A differenza di molti altri, non ho trovato questo numero debole, anzi.
Deboroh sta attraversando da tempo una parabola discendente: è sempre meno convinto di sè, ha abbandonato il suo costume, ha addirittura perso la sua fabbricata, la sua villa, i suoi soldi; ma questo a Leo evidentemente non bastava, voleva far piombare Deboroh in una situazione ancor peggiore, costringendolo addirittura a vivere come un barbone.
Molti ritengono che per metà numero non accada nulla, ma io ho visto un dipinto affascinante, realistico e al contempo leggero della vita da homeless, ennesima dimostrazione della sensibilità di Leo nel trattare certe condizioni delicate.
Deboroh non poteva essere un barbone per 3 pagine, non sarebbe stata una fase: sarebbe stata a malapena una gag. Ricordiamoci che è tutto un surplus, le storie di Rat-Man sono durate anche metà delle pagine che compongono questa puntata, quindi se Leo disegna più pagine, per dare ampio respiro ad una fase che necessitava di un minimo di spazio.
Per una 20ina di pagine Deboroh si comporta da vero barbone, disilluso ma non per questo si piange addosso: ha completamente accettato la sua nuova condizione, e si vanta con i suoi nuovi amici del suo passato da supereroe per quello che è, passato.
Queste pagine sono arricchite da un bel po' di gag riuscitissime, tra le quali voglio citare Namor: sono scoppiato a ridere come mai mi era successo prima, appena terminate le risate e le lacrime ho ripreso in mano l'albo per continuare la lettura, ma guardando le faccine di Deboroh, "Namor" e i barboni sono scoppiato nuovamente a ridere e non ho potuto proseguire, e così via per una decina di volte. E per una settimana buona mi è capitato di scoppiare a ridere ripensando alla scena. Ritengo questa sia LA gag più divertente mai realizzata da Leo, più dei vari tormentoni "Metallo!", più di Don Matteo, e più di tante altre che sono già passate alla storia. Best Gag Ever.
E il motivo di questa caduta definitiva di Rat-Man è proprio la serie televisiva che l'ha fatto conoscere al grande pubblico, ma che non gli ha permesso di essere più il supereroe che era; conseguenza diretta degli avvenimenti letti nel numero precedente, la serie animata ha ormai preso piede, al punto da dare vita a una serie innumerevole di gadget. La serie ha però scontentato i fan più critici, che Leo continua a ridicolizzare con la scena dell'incontro col creatore di Rat-Man, e mettendo dialoghi insensati a riguardo in bocca allo stesso Valker ("Ti è piaciuto?", "Preferisco il fumetto").
Queste sono pagine dalla narrazione più lenta, sì. Ma sono la descrizione di uno status quo, sono la calma prima della tempesta. Non può esserci solo tempesta, sarebbe una narrazione frenetica e caotica, quella delle peggiori seirie Marvel che attecchiscono il lettore con colpi di scena ogni 10 pagine di cui gli stessi autori si dimenticano la settimana dopo. Qui c'è qualcosa che freme, un ribollire del personaggio,
Ma alla fine, lo spirito da vero supereroe si cela sempre dentro Rat-Man che, come quando non riuscì a rimanere insensibile a un povero anziano sul letto d'ospedale, inizia a risvegliare i suoi istinti quando un amico barbone viene picchiato da una banda di teppisti. L'incontro con Valker e con l'Ombra sono la goccia che fa traboccare il vaso, ciò che fa tornare Deboroh a essere Rat-Man, il supereroe. E questo ritorno non ignora completamente ciò che è accaduto nel frattempo: Deboroh utilizza per tornare alla ribalta il Rat-cappellino e la maglietta del fan club, gesto che ho percepito come il più grande gesto d'amore di Leo per i suoi fan. Il supereroe che sa prendere le forze da quelli che lo amano e da chi ha saputo criticarlo, sia come personaggio dei fumetti, ma anche come fumetto.
E lì, nell'Arena, dove tutto era cominciato, Rat-Man torna.
E tutto cambia. Le tavole assumono una struttura più elaborata, le vignette sono più grandi, all'azione viene data tutta l'azione che si merita. Sì, perchè mai come in questo numero abbiamo visto un Rat-Man veramente all'opera, un Rat-Man che combatte e che cerca invano di scalfire il Guardiano, con l'unico risultato di farsi sanguinare le mani. Un personaggio diverso da quanto si sia mai visto su queste pagine, per una maturazione e un cambiamento evidenti.
E come se non bastasse, la trasformazione diventa letterale. Rinunciando a una vita normale e a quella famiglia felice che aveva sfiorato in una dimensione parallela, Rat-Man accetta di diventare IL Rat-Man, la creatura enorme che avevamo già visto ma di cui non ci era ancora nota la natura. Ebbene sì, è una sorta di Hulk, di Mr.Hyde, di furia berserker con la quale Rat-Man riesce addirittura a strappare le braccia al Guardiano.
Ma non riesce a resistere alla paura che sa infondere Valker. Un Valker le cui azioni si fanno sempre più ambigue.
"Tre anni... ho aspettato tre anni per cosa?! Per vederti piangere? Per questo? Per questo sono diventato l'Ombra?!?" Questa frase mi ha dato l'impressione di un Valker che ha accettato di unirsi all'Ombra proprio per Rat-Man, come un leone adulto che accetta di essere crudele e vuole buttare il cucciolo giù dalla rupe per farlo essere più forte, per farlo crescere.
Quali siano i suoi piani ancora non ci sono chiari, se lo fa veramente per il figlio adottivo o perchè pensa di poter utilizzare IL Rat-Man per la Terza Squadra Segreta, ma intanto c'è stato u grande scossone alla vicenda, uno dei più grandi mai avuti fino ad ora.
E un'altra figura paterna stava nascosta nell'Ombra, letteralmente, per osservare e proteggere Rat-Man: Krik, il ritorno del caro amico allontanatosi da tempo. Un ammiratore dei supereroi da sempre, che ha sempre sostenuto Rat-Man, come abbiamo approfondito anche nella saga di Rat-Man: Year One, e che apre essere tornato proprio quando Deboroh ha deciso di tornare ad essere Rat-Man.
[Leo Ortolani] Rat-Man
Fin da quando ho letto questo numero di Rat-Man l'8 maggio e in sequenza ho letto i vari commenti sui forum, mi stavo scervellando per trovare 1) il tempo per recensire l'albo in questione (tempo mancato per recensire il precedente) e 2) il modo giusto di dire che a me questo numero è sembrato uno dei migliori in assoluto che ho letto del Ratto.
Per fortuna arriva Deboroh a togliermi dall'impiccio, perchè quello che ha detto qui sopra vale anche per me dalla prima all'ultima parola, compresa la battuta di Namor!
Aggiungo che fin qui questa n-logia di Ortolani sembra essere la migliore insieme all'esalogia.
Grazie Deboroh!
Per fortuna arriva Deboroh a togliermi dall'impiccio, perchè quello che ha detto qui sopra vale anche per me dalla prima all'ultima parola, compresa la battuta di Namor!
Aggiungo che fin qui questa n-logia di Ortolani sembra essere la migliore insieme all'esalogia.
Grazie Deboroh!
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Rat-Man # 65 - Venduto!
Come avevo scritto sopra, non avevo avuto tempo di recensirlo, quando uscii. Due parole giusto per commentare quello che è uno dei migliori numeri di Rat-Man, tra quelli che ho letto.
Perchè in questo numero c'è il pathos, c'è la descrizione quanto mai lucida dello svilimento dell'animo umano una volta che si vende. Perchè Deboroh ormai è perduto, da quando ha abbandonato il costume del suo alter-ego Rat-Man non semvra più avere niente che dia un senso alla sua esistenza. Ora che non indossa più un costume, ora che non è più un supereroe, ora che perfino l'essere Deboroh deve avere una nuovas dimensione avendo perso tutti i suoi soldi, Deboroh è un umo finito: Tutto questo è successo per colpa dell'ombra, che gli ha sottratto tutto. E nell'ombra c'è Valker, l'Ombra è Valker.
Mirabile metafora del destino umano, o della sfiga di cui Rat-man è sempre stato portabnadiera, che nel mondo reale può mettere in ginocchio un uomo. E quando un uomo rimane senza più niente, è inevitabilmente portato a fare di tutto per riacquistare una qualunque cosa, anche vendere se stesso e il suo passato che rimpiange, pur di vederlo rivivere di nuovo nel opresente.
Tutto qyesto era stato preparato nel precedente "Io sono leggenda" e adesso esplode, mettendo in campo produttori telefvisivi poco raccomandabili, un certo tipo di tv spazzatura che fa audience a colpi di crudezza e all'insenga dello "sbatti il mostro in prima pagina", la presa di posizione dii Arcibaldo, la critica a spiderman 3 (che sembra richiamare la scena di Brakko quando andava a vedere I Fantastici 4 in Rat-Man # 54), l'indagare nei tentativi di ricerca di Valker, e ovviamente in tante tante gag che Ortolani mette sempre e che qui sono veramente tra le sue migliori (le ombre cinesi, la sadica "le gemelline", Spiderman 3...)... mettendo in campo la bassezza morale che ha toccato Deboroh, con un'ombra sopra al viso sempre più costante.
Un numero coi controfiocchi.
Come avevo scritto sopra, non avevo avuto tempo di recensirlo, quando uscii. Due parole giusto per commentare quello che è uno dei migliori numeri di Rat-Man, tra quelli che ho letto.
Perchè in questo numero c'è il pathos, c'è la descrizione quanto mai lucida dello svilimento dell'animo umano una volta che si vende. Perchè Deboroh ormai è perduto, da quando ha abbandonato il costume del suo alter-ego Rat-Man non semvra più avere niente che dia un senso alla sua esistenza. Ora che non indossa più un costume, ora che non è più un supereroe, ora che perfino l'essere Deboroh deve avere una nuovas dimensione avendo perso tutti i suoi soldi, Deboroh è un umo finito: Tutto questo è successo per colpa dell'ombra, che gli ha sottratto tutto. E nell'ombra c'è Valker, l'Ombra è Valker.
