
Orfani è sicuramente uno degli eventi fumettistici di punta del 2013. Se ne parla da mesi e mesi prima dell'uscita di questo numero 1, per mezzo di una campagna promozionale massiccia, per quanto ne so senza precedenti per il mercato popolare italiano (ne abbiamo parlato qui), ed è la prima serie bonelliana a colori. La comunicazione a cui accennavo si è concentrata molto proprio su questo innovazione, e il timore poteva quindi essere che dal punto di vista narrativo ci fosse poco di nuovo sotto il sole, una sorta di incrocio tra il classico albo Bonelli e un certo tipo di fantascienza bellica che sulla carta non è affatto male ma che non è detto possa generare qualcosa di davvero interessante, ed eventuale inedito.
Difatti, di inedito c'è ben poco: il primo numero mette in scena un incipit è piuttosto classico come impianto, in cui lo scenario post-apocalittico e le due linee temporali su cui si muove l'azione sono anche ben "esposti" come stilemi, ma sempre di stilemi si tratta. Si obietterà: "ma in confronto ai canoni Bonelli..." Ma la casa editrice di via Buonarroti non corrisponde più completamente al proprio stereotipo già da anni, e il Michele Medda di Caravan (giusto per fare un esempio) sta a dimostrare che afflati di novità sono già in circolo da anni.
Importa davvero tutto questo cappello? No, a mio avviso. Le novità che Orfani si porta dietro ci sono comunque, e sono quelle già citate: il colore (unito ad un prezzo giustamente più alto delle altre testate popolari, ma che comunque deve passare la "diffidenza" dell'acquirente medio) e la campagna promozionale, che coinvolge numerose realtà parallele e/o tangenti la Bonelli o il fumetto in generale con una sinergia davvero impeccabile e lodevole. Ecco cosa rende "rivoluzionario" il progetto di Recchioni e Mammucari, e che si spera possa aprire strade finora non ancora battute per il futuro.
Sto girando attorno al numero 1 in sé: non perché sia brutto o deludente. ma perché... è il numero 1
Per il resto, mi piace: ripeto, c'è poco da commentare, succede troppo poco, è un pilot e come tale è una presentazione che si preoccupa soprattutto di mostrare i protagonisti e l'ambientazione. Lo fa e lo fa molto bene, prepara secondo me il terreno in modo consapevole e riuscito, tanto per la linea temporale "presente" che per quella "futura". Ottimi i disegni di Mammucari, ma già lo stimavo come artista quindi nessuno stupore, solo rinnovata ammirazione. E il colore, oltre come come concetto, anche come resa è davvero un fiore all'occhiello.
Quindi, proseguo fiducioso.








