
Alpha è una giovane ragazza dai capelli verdi che vive in un prossimo futuro, gestendo da sola un piccolo caffé di campagna, presso Yokohama.
Qualche misterioso cataclisma ha cambiato la geografia mondiale: la gente vive ora in piccole comunità rurali, molto lontane l'una dall'altra. Il livello del mare cresce lentamente, inghiottendo poco a poco enigmatiche vestigia dell'umanità del passato.
I giorni, al "Café Alpha", si avvicendano pigri: lentamente, Alpha conosce delle persone a cui si legherà profondamente, come un anziano gestore di una pompa di benzina, i due ragazzini Takahiro e Makki, la ragazza dai capelli viola Kokone.
Alpha vive ogni momento della quotidianità con stupore e candore disarmanti; la sua sensibilità sembra essere più unica che rara.
C'è una spiegazione: Alpha è in realtà un robot. Un androide abbandonato a se stesso, con strane debolezze, senza memorie chiare del proprio passato (se non quelle misteriose riferite al suo "proprietario") ma con una poetica dell'esistere che conquista chiunque ordini un caffé nel suo solitario locale.
Iniziato nel 1994 da Ashinano Hitoshi, e conclusosi all'inizio del 2006, Yokohama Kaidashi Kikou (conosciuto anche come "Quiet Country Café", o semplicemente "Café Alpha") è un seinen, un manga pensato per giovani adulti dai 18 ai 30 anni.
Una storia, o meglio una serie di storie, che si dipana con lentezza suadente, esplorando i più intimi recessi di una quotidianità alternativa; ma proprio quando il mondo di Alpha sembra essere più familiare e rassicurante, visioni surreali e liriche di piante-lampada, aerei stratosferici enormi e silenziosi, o creature mitologiche di sogni d'infanzia, ci ricordano che siamo immersi in un'altra realtà, in una fantascienza contaminata col fantasy e tanto convincente da confondersi con i nostri personali ricordi.
Yokohama Kaidashi Kikou è un capolavoro privo di genere: un unicum narrativo che tuttavia, per essere gustato sino in fondo, richiede pazienza. Moltissima pazienza.
Pazienza, per non lasciarsi traviare, ad un primo impatto, dall'uso in apparenza poco ragionato dei più banali stereotipi dei manga. Personaggi deformed, tratti del viso che scompaiono, protagonisti dal volto immutabile, occhi giganteschi, e inizialmente (ma poi la cosa si perde completamente) accenni di fanservice e sottilissime morbosità erotiche. Tutto ciò deve essere accettato e capito, per poter apprezzare quella che è invece la grande raffinatezza di questo fumetto, disegnato con cura e persino pignoleria, e valorizzato da rari episodi splendidamente dipinti.
Ma occorre pazienza anche per non farsi ingannare da quelle che possono essere intese come sdolcinatezze eccessive: il senso globale della storia, in verità, non ne risente.
Soprattutto, infine, serve pazienza per liberarsi di ogni idea convenzionale di narrazione finalistica. Molti sono i misteri contenuti in Yokohama Kaidashi Kikou. Eppure non sono essi la ragion d'essere di questo fumetto. Si tratta di un punto fondamentale.
Mi sembra invece che Yokohama Kaidashi Kikou sia una riflessione bella, elegante, profonda, sul tema dello sguardo e della sensorialità. Le percezioni si mescolano, nell'essere di Alpha: le immagini possono passare per la bocca, il tatto diventa gusto, mentre il lettore si immerge a tal punto in questo cesellato universo da poter udire il crepitio di una marmitta di motorino che si raffredda.
Ma è l'occhio, che domina, in questa esplorazione sensoriale. L'occhio attraverso cui si costruisce la memoria. Yokohama Kaidashi Kikou è un fumetto che sarebbe piaciuto a Roland Barthes. Una delle espressioni più importanti di questo manga descrive "Colui che guarda, passa, ed è soddisfatto così". Sembra una descrizione del lettore perfetto delle vicende di Alpha.
Inizialmente, ricevuto il consiglio di scoprire Yokohama Kaidashi Kikou, da cattivo conoscitore dei manga, mi sono sentito estremamente diffidente e perplesso. Ora credo che sia uno dei fumetti migliori che io abbia mai letto negli ultimi anni. La cosa è ovviamente molto opinabile, altri punti di vista potrebbero senz'altro dimostrare quelle che sono le debolezze di quest'opera, come le già citate - e non poche- ingenuità melense, per dirla con un filo di disincanto.
Nondimeno, mi sembra che sia giusto dare almeno un'occhiata all'enorme lavoro di Ashinano, lavoro oggi completamente inedito in occidente, e dunque disponibile solo tramite una traduzione amatoriale. In inglese, purtroppo: ecco un altro motivo per cui può occorrere pazienza.
Non essendoci attualmente alcun editore italiano o anglofono in possesso dei diritti del fumetto, direi che posso indicare tranquillamente di seguito i link alle scansioni.
SCANSIONI PRIMA PARTE
SCANSIONI CAPITOLI FINALI