Mirabile metafora del destino umano, o della sfiga di cui Rat-man è sempre stato portabnadiera, che nel mondo reale può mettere in ginocchio un uomo. E quando un uomo rimane senza più niente, è inevitabilmente portato a fare di tutto per riacquistare una qualunque cosa, anche vendere se stesso e il suo passato che rimpiange, pur di vederlo rivivere di nuovo nel opresente.
Tutto qyesto era stato preparato nel precedente "Io sono leggenda" e adesso esplode, mettendo in campo produttori telefvisivi poco raccomandabili, un certo tipo di tv spazzatura che fa audience a colpi di crudezza e all'insenga dello "sbatti il mostro in prima pagina", la presa di posizione dii Arcibaldo, la critica a spiderman 3 (che sembra richiamare la scena di Brakko quando andava a vedere I Fantastici 4 in Rat-Man # 54), l'indagare nei tentativi di ricerca di Valker, e ovviamente in tante tante gag che Ortolani mette sempre e che qui sono veramente tra le sue migliori (le ombre cinesi, la sadica "le gemelline", Spiderman 3...)... mettendo in campo la bassezza morale che ha toccato Deboroh, con un'ombra sopra al viso sempre più costante.
Un numero coi controfiocchi.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Rat-Man 66 - La caduta
Ho già detto sopra di essere sostanzialmente d'accordo con Deboroh, ma qualche parola in più volevo spenderla. Perchè se "Venduto!" era davvero uno dei numeri meglio confezionati da Leo sotto tutti i punti di vista, questo non è da meno. La struttura che alcuni hanno criticato è invece davvero consona al tutto, un affresco mirato della nuova condizione di Ratty che di certo non era stata spiegata con questa profondità sia di spazio che di riflessione nelle 2 precedenti parti della pentalogia... e quindi Leo si scatena alternando le sue battute (ribadire quella di Namor? be', dopo aver anche capito la citazione da dove deriva, è d'obbligo!) a una descrizione spietata di un mondo dove Deboroh è precipitato e non sa piùà come uscirne, se non con la commercializzazione di Rat-Man stesso. Peccato che Leo sembra farci capire che lo squallore della vita da senzatetto sia niente de paragonato allo squallore della mercificazione della proprio identità, cosa che il Nostro sta invece portando caparbiamente avanti sotto il contagio stesso dell'ombra, come Valker stesso gli dirà. Perchè infatti l'introduzione al numero non è niente in confronto con la parte finale, dove le tavole diventano ariose come raramente le ho viste fare dal Leo, dinamiche e perfette, senza contare che oltre all'azione pura si spriogona un simbolismo carico di sottointesi, come Deboroh vestito con maglietta e cappellino del fan club e il ritorno de IL Rat-Man. Senza contare la tavola finale con la ricomparsa - SPOILER - di Crick, che è secondo solo al cliffhanger del numero precedente, dove Deboroh finiva tra le grinfie di Valker. E poco importa se c'è uno stacco più che notevole tra quel finale e l'inizio di questo numero, è uno scotto giusto da pagare, per me, in virtù di una narrazione spezzettata in modo da narrare un'anima spezzata, quella di Rat-Man... e poi è il numero di mezzo della pentalogia, cuscinetto tra l'inizio e la discesa verso la soluzione.
Next: Quello che non mi uccide, che a giorni dovrebbe uscire (il sito della Panini annucia il 3 luglio, ma ad adesso siamo senza copertina, senza annuncio sulla pagine della Panini dedicata a Rat-man e senza annuncio sul sito ufficiale del Ratto... sindrome da Bolt?)
Ho già detto sopra di essere sostanzialmente d'accordo con Deboroh, ma qualche parola in più volevo spenderla. Perchè se "Venduto!" era davvero uno dei numeri meglio confezionati da Leo sotto tutti i punti di vista, questo non è da meno. La struttura che alcuni hanno criticato è invece davvero consona al tutto, un affresco mirato della nuova condizione di Ratty che di certo non era stata spiegata con questa profondità sia di spazio che di riflessione nelle 2 precedenti parti della pentalogia... e quindi Leo si scatena alternando le sue battute (ribadire quella di Namor? be', dopo aver anche capito la citazione da dove deriva, è d'obbligo!) a una descrizione spietata di un mondo dove Deboroh è precipitato e non sa piùà come uscirne, se non con la commercializzazione di Rat-Man stesso. Peccato che Leo sembra farci capire che lo squallore della vita da senzatetto sia niente de paragonato allo squallore della mercificazione della proprio identità, cosa che il Nostro sta invece portando caparbiamente avanti sotto il contagio stesso dell'ombra, come Valker stesso gli dirà. Perchè infatti l'introduzione al numero non è niente in confronto con la parte finale, dove le tavole diventano ariose come raramente le ho viste fare dal Leo, dinamiche e perfette, senza contare che oltre all'azione pura si spriogona un simbolismo carico di sottointesi, come Deboroh vestito con maglietta e cappellino del fan club e il ritorno de IL Rat-Man. Senza contare la tavola finale con la ricomparsa - SPOILER - di Crick, che è secondo solo al cliffhanger del numero precedente, dove Deboroh finiva tra le grinfie di Valker. E poco importa se c'è uno stacco più che notevole tra quel finale e l'inizio di questo numero, è uno scotto giusto da pagare, per me, in virtù di una narrazione spezzettata in modo da narrare un'anima spezzata, quella di Rat-Man... e poi è il numero di mezzo della pentalogia, cuscinetto tra l'inizio e la discesa verso la soluzione.
Next: Quello che non mi uccide, che a giorni dovrebbe uscire (il sito della Panini annucia il 3 luglio, ma ad adesso siamo senza copertina, senza annuncio sulla pagine della Panini dedicata a Rat-man e senza annuncio sul sito ufficiale del Ratto... sindrome da Bolt?)
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Rat-Man Color Special 11

In attesa dell'imminente nuovo numero del Collection, scrivo un breve commento su questo ultimi, recente numero della serie "Color Special" uscito il 12 giugno scorso e da me acchiappato subito il giorno stesso dell'uscita prima di andare a sostenere un esame...per quanto molti possano ritenere sostanzialmente ininfluente questa pubblicazione e vedano il "vero ratto" in b/n, è perlomeno utile per chi, come me, non ha tutte le storie del Ratto, non ha la voglia/possibilità di recuperarsi i vecchi "Tutto Rat-Man" e può finalmente apprezzarle, anche se in formato diverso e coi (comunque bellissimi) colori di Larry e collaboratori.
In questo numero, dopo il consueto simpaticissimo editoriale di Andrea Plazzi, il piatto forte sono le due famosissime e storiche storie:
Il grande Ratzinga, che è un must del corpus narrativo del Ratto, è un'avventura davvero divertente e coinvolgente, con tutti gli elementi tipici dei manga e del mondo giapponese dei fumetti e degli anime mischiati con sapienza e con la consueta dose di ironia tipicas di Leo (il robottone gigante, la super-gnocca, gli scienziati su un'isola, il "tamagoci", e Ratty vestito da Sailor Moon che mi ha fatto ridere per circa un'oretta
). L'avventura in sè non manca, il colpo di scena finale nemmeno, che se anche non è tra i più originali io non me lo aspettavo comunque e quindi il suo intento l'ha raggiunto...
Dimenticati dal tempo si pone come l'ultima storia di Rat-man, essendo collocata in un futuro imprecisato con i personaggi invecchiati. Una sorta di parodia de "Il ritorno del cavaliere oscuro" ho letto da qualche parte (e quando leggerò l'opera di Miller potrò dirlo con cognizione di causa), dove Rat-Man è ormai un vecchio che non ricorda più chi è, mentre Brakko ben si ricorda del suo vecchio amico. Riferimenti ai suoi nemici storici non mancano (i gatti), e il momento in cui Rat-Man e Brakko salgono sul tetto del commissariato ormai abbandonato - quando Ratty ha la visione di tutte le persone più care ad attenderlo compresa una certa Thea - è uno dei più poetici. Senza contare il finale, dove si vede un vecchio Deboroh che,solo, ha ormai rinunciato a indossare il costume lasciando a qualcun altro il compito di raccoglierlo e di proseguire le gesta del Ratto... sempere che questo qualcuno non lo scambi con un altro celebre "topo"...
Mi aspettavo forse di più per via di tutte le belle cose che ho letto su questa storia e quindi avendo avuto aspettative alte non mi ha soddisfatto appieno, ma in fondo è una sola storia e non una n-logia e comunque è un'ottima storia del Ratto, che alla luce della pentalogia attualmente in corso è sempre da tenere presente.
Conclude l'albo una doppia intervista a Larry Ortolani e a Gian Luca Raimondi, entrambi coloristi della serie di "Rat-Man Color Special", sicuramente molto interessante perchè spiega molto bene il lavoro di coloritura delle copertine di tutti gli albi di Rat-Man e delle intere storie che si trovano sui Color Special.
PS: vedo ora che finalmente il sito della Panini ha fatto comparire la copertina del nuovo numero di Rat-Man Collection (oppure era solo a me che si vedeva da settimane un rettangoo bianco al posto della cover?). Bah, comunque ecco il link, dato che la copertina spacca davvero!!!
http://www.paninicomics.it/Titolo.jsp?M ... naUscita=0

In attesa dell'imminente nuovo numero del Collection, scrivo un breve commento su questo ultimi, recente numero della serie "Color Special" uscito il 12 giugno scorso e da me acchiappato subito il giorno stesso dell'uscita prima di andare a sostenere un esame...per quanto molti possano ritenere sostanzialmente ininfluente questa pubblicazione e vedano il "vero ratto" in b/n, è perlomeno utile per chi, come me, non ha tutte le storie del Ratto, non ha la voglia/possibilità di recuperarsi i vecchi "Tutto Rat-Man" e può finalmente apprezzarle, anche se in formato diverso e coi (comunque bellissimi) colori di Larry e collaboratori.
