[Silver] Lupo Alberto

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • Sono senza parole "xar"...sei veramente un pazzo! :asd: :asd: :asd:
    ...lascio ai miei colleghi l'onore di risponderti in merito alle pruderìe di Alice.

    Non so quanti anni abbia tu...ma durante le guerre nei balcani ho avuto la netta impressione che sia parso ai più come dici tu: un periodo relativamente "pacifico" , invece avevamo uno dei conflitti più brutti degli ultimi anni proprio a poche centinaia di chilometri da casa.
    La meccanica degli avvenimenti è proprio quella che ho cercato di raccontare in "Guerra"...una escalation di piccoli grandi scazzi che, fomentati più o meno consapevolmente dall'aprofittatore di turno, sfociano in un coflitto sanguinario.
    Quelli che erano stati tuoi vicini di casa divantano i tuoi nemici, basta che tu abbia un cognome strano, una fede religiosa diversa o addirittura tenga per per la Dynamo Zagabria invece che per la Stella Rossa. Sembra assurdo...ma l'episodio che innescò quella guerra fu uno stupido derby calcistico finito in rissa tra i "tifosi".
    Per la prima guerra mondiale fu un assassinio eccellente a Saraievo...per l'ultima guerra di Bush, delle armi di distruzione di massa mai esistite.
    Mi fa piacere che noti delle tragiche parentele tra i fatti accaduti nella ex-Jugoslavia e la "piccola" politica italiana degli ultimi anni.
    Quindi - come hai notato - non c'era assolutamente bisogno di cambiare i caratteri dei personaggi.
    Il male e il bene sono dentro di noi, l'importante è saperlo , troppo facile attribuire le nostre azioni a sempre cause esterne.
    Ah, sì...
    ...dimenticavo...
    ...il bello del lupastro è questo: il poter ogni tanto affrontare le grandi questioni, non che far sorridere sia cosa di poco conto, ma ogni tanto vale la pena anche far riflettere.

    Letto la storia di Lusso/Cannuciari " Natale senza te"? L.A. 246, Un capolavoro assoluto. :re:
  • Sì però c'è un quid su quella - bellissima - storia, che è ben espressa nel, mi sembra, primo post di questo thread...
  • Al quale peraltro non mi pare che il mitico Lusso abbia mai risposto... o sì?
  • Grrodon ha scritto:Sì però c'è un quid su quella - bellissima - storia, che è ben espressa nel, mi sembra, primo post di questo thread...
    ricordagliela,no?
    -Natale Senza Te (Lusso/Cannucciari), la storia lunga per cui da tempo consiglio l'acquisto dell'albo. La storia è infatti straordinaria e mette l'intera fattoria davanti a un evento assai spiacevole. La delicatezza con cui questo tema viene trattato, la malinconica sceneggiatura e il colpo di scena finale, tutt'altro che telefonato valgono da soli i 2.50 euro del prezzo. Ma c'è un però: La trama ricalca alla perfezione infatti l'episodio Miele Amaro dell'ultima stagione di Futurama. Non saprei ben spiegarmi la cosa, forse anche quell'episodio di Futurama era a sua sua volta preso da qualcos'altro, e penso sarebbe stato giusto segnalare la cosa con una nota in calce, cosa che è stata fatta per la canzone di Battiato citata.
    Che sia un plagio o meno in fin dei conti poco importa, ho trovato la storia adattabilissima al contesto Silveriano e leggerla mi ha trasmesso esattamente le stesse emozioni. Straconsigliata.

    Piero è un dinosauro...vedrai che nel giro nelle prossime ere geologiche ti risponderà! :elio: :elio:
  • Risponderò, appena posso. Per ora preannuncio che ad agosto sarò presente con due storie diversissime tra loro e che sono precettato per i mesi di ottobre, novembre, dicembre. Spero di divertirvi...
    :asd:
    Bye

    P.
  • #277

    Sei tavole silveriane e sette cannucciariane, tutte molto buone ma senza nessun ciclo o evento clamoroso da segnalare. Giusto un po' più di Lupo rispetto allo strapotere talpoide. Un'osservazione: ma ad Alfredo, Alcide, Glicerina, Lodovico nessuno pensa più? Non parlo di storie lunghe dove compaiono regolarmente ma mi riferisco alle tavole in cui vengono snobbati da quasi un decennio. Non si potrebbero sfruttare per dare maggior varietà al tutto? Un intellettualoide da due soldi, un tizio che più conformista non si può, un completo deficente e un onesto lavoratore non potrebbero fornire buoni spunti umoristici? Non si potrebbero utlizzare per parodizzare ancora meglio quella società attuale di cui il Lupo si fa spesso e volentieri beffe? Ve le ricordate le primissime tavole e strisce corali di Silver? Io la butto lì, visto che gli autori sono tutti in ascolto, poi chissà che qualcuno non decida di tornare ad integrarli in queste nuove dinamiche di fattoria.
    Vicini Ma Non Troppo! (Maselli/Michelon) è la classica storia maselliana in cui i personaggi creano un caos assurdo assumendo comportamenti al limite dell'improbabile. Intendiamoci, si è letto di peggio e alcuni momenti di dialogo sotterraneo tra Enrico e Cesira sono persino in linea con lo stile lupoalbertiano, ma nel complesso, considerando anche il debole finale, non ci siamo ancora. Peccato anche per l'eccessiva lunghezza - 12 tavole - che ruba spazio ad un'eventuale breve del Lusso, genere in cui è ormai maestro.
  • Lunghissimo silenzio... tutti in vacanza, suppongo :D ormai è quasi più di un mese che nessuno commenta nulla, quindi, alla vigilia dell'uscita del numero di settembre (o è già uscito ed io non mi sono accorto di nulla?), provo a dare il mio contributo per mettersi in pari :) Visto l'assenza di commenti per tutto il mese, suppongo che bene o male tutti abbiano già messo le mani sul volume, quindi non mi preoccuperò troppo degli spoiler:

