[Martin Scorsese] Hugo Cabret

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Lo vidi a Londra, in lingua originale...ricordo di essere stata trasportata in questo mondo magico ma reale allo stesso tempo! MI è piaciuto davvero tantissimo!!! Andate a vederlo, ne vale davvero la pena!!
  • Visto e adorato

    Notare che la stanza in cui Hugo e Isabelle, trovano lo scrigno coi disegni di Meliès (a proposito: ma da quando la "S" in finale di parola si pronuncia? Io avevo sempre detto "Meliè", non "MelièS") è ricostruita pari-pari da un filmato dell'epoca, così fedelmente da parere la stessa sequenza colorata.

    Un ritmo narrativo che mi ha catturato fino alla fine

    Anche io ho notato lo stacco tra la prima e la seconda parte, ma rimuginandoci sopra, ritengo che con l'agnizione di Meliès, tutto il resto vada reverentemente in secondo piano, poichè tutto fino a quel momento era funzionale alla celebrazione del cineasta
    La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
  • È il primo film che abbia mai visto in cui il 3D ha un senso! Ovvero, in cui la regia "pensa" veramente in tre dimensioni e in cui la steroscopia non è solo un effettaccio per vendere ma esprime qualcosa che fa parte della storia. Come il passaggio al 3D che accompagna il "ritorno" in vita dei film di Méliès.

    È diventato già uno dei miei film preferiti.
  • Wow.
    No, sul serio, Wow.
  • L'ho visto e adorato anch'io, questo film è qualcosa di superlativo. Fotografia, scenografie, soggetto, sceneggiatura, interpretazioni... pazzesco!
    E' cinema allo stato puro. Sono uscito dalla sala con un senso di appagamento e di entusiasmo che non provavo da tempo, e non nego di essermi pure commosso.
    Mi sento di concordare con Rebo, anch'io ho avuto la sensazione che qui il 3D sia stato sensato, che la regia sia stata pensata per la stereoscopia, e l'effetto è notevolissimo.
    Ora mi sono preso anche il libro di Brian Selznick, che spero di poter leggere presto; le illustrazioni sono davvero belle, ma stando a quello che dice Franz a livello di narrazione è un po' pessimone. Insomma, per una volta meglio il film del libro.
  • Salve a tutti, sono la voce fuori dal coro.
    Deluso, e un bel po'.
    Mi è sembrato "solo" un compitino eseguito, ma senza veri guizzi.
    Capisco e apprezzo l'amore per Meliès (che adoro e ho passato mesi e mesi ed esami universitari su esami universitari a studiare), ma trovo questo omaggio privo di veri guizzi, è quasi un documentario per ragazzi su chi fosse il grande cineasta. E tutte le citazioni, le ricostruzioni, i frammenti di film ricostruiti... sì, bello, ma sono l'unica vera e propria attrattiva della pellicola: un "Come d'Incanto" tiepidino ma con tutte quelle citazioni Disney sarebbe stato un risultato altrettanto soddisfacente? No.
    Cosa mi ha annoiato di questo film? Boh, un po' tutto.
    La storia è lenta, la prima parte copre quasi un'ora di film e per gli eventi che narra e per il ritmo che mantiene, avrebbe potuto durare tranquillamente durare anche meno della metà. Oppure si potevano aggiungere un po' di elementi, la ricerca della soluzione all'enigma dell'automa è abbastanza scarna.
    La seconda parte invece mi è sembrato poco più di un documentarino su Melies, con Ben Kingsley imbarbettato a interpretare il tutto. Il cast non mi ha fatto impazzire, anzi: Kingsley, per quanto sia sempre un Signor Attore, secondo me qui interpreta un ruolo che può essere classificato nella sua fascia media. Il resto del cast poi non brilla granché, c'è e si guarda, anche se i due bambini mi hanno un po' infastidito, ho il sentore che Scorsese non sia un granché a dirigere i bambini, che richiede un tipo di lavoro un po' differente dagli attori adulti...
    Poi in diversi momenti del film mi è sembrato che si spingesse un bel po' il pedale del melodramma: un esempio su tutti è il treno che sta per investire Hugo alla stazione, che deve frenare in modo iper-brusco perchè c'è un bambino sui binari... peccato che Hugo fosse sceso sulle rotaie a pochi metri dalla fine del binario, quindi il treno avrebbe dovuto frenare/rallentare comunque. Così, ho notato sparse qua e là per il film una manciata di scene simili "esagerate", che mi hanno un po' infastidito.
    La fotografia dal trailer mi attirava tanto, ma poi funzionalmente l'ho trovata un po' stucchevole: inquadrature e colori saturati ovunque, mi han dato quella sensazione tendente allo Zack Snyder, che in un film come questo mi sembra un po' fuori luogo...

    Non sono uscito vomitando dalla sala, però mi aspettavo molto molto di più già all'epoca del primo trailer, per non parlare poi dopo le critiche/premi/nomination.
    Mah.
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • Non sei l'unico, tranquillo, io l'ho trovato veramente pessimo.
    Salvo solo, ovviamente, la bellissima scena iniziale.
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  • Ma voi mi avevate detto che era bello. Sí, ok, è colpa mia che lo ho visto solo ora, ma non è un film bello. È uno dei capolavori della cinematografia.