In questo numero, dopo il consueto simpaticissimo editoriale di Andrea Plazzi, il piatto forte sono le due famosissime e storiche storie:
Il grande Ratzinga, che è un must del corpus narrativo del Ratto, è un'avventura davvero divertente e coinvolgente, con tutti gli elementi tipici dei manga e del mondo giapponese dei fumetti e degli anime mischiati con sapienza e con la consueta dose di ironia tipicas di Leo (il robottone gigante, la super-gnocca, gli scienziati su un'isola, il "tamagoci", e Ratty vestito da Sailor Moon che mi ha fatto ridere per circa un'oretta
Dimenticati dal tempo si pone come l'ultima storia di Rat-man, essendo collocata in un futuro imprecisato con i personaggi invecchiati. Una sorta di parodia de "Il ritorno del cavaliere oscuro" ho letto da qualche parte (e quando leggerò l'opera di Miller potrò dirlo con cognizione di causa), dove Rat-Man è ormai un vecchio che non ricorda più chi è, mentre Brakko ben si ricorda del suo vecchio amico. Riferimenti ai suoi nemici storici non mancano (i gatti), e il momento in cui Rat-Man e Brakko salgono sul tetto del commissariato ormai abbandonato - quando Ratty ha la visione di tutte le persone più care ad attenderlo compresa una certa Thea - è uno dei più poetici. Senza contare il finale, dove si vede un vecchio Deboroh che,solo, ha ormai rinunciato a indossare il costume lasciando a qualcun altro il compito di raccoglierlo e di proseguire le gesta del Ratto... sempere che questo qualcuno non lo scambi con un altro celebre "topo"...
Mi aspettavo forse di più per via di tutte le belle cose che ho letto su questa storia e quindi avendo avuto aspettative alte non mi ha soddisfatto appieno, ma in fondo è una sola storia e non una n-logia e comunque è un'ottima storia del Ratto, che alla luce della pentalogia attualmente in corso è sempre da tenere presente.
Conclude l'albo una doppia intervista a Larry Ortolani e a Gian Luca Raimondi, entrambi coloristi della serie di "Rat-Man Color Special", sicuramente molto interessante perchè spiega molto bene il lavoro di coloritura delle copertine di tutti gli albi di Rat-Man e delle intere storie che si trovano sui Color Special.
PS: vedo ora che finalmente il sito della Panini ha fatto comparire la copertina del nuovo numero di Rat-Man Collection (oppure era solo a me che si vedeva da settimane un rettangoo bianco al posto della cover?). Bah, comunque ecco il link, dato che la copertina spacca davvero!!!
http://www.paninicomics.it/Titolo.jsp?M ... naUscita=0
Ultima modifica di Bramo il lunedì 07 luglio 2008, 14:14, modificato 1 volta in totale.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Rat-Man Collection # 67 – Quello che non mi uccide…

Quarta parte di questa Pentalogia di Rat-Man. E se alcuni erano rimasti in qualche modo delusi dal numero precedente (tra cui non io) credo che saranno invece assai appagati da questo “capitolo”.
Eh sì, perché “Quello che non mi uccide…” non ha più bisogno di soffermarsi molto sulla vita da homeless che conduce Deboroh una volta che ha perso tutto, cosa che ha fatto storcere il naso ad alcuni che la vedevano come un rallentamento inutile della vicenda e una rottura della continuità della lettura nella pentalogia stessa, ma che invece a parer mio era necessaria. Ormai lo scotto del numero di mezzo di questa n-logia è stato pagato, e siamo in discesa, verso il gran finale che porta un bel po’ avanti la continuity del Ratto.
Da qui è SPOILER.
La storia riprende i passi da poco dopo la tavola finale di “La caduta”, con un Deboroh che si esercita in una sorta di camera stagna a sopravvivere contro la potenza dell’Ombra che è in lui. Il tutto sotto gli occhi di Arcibaldo e del Capitano Krik… dall’altra parte abbiamo Valker con il suo continuo e ossessivo bisogno di conoscenza totale e completa, motivo per il quale si è venduto all’ombra… e qui lo vediamo davanti al multiforme volto di questa entità chiamata Ombra, un ammasso nero dai tanti volti…ma per rompere il muro che lo separa da ciò l’Ombra vuole Rat-Man e così Valker si vedrà ancora costretto a misurarsi con il nostro eroe. Inoltre abbiamo flashback su un giovano Krik che scopriamo interlocutore del professor Klavius, quasi un pupillo dell’uomo che lo istigava a vedere del buono nei supereroi e ad avere fede nel loro operato.
In tutto ciò capiamo che Krik è agente di una grande organizzazione che si muove contro l’Ombra, che è stato via tutto questo tempo per aiutare altri supereroi (“Ce ne sono altri?” chiede Deboroh) e che adesso è tornato per aiutare lui, chiamata da Arcibaldo (un tempo maggiordomo del professor Klavius). Ma se tutta questa composizione iniziale di flashback alla Lost, di rivelazioni, e di “gettare luce” sull’atteggiamento e la volontà di Valker non bastasse a soddisfare i palati di chi tanto si aspetta da Leo e da Ratty, ecco che la scena conclusiva ripaga di tutto: divertente e profonda come spesso sa fare Ortolani, con un dirupo simbolico dell’Ombra e della proprio depravazione, Deboroh capisce, fa ammenda e recupera quello che aveva perso, la fiducia in sé e la speranza. Saltando col suo storico grido di battaglia “Fletto i muscoli e sono nel vuoto” afferma la sua integrità morale e il coraggio che non ha più avuto da quando ha appeso il costume al chiodo. Esce dalla camera blindata rinato. Accolto festante da Krik. Senza più il velo nero dell’Ombra che ricopriva il suo volto fin dall’inizio di questa pentalogia. E recandosi con Krik da Brakko. E tutto questo apre le porte alla conclusione, dal significativo titolo “E ora… Rat-Man!”.
E poi, be’… e poi le battute. L’episodio richiede serietà per lo svolgimento, le spiegazioni e gli intenti che preparano alla conclusione di questa n-logia, ma Leo sa come inserire gag in modo naturale. Nei dialoghi di Deboroh, nella gag della chiavetta a forma di mucca, in uno Jorgesson particolarmente macchietta, nella tecnica del “si può”, nell’umorismo gigapasha (“Avanti!”) ripetuta a sorpresa anche nella scena con Valker e l’Ombra, e soprattutto nel leit-motiv che spezza la storia del “pene”: continuando da un lato la critica al cartone animato, qui Leo passa a criticare chi il cartone animato di Rat-Man lo criticava lamentandosi che si doveva osare di più anche cono battute “scorrette”… e anche se Leo ha affermato a suo tempo che il cartone che realizza Deboroh non è quello del mondo reale, la frecciatina c’è ed è abbastanza mirata a azzeccata. In più ha modo di lanciare un’altra frecciatina anche al luogo ove scriviamo (“Posso dare un giudizio sul cartone di Rat-Man anche se non l’ho mai visto?” “Certamente, questo è un forum!”) e dà modo di riprendere i volti dei fan delusi dal fatto che “non si vede il pene dei personaggi” nell scena in cui Deboroh si sente abbandonato da quelli che lo dovrebbero supportare, e ai quali però poi si scusa nella scena di crescita morale del già citato finale.
Posta divertente come al solito, anche se occupata prevalentemente dal concorso “Cartolina orrenda” che comunque mi ha fatto sorridere.
Un numero più che buono che sarà ancora meglio apprezzato alla luce del prossimo numero, che chiuderà il cerchio --- Next “E ora… Rat-Man!”

Quarta parte di questa Pentalogia di Rat-Man. E se alcuni erano rimasti in qualche modo delusi dal numero precedente (tra cui non io) credo che saranno invece assai appagati da questo “capitolo”.
Eh sì, perché “Quello che non mi uccide…” non ha più bisogno di soffermarsi molto sulla vita da homeless che conduce Deboroh una volta che ha perso tutto, cosa che ha fatto storcere il naso ad alcuni che la vedevano come un rallentamento inutile della vicenda e una rottura della continuità della lettura nella pentalogia stessa, ma che invece a parer mio era necessaria. Ormai lo scotto del numero di mezzo di questa n-logia è stato pagato, e siamo in discesa, verso il gran finale che porta un bel po’ avanti la continuity del Ratto.
Da qui è SPOILER.
La storia riprende i passi da poco dopo la tavola finale di “La caduta”, con un Deboroh che si esercita in una sorta di camera stagna a sopravvivere contro la potenza dell’Ombra che è in lui. Il tutto sotto gli occhi di Arcibaldo e del Capitano Krik… dall’altra parte abbiamo Valker con il suo continuo e ossessivo bisogno di conoscenza totale e completa, motivo per il quale si è venduto all’ombra… e qui lo vediamo davanti al multiforme volto di questa entità chiamata Ombra, un ammasso nero dai tanti volti…ma per rompere il muro che lo separa da ciò l’Ombra vuole Rat-Man e così Valker si vedrà ancora costretto a misurarsi con il nostro eroe. Inoltre abbiamo flashback su un giovano Krik che scopriamo interlocutore del professor Klavius, quasi un pupillo dell’uomo che lo istigava a vedere del buono nei supereroi e ad avere fede nel loro operato.
In tutto ciò capiamo che Krik è agente di una grande organizzazione che si muove contro l’Ombra, che è stato via tutto questo tempo per aiutare altri supereroi (“Ce ne sono altri?” chiede Deboroh) e che adesso è tornato per aiutare lui, chiamata da Arcibaldo (un tempo maggiordomo del professor Klavius). Ma se tutta questa composizione iniziale di flashback alla Lost, di rivelazioni, e di “gettare luce” sull’atteggiamento e la volontà di Valker non bastasse a soddisfare i palati di chi tanto si aspetta da Leo e da Ratty, ecco che la scena conclusiva ripaga di tutto: divertente e profonda come spesso sa fare Ortolani, con un dirupo simbolico dell’Ombra e della proprio depravazione, Deboroh capisce, fa ammenda e recupera quello che aveva perso, la fiducia in sé e la speranza. Saltando col suo storico grido di battaglia “Fletto i muscoli e sono nel vuoto” afferma la sua integrità morale e il coraggio che non ha più avuto da quando ha appeso il costume al chiodo. Esce dalla camera blindata rinato. Accolto festante da Krik. Senza più il velo nero dell’Ombra che ricopriva il suo volto fin dall’inizio di questa pentalogia. E recandosi con Krik da Brakko. E tutto questo apre le porte alla conclusione, dal significativo titolo “E ora… Rat-Man!”.