    N. 278

    La copertina: Esattamente, cos'è che Alberto si sta facendo tatuare? Gli addominali scolpiti? Un crossover con "Cuori Grassi"? ;)

    Le strisce:Sette Silver/Michelon e sei Cannucciari. Lievemente meno sproporzione rispetto al mese scorso, ma il "papà" di Alberto continua ad essere predominante.
    Dunque: tra tutte, una menzione d'onore, a mio parere, merita la primissima striscia: non so se Grrodon e gli altri partecipanti a questa thread, leggendola, abbiano avuto la sensazione di una "strizzata d'occhio" da parte di Cannucciari, ma io l'ho avuta, nettissima: niente pianti, niente imbarazzi, un sarcasmo fulminante. Ho rivisto proprio uno squarcio di quell'Alice di "Notti languide" di cui abbiamo parlato per giorni e giorni e su cui temo di aver fatto una testa così al povero Cannucciari :asd: Fatto sta che alla fine della striscia, per quanto mi riguarda, è partita la ola, con trecento voci che urlavano "Alice, ti vogliamo così!" nella mia testa (ed appena i dottori poseranno quella simpatica siringa e mi apriranno questa strana camicia che si abbottona dietro, sarò lieto di rifarla :LOL: ) Chissà se sbaglio nel vedere una piccola dedica implicita a noi, in quella striscia... :)

    Secondo premio, sempre courtesy of Cannucciari, per la striscia su Second Life, e lì vedo la stessa perplessità sulle net-perversioni che, in tutt'altri luoghi letterari (Smemoranda e dintorni) vedo serpeggiare di questi tempi... e il discorso diventerebbe un po' complicato, un'altra volta. Bravo Cannucciari, in ogni caso.

    Terza hit, la striscia di Silver-Michelon con Marta ed il metro estraibile. Surreale e fulminante, mi ha completamente spiazzato, ed il piglio è decisamente quello delle strisce di un tempo: umorismo silveriano pieno, si vede.

    Tutte le altre sono comunque carine, anche se non groundbreaking.

    Megastore: di norma non lo commento, ma qui mi ha colpito il messaggio di Alessia Brunaldi che cita qualche amica di penna con cui ha perso i contatti. Qualche. Oddio... dodici :oO: Possibile che dodici persone, oltretutto le une sconosciute alle altre, smettano di colpo di farsi sentire? Dev'essere una delle cose più brutte che possano succedere a qualcuno... :(
    Notevole anche un messaggio di tale Damiano, cui mancano due numeri arretrati del lupo, e che probabilmente non è mai stato a lucca a novembre o, come un altro messaggiatore di tempo fa, su ebay, dove uno dei due numeri che cerca è in vendita ad un euro e rotti. Forse dovrei avvisarlo :)

    Interludio: Ho girato per fumetterie e fumetterie, vigliacco se avessi trovato il promettentissimo libro Silver-Lusso-Cannucciar-iano su Correggio... mi auguro di cuore che non sia andato esaurito nel giro di agosto... :(

    Hot Dogs: Ecco... come dire... sono un po' deluso :( Per carità, mettiam le mani avanti: non è una storia brutta, anzi. E certamente Lusso, in assenza di Silver, è il più adatto di tutti ad utilizzare bene e coerentemente il personaggio di Sam Falco. Ma... non so, mi pare manchi qualcosa. E' sicuramente una bella storia, ma dopo tre mesi di astinenza dalle storie di Lusso, appena ho visto il credit, mi sono scaraventato sulla storia con l'avidità di un pescegatto, ed una volta arrivato alla fine mi sono sentito leggermente deluso. Penso a "Tempi duri - Lato A", l'ultima apparizione di Sam Falco datata proprio Agosto scorso, ed al cinismo ed all'amarezza del messaggio che, da bravo noir, mi aveva lasciato, e, comparativamente, non ne vedo praticamente traccia in questo nuovo racconto. Un caso di persona scomparsa che, quando è cominciato, mi ha fatto pregustare un finale crudele come quello del vecchio caso del "grande libro" (chi lo ricorda? Io non posso andare a controllare il relativo numero di Alberto fino a domattina, ma penso che abbiate capito a cosa mi sto riferendo), cosa che invece non ho avuto affatto, con una sorta di "lieto fine" privo di qualsiasi tensione o amarezza che per le storie di Sam mi sembrava abbastanza fuori posto. Diamo a cesare quel ch'è di cesare, gli spunti simpatici non mancano (dall'esilarante serie degli interrogatori degli informatori al gradevole cameo di Cattivik e ad un inatteso arresto di giovine prostituta sullo sfondo, suggerimento molto "adulto" ed apprezzabile), ma è proprio il tono finale della storia che mi sa troppo di consolatorio per un noir nella città soffocante. Forse sono state le aspettative troppo alte, ma non è una storia che mi abbia convinto completamente.

