzatina di Obi Wan, tirando in ballo addirittura il Sole Nero. Perdiamo inoltre Opress, ma al termine di tutto abbiamo un combattimento veramente incredibile proprio tra Maul e il suo ex mentore Palpatine, la cui conclusione...è un cliffanger di cui non conosciamo ancora l'esito! Maul è quindi tuttora privo di un destino nell'EU di SW e spero ci mettano una pezza quanto prima. E poi ecco la quadrilogia finale con Ahsoka sotto processo. Incredibile, anche solo la scena della sua fuga è degna di ciò che abbiamo visto su grande schermo. Ma è proprio tutta la quadrilogia a brillare per drammaticità, anche solo per come hanno scelto di dare una nuova vita ad Asajj e invece far cadere in disgrazia Barriss, la padawan di Luminara. E il finale con Ahsoka che disgustata dagli eventi lascia l'ordine Jedi allontanandosi all'orizzonte con tanto di credits musicati ad hoc sembra costituire un finale ideale per la serie. Se Ahsoka non è più Jedi il suo destino è aperto a qualsiasi altra cosa che non sia morire nell'Ordine 66 quindi. Sì, mi piace.
Mi piace meno che non fosse pensato come finale, però. Infatti prima dell'acquisizione da parte della Disney c'era George che delirava di arrivare a 6, 7, 8, 9 stagioni, e di sicuro molto materiale per l'eventuale sesta stagione era già pronto. E hanno detto che ce lo mostreranno, anche se non si sa bene come. Non tutto è perduto quindi, e infatti sul web circolava già una clip della sesta stagione con Plo Koon che trovava la spada laser del maestro Syphodias. Inoltre Filoni promette che nessuna storyline rimasta in sospeso sarà dimenticata. Anche se a dire il vero quello che è rimasto da concludere mi sa che è solo Maul alla mercè di Sidious, anche se una chiusura più netta per Ventress, un che fine ha fatto Rex durante l'Ordine 66 e una chiusa su Ahsoka e Lux non mi dispiacerebbero affatto.
Conclusa questa cavalcata, che era partita come amarcord ed è finita come recensione informativa, è il caso di fare una riflessione sulla serie nella sua globalità. Che non ci voleva, dai. O almeno andava concepita diversamente, ma che ha saputo ribellarsi a sé stessa, alzando l'asticella sempre più, fino a narrare cose la cui canonicità rivaleggia con quella dei film. Il problema di fondo temo sia stato George, e la sua gestione non troppo attenta dell'EU, che gli ha impedito di rendersi conto di quanto certi fatti fossero stati già sviscerati anche troppo, e soprattutto la cui visione ingenua e avventurosa ha impedito alla serie di dipanare la sua trama orizzontale in modo chiaro, puntando dritta verso un finale in tempi brevi e con una durata contenuta. Le troppe anime di The Clone Wars confliggevano non poco, stritolata com'era tra azione e filosofia, bambinate e figate, sviluppi inattesi e elementi fin troppo abusati, struttura verticale e struttura orizzontale, complessità e semplicità, target adulto e bambinesco, humor volontario e involontario, sonno ed esalto, G-Canon e C-Canon. Ora avremo Rebels sempre per mano di Filoni, ma quello che spero è che, data la nuova dirigenza un po' più furbetta, la serie abbia una direzione precisa e sappia cosa vuole essere, cosa c'è il bisogno di raccontare e come raccontarlo, e soprattutto abbia idea di cosa effettivamente vuole il pubblico a cui si rivolge.