E poi, be’… e poi le battute. L’episodio richiede serietà per lo svolgimento, le spiegazioni e gli intenti che preparano alla conclusione di questa n-logia, ma Leo sa come inserire gag in modo naturale. Nei dialoghi di Deboroh, nella gag della chiavetta a forma di mucca, in uno Jorgesson particolarmente macchietta, nella tecnica del “si può”, nell’umorismo gigapasha (“Avanti!”) ripetuta a sorpresa anche nella scena con Valker e l’Ombra, e soprattutto nel leit-motiv che spezza la storia del “pene”: continuando da un lato la critica al cartone animato, qui Leo passa a criticare chi il cartone animato di Rat-Man lo criticava lamentandosi che si doveva osare di più anche cono battute “scorrette”… e anche se Leo ha affermato a suo tempo che il cartone che realizza Deboroh non è quello del mondo reale, la frecciatina c’è ed è abbastanza mirata a azzeccata. In più ha modo di lanciare un’altra frecciatina anche al luogo ove scriviamo (“Posso dare un giudizio sul cartone di Rat-Man anche se non l’ho mai visto?” “Certamente, questo è un forum!”) e dà modo di riprendere i volti dei fan delusi dal fatto che “non si vede il pene dei personaggi” nell scena in cui Deboroh si sente abbandonato da quelli che lo dovrebbero supportare, e ai quali però poi si scusa nella scena di crescita morale del già citato finale.
Posta divertente come al solito, anche se occupata prevalentemente dal concorso “Cartolina orrenda” che comunque mi ha fatto sorridere.
Un numero più che buono che sarà ancora meglio apprezzato alla luce del prossimo numero, che chiuderà il cerchio --- Next “E ora… Rat-Man!”
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Rat-Man #67: Quello Che Non Mi Uccide...
Un altro bel numerone, senza dubbio. Importante sia perchè porta avanti la storia, mostrandoci Ratty che si libera definitivamente dall'ombra che aveva iniziato lentamente a corromperlo già da dopo il coma, sia perchè spiega finalmente alcuni particolari come l'uscita di scena di Krik, giustificandola con l'idea della Luce, vero e proprio tassello mancante della cosmogonia ratmaniana, sia perchè ristabilisce uno status quo fin troppo sconquassato negli ultimi anni, riportando finalmente in scena il gruppetto composto da Rat-Man, Arcibaldo, Brakko e Krik. A dire il vero mancherebbe solo Cinzia, che in effetti in tutta questa saga un ruolo non l'ha ancora avuto. Ottime le battute e l'elemento metafumettistico, con i nerdacci che sui forum si lamentano del cartone animato: la cosa del pene è ottima perchè riesce ad essere nel contempo sia un gigantesco nonsense che un elemento evocativo delle innumerevoli dispute sul policitally correct del Rat-Man animato. E dopo questo Leo cerca ancora di darci a bere la distinzione tra il cartone reale e quello fumettistico?
Grande, grandissimo Valker, con Jorgesson e l'Ombra, come grandioso è anche il Pipistrello che appare in flashback...peccato che non si capisca bene quale significato abbia questa sua visitina a Krik, e se stia per morire dopo l'attacco del Guardiano o si sia semplicemente salvato dopo lo scontro. E un'altra cosa che posso dire di non aver completamente capito è cosa succede alle persone infettate dall'Ombra: muoiono annientate da lei (scena del precipizio) o ne diventano semplicemente servi (Ratty con occhiali e mascherino nero)? Al di là di tutto questo non ho neanche capito bene il perchè dell'editoriale di Plazzi, se è una sorta di reazione alle critiche per gli editoriali recenti, se è un atto di stima nei confronti del Leo (e in quel caso allora forse era il prossimo il numero giusto per ammutolirsi), o semplicemente non aveva sul serio niente da dire, cosa però fuori luogo in un numero tanto ricco di continuity, rivelazioni ed elementi.
Un altro bel numerone, senza dubbio. Importante sia perchè porta avanti la storia, mostrandoci Ratty che si libera definitivamente dall'ombra che aveva iniziato lentamente a corromperlo già da dopo il coma, sia perchè spiega finalmente alcuni particolari come l'uscita di scena di Krik, giustificandola con l'idea della Luce, vero e proprio tassello mancante della cosmogonia ratmaniana, sia perchè ristabilisce uno status quo fin troppo sconquassato negli ultimi anni, riportando finalmente in scena il gruppetto composto da Rat-Man, Arcibaldo, Brakko e Krik. A dire il vero mancherebbe solo Cinzia, che in effetti in tutta questa saga un ruolo non l'ha ancora avuto. Ottime le battute e l'elemento metafumettistico, con i nerdacci che sui forum si lamentano del cartone animato: la cosa del pene è ottima perchè riesce ad essere nel contempo sia un gigantesco nonsense che un elemento evocativo delle innumerevoli dispute sul policitally correct del Rat-Man animato. E dopo questo Leo cerca ancora di darci a bere la distinzione tra il cartone reale e quello fumettistico?
Grande, grandissimo Valker, con Jorgesson e l'Ombra, come grandioso è anche il Pipistrello che appare in flashback...peccato che non si capisca bene quale significato abbia questa sua visitina a Krik, e se stia per morire dopo l'attacco del Guardiano o si sia semplicemente salvato dopo lo scontro. E un'altra cosa che posso dire di non aver completamente capito è cosa succede alle persone infettate dall'Ombra: muoiono annientate da lei (scena del precipizio) o ne diventano semplicemente servi (Ratty con occhiali e mascherino nero)? Al di là di tutto questo non ho neanche capito bene il perchè dell'editoriale di Plazzi, se è una sorta di reazione alle critiche per gli editoriali recenti, se è un atto di stima nei confronti del Leo (e in quel caso allora forse era il prossimo il numero giusto per ammutolirsi), o semplicemente non aveva sul serio niente da dire, cosa però fuori luogo in un numero tanto ricco di continuity, rivelazioni ed elementi.
Be', per quanto riguarda la visita del Pipistrello a Krik mi pare che lo dica lui stesso chiaramente...il Pipistrello vuole portare l'Ombra lontano da Rat-Man attirandole su di sè, e lascia a Krik il compito di "vegliare" su Ratty... dovrebbe essere questo il significato della frase "Devi credere in lui come hai creduto in me".Grrodon ha scritto:Rat-Man #67: Quello Che Non Mi Uccide...
peccato che non si capisca bene quale significato abbia questa sua visitina a Krik, e se stia per morire dopo l'attacco del Guardiano o si sia semplicemente salvato dopo lo scontro. E un'altra cosa che posso dire di non aver completamente capito è cosa succede alle persone infettate dall'Ombra: muoiono annientate da lei (scena del precipizio) o ne diventano semplicemente servi (Ratty con occhiali e mascherino nero)? Al di là di tutto questo non ho neanche capito bene il perchè dell'editoriale di Plazzi, se è una sorta di reazione alle critiche per gli editoriali recenti, se è un atto di stima nei confronti del Leo (e in quel caso allora forse era il prossimo il numero giusto per ammutolirsi), o semplicemente non aveva sul serio niente da dire, cosa però fuori luogo in un numero tanto ricco di continuity, rivelazioni ed elementi.
Su cosa succede a chi viene infettato dall'Ombra è già meno semplice da capire...dubito (parere puramente personale) che muoiano, non avrebbe molto senso che l'Ombra cerchi come obiettivo di uccidere l'intera umanità...prendendo proprio dall'ultimo numero (pag. 47) la frase "In attesa di gettarmi nella voragine senza fondo della disperazione" potrebbe essere che chi viene infettato dall'Ombra, attrvaerso la metafora deòl precipizio, cada in una depressione sempre più nera tanta e tale da ridurlo come larve umane (quelli che Rat-Man vedeva a pag. 15-16). ottimi schiavi per l'Ombra... come erano i Coolflame per gli Evroniani!
Per quanto riguarda l'editoriale di Plazzi...be', penso semplicemente che sia una reazione alle critiche dei fan relativi agli editoriali degli ultimi numeri... anche io ci sono rimasto nel vedere quelle 2 uniche righe e ho pensato a quella spiegazione...
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Ho sempre creduto che Leo mi avesse reso felice creando Rat-Man, il mio fumetto preferito.
Ma quale sogno più grande può avere un nerd che essere raffigurato nel proprio fumetto preferito? Mai avevo anche lontanamente immaginato di ritrovarmi tra le pagine di Rat-Man, addirittura con una tavola tutta mia (tra l'altro subito dopo Chuck Norris, chi volesse trovarci dei parallelismi è liberissimo di farlo). No, non ho finanziato l'apertura di una nuova sede Panini, ma Leo ha finalmente realizzato la storia "dedicata al fan club" che prometteva da anni, e non poteva esserci saga migliore per farlo che quella in cui Deboroh si è vestito del suo stesso merchandising per tornare a lottare, la saga in cui riflette sulla sua stessa identità confrontandosi con la sua serie animata. I fan compaiono come ennesimo sfottò alla critica buzzurra alla quale Leo ha dovuto assistere, e che viene ingigantita in una parabola assurda che risulta veramente ridicola. Ma i fan diventano anche motore della storia, sono la fiamma che riesce a convincere Rat-Man a flettere nuovamente i muscoli e gettarsi nel vuoto, gettandosi nuovamente nella battaglia anche se non ha alcuna possibilità di vittoria, come ha sempre fatto, terminando così un ciclo di storie in cui Deboroh è fuggito dal pericolo.
I suoi fan. I suoi motivatori. L'iniezione di fiducia e sostenimento morale di cui Rat-Man necessita per andare avanti, un appoggio che scopriamo essere il motore principale delle dedizione di Arcibaldo e Krik nei confronti di Mr.Calzamaglia Gialla.
Se tutto questo non bastasse, scopriamo l'attività svolta dal Professor Klavius quando era in vita; il pantheon di Rat-Man si fa molto più interessante, tutto ora appare interamente focalizzato sulla figura del supereroe e il suo "ruolo nella società", ancor più di prima.