    Kika: Non piacerà a molti, d'accordo, ma la striscia di compleanno secondo me è da incorniciare. Mi ricorda lo humour di Parker e Hart de "Il mago Wiz" (chi lo ricorda?), e le strisce vagamente erotiche con banana e gallina mi riportano alla mente il Cavezzali più dissacrante e politicamente scorretto dei tempi che furono. Per il resto siamo nella media.

    Sotto un sole giaguaro: E qui la zampata del Lusso si vede, oh se si vede. Una piccola analisi minimalista e sintetica della società moderna, piena, è vero, di luoghi comuni, ma anche di piccole o grandi verità cui ormai l'abitudine del luogo comune all'incontrario ("cultura alternativa da quattro soldi") ha reso cieco l'individuo medio. Il tutto spiegato con garbo e calma, alternando sapientemente spiegazioni esplicite a metafore sottili che esplorano al meglio il potenziale della comunità McKenzie come modello in scala della società, realizzando in pieno la vocazione naturale del Lupo fin dalla sua nascita. Un quadretto in tempo reale, un "interludio" di riflessione in un momento di silenzio strano ed irreale, in un'attesa, in un tempo di smarrimento e consigli reciproci, in un tempo che prelude, forse, a qualcosa... a qualcosa che sta per arrivare.
    Ed il finale è semplicemente da applauso. Ho come la sensazione che nei prossimi mesi avremo modo di ripensare e reinterpretare questo piccolo gioiello metaforico più e più volte, specie nelle promesse inquietanti cui pare accennare nel finale.
    Lusso 10 e lode, qui sì che l'onestà intellettuale ed il talento artistico si vedono in pieno. Il punto più alto dell'albo, senza dubbio.
    Comenti? Opinioni?

    Il test: Non ho una ragazza (forse passo troppo tempo a scrivere sui forum di fumetti :D), quindi non mi riguarda molto :)

    La posta: Rosangela, con una scelta editoriale che approvo in pieno, decide di dedicare l'intera rubrica alle lettere di risposta/commento a quella di Luce Spenta di due numeri fa. Nulla da commentare, se non che le risposte sono sostanzialmente equilibrate e mature, cosa che continua ad alimentare la mia stima per il parco lettori del Lupo, che, nonstante a volte tirino fuori messaggini d'amore o poesie che mi provocano una discreta iperglicemia, quando le cose si fanno serie sanno essere sintetici, adulti e profondamente seri. Non ho visto uscite stereotipate, frasi di circostanza o esclamazioni storiche di principio sul senso della vita: ho visto disponibilità, sincerità ed affetto. E scusate se è poco.
    Una sola riflessione estemporanea: è indubbiamente vero che da molti punti di vista la rete possa essere diventata fonte di nevrosi, alienazioni o straniamentei. Ma a volte, piccole storie come questa mi ricordano quanto i suoi vantaggi a volte siano molto profondi e la differenza che fa possa significare molto. Si parla di una persona che letteralmente conta i giorni in cui potrà ancora aprire un Lupo e leggervi le lettere pubblicate: un mese in più o in meno può fare la differenza tra una risposta decente ed una totalmente inutile. E grazie alle mail ed ai tempi enormemente accelerati dalla "rivoluzione elettronica", per dirla alla zio paperone, ci ritroviamo con una rubrica della posta che pubblica risposte ad una lettera pubblicata solo due numeri prima. Tra i tempi di stampa, i tempi di scrittura e spedizione delle snail mail eccetera, nell'epoca pre-internet probabilmente le risposte ad una lettera del 276 sarebbero apparse nel numero 280. E, tristemente, c'è la lontana possibilità che in quel momento fosse troppo tardi. Ora è ancora possibile che la comunità del Lupo possa stringersi attorno a Luce, se lei lo vorrà. E questo, data la situazione, mi sembra un risultato meraviglioso. La rete ha, indubbiamente, i suoi bravi vantaggi :)

    E questo è quanto. Vedo sul sito già la copertina del prossimo numero, quindi mi affretterò a cercarlo nei prossimi giorni. Per intanto, spero torniate stutti presto dalle vacanze per rtimetterci a discutere felicemente del Lupo nazionale :)
  • Complimenti Xar che recensore certosino.
    Mi trovi d'accordissimo su "Sotto un sole giaguaro" di Lusso, mi rendo conto che pubblico più giovane possa digerire con difficoltà una tale storiella...però...però...adoro queste storie.
    Da segnalare la notevolissima colorazione di ketty Formaggio.
    Ho finito da poco un'altra di quelle storie che mi piacciono del Lusso ( la maleducazione sentimentale )...appuntamento ad ottobre.
    Il numero di settembre l'ho visto ieri al supermercato!( carrefour ) :asd:

    Il libro "Lupo Alberto è messer Correggio pittore rinascimentale" lo trovi nelle librerie normali e se non lo trovi, vieni a Lucca allo stand MCK, così te lo fai firmare dagli autori! :clap:
    E vi consiglio caldamente di procurarvelo: è un fumetto bellissimo sotto tutti i punti di vista: c'è storia e cultura, c'è umorismo, ci sono dei disegni fantastici colorati altrettanto magistralmente.
  • # 278

