# 289
Siamo lontani dai fasti del numero scorso. Cannucciari si rimette in pari firmando tutte le tavole meno quattro, e anche se apprezzo che abbia profuso sforzi per rimettere in scena Silvietta ridandole un senso ho trovato il suo humor in questo numero un po' verboso. Non lo so, sarà che fa molto contrasto con l'immediatezza cazzona del SIlver, però l'impressione generale è che forse bisognerebbe limare un po' il dialogo per ridare freschezza al tutto. Scazo totale invece per Wild Boys - Tormento di Fiamma (Scarpanti/Michelon), ormai la maschera è gettata e dietro tante belle premesse si è capito che la serie altro non voleva essere che una trovatina commerciale per attualizzare e svendere un po' il Lupo presso il grande pubblico, in un tentativo piuttosto fallito di tingersi di rosa. Ma ricordo storie dell'Artibani con Marta & co. molto più attente e identificanti da questo punto di vista, mentre questa roba ormai mi è proprio indigesta. La trama di fondo non convince proprio, con Marta che usa la bruttona per allontanare Odoardo e poi fa l'inverso. Commediazza adolescenziale di qualità bassina, inconcepibile sulle stesse pagine che il numero scorso avevano invece ospitato un Fumetto. Speriamo l'esperimento si concluda qui.
Una boccata d'aria fresca la dà invece Talarico che torna con Cuori Grassi e fa quello che da tempo si aspettava: svecchia la serie facendo procedere Rocco verso la maturità. Con questo far finalmente crescere Rocco mi auguro che si sia decollati verso un nuovo status quo, mi farebbe molto piacere vedere questo gioiellino rimettersi in gioco in maniera così intelligente.
[Silver] Lupo Alberto
Ed ecco un momento libero per qualche recensione 
Dunque, dunque... da dove iniziare?
Ah, sì... per informazione di Michelon, la striscia con l'esilarante scambio di sguardi fra Enrico e Silvietta è stata, cono ogni probabilità, pubblicata in bianco e nero da qualche parte nel mensile, ma comunque è reperibile a colori nell'ultima pagina de "L'almanacco delle mie brame" (quello con la meravigliosa storia Silver-Manara): quella, secondo me, è satira gustosa sui maniaci sessuali
E torniamo al mensile
N. 288
LA copertina è carina come sempre, visto che è d Silver, ma non vi vedo un gusto satirico particolare.. una presa per il culo dell'isteria collettiva da Formula 1, forse? Mah... solo Silver può saperlo
Le tavole, come diceva già Grrodon, sono un inatteso e gradevolissimo dilagare della coppia Silver/Michelon, con sole tre tavole di Cannucciari, che peraltro riesce, pur nella minima presenza, ad infilare una tavola su Silvietta vs. Alice che mi ha strappato un sorriso ed una lacrimuccia al tempo stesso (l' "intellettualone forzato per non fare la figura del polipone" sono assolutamente io, credo mi inquadrerò le due pagine e le appenderò sul letto
): per il resto, Silver è in splendida forma ed assolutamente scoppiettante, a cavallo tra uno spettacolare umorismo dell'assurdo (la tiroide), le piccole grandi manie dei personaggi che nessuno conosce meglio di lui (il soprannome di Enrico) ed una satira politica e sociale - detto sinceramente, quasi inaspettata - pugente ed amara nel suo stile inconfondibile e fulminante (i respingimenti ed il lavoratore stagionale). E Michelon gli è degnissimo compare, in uno stile persino più cinetico del solito. Bravissimi tutti, ed ovviamente cappello sul tavolo per Silver 
Passato l'oroscopo (e qui la mia tendenza al razionalismo si fa sempre meno tollerante...
)...
... e la seconda incarnazione di Lato C (che sembra molto interessante, tra le sassate a Moccia (c'è mica dietro qualcuno degli sceneggiatori? Lo humour mi sembra quello che si respira qui quando scrive qualcuno di voi...
) ed un sassolino verso Proust che sembra venire direttamente dagli anni '70 ("La pittura lo esigeva, il cinema lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti..."
)...