Continua ad essere esplorata anche l'Ombra, questa entità astratta ancora non ben delineata, ma che ha qui una inquietante rappresentazione visiva, quella doppia splash page con Valker, profondamente kirbyana.
Anche se il numero è un altro enorme balzo in avanti per il dipanarsi della trama, non mancano le ottime battute, tra cui risaltano il tormentone del pene e la comparsata di Leo Ortolani e Plazzi. Un Leo alle prese con il mistero di Krik e del perchè abbia lasciato la Città Senza Nome, ancora un punto interrogativo nella testa dei fan.
Chissà se verrà risolto nel prossimo numero?
O magari, in quello successivo, dato che Leo ha da poco confessato di "averlo rifatto", quindi probabilmente anche in questa saga non è riuscito a stare negli spazi, e siamo al cospetto di una nuova esalogia.
Ma quale sogno più grande può avere un nerd che essere raffigurato nel proprio fumetto preferito? Mai avevo anche lontanamente immaginato di ritrovarmi tra le pagine di Rat-Man, addirittura con una tavola tutta mia (tra l'altro subito dopo Chuck Norris, chi volesse trovarci dei parallelismi è liberissimo di farlo). No, non ho finanziato l'apertura di una nuova sede Panini, ma Leo ha finalmente realizzato la storia "dedicata al fan club" che prometteva da anni, e non poteva esserci saga migliore per farlo che quella in cui Deboroh si è vestito del suo stesso merchandising per tornare a lottare, la saga in cui riflette sulla sua stessa identità confrontandosi con la sua serie animata. I fan compaiono come ennesimo sfottò alla critica buzzurra alla quale Leo ha dovuto assistere, e che viene ingigantita in una parabola assurda che risulta veramente ridicola. Ma i fan diventano anche motore della storia, sono la fiamma che riesce a convincere Rat-Man a flettere nuovamente i muscoli e gettarsi nel vuoto, gettandosi nuovamente nella battaglia anche se non ha alcuna possibilità di vittoria, come ha sempre fatto, terminando così un ciclo di storie in cui Deboroh è fuggito dal pericolo.
I suoi fan. I suoi motivatori. L'iniezione di fiducia e sostenimento morale di cui Rat-Man necessita per andare avanti, un appoggio che scopriamo essere il motore principale delle dedizione di Arcibaldo e Krik nei confronti di Mr.Calzamaglia Gialla.
Se tutto questo non bastasse, scopriamo l'attività svolta dal Professor Klavius quando era in vita; il pantheon di Rat-Man si fa molto più interessante, tutto ora appare interamente focalizzato sulla figura del supereroe e il suo "ruolo nella società", ancor più di prima.
Continua ad essere esplorata anche l'Ombra, questa entità astratta ancora non ben delineata, ma che ha qui una inquietante rappresentazione visiva, quella doppia splash page con Valker, profondamente kirbyana.
Anche se il numero è un altro enorme balzo in avanti per il dipanarsi della trama, non mancano le ottime battute, tra cui risaltano il tormentone del pene e la comparsata di Leo Ortolani e Plazzi. Un Leo alle prese con il mistero di Krik e del perchè abbia lasciato la Città Senza Nome, ancora un punto interrogativo nella testa dei fan.
Chissà se verrà risolto nel prossimo numero?
O magari, in quello successivo, dato che Leo ha da poco confessato di "averlo rifatto", quindi probabilmente anche in questa saga non è riuscito a stare negli spazi, e siamo al cospetto di una nuova esalogia.
Notizia sul futuro dell'ultima n-logia di Rat-Man in corso d'opera, presa da Comicus (che a sua volta la prende dal Rat-Man Fan Club).
In pratica, Leo ha mandato una mail alla mailing list del Rat-Man Fan Club dicendo ufficialmente (dato che comunque ufficiosamente era già nell'aria da un po', vedi post di Deboroh sopra a questo) che questa pentalogia iniziata a gennaio non è più una pentalogia ma è diventata un'esalogia.
Per leggere la notizia e la lettera di Leo, vi rimando qui: http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=4979
Per quanto mi riguarda...
Un'esalogia! Un finale diviso in due parti, con la seconda parte di una settantina di pagine!!!Non riuscivo a crederci quando Deboroh l'ha accennato qui sopra, ma ora che è ufficiale posso gioire! Grande Leo, mi aspetto un finale col botto!
In pratica, Leo ha mandato una mail alla mailing list del Rat-Man Fan Club dicendo ufficialmente (dato che comunque ufficiosamente era già nell'aria da un po', vedi post di Deboroh sopra a questo) che questa pentalogia iniziata a gennaio non è più una pentalogia ma è diventata un'esalogia.
Per leggere la notizia e la lettera di Leo, vi rimando qui: http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=4979
Per quanto mi riguarda...
Un'esalogia! Un finale diviso in due parti, con la seconda parte di una settantina di pagine!!!Non riuscivo a crederci quando Deboroh l'ha accennato qui sopra, ma ora che è ufficiale posso gioire! Grande Leo, mi aspetto un finale col botto!
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Rat-Man # 67
Quello che non mi uccide… è un bel numero. Non si vede un solo pene (ma quanto è pazza quella gag?), ok, ma è un bel numero. Con tanto di un paio di caricature dei rat-fan più accaniti che infestano i forum e soprattutto con una quantità notevole di gag, tra cui spicca l’umorismo Gigapasha e la scenetta surreale con Chuck Norris.
Ma per quanto ottime siano le gag, la parte del leone la storia che, dall’inizio di questa pent… esalogia, segue parallelamente Valker e Ratty. E mentre il primo ha un’interessante battibecco con l’Ombra (che ci da tra l’altro l’occasione di recuperare un interessantissimo tassello del passato di Janus) pure il secondo se la vede con l’oscura identità che l’ha definitivamente invaso nel numero precedente, dopo essersi a poco a poco in lui insediata. A porre rimedio a ciò il Capitano Krik, che contrariamente a quanto si pensava non sembra essere l’uomo che si nasconde nell’Ombra, ma semplicemente una persona capace di illuminare la via del Supereroe con la sua fede (e a tal proposito torna subito in mente quel Jordan che nella Trilogia del Grande Nascondini guardava istintivamente il cielo…). Si fa anche Luce (ah, ah, ah…), implicitamente, sul ruolo di Arcibaldo, mentre rimane ancora molto da capire sul misterioso Klavius, l’uomo che avrebbe inventato i supereroi e che avevamo visto decedere in Un Nuovo Inizio!.
Vanno infine citate una simpatica scenetta che ci fa capire come lo smarrimento di Brakko (che aveva fatto una significativa comparsata ne La Caduta) continui ancora dopo la Trilogia dei Fantastici (Un altro giorno nella Città Senza Nome ha inizio. Un altro giorno senza Rat-Man.) e, soprattutto, quella in cui Deboroh si libera dall’Ombra. Ben fatto, sì, significativo anche (solo chi affronta sé stessi abbassandosi all’infame livello dei propri spettri può vincerli e ritrovarsi), però un po’ velocino. A meno che la continua ripetività riassuntiva dei numeri precedenti, culminata ne La Caduta, non servisse a questo, a insistere sul concetto e a preparare il terreno per questo avvenimento fondamentale. Solo una bella lettura collettiva a saga conclusa, ce lo dirà.
Rat-Man # 68

Attenzione: contiene SPOILER. Prima dell'uso leggere tutte le informazioni contenute nell'albo in questione. Tenere lontano dalla portata di niubbi.
Ma Plazzi? E’ ironico (ripete l’editoriale del numero precedente, che diceva che il successivo avrebbe portato alla conclusione…)? Oppure, come sembra ora più probabile, se l’è presa per i commenti ai suoi editoriali? In tal caso da lui mi aspetterei decisamente un altro tipo di reazione…
Ma passiamo a Le Cose Cambiano. Letto il titolo la battuta nasce spontanea. Anche a Leo, che si prende in giro da solo. Per poi buttarsi a capofitto nella storia in sé, che per la prima volta accantona Valker a sole due (per quanto mitiche) pagine per concentrarsi in toto su Ratty. Se le prime tavole sembrano alquanto pretestuose, volte per lo più a giustificare la copertina, poi vengono ottimamente giustificate: Deboroh, anche se liberatosi dall’Ombra, è ancora soggetto a una grande insicurezza che si riflette nella sua mania per il costume, come se questo potesse fare la differenza.
Grande l’uso che Ortolani fa del suo variegato cast: ottime le numerosissime gag, con uno scambio da manuale tra Ratty e Cinzia, Cinzia che non rinuncia a quell’accenno di relazione con Brakko iniziato nella Trilogia della Gatta e che sembrava conclusa nella Trilogia dei Fantastici. E poi si inizia un po’ a traballare, con la comparsata del Guardiano. Cioè, ancora? Ma se Il Rat-Man l’aveva scassato appena due numeri fa! Va bene, può essere stato rimesso in sesto, ma va detto che come espediente è alquanto stiracchiato… ma Leo si fa perdonare con le gag assolutamente disarmanti del libro e di Chuck Norris, importanti tra l’altro perché seppure in maniera del tutto pazzerellona segnano una qualche maturazione da parte di Ratty. E Leo si fa perdonare anche gli ennesimi riassunti, con un Deboroh collettivamente condannato per l’unico errore del cartone animato, ma in cui forse si è insinuata una motivazione inedita: combattere per i propri cari, per la propria famiglia (e non a caso Junior si è trovato di fronte il Guardiano), incurante dei giudizi altrui. Chicca finale dell’”eclissi”, con un Brakko che questa volta non intende perdere l’amico ora ritrovato e gag scompisciante. Direi che per quanto sia seccante dover aspettare due mesi per la conclusione, Leo abbia decisamente visto giusto nel dilatare la pentalogia.
Corredano il tutto una manciata di tavole di Clan e le vignetet I Mille Volti di Rat-Man (rotflone per la parodia di Slam Dunk, l’espressione è azzeccatissima).
Alquanto trascurabile l'allegato David Murphy - 911: Manuale di Sopravvivenza... divertente una frecciatina a Lo Squalo.