    Un bel numero da leggersi sotto l'ombrellone, come poi ho fatto. Trovarsi due volte Lusso è un vero lusso, a prescindere da ogni gioco di parole. Le tavole, in cui Silver predomina di una, sono ottime, e le due storie lunghe, di sei tavole ciascuna, funzionano molto bene e si lasciano leggere che è un piacere, ricordando l'esperimento di Lato A e B dello scorso anno. Anzi azzarderei che quella delle due storie di pari lunghezza è una formula da adottare più spesso visto che potrebbe dare maggior varietà al giornale (devo ammettere che aprire il giornale e trovarsi un mattonazzo singolo di 12 tavole only maselli non è sempre il massimo), e visto anche che l'umorismo teatrinesco del Lupo sembra svilupparsi meglio in brevi bozzetti piuttosto che in lunghe avventure. Ad ogni modo sono anch'io tra quelli che forse si aspettavano un po' di più da Hot Dogs (Lusso/Michelon) che va a parare nel telefonato, pur presentando un setting che è una boccata d'aria fresca quanto a spirito silveriano, e che sono rimasti invece positivissimamente impressionati da Sotto un Sole Giaguaro (Lusso/Michelon) il bozzetto sociale per eccellenza. Un rimpianto per non aver trovato da nessuna parte il libro di Lupo Alberto pubblicizzato all'interno.

    # 279

    Silver in ritirata che firma solo quattro tavole su tredici, lasciando il resto a Cannucciari. Non un numero notevolissimo comunque, visto che la lunga Una Gita Istruttiva (Maselli/Michelon) torna saldamente nelle mani di Maselli, che ancora una volta partorisce una trama banale e già vista. Anzi, forse stavolta è pure ai minimi storici visto che propone il solito cliché della maestra per un giorno, con i bambini pestiferi a cui dare una lezione. Una lezione a suon di mascherate irreali e poco credibili, cosa fatta anche troppo spesso tra le pagine delle sue storie. Francamente un po' mi dispiace avere solo critiche per questo autore, che rappresenta il 50% degli sceneggiatori di storie lunghe attivi all'interno del mensile, al momento. E a questo punto credo che possa essere una questione di gusto mio personale: il suo metodo, il suo approccio a Lupo Alberto è quanto di più distante da quello di Silver. Di trame poco lupoalbertiane in passato se ne sono lette molte, ricordo ad esempio quella orribile (e senza credits!) in cui Lupo Alberto faceva il viaggio nel tempo e veniva scambiato per Quetzacoalt, e persino grandi autori come Casty, Faraci o Artibani ogni tanto si sono lasciati prendere la mano dalla legge dell'improbabilità (che invece è cosa buona e giusta venga utilizzata su Topolino). Ma l'hanno fatto sempre un con un certo stile, mediando i presunti errori con poesia (Artibani), humor sottile (Faraci) e creatività (Casty). Nelle storie di Maselli vedo solo qualche spunto che forse avrebbe potuto essere buono, naufragare in una marea di cliché e grossolanità. E me ne dispiace tantissimo, specie quando poi il numero non offre alcuna storiella extra in appendice che possa far concludere la lettura in maniera più positiva.
  • # 280

