
Mia è una bambina di cinque anni, figlia della pornostar Christine; alla morte della madre, la piccola verrà accudita dallo zio August, che disprezzava la sorella, ma che ora sarà costretto a riviverne il passato costellato da vicende morbose e una carriera basata sul sesso. E scoprirà dalle parola della bimba le esperienze che anche lei ha dovuto vivere, e che l'hanno segnata al punto di vivere la sessualità con leggerezza durante i giochi con i coetanei. Lo zio August è furibondo per quello che è diventata la bambina, e la coinvolgerà in una caccia alle persone che hanno fatto diventare una pornostar la sorella Christine, in una ricerca di vendetta (molto simile a Kill Bill in questo scopo) che però avrà esiti che nemmeno lui si aspetta.
Il tratto è decisamente immediato, e la caratterizzazione della dolce Mia, con due occhioni tondi e una testa esageratamente grande, la rendono ancora più adorabile, e aumenta il contrasto con la crudezza delle vicende. E il passato torrbido della madre Christine, viene narrato attraverso una serie di cassette viste dai protagonisti: dei video amatoriali che raccontano alcuni punti della sua vita, mostrati allo spettatore in live action, come se fossero stati ripresi nella realtà (in stile Blair Witch Project, per intenderci)
Un pugno nello stomaco. Questo è Princess. Un film cupo e che smuove gli animi, tocca argomenti sicuramente toccanti in un modo decisamente rude, e quindi è consigliato ad un pubblico rigorosamente adulto, e non facilmente impressionabile. Ma è decisamente bello.
Vincitore del Future Film Festival 2007.
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