Quello che non mi uccide… è un bel numero. Non si vede un solo pene (ma quanto è pazza quella gag?), ok, ma è un bel numero. Con tanto di un paio di caricature dei rat-fan più accaniti che infestano i forum e soprattutto con una quantità notevole di gag, tra cui spicca l’umorismo Gigapasha e la scenetta surreale con Chuck Norris.
Ma per quanto ottime siano le gag, la parte del leone la storia che, dall’inizio di questa pent… esalogia, segue parallelamente Valker e Ratty. E mentre il primo ha un’interessante battibecco con l’Ombra (che ci da tra l’altro l’occasione di recuperare un interessantissimo tassello del passato di Janus) pure il secondo se la vede con l’oscura identità che l’ha definitivamente invaso nel numero precedente, dopo essersi a poco a poco in lui insediata. A porre rimedio a ciò il Capitano Krik, che contrariamente a quanto si pensava non sembra essere l’uomo che si nasconde nell’Ombra, ma semplicemente una persona capace di illuminare la via del Supereroe con la sua fede (e a tal proposito torna subito in mente quel Jordan che nella Trilogia del Grande Nascondini guardava istintivamente il cielo…). Si fa anche Luce (ah, ah, ah…), implicitamente, sul ruolo di Arcibaldo, mentre rimane ancora molto da capire sul misterioso Klavius, l’uomo che avrebbe inventato i supereroi e che avevamo visto decedere in Un Nuovo Inizio!.
Vanno infine citate una simpatica scenetta che ci fa capire come lo smarrimento di Brakko (che aveva fatto una significativa comparsata ne La Caduta) continui ancora dopo la Trilogia dei Fantastici (Un altro giorno nella Città Senza Nome ha inizio. Un altro giorno senza Rat-Man.) e, soprattutto, quella in cui Deboroh si libera dall’Ombra. Ben fatto, sì, significativo anche (solo chi affronta sé stessi abbassandosi all’infame livello dei propri spettri può vincerli e ritrovarsi), però un po’ velocino. A meno che la continua ripetività riassuntiva dei numeri precedenti, culminata ne La Caduta, non servisse a questo, a insistere sul concetto e a preparare il terreno per questo avvenimento fondamentale. Solo una bella lettura collettiva a saga conclusa, ce lo dirà.
Rat-Man # 68

Attenzione: contiene SPOILER. Prima dell'uso leggere tutte le informazioni contenute nell'albo in questione. Tenere lontano dalla portata di niubbi.
Ma Plazzi? E’ ironico (ripete l’editoriale del numero precedente, che diceva che il successivo avrebbe portato alla conclusione…)? Oppure, come sembra ora più probabile, se l’è presa per i commenti ai suoi editoriali? In tal caso da lui mi aspetterei decisamente un altro tipo di reazione…
Ma passiamo a Le Cose Cambiano. Letto il titolo la battuta nasce spontanea. Anche a Leo, che si prende in giro da solo. Per poi buttarsi a capofitto nella storia in sé, che per la prima volta accantona Valker a sole due (per quanto mitiche) pagine per concentrarsi in toto su Ratty. Se le prime tavole sembrano alquanto pretestuose, volte per lo più a giustificare la copertina, poi vengono ottimamente giustificate: Deboroh, anche se liberatosi dall’Ombra, è ancora soggetto a una grande insicurezza che si riflette nella sua mania per il costume, come se questo potesse fare la differenza.
Grande l’uso che Ortolani fa del suo variegato cast: ottime le numerosissime gag, con uno scambio da manuale tra Ratty e Cinzia, Cinzia che non rinuncia a quell’accenno di relazione con Brakko iniziato nella Trilogia della Gatta e che sembrava conclusa nella Trilogia dei Fantastici. E poi si inizia un po’ a traballare, con la comparsata del Guardiano. Cioè, ancora? Ma se Il Rat-Man l’aveva scassato appena due numeri fa! Va bene, può essere stato rimesso in sesto, ma va detto che come espediente è alquanto stiracchiato… ma Leo si fa perdonare con le gag assolutamente disarmanti del libro e di Chuck Norris, importanti tra l’altro perché seppure in maniera del tutto pazzerellona segnano una qualche maturazione da parte di Ratty. E Leo si fa perdonare anche gli ennesimi riassunti, con un Deboroh collettivamente condannato per l’unico errore del cartone animato, ma in cui forse si è insinuata una motivazione inedita: combattere per i propri cari, per la propria famiglia (e non a caso Junior si è trovato di fronte il Guardiano), incurante dei giudizi altrui. Chicca finale dell’”eclissi”, con un Brakko che questa volta non intende perdere l’amico ora ritrovato e gag scompisciante. Direi che per quanto sia seccante dover aspettare due mesi per la conclusione, Leo abbia decisamente visto giusto nel dilatare la pentalogia.
Corredano il tutto una manciata di tavole di Clan e le vignetet I Mille Volti di Rat-Man (rotflone per la parodia di Slam Dunk, l’espressione è azzeccatissima).
Alquanto trascurabile l'allegato David Murphy - 911: Manuale di Sopravvivenza... divertente una frecciatina a Lo Squalo.

E' un numero in un certo senso sì di transizione, ma l'aggiunta è importante per Deboroh per recuperare il rapporto con tutti i personaggi: ecco quindi una carrellata di tutto il cast, a partire dall'intera famiglia Brakko (con la new-entry, la nonna), Krik, Arcibaldo, Cinzia, Jordan che in un party di bentornato riescono a rinfrescare la memoria dei lettori sul loro status.
E' un numero in cui le gag fanno la parte del gigante, tra battute surreali (Udine, il T-Rex che divora Fisso, ditonelgorilla, il maiale che cade dalla soffitta) e riprese di battute del passato (Leo che vomita parlando del film dei F4, le battute sulla sessualità di Cinzia, il postino come padre di Brakkino, il cartone animato); la partenza della storia è riuscitissima con la parodia di Iron Man, che sono fiducioso non serva solo a cavalcare il successo del film, ma che sia l'introduzione a un discorso sul costume di Rat-Man che verrà portato a termine nel prossimo numero.
Aumentano anche le scene "epiche", che continuano a portare Rat-Man ad un livello supereroistico più alto, come l'eclissi, la distruzione del Guardiano o l'arrivo dell'Ombra che strisciano attorno all'inerme Brakkino.
La scena clou è sicuramente il calcio rotante di Chuck Norris, assolutamente inaspettato: Leo ha sempre lesinato le splash page, e vederne addirittura una doppia per quella che potrebbe sembrare solo una gag assurda lascia spiazzati. Ma collegata alla scena con Chuck Norris nel numero passato (che ricordiamolo, serviva solo a introdurre la mia entrata in scena
) il significato per la crescita del personaggio di Deboroh è ben più grande, e finalmente si rivela essere un utilizzo intelligente di Chuck Norris dopo migliaia di "Chuck Norris ha fatto *inserire gesto ai limiti dell'impossibile*" e giù tutti a ridere, che personalmente dopo la prima cinquantina mi aveva stufato un po'.
Col ritorno di Chuck Norris rientra in scena anche il Guardiano, che IL Rat-Man aveva distrutto 2 numeri fa: ora, magari hanno aggiustato il Guardiano, però questo giustifica il fatto che possano continuare a farlo ogni volta... Anche dopo che Chuck Norris gli ha fatto saltare via la testa, chi ci dice che non gli diano un giro di cacciavite e, via, è pronto come prima?
Questo a mio parere toglie un po' d'importanza alla scena del #66, che poteva essere "la fine definitiva" del Guardiano; e chissà che anche il calcio di Chuck Norris non sia l'ultima...
Oltre alla storia, buoni i ragguardevoli, sopra la media Clan, e divertenti come sempre le Wiz-vignette (tra l'altro mi pare che queste siiano le ultime, o se mi sbaglio ne dovrebbero mancare al massimo per un altro numero).
Pollice su anche per la posta e l'articolo di Leo, dove continua a seminare battute e tormentoni anche al di fuori dalle vignette.
Peccato per l'editoriale di Plazzi, che pare essersela presa per le critiche di qualche mese fa, oppure ci sta marciando sopra e non lo stiamo capendo; adesso non è che per una critica a un editoriale dopo una sessantina che ci sono piaciuti, bisogna mettere il broncino...
Ah, complimenti per la preview di terza di copertina, forse la migliore finora
E' un numero in cui le gag fanno la parte del gigante, tra battute surreali (Udine, il T-Rex che divora Fisso, ditonelgorilla, il maiale che cade dalla soffitta) e riprese di battute del passato (Leo che vomita parlando del film dei F4, le battute sulla sessualità di Cinzia, il postino come padre di Brakkino, il cartone animato); la partenza della storia è riuscitissima con la parodia di Iron Man, che sono fiducioso non serva solo a cavalcare il successo del film, ma che sia l'introduzione a un discorso sul costume di Rat-Man che verrà portato a termine nel prossimo numero.
Aumentano anche le scene "epiche", che continuano a portare Rat-Man ad un livello supereroistico più alto, come l'eclissi, la distruzione del Guardiano o l'arrivo dell'Ombra che strisciano attorno all'inerme Brakkino.
La scena clou è sicuramente il calcio rotante di Chuck Norris, assolutamente inaspettato: Leo ha sempre lesinato le splash page, e vederne addirittura una doppia per quella che potrebbe sembrare solo una gag assurda lascia spiazzati. Ma collegata alla scena con Chuck Norris nel numero passato (che ricordiamolo, serviva solo a introdurre la mia entrata in scena
Col ritorno di Chuck Norris rientra in scena anche il Guardiano, che IL Rat-Man aveva distrutto 2 numeri fa: ora, magari hanno aggiustato il Guardiano, però questo giustifica il fatto che possano continuare a farlo ogni volta... Anche dopo che Chuck Norris gli ha fatto saltare via la testa, chi ci dice che non gli diano un giro di cacciavite e, via, è pronto come prima?
Questo a mio parere toglie un po' d'importanza alla scena del #66, che poteva essere "la fine definitiva" del Guardiano; e chissà che anche il calcio di Chuck Norris non sia l'ultima...
Oltre alla storia, buoni i ragguardevoli, sopra la media Clan, e divertenti come sempre le Wiz-vignette (tra l'altro mi pare che queste siiano le ultime, o se mi sbaglio ne dovrebbero mancare al massimo per un altro numero).