    Silver in minoranza stavolta anche se di una sola tavola rispetto al Cannucciari, nel complesso un'infornata di tavole un po' sottotono rispetto ai numeri scorsi, ma forse è solo una mia impressione. Buono l'uso, una volta tanto di Alcide, ma sarebbe bello, come ho già detto se non tutto girasse intorno a Enrico, ma si prendesse più spesso in esame il punto di vista dei sempliciotti comuni. Ricordo a questo proposito delle bellissime tavole in cui Alfredo, Alcide e Glicerina parlavano tra loro ed era un florilegio di luoghi comuni. La (Mal)educazione Sentimentale (Lusso/Michelon) ha il pregio di ripresentare Lusso dopo mesi e mesi di lunghe maselliane poco riuscite. E sinceramente sarà per la troppa fame ma mi aspettavo parecchio di più a livello di trama. Il fatto che alla base di tutto ci sia Enrico che sale in cattedra e con mascherate e buffonate varie coinvolga la fattoria in un progettone volto a far innamorare la barboncina dei vicini di Mosé mi ricorda troppo la tipologia di storie da evitare, di cui abbiamo avuto ottimi esempi negli ultimi numeri. Certo, anche se la trama di base è questa qui si sente che alla regia c'è Lusso, e infatti i dialoghi non cadono nello scollacciato, ma si mantiene uno stile piuttosto raffinato, ci sono cenni di continuity (la barboncina stessa, l'antico fallimento, Mosè appallottolato) e soprattutto ci sono le ultime due tavole con l'entrata in scena di Alberto e il finale enigmatico e aperto a ricordarci di chi è la storia. Stavolta è andata così speriamo che la prossima storia del Lusso riservi belle sorprese.
  • Ciao a tutti!
    Scusate la prolungata assenza. Un po' per il lavoro, un po' perchè per un sacco di tempo non ho avuto accesso ad Internet. Leggevo i vostri commenti all'Internet Point del pachistano sotto casa, ma organizzare una risposta decente con il tassametro che gira e manze periferiche succintovestite vocianti e chattanti intorno non era facile! Detto ciò.
    La tavola con Alice non era una estemporanea strizzatina d'occhio, sto cercando di seguire i vostri consigli. Non per la vanità di piacervi - diffido di chi vuol piacere a tutti e a tutti i costi - ma perchè ritengo siano BUONI consigli. Vale la pena lavorarci su, insomma. Sto pensando a una storia lunga con Alice, o una serie di tavole, nella quale abbia modo di sfoderare tutto il suo sarcasmo. Il problema (uno dei problemi) di noi che si scrive roba comica è che c'è un numero impressionante di comici in circolazione. Comici intercambiabili, nel senso che campano su tematiche e battute che possono essere raccontate ora dall'uno ora dall'altro praticamente nello stesso modo. C'è un' iperproduzione di minkiate e diventa difficile sostenere il ritmo e il confronto con la televisione. Faccio un esempio: dopo aver sentito dieci comiche che mi raccontano di creme per la cellulite, antierotici pigiamoni con gli orsetti, fidanzati buttati sul divano a guardare la tv e tutte le altre cose di cui si ride perchè "accadono a tutti", io mi rompo le balle. Mi chiedo: devo essere l'undicesimo a raccontare queste cose? A volte si finisce per esserlo, altre vorresti tentare altri percorsi, il surreale o l'umorismo laterale e imprendibile di Guzzanti e Albanese, tanto per citare i miei preferiti. O Maccio Capatonda, che dio gli conservi la sua strepitosa demenza. Non so, io ci provo. Non è detto che tutto ciò che mi viene in mente sia adatto al Lupo. Un errore in cui è facile cadere è trattare il lupo e gli altri personaggi come pupazzi aventi tutti la medesima voce: quella di chi scrive. Dotarli tutti di battute folgoranti, di sarcasmo occhieggiato dal cinema, al solo scopo di mostrare quanto si è bravi e quante se ne sanno. Io ultimamente lavoro solo con Piero, e lui per esempio è uno che sa anteporre il rispetto dei personaggi al proprio bisogno di visibilità. Rinuncia a una battuta per il piacere di raccontare una storia. E questo mi piace! Da lettore, intendo.
    Utilizzare i comprimari (Alcide, Glicerina, Alfredo) è un'ottima idea, ma non è facilissimo farli muovere nell'angusto spazio narrativo di una tavola. Con Glicerina, per dire, che è un deficiente totale, si rischia di cadere nel modulo "barzelletta sui carabinieri" e a me le barzellette fanno tristezza. Però, ripeto, è un'ottima idea e sto ragionando su come metterla in pratica. Abbiate fede!
    Per quanto riguarda la storia di Correggio, io ne ho trovate un mucchio di copie nelle librerie delle stazioni (a Roma, Termini e Tiburtina). Non so, spero riusciate a trovarla; senza star lì a fare i finti modesti, ci abbiamo lavorato tutti con grande passione e alcune tavole ci sono rimaste incollate agli occhi e al cuore, stupendoci noi per primi di cosa avevamo realizzato. Vogliamo dirlo? E' una grande storia! Trovatela e dateci soddisfazione, che la vita è amara!:-)
    ...E comprate il numero di novembre. Non vi dico altro, ma secondo me MERITA.
    E ora scusatemi, ma stasera a 100 metri da casa mia suona ELIO E LE STORIE TESE e vado a ripassare i cori!
    Statemi bene e grazie ancora per un mucchio di cose che non sto qui a dirvele. A PRST!
  • Speciale Lucca

    Eccomi qui a commentare con ardore quanto di bello ho trovato a Lucca di lupoalbertiano:

    Lupo Alberto è Messer Correggio, Pittore Rinascimentale (Silver-Lusso/Cannucciari)

    Immagine
    Una bella iniziativa culturale ci consegna in mano un pregiato volumone cartonato contenente una stupenda (a vedersi quanto a leggersi) performance del trio di mostri sacri Lusso/Silver/Cannucciari. C'è classe, c'è stile, c'è voglia di raccontare e traspare un grandissimo amore per il personaggio di Lupo Alberto, chiamato qui a interpretare una figura storica che come lui, preferiva vivere libero piuttosto che conformarsi. Una storia malinconica, senza dubbio, ma anche divertente, che qua e là tradisce il suo intento didascalico ma si fa perdonare grazie alla grande classe che dimostra in ogni sua vignetta. Tutta la vita di Lupo Alberto/Correggio dall'infanzia fino alla morte (ebbene sì, Lusso stavolta ce la fa a far fuori il Lupo!) raccontata in 24 tavole, il doppio di una storia, montate in verticale ma stavolta scomponibili nel normale formato di Lupo Alberto. E poi i colori, veramente stupendi. Lusso fa un lavorone anche da questo punto di vista, consegnandoci immortali tavole, trasudanti atmosfera. Non manca l'humor, rappresentato come ovvio da Enrico La Talpa (il cui ruolo di profeta lo rende il "motore" degli eventi). Anche la sceneggiatura è evocativa e fa perdonare una leggera frammentazione nella parte centrale con le peregrinazioni di Correggio (ma in fin dei conti è una biografia, quindi è normale). Cosa volere di più?


