(Beowulf, 2007)

regia di Robert Zemeckis
sceneggiatura di Neil Gaiman e Roger Avary
colonna sonora di Alan Silvestri
Robert Zemeckis non disdegna l'animazione e, in questo campo, le sfide. Continua imperterrito la sua crociata per l'affermazione della tecnica della mo-cap (motion capture), crociata che ha portato alla creazione di The Polar Express e Monster House, con risultati contrastanti. Il primo deluse tutti per la scarsa espressività dei personaggi (quattro dei quali interpretati tutti da Tom Hanks, ma non è colpa sua, poverino... è il caso di dire "è che lo disegnano così!"). Il secondo invece fu una gradita sorpresa, essendo un film per ragazzi ma ad alta tensione, e la scelta di creare personaggi caricaturali e non fotorealistici, come sempre, ha premiato (in tutti i sensi: raggiunse la nomination all'Oscar come miglior film d'animazione).
Stavolta però si punta in alto. Animazione sì, ma non per ragazzi. Zemeckis si è offerto per portare sullo schermo con la sua amata mo-cap la sceneggiatura a cui il mitico Neil Gaiman e il meno mitico ma comunque notevole Roger Avary (premio Oscar per la sceneggiatura di Pulp Fiction) stavano lavorando dal 1997. E con Gaiman e Avary non si scherza: sangue e violenza a condire l'avventura epica di Beowulf, leggendario eroe germanico che tanti mostri sconfisse.
In questa storia il valoroso Beowulf (Ray Winston) risponde al richiamo del vecchio re Hrothgar (Anthony Hopkins) il cui baccanale è stato interrotto da un troll mostruoso, Grendel (nonostante la mostruosità, anche lui ha un attore a dargli voce e movimenti, Crispin Glover). Beowulf affronta l'ira degli dei del mare per arrivare nel regno di Hrothgar, e quando arriva trova non solo il Re ma anche la sua bella regina, Wealthow (Robin Wright Penn), che gli viene promessa se riuscirà a sconfiggere il troll. Ma non è questa donna che gli impedirà di compiere la sua missione. Sarà la madre del mostro (Angelina Jolie) a mettere a dura prova la forza d'animo del nostro eroe. Beowulf cede alla tentazione, e torna da Hrothgar dicendo di aver ucciso il mostro e sua madre, ma non è così. Hrothgar esce di scena e Beowulf diventa Re. Passano gli anni, e quella menzogna comincia a generare conseguenze...
Togliamoci subito il dente: l'animazione e la modellazione dei personaggi sono molto migliori del precedente The Polar Express, ma non per questo credibili. I personaggi risultano quasi sempre dei pupazzi, e i loro sguardi sono quasi sempre inespressivi. Dico quasi perché in realtà alcuni primi piani sono particolarmente riusciti (come alcune scene di Anthony Hopkins o Robin Wright Penn, o anche del protagonista Ray Winston) ma tanti altri no. I volti più credibili sono quelli degli anziani, forse perchè le rughe sono più realistiche della pelle liscia, anche nel caso di Angelina Jolie, che forse ha davvero la pelle così liscia, ma quando la vediamo in scene illuminate risulta molto finta. Inoltre una pecca intollerabile è quella della "fisica", ovvero la sensazione del peso degli oggetti. Spesso ho notato spade forse troppo leggere, tavoli che si sfasciano con un rumore assordante ma che volano come se fossero di polistirolo, armature dai pesanti clangori ma che non tremano quando vengono colpite... insomma, al peso degli oggetti contribuisce più il suono che non l'animazione. Eppure, in un film in mo-cap, l'animazione è limitata solo a quello. L'animazione dei personaggi viene "catturata", appunto, dal movimento ("motion") degli attori, mentre il resto della scena (come gli oggetti) è animato come in qualunque altro film in CGI. Quindi il compito degli animatori è limitato per definizione, ma nemmeno lo fanno bene. Con queste premesse, il prossimo film in mo-cap di Zemeckis A Christmas carol non fa auspicare un buon risultato, e questo ci dispiace perchè sarà un film Disney, e con un antenato di tutto rispetto (Il canto di Natale di Topolino). Queste sono le solite pecche della motion capture. Sono state molto migliorate, ma sono ancora pecche.
Non ha solo pecche, questo film. L'esperienza registica di Zemeckis si nota, anche se spesso si fa prendere dall'ebbrezza della computer graphics e la macchina da presa compie mirabolanti evoluzioni aeree che nella realtà nessun operatore potrebbe mai realizzare (evoluzioni che, anche se facili, non sono così necessarie, Pixar docet). Si nota anche il tocco di Neil Gaiman nella storia e nella sceneggiatura: il film inizia con un baccanale indetto dal Re, il quale appare ubriaco e nudo, coperto solo da un lenzuolo, che istiga i suoi sudditi al festeggiamento e alla libidine più totale. Su questa scena di corruzione della carne piomba il mostro moralizzatore (moralizzatore davvero, viste le sue origini, che si scopriranno pian piano). Il colpo di genio (non so se sia opera di Gaiman o se fosse nel poema originale) è la Storia che si ripete, e l'infausto destino del precedente re Hrothgar colpirà anche re Beowulf (il come e il perchè sono altamente spoiler). Ciononostante, come molti hanno notato, la storia è a tratti lenta. A me personalmente il rallentamento del ritmo piace (soprattutto se gestito da un grande regista, come Zemeckis), ma può risultare noioso.
Un film non particolarmente riuscito, ma vale la pena vederlo. Inoltre in quanto a effetti speciali non delude affatto (il drago finale, e la sua scena, sono fra i migliori che abbia mai visto). La colonna sonora riecheggia vagamente l'opera di Howard Shore per Il Signore degli Anelli, come era prevedibile. Analogamente a questa, sono presenti anche un paio di canzoni medievali cantate dalla Regina e dolcemente suonate all'arpa.
Ad ogni modo, la mo-cap non porterà a niente di buono... nonostante la Disney abbia già in cantiere due importantissimi film in questa tecnica (A Christmas Carol di Zemeckis e Alice in Wonderland di Tim Burton).