Pollice su anche per la posta e l'articolo di Leo, dove continua a seminare battute e tormentoni anche al di fuori dalle vignette.
Peccato per l'editoriale di Plazzi, che pare essersela presa per le critiche di qualche mese fa, oppure ci sta marciando sopra e non lo stiamo capendo; adesso non è che per una critica a un editoriale dopo una sessantina che ci sono piaciuti, bisogna mettere il broncino...
Ah, complimenti per la preview di terza di copertina, forse la migliore finora
a me ha intrigato l'opuscoletto di David Murphy. Compreròllo, sembra anche divertente. E poi, non vorrei dire un'eresia, ma i disegni assomigliano a quelli di Jeff Smith
Così... dal nasino a patata del tizio mi ha ricordato gli umani di Jeff Smith...
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

New?DeborohWalker ha scritto:(con la new-entry, la nonna)

Rat-Man Collection # 68 – Le cose cambiano

Ed ecco che Leo ci ha spiazzato ancora una volta. Questo è ciò che ho pensato quando ho avuto notizia dell’allungamento della saga in corso, che da pentalogia è diventata un’esalogia. Eppure sulle prime, non ho apprezzato l’albo come credevo. Sarà che nelle altre occasioni in passato in cui un n-logia si è allungata di un capitolo io non ho seguito la storia “in tempo reale”, cioè bimestre dopo bimestre, ma recuperando gli albi poco tempo fa e quindi leggendoli tutti d’un fiato, ma quelle volte (quadrilogia di Dio, saga di Marvel Mouse…) la puntata in più mi sembrava meno stiracchiata. La narrazione sembrava più omogenea. Boh. Fatto sta che finita la storia mi sono ritrovato chiedendomi “ma in questo numero cosa è successo?” rispondendomi “niente”. Cosa che non avevo notato minimamente nel tanto additato “La caduta”, dove comunque anche se la prima parte sembrava un grosso “previously” dei numeri precedenti, mi sembrava tutto importante ai fini della trama. Qui…mah. Una veloce rilettura il giorno successivo mi ha fatto inquadrare l’intera storia in un contesto più omogeneo e più razionale nonché motivato. Ha preso un senso quasi metafisico/onirico l’inizio della storia con Rat-Man/Iron-Man:
Poi fino alla conclusione del numero non sembrava succedere niente di rilevante. Come se fosse tutto un prologo alla storia vera, e che avrebbe dovuto arrivare in una forma più sostanziosa dell’arrivo del famigerato Guardiano, che è passato dal non essere stato sconfitto mai, nemmeno da Ratty stesso nel n. 51, ad essere debellato due volte in pochi mesi! La teoria di Portamantello e di Deboroh sul fatto che sia stato riparato sembra l’unica plausibile, a meno che non ce ne fossero due o più in magazzino, ma mi sembra strano…ma allora avrebbe ragione Deboroh a dire che virtualmente è riparabile ogni volta, e che perde d’impatto la scena in cui viene distrutto da IL Rat-Man. Comunque posso concordare con entrambi i colleghi “rattofili” di cui sopra che l’espediente di leggere il libro e dell’arrivo di Chuck Norris è geniale, la genialata migliore di tutto il numero e una delle migliori della saga in corso d’opera. Perfetta per fari comprendere la maturazione completa di Ratty, l’abbandono definitivo delle sue paure e dall’Ombra. Rat-Man stesso riferisce a Krik “Ora sono pronto”…Cammeo per Valker, solo nella prima tavola, di prologo, e nelle ultime due che sono alla prima collegate, in una stupenda, mortalmente perfetta gag cattivissima!
Ma tutto questo discorso è nato dal fatto che sembra che non ci sia niente nel mezzo della storia di questo volume. Invece c’è tutto. Leo inserisce tutte le coordinate sui personaggi secondari da un lato per avere l’occasione di inserire una marea di battute e situazioni al limite dell’assurdo tipiche sue, dall’altro per riprendere fili di sottotrame iniziati precedentemente ma che è bene che ricordi, a se stesso e ai lettori, che ancora ci sono e per mostrare a che punto sono arrivati quei fili (uno su tutti la pesudo-relazione tra Brakko e Cinzia). Inoltre per far prendere pian piano coscienza a Rat-Man della rete di relazioni che ha coi suoi vecchi e fedeli amici, e del fatto che il loro apporto è necessario e importante per il suo ritorno, il suo uscire del tutto dall’Ombra e per la possibilità di batterla. Molto più importanti di un costume…
Per la cronaca, la nonna di Clara non è una new entry, Deboroh, mi stupisco di te: è comparsa ne “Il Primogenito”!
Next, (stavolta per davvero, però) “E ora…Rat-Man”, dove finalmente dopo un anno arriveremo a capo di questa lunga lunga saga. L’unica cosa che mi chiedo e chiedo a chi può sapermi rispondere, Leo ha detto che questa può essere considerata la seconda (di 3) lunga saga importante per Rat-Man. La prima quale sarebbe, in mezzo alla miriade di n-logie?!? L’esalogia di Rat-Boy o la quadrilogia di Anno Uno?
Per il resto…mi unisco al coro di chi si interroga sulla natura degli editoriali di Plazzi. Spero sia solo per continuare la battuta fatta nel numero scorso. Ragguardevoli e Clan nella norma, direi, posta più lunga e quindi spettacolare ancor più del solito e ottimo (e doveroso) articolo di Leo sul perché allungare la saga, trattato ovviamente in modo così ironico che mi ha fatto piegare dal ridere. Di certo io dopo la seconda lettura della storia avevo capito ”con mano” queste motivazioni, e plaudo all’iniziativa di aggiungere un’altra puntata.
In allegato, il numero 0 di un nuovo fumetto Panini, ma ne parlo nel topic apposito.

Ed ecco che Leo ci ha spiazzato ancora una volta. Questo è ciò che ho pensato quando ho avuto notizia dell’allungamento della saga in corso, che da pentalogia è diventata un’esalogia. Eppure sulle prime, non ho apprezzato l’albo come credevo. Sarà che nelle altre occasioni in passato in cui un n-logia si è allungata di un capitolo io non ho seguito la storia “in tempo reale”, cioè bimestre dopo bimestre, ma recuperando gli albi poco tempo fa e quindi leggendoli tutti d’un fiato, ma quelle volte (quadrilogia di Dio, saga di Marvel Mouse…) la puntata in più mi sembrava meno stiracchiata. La narrazione sembrava più omogenea. Boh. Fatto sta che finita la storia mi sono ritrovato chiedendomi “ma in questo numero cosa è successo?” rispondendomi “niente”. Cosa che non avevo notato minimamente nel tanto additato “La caduta”, dove comunque anche se la prima parte sembrava un grosso “previously” dei numeri precedenti, mi sembrava tutto importante ai fini della trama. Qui…mah. Una veloce rilettura il giorno successivo mi ha fatto inquadrare l’intera storia in un contesto più omogeneo e più razionale nonché motivato. Ha preso un senso quasi metafisico/onirico l’inizio della storia con Rat-Man/Iron-Man:
Quoto Portamantello, è proprio la sensazione che ho provato nella seconda lettura. A questo punto dare a quelle prime tavole l’onore di essere rappresentative della copertina ha un senso profondo, la fissazione per il costume (che dà luogo a una battuta splendida tra Ratty-Arcibaldo-Krik che ripesca il tormentone politicamente scorretto dei ciechi) riflette i rimasugli di paure che Rat-Man ancora non ha superato nonostante la grande prova superata nel numero scorso. Infatti Krik ripete a Brakko per ben 2 volte che il Nostro non è ancora pronto a combattere l’Ombra.PORTAMANTELLO ha scritto: Se le prime tavole sembrano alquanto pretestuose, volte per lo più a giustificare la copertina, poi vengono ottimamente giustificate: Deboroh, anche se liberatosi dall’Ombra, è ancora soggetto a una grande insicurezza che si riflette nella sua mania per il costume, come se questo potesse fare la differenza.
Poi fino alla conclusione del numero non sembrava succedere niente di rilevante. Come se fosse tutto un prologo alla storia vera, e che avrebbe dovuto arrivare in una forma più sostanziosa dell’arrivo del famigerato Guardiano, che è passato dal non essere stato sconfitto mai, nemmeno da Ratty stesso nel n. 51, ad essere debellato due volte in pochi mesi! La teoria di Portamantello e di Deboroh sul fatto che sia stato riparato sembra l’unica plausibile, a meno che non ce ne fossero due o più in magazzino, ma mi sembra strano…ma allora avrebbe ragione Deboroh a dire che virtualmente è riparabile ogni volta, e che perde d’impatto la scena in cui viene distrutto da IL Rat-Man. Comunque posso concordare con entrambi i colleghi “rattofili” di cui sopra che l’espediente di leggere il libro e dell’arrivo di Chuck Norris è geniale, la genialata migliore di tutto il numero e una delle migliori della saga in corso d’opera. Perfetta per fari comprendere la maturazione completa di Ratty, l’abbandono definitivo delle sue paure e dall’Ombra. Rat-Man stesso riferisce a Krik “Ora sono pronto”…Cammeo per Valker, solo nella prima tavola, di prologo, e nelle ultime due che sono alla prima collegate, in una stupenda, mortalmente perfetta gag cattivissima!
Ma tutto questo discorso è nato dal fatto che sembra che non ci sia niente nel mezzo della storia di questo volume. Invece c’è tutto. Leo inserisce tutte le coordinate sui personaggi secondari da un lato per avere l’occasione di inserire una marea di battute e situazioni al limite dell’assurdo tipiche sue, dall’altro per riprendere fili di sottotrame iniziati precedentemente ma che è bene che ricordi, a se stesso e ai lettori, che ancora ci sono e per mostrare a che punto sono arrivati quei fili (uno su tutti la pesudo-relazione tra Brakko e Cinzia). Inoltre per far prendere pian piano coscienza a Rat-Man della rete di relazioni che ha coi suoi vecchi e fedeli amici, e del fatto che il loro apporto è necessario e importante per il suo ritorno, il suo uscire del tutto dall’Ombra e per la possibilità di batterla. Molto più importanti di un costume…
Per la cronaca, la nonna di Clara non è una new entry, Deboroh, mi stupisco di te: è comparsa ne “Il Primogenito”!