    PsiCosa? PsiCome? Psichi? - Dr. Mouse: Il Sano Immaginario (Silver/Michelon)

    Immagine
    Altro volumone in vendita a Lucca, altra storia lunga firmata da Silver. Stavolta si tratta di un cartonatone di grandi dimensioni, un po' come quelli che contenevano le tavole raccolte cronologicamente tempo fa. Solo che all'interno si trova dell'altro e cioè una storia lunga promozionale firmata da Silver e Giac, più un lungo opuscolo che spiega i perchè e i percome dell'ADHD, polemizzando sull'abitudine che hanno certi medici di considerarla una malattia curabile a suon di psicofarmaci. Stranamente visto il tipo di prodotto, la storia lunga di Silver è spettacolare: mette in mostra l'intera fattoria MacKenzie, utilizzando uno humor così puramente silveriano che sembra di essere tornati ai vecchi tempi, in cui lui si occupava in toto del fumetto. La storia è semplice: l'idiozia di Glicerina fornisce a Mosé il pretesto per metterlo sotto psicofarmaci, finché per colpa di un avido dottore la situazione non sfugge di mano. Ben 48 tavole a colori, montate a tre righe per tavola (in stile Topolino come Wild Boys), in cui Silver recupera quell'andamento sincopato e ricco di gag tipico delle sue primissime storie lunghe, in più come più volte auspicato su questi lidi l'intero cast della fattoria prende parte alla storia, compresi Lodovico e Arturo che per un paio di tavole tornano a far coppia e scambiarsi battute, il primo dei due persino appollaiato su un tavolo, come nelle primissime strisce! Insomma di fronte a un tale revival si perdona pure il riciclo di un paio di gag glicerinesche utilizzate in passato, e un finale della vicenda un tantinello brusco.
    Dopo la storia c'è poi l'opuscolo informativo "Perché Non Accada" realizzato molto bene, pieno di vignette e omaggi di autori come Gualdoni, Bonfatti, Bozzetto, Cavandoli, e in coda persino degli aneddoti curiosi riguardanti personaggi storici per stuzzicare l'attenzione. Insomma un buon acquisto, che mi ha fatto capire alcune cose e nel migliore dei modi possibili, visto che mi ha mostrato all'opera il Silver da storia lunga (e da tavola) dei bei tempi andati.


    Lupo Alberto - Wild Boys (Etearnity/Michelon)

    A Lucca c'era infine questo albetto promozionale, che costava un euro, contenente quello che sarà un assaggio di questo nuovo progetto. La storiellina è di 16 tavole, montate in verticale con una gabbia di tre vignette per pagina, in stile Topolino. I testi sono di questo nuovo staff Etearnity che è formato da queste fantomatiche Francesca Bruschi, Samanta Giuliani, Emanuela Portipiano e Romina Scarpanti. E' una sorta di anticipazione, di preview, che però mi viene detto NON vedremo su Lupo Alberto. Quanto alla storia in sé non è che sia malvagia, solo che mi lascia parecchio perplesso il progetto. Dagli editoriali sembra emergere la voglia di raccontare le origini del Lupo, per indagare su cosa abbia portato i personaggi allo status quo attuale. Poi c'è il "problema" dell'ambientazione anni '80, vedere l'intera fattoria immersa nell'epoca dei paninari mi ha ricordato che in quegli anni Lupo Alberto usciva di già, e i personaggi erano già tutti adulti. Passato ipotetico? Retcon? Quando si fanno queste cose e si prova a ragionare in un'ottica continuativa e filologica bisogna procedere guardinghi, o si rischiano strafalcioni. E infatti il feeling è più quello di un racconto in costume che delle effettive origini di questo mondo. Cosa voluta o ci si sta addentrando nell'intricato mondo dei paradossi in stile Disney?
  • Innanzitutto un ciao a grrrrrrrrrrrrrrrrodon! E' stato un vero piacere incontrarti di persona a Lucca!
    Ti rinnovo i complimenti per il tuo modo di recensire il Lupastro!

    Per quanto riguarda Wild Boys...ahitè, hai capito male, la storia promo verrà replicata anche sul numero di novembre...scelta editoriale non entusiasmente, ma comprensibile, visto che a Lucca si incontra solo una piccola fetta di lettori e non la massa delle edicole.

    Ho appena finito di disegnare il secondo episodio ( che verrà pubblicato a gennaio ) ...la serie è ambientata prevalentemente a scuola...la fattoria non si vede...i rischi che dici ci sono tutti, spero ovviamente che non si cada in certe banalità già viste altrove, i personaggi silveriani hanno una malizia che i disneyani non possiedono...spero...speriamo :) ...per adesso è più un giocare con i personaggi adolescenti e gli anni '80...le ragazze sono in gamba, sarebbe meglio se argomentassero loro...io sono solo il braccio! :elio:
  • giac- ha scritto: Per quanto riguarda Wild Boys...ahitè, hai capito male, la storia promo verrà replicata anche sul numero di novembre...
    Me ne sono orora accorto. Ridatemi il mio euro!!
    Cmq ho visto che sono gli anni 80 il riferimento base, boh la cosa mi lascia ancora un po' perplesso. Se avessero voluto tentare quest'operazione fra 10 anni avremmo avuto di scena un Lupo Alberto giovane negli anni 90? La continuity si sposta di anno in anno, dunque? Mah, sono argomenti da prendere con le pinze...
  • # 281