    Perfetto. Fotografia meravigliosa, recitazione ottima da parte di tutti, ritmo gestito benissimo, integrazione perfettamente naturale nella storia di Mèlies.

    Deboroh, non so cosa tu abbia visto. Davanti a un compitino ben eseguito non ci si commuove per una ricostruzione del set di Voyage dans la Lune.
    Lorenzo Breda
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    Hobbes, Calvin&Hobbes

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  • La cosa fantastica di questo film è che dal trailer non si capiva minimamente dove si sarebbe andati a parare, e soprattutto non lo si capisce per buona parte del film. Ma quando la rivelazione salta fuori è un'autentica esplosione, tutto assume una luce diversa, più... magica!
    Anche per me, un indubbio capolavoro
  • L'ho visto ieri sera grazie al più classico dei cineforum in un cinema vecchio stampo.
    Di conseguenza, niente 3d.
    Mi è dispiaciuto molto perché più volte mi è parso di intuire come e dove si sarebbero dovute sviluppare le invenzioni tridimensionali a cui faceva riferimento Rebo.

    Nonostante questo, mi ha meravigliato.
    E scelgo con molta cura l'aggettivo.
    Lo scelgo innanzitutto perché restituisce buona parte della gamma di sensazioni che ho provato. Ho vissuto per un paio d'ore nella dimensione fantastica di una bella storia che non capivo -per restare nell'ambito ferroviario- su quali binari viaggiava e a quale stazione voleva arrivare. Questo perché è una storia molto originale.
    Ma la parola "meraviglia" mi rimanda anche all'idea del cinema come fabbrica dei sogni, come casa delle meraviglie, per l'appunto. Come luogo magico dei trucchi mirabolanti del prestigiatore Méliès.
    Ad un secolo di distanza il prestigiatore Scorsese da un lato ci racconta il suo amore per il cinema con passione filologica, dall'altro ci meraviglia estraendo dal cappello un'altra storia che riconferma il suo poliedrico talento: non dimentichiamoci che il suo film precedente a questo è Shutter Island.
  • Visto oggi pomeriggio. Mi è piaciuto davvero molto!
    Parto dall'estetica, che è la prima cosa che mi ha conquistato. Infatti la prima parte narrativamente parlando non mi ha colpito molto, dal momento che pur essendo dotata di una buona scrittura non offriva niente di inedito o di particolarmente intrigante. Ma la fotografia e in generale la componente visiva che offre la stazione, gli sfondi e gli ambienti erano davvero uno spettacolo per gli occhi, taaanto giallo-oro che mi ha affascinato come declinazione di colore presente un po' ovunque.
    Poi, nella seconda parte, inizia a prendermi bene anche la trama, un pochetto lenta all'inizio, che quando inizia ad entrare nel vivo non ce n'è più per nessuno, e ha fatto sì che potessi rivalutare anche la parte iniziale, col senno di poi. La narrazione infatti diventa coinvolgente, appassionante e tutto il film si manifesta per quello che è: non più solo la storia di un orfanello che sopravvive da solo negli orologi della stazione e con un obiettivo preciso da raggiungere, ma anche e soprattutto l'elogio dell'arte in generale e del cinema in particolare, un atto d'amore verso Georges Méliès e quello che ha rappresentato per il cinema come uomo, professionista e visionario (mi sono un po' informato su di lui prima di vedere il film, cercando sul web... dal basso della mia ignoranza, non lo conoscevo prima di leggere questo topic, per quanto alcune delle sue opere citate anche nel film di Scorsese le conoscevo per fama, la luna col razzo nell'occhio soprattutto :) ) e come pioniere, di fatto, del modo di fare cinema.
    Il film diventa così uno spettacolo molto completo, offrendo diverse sfumature: la storia del protagonista, il "mistero" dell'automa, il mistero del padrino di Isabelle, la passione di Isabelle per la letteratura avventurosa, la sottotrama della storia d'amore della guardia con la fioraia... il tutto per portare omaggio all'arte cinematografica non solo come racconto ma anche come tecniche che consentono di creare illusione e magia.
    Per quanto riguarda gli attori, mi sono piaciuti tutti: sorprendente Sacha Baron Cohen, eccellenti Ben Kingsley e Christopher Lee. Sono stato poi molto sorpreso di vedere anche Chloe Moretz, che amo da quando l'ho vista in Kick-Ass (e che ha riconfermato la sua bravura anche in Dark Shadows) e che non sapevo fosse nel cast: sempre bravissima, nella parte della ragazzina un po' eccentrica ma sempre adorabile della figlioccia di Méliès.
    Insomma, sono rimasto conquistato dalla pellicola e dai significati di cui è portatrice: posso capire tutti gli elogi letti e sentiti da gente che stimo, che l'ha visto e amato.
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  • Spettacolari, letteralmente, l'inizio e la parte finale dedicata a Meliès. Nel mezzo non c'è una storia vera e propria, ed è un difetto perché la narrazione della prima metà del film porta a pensare che ci sia, ma pare che sia un peccato originale del libro, quindi il film è perdonato, e poi Scorsese fa il suo e lo fa bene.
    Film visivamente eccellente.
    Sir Kingsley io lo adoro sempre, e trovo un peccato che interpreti quasi sempre il cattivo, quando fa il buono dà il meglio di sè.
    Immagine
    Ottimo lavoro.
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