Next, (stavolta per davvero, però) “E ora…Rat-Man”, dove finalmente dopo un anno arriveremo a capo di questa lunga lunga saga. L’unica cosa che mi chiedo e chiedo a chi può sapermi rispondere, Leo ha detto che questa può essere considerata la seconda (di 3) lunga saga importante per Rat-Man. La prima quale sarebbe, in mezzo alla miriade di n-logie?!? L’esalogia di Rat-Boy o la quadrilogia di Anno Uno?
Per il resto…mi unisco al coro di chi si interroga sulla natura degli editoriali di Plazzi. Spero sia solo per continuare la battuta fatta nel numero scorso. Ragguardevoli e Clan nella norma, direi, posta più lunga e quindi spettacolare ancor più del solito e ottimo (e doveroso) articolo di Leo sul perché allungare la saga, trattato ovviamente in modo così ironico che mi ha fatto piegare dal ridere. Di certo io dopo la seconda lettura della storia avevo capito ”con mano” queste motivazioni, e plaudo all’iniziativa di aggiungere un’altra puntata.
In allegato, il numero 0 di un nuovo fumetto Panini, ma ne parlo nel topic apposito.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Io credo che Leo intendesse che con il #69 (numero che secondo il produttore di cartoni animati del'episodio "Venduto!" basterebbe a renderlo volgareBramo ha scritto:Rat-Man Collection # 68 – Le cose cambiano
. L’unica cosa che mi chiedo e chiedo a chi può sapermi rispondere, Leo ha detto che questa può essere considerata la seconda (di 3) lunga saga importante per Rat-Man. La prima quale sarebbe, in mezzo alla miriade di n-logie?!? L’esalogia di Rat-Boy o la quadrilogia di Anno Uno?
(non a caso le parole precise del Leo sono "Cavoli, in fondo si chiude ben la seconda parte delle tre (tre?) che dovrebbero comporre la saga del Ratto! ")che a questo punto possiamo dividere in tre parti: la prima, quella supereroistica nata con la prima storia realizzata nel 1989 e che dopo la serie autoprodotta ha costituito la prima parte della Rat-Man Collection, in cui abbiamo visto Rat-Man difendere la Città senza Nome da nemici a volte strampalati e a volte pericolosamente affascinanti (tra i più famosi il Ragno e la Gatta), in cui siamo venuti a conoscenza del passato di Deboroh LaRoccia e delle sue precedenti identità. Inoltre questa è la parte della Storia di Rat-Man che è servita da ispirazione per la serie animata dedicata al Ratto.
La prima parte dovrebbe comprendere le storie (seguendo l'ordine dei fatti accaduti) da "L'ombre dei Padri" a "La FIne di Rat-Man" in cui abbiamo visto la parabola di Rat-Man, mostrataci in maniera schematizzata nella prima gag de "La Fine di Rat-Man".
La seconda parte riguarda l'assenza di Rat-Man e il suo cedimento all'Ombra, fino ad arrivare alla sua ripresa e a quello che succederà nel prossimo numero che parte da "I Fantastici" fino a "E ora...Rat-Man", che è stata dominata dall'introspezione, e che pensandoci bene è molto più breve della prima, infatti è composta solo dalla Trilogia dei Fantastici e dall'Esalogia della Caduta (visto che le altre storie uscite in questo periodo o sono autoconclusive, come la bilogia di "299+1" o appartengono alla prima parte della storia, come "Era mio padre" che si svolge subito dopo la Saga del Clone o "Rat-Man: Year One" in cui si vedono gli inizi del Ratto nella Città Senza Nome.
Per la terza parte è inutile fare previsioni, conoscendo l'imprevedibilità del nostro Ortolani, si potrebbe dire che riguarderà lo scontro finale con Valker, nemico principale della serie, e con le Ombre, ma conoscendo Leo sarebbe riduttivo semplificare in questo modo una Storia ricca di trame e sottotrame come quella di Rat-Man.
Grazie LPSO...rileggendo le parole di Leo che hai riscritto tu, in effetti il senso sembra proprio essere quello. Si parla della saga del Ratto, quindi è praticamente palese che si riferisca a tutta la sua Storia e che le "parti" che la compongono non siano singole saghe (come avevo ipotizzato io, cioè che in mezzo alle tante n-logie ce ne fosse una più importante da essere la prima, seguita da questa esalogia) ma bensì macro-archi di numeri che tu hai perfettamente stigmatizzato!
Thanks, ora dormirò sonni senz'altro più sereni!
Thanks, ora dormirò sonni senz'altro più sereni!
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Perchè torturare dei poveri archi di numeri di Rat-Man?Bramo ha scritto:bensì macro-archi di numeri che tu hai perfettamente stigmatizzato!
A differenza di moltissimi a me è piaciuto parecchio le Cose Cambiano. Secondo Leo per l'economia della n-logia era un'aggiunta necessaria, questa di un nuovo capitolo, per come la vedo io potrebbe essere benissimo così come no. Quel che è certo è che è una tappa importante e assolutamente necessaria nell'economia generale della serie. Perchè finalmente si vede riunito il cast composto da personaggi che avevano visto crescere la propria importanza quasi individualmente interagendo al massimo a due a due (Brakko e Krik, Brakko e Cinzia, Jordan e Brakko e via dicendo). Eccoli invece qui tutti assieme a celebrare con una festa il ritorno di Rat-Man, una festa che più che offrire spunti nuovi (la fissa del costume per ora non convince appieno tantopiù che la cover è pure pretestuosa) fa il punto della situazione, fissa le idee, fa il censimento del cast per poter poi proseguire. L'altra grande finezza che mi ha fatto apprezzare oltremodo il numero è la bellissima gag con Chuck Norris. Che non è solo una gag divertentissima ma quasi una metagag, l'inedita dimostrazione di come con umorismo si possa addirittura portare avanti la trama, fare continuity (la battuta è infatti un reprise), trovare un modo sensato e allo stesso tempo delirante di far maturare un personaggio e creare un gran bel colpo di scena. Lo humor che spesso e volentieri era sempre stato visto come contraltare/rivale della componente seria di Rat-Man ha qui un nuovo ruolo e si sposa perfettamente con le finalità narrative di Leo.
Di contro non ho apprezzato troppo Clan che stavolta mi è parso più fiappino, e che introduce un personaggio nuovo che sembra non aver alcuna relazione col resto del cast. Mentre non ho apprezzato per niente il non editoriale di Plazzi, riproposto per una seconda volta, e alquanto fuori luogo.
Di contro non ho apprezzato troppo Clan che stavolta mi è parso più fiappino, e che introduce un personaggio nuovo che sembra non aver alcuna relazione col resto del cast. Mentre non ho apprezzato per niente il non editoriale di Plazzi, riproposto per una seconda volta, e alquanto fuori luogo.

E la seconda esalogia si conclude in modo del tutto inaspettato.
Non un colpo di scena, ma addirittura la risoluzione di quello che si pensava potesse essere lo sviluppo principale dell'intera vicenda rat-maniana, ovvero la vicenda con Valker. La nemesi di Rat-Man, colui che credevamo di vedere nel n°100 combattere contro Deboroh, esce qui di scena in un modo che sembra proprio essere definitivo, salvo qualche comparsata o chissà quale altra sorpresa del Leo. Ma una volta per tutte è stato dato un quadro generale sulla sua figura, chiarendone tutti i retroscena, spiegando le motivazioni dietro alcuni atteggiamenti misteriosi, e svelando definitivamente tutti i misteri che lo riguardano.
Come se tutto ciò non bastasse, Leo aggiunge un legame non da poco tra Valker e Krik; questo retroscena sul passato del capitano di polizia è estremamente interessante, proseguendo il percorso di approfondimento del personaggio che c'è stato in questa saga.
L'episodio trasuda epicità da tutti i pori: dall'affermazione di vittoria di Ratty alla rappresentazione visiva del conflitto interno di Valker, dalla ricomparsa del Pipistrello alla splash page con l'esercito della luce (corrispondente alla splash page dell'Ombra vista in precedenza).
In una storia simile, le battute quasi stonano, pur se ce ne sono alcune veramente fantastiche: la curiosità però è quasi unicamente sulla vicenda, e si vuole solo rimanere incantati dalla maestria narrativa del leo, che mette la parola fine alla saga riprendendo quella che nella prima puntata era solo una gag. Concluso anche il ciclo dei fan di Rat-Man, che possono qui finalmente assistere a ciò che hanno a lungo invocato, ma probabilmente avranno di che pentirsene; queste comparsate rimangono comunque assolutamente impagabili per noi del fan club, una dimostrazione d'affetto nei confronti dei propri fan che a mio parere non ha eguali nella storia del fumetto.
Resta ora da vedere che piega prenderà la storia, chi o cosa dovrà affrontare Leo. L'unico punto fermo fissato è che nel 2014 (proprio in occasione degli ultimi episodi della serie) l'Ombra si impossesserà di qualcun altro, bisogna vedere chi sarà; il mio principale sospettato è Krik, che sempre più importanza sta acquisendo, ma chissà che non sia proprio Rat-Man a passare al lato oscuro...
Ora, per un paio di numeri ci aspetta Rambo; solitamente avrei timore nel ritrovarmi "solo" una parodia, ma ultimamente le parodie inserite nella serie regolare si sono rivelate essere passi avanti decisivi per il personaggio, quindi mi metto a sedere buono buonino e aspetto di guastarmele.
Mi rammarico della presenza della pubblicità (tra l'altro non poca, un inserto di ben 16 pagine), alla quale Rat-Man era sempre riuscita a scampare; nel numero scorso il fascicolo su David Murphy (con fastidioso avvertimento sulla copertina), in questo numero l'Anteprima con le uscite Panini... peccato. Finora Rat-Man era sempre stato una mosca bianca nelle pubblicazioni Panini, senza checklist o promozioni di sorta, ma evidentemente la casa editrice ha deciso di non lasciarsi più sfuggire la visibilità che ha la sua testata di maggior successo.