    Urgh, e non era affatto vero che Wild Boys (Etearnity/Michelon) non sarebbe stato pubblicato sul mensile...e così ecco che mi ritrovo il doppione di una storia su cui ho già espresso le mie perplessità. Perplessità che confermo anche adesso che la storia è stata rimontata con tre vignette per striscia per adattarsi al formato classico, per un totale di otto tavole. Ho notato però che la copertina cita Zuzzurro e Gaspare. La cosa mi ha riportato ai tempi in cui venne avviata la collaborazione tra i due comici e Silver, e la cosa portò alla creazione di uno (o due?) volumi di strisce, più alcune storie lunghe pubblicate sul Lupo, surreali e divertenti (più della loro controparte in carne ad ossa, direi). Per quanto riguarda le tavole stavolta Silver è presente solo con le prime tre, il resto è affidato a Cannucciari che trova il modo di creare una miniserie conseguenziale con Lupo Alberto e Marta che litigano sotto la pioggia. Adoro questo genere di miniserie, anche perchè in una viene riportato sulle scene il trio Alcide/Alfredo/Glicerina. Poi c'è la piccola opera d'arte Dolce Casa (Lusso/Cannucciari) di quattro tavole in cui Lusso sia ai testi che ai colori scatena la sua verve artistica. La storia appartiene al ciclo halloweeniano ispirato a Zio Tibia e agli special di halloween fuori continuity simpsoniani, oserei dire. Fantastica, evocativa, disturbante e un pugno al cuore nel finale. E anche dopo il finale visto che mi ha lasciato un senso di disagio anche dopo la lettura. E un fumetto che ti lascia qualcosa è un bel fumetto. Nel prossimo numero a quanto pare torna Cuori Grassi, che è cosa buona e giusta.
  • Buonasera a Grrodon, padrone di casa e autentico sostenitore del Lupo!

    Eccomi qui, linciatemi, lapidatemi, datemi fuoco: sono una delle fantomatiche autrici di Etearnity che ha confezionato Wild Boys! ;)
    Ogni dubbio è legittimo e tutti i nodi vengono al pettine, ma anzitutto mi scuso per la nostra precipitosa fuga in quel
    di Lucca, ma il tempo è assai tiranno per le traferte senza base di appoggio, per cui risponderò volentieri qui ad ogni
    dubbio riguardante la nuova serie!

    Prima di tutto voglio tranquillizzarti: reduci da formazione disneyana sotto un ottimo maestro, lettrici prima che autrici
    del Lupastro, non avevamo intenti autolesionistici nel creare Wild Boys, e certo non volevamo rubarti l'euro
    della pubblicazione, che comunque - ammettilo - ha pure sempre una bella copertina ed essendo a tiratura limitata si sa
    mai che non si possa rivendere all'esorbitante prezzo di 2 euro, guadagnandoci pure!!

    La verità è questa: ci è mancato nei nostri brevi istanti di Lucca un'anima buona che ci chiedesse qualcosa di intelligente sulla
    serie. Wild Boys è nato da una richiesta precisa di Silver: servire un segmento di target che il Lupo attualmente non prendeva
    nel modo migliore, ossia preadolescenti e adolescenti femmine 12-15, magari rilanciando i personaggi femminili della Fattoria,
    svecchiandoli e rendendoli un po' più "appealing" per questo tipo di pubblico.

    Allo stesso tempo, ci è stato proposto di creare un filone narrativo "parallelo" alla serie classica, che non avesse con questa
    alcun collegamento diretto o filologico, se non ovviamente per i caratteri dei personaggi e la struttura della società McKenziana.
    E ciò risponde in parte alla tua domanda: no, non ci sogneremmo mai di addentrarci in trame filologiche e quello che speravamo di
    offrire era un fumetto leggibile e divertente, senza il desiderio di spiegare realmente vita morte e miracoli dei personaggi, ma solo
    fornendo una versione interessante e spiritosa del cosa li avesse portati ad essere come sono (come vedremo poi nelle storie).

    Indi per cui, Wild Boys va intesa come una serie allineata a un certo tipo di target che va a sovrapporsi ai lettori affezionati,
    ambientata non nei "veri" anni 80, ma in un limbo temporale che corrisponde agli anni 80 di Lupo Alberto. Ossia, se è vero
    come dici tu che nei NOSTRI anni 80 loro erano già adulti, devi considerare che questi sono i LORO anni 80. Infatti, se noti, le citazioni
    temporali all'interno delle vignette ( e sono molte) non corrispondono tutte alla data impressa nella foto (1985). Sono anni 80 imprecisati,
    che di paninaro hanno e vogliono avere soprattutto la carica ottimista, come stimolo agli adolescenti di oggi (TROPPO nichilisti...).
    Rispondendo perciò all'altra tua domanda: no, tra dieci anni non sarebbero stai gli anni 90. Sono gli anni 80 per una questione di filosofia,
    e anche perchè (proprio perchè) come hai giustamente detto il Lupo era un dio in quegli anni... Era gallo da dio. Ci è sembrata l'epoca più
    rappresentativa in cui ambientare un'ipotetica gioventù dei personaggi della Fattoria.

    Insomma, un contesto che possa avvicinarli ai ragazzi ma diverta gli ex ottantini con i richiami e le citazioni nascoste quà e là!

    Detto questo, ovviamente il promo...è un promo. Ovvero, non mi aspetto che da questa storiella traspaiano tutti i contenuti della serie.
    L'intento era suscitare interesse, critiche, sdegno, curiosità, divertimento, e bene o male eccoci qui! Il soggetto è chiaramente una storia
    a mosaico, di cui per par condicio abbiamo sceneggiato una parte ciascuna, per un totale di quattro tavole Lupesche a testa: ci è sembrato giusto
    dividerci il rischio d'impresa della prima storia, mentre dalla prossima potrete insultarci singolarmente! ;) Che è anche più comodo...
    I colori sono di una di noi, Francesca Bruschi, che ha colorato anche la bella storia per Psichi Psicosa Psicome.

    Spero di essere stata esauriente, ma se hai altre domande.... basta chiedere!
  • Sam July ha scritto:Wild Boys è nato da una richiesta precisa di Silver: servire un segmento di target che il Lupo attualmente non prendeva nel modo migliore, ossia preadolescenti e adolescenti femmine 12-15, magari rilanciando i personaggi femminili della Fattoria,svecchiandoli e rendendoli un po' più "appealing" per questo tipo di pubblico.
    Quindi, perchè chiamarlo Wild Boys?
    Ci sarebbero stati nomi più adatti, come ad esempio:

    - La Fattoria McKenzie... E' MODA!
    - Glicerina PP8
    - Mad Marta
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • Benvenute sul mio umile forum, autrici!
    Il fatto che sul Lupo, e per volontà di Silver, sia stato messo in atto un progetto altamente targettizzato, francamente un po' mi spaventa. Sarà che sono dell'idea idealistica che un bel fumetto sia tale proprio perchè abbastanza immune da questo genere di cose, o sarà che col passare degli anni avendo seguito nel dettaglio l'evoluzione del marchio Disney, in origine garanzia di target universale, mi sono imbattuto più e più volte in casistiche simili e un po' problematiche (basti pensare ai malriusciti Kylion o Mad Sonja o a Witch ormai in caduta libera), fattostà che ho sempre visto il Lupo come un piccolo isolotto indipendente in cui poter ritrovare un linguaggio piuttosto adulto, da qui le aspre critiche alle famose derive maselliane di cui si è parlato varie volte. Ciò posto non escludo che con qualche accorgimento in più a livello di marketing il Lupo possa giungere ad un vasto pubblico senza snaturarsi troppo, anzi me lo auguro.
    Riguardo all'ambientazione temporale devo ammettere di non aver ben compreso il discorso dei doppi anni 80. Si tratterebbe di uno "spirito anni 80" descritto in modo generico, molto in linea con lo spirito lupesco, da quel che leggo nel vostro post, però poi vedo che c'è una data e alcuni riferimenti molto precisi. Non ci sarebbe un intento filologico, né la volontà di narrare le origini ma d'altra parte si vuole fornire una versione di cosa abbia portato certi personaggi a diventare quel che sono. Capisco la volontà di tenersi sul vago per non incasinarsi con la continuity, ma non ho ben capito come vada inteso il tutto da questo punto di vista. E come Wild Boys si concilii con il Lupo che in quegli stessi anni vedevamo adulto nei fumetti. Tantopiù che mi sembra un tantino arduo che tutti i personaggi di una società metaforicamente ampia (sia socialmente che anagraficamente) come la MacKenzie possano esser stati in classe insieme da giovani.
    Spero di non avervi tediato con questo applicare a Lupo Alberto il concetto di continuity, che mi rendo conto è un elemento piuttosto inedito, ma visto che è stato da poco introdotto anche nel fumetto umoristico Disneyano da personalità del calibro di Tito Faraci, Don Rosa e Andrea Castellan, allora tantovale parlarne.
  • Vedo che avete iniziato a picchiarv...ehm...a dialogare. :clap:

    Grrodon la metti giù troppo seria...e la fai più complicata di quello che è.
    1) quello che hai letto è solo un promo, come è stato detto...e va preso per quello che è.
    2) avendo disegnato la prima storia, posso dirti che non è mad marta :rotfl:

    Un po' di casino nasce perchè questo progetto viene inserito nella pagine del mensile, mentre avrebbe dovuto avere vita a se...parallela :D ...da qui anche il "pasticcio" della storia dell'albetto di Lucca che poi ti ritrovi nel mensile...a parte questo lo puoi considerare una specie di spin-off...Il Lupo non lo tocca nessuno...resterà sempre lui!
    E se il progetto ha un target di riferimento, come l'intento di girare maggiormente attorno a Marta e Alice, piuttosto che Alberto ed Enrico, e infine "gioca" con gli anni '80...a scuola ci siamo andati tutti...quindi non è detto che possa piacere solo a delle adolescenti, anzi...
    Potrebbe essere divertente osservare le galline spettegolare...ma anche no... :elio:
    'speta gennaio.



    Intanto a dicembre ti becchi Lusso-Cannucciari-Formaggio :beer:
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