... si arriva a Duro come il tuo cuore, l'attesissimo ritorno della coppia Lusso-Cannucciari, che si riunisce per la prima volta dopo sette mesi. Mancava da "Verrà Natale", e, per quanto quella storia fosse già molto bella, credo che questa la superi in pieno. Ben ventiquattro tavole per un autentico kolossal fumetto-cinematografico in piena tradizione noir. A partire dall'intro quasi Mooriana nel suo campo in allargamento progressivo, che ti prende allo stomaco (e devo ammettere che, dopo aver capito in "Natale senza te" che da Lusso ci si può davvero aspettare di tutto, c'ero proprio cascato), la storia si apre, in perfetta sincronia con il momento di uscita del mensile, in una mattina di giugno affollata ed accaldata, con le inconfondibili didascalie a monologo interiore di Sam più acide e ciniche che mai. Si passa al flashback, che è un picolo capolavoro di parodia di quasi tutti i cliché del duro e della pupa (al "duro cinestetico" sono scoppiato a ridere quasi alla cassa del supermercato, motivo per cui ancor oggi i cassieri e le cassiere mi guardano un po' preoccupati...), e si torna al presente, con l'incantevole Nora, l'istante di amarezza social-urbanistica infilato splendidamente sulla grande distribuzione, "Janet Faded" (e, sinceramente, molto di rado qualcuna delle pur non rare prostitute della città di Sam mi ha causato una simile stretta al cuore... nell'effetto "Viale del tramonto", Lusso resta un fuoriclasse), l'evolversi della vicenda in modi che ricordano (molto più solarmente, è ovvio) l'umorismo spietato e spiazzante di un Dazieri, fino al confronto finale con Debra, di cui oviamente Sam non ha mai capito niente di niente ("Ma no, tesoro, è solo cretino..." altro scoppio di risa alla fermata del tram), e dal quale esce ridicolo e ridicolizzato com'era giusto che fosse. Addio sogni di gloria, addio amori perduti, addio amori reali che i cretini si lasciano scappare perché troppo presi dal loro personaggio, ed ecco il capolavoro, con Sam che afferma, in perfetta linea con il copione da "duro", "Se c'è una morale in questa storia, qualcuno me la dovrà spiegare", quando, ovviamente, l'unico a non averla capita è lui
Maledette femmine, maledetta città. Titoli di coda, dieci minuti di applausi. Mille perle nei titoli (l'opera letteraria originale mi ha causato il terzo accesso di risa della giornata, per fortuna ero già a casa
), ma anche mille perle nella storia, con la canzone di Debra che probabilmente nessuno sotto i trent'anni potrebbe mai riconoscere
, il gorilla che legge "Il pasto nudo", il "baretto iperrealista", ed altre mille sghignazzate nascoste tra le righe, pronte a spunta fuori alla terza o quarta lettura.
Sui disegni ha già detto tutto Grrodon: un cannucciari completamente inedito, dal tratto magicamente trasformato, e semplicemente perfetto per un vero e proprio cinekolossal in costume come questo.
Standing ovation ad entrambi, è il minimo
Ovvio che, dopo un simile capolavoro,Kika ne risulti, anche per me che di norma la apprezzo abbastanza, comparativamente sottotono ("mio padre porta spiga"?!?!? Ommisignur...). Più o meno, quello che c'era da dire sulla necessità di un po' di cambio d'aria l'ha già detto Grrodon ed io mi ci sono accodato, quindi per ora null'altro da aggiungere.
Una parola veloce su Angoli DiVersi, che normalmente non mi dice nulla, ma in questo caso mi ha attirato per cinque minuti con "Le imposte differite", filastrocca finalmente in rima (alleluia!) e decisamente tipica dell'era berlusconiana (tranne che per il finale, che ahimé è fin troppo equo per essere della nostra epoca :/ )
Passa la Posta, e qui torniamo alle questioni di cuore... Ed ecco che quel rompimento di c****oni di facebook riesce ad arrivare a far dedicare un'intera pagina di Caro psic ai brutti anatroccoli che sono cigni dentro. Ed io che credevo che con myspace avessimo toccato il fondo...
Ma bando alle ciance e passiamo al
N. 289,
abbellito da una copertina secondo me ben più mirata al momento estivo, con un lupo abbellito da quelle espressioni da wilcoyote che solo il Silver riesce a disegnargli
Sulle tavole, devo dire, non concordo molto con Grrodon: mi sono piaciute quanto, e forse un filo più, di quelle del numero scorso: sarà l'impegno civile e politico, sarà l'universitarietà di Silvietta, non lo so - ma Cannucciari e la sua crociata contro la Coha Hola mi hanno proprio conquistato
(Ah, a proposito, per informazione: le bottiglione di vetro nel mio supermercato ci sono ancora, casomai servisse per un sequel
) Molto carina l'idea della rivisitazione grafica di silvietta "sotto acido" (un lascito di "Duro come il tuo cuore", per caso?
), coraggiosa e molto realistica la sfilza di sostanze stupefacenti (bravi, gradevole o no è esattamente il tipo di domanda che un medico fa), ed assolutamente spassose le partenze per la tangente che fanno il verso alla bimbetta ottimista e rincoglionita. Divertente, ma non troppo preachy: forza Cannucciari! 
Per il resto, Alice sempre in forma, favolosa l'interazione Enrico-Silvietta poggiata su dinamiche completamente diverse dal solito "enrico-maiale-silvietta-innocente" e più vicine al leggendario "Non dò confidenza alle teiere" di tanti e tanti anni fa, formidabile e fulminante la battuta di mosè sulla raccolta differenziata (e con le ronde questo ed altro ci capiterà...), ed in ogni caso sempre splendide le uscite a tradimento di Silver (quella della sedia avrà fatto ridere decine di migliaia di impiegati, credo...
). Bellissime tavole, a mio parere. Un altro mondo rispetto a qualche anno fa, quando il mordente sembrava un po' "ammorbidito" 
E figurati se dopo la lettera di "UnosuFB" del numero scorso, Facebook non arrivava nel test?
Più ci penso, più mi convinco che, complice anche il fatto che ho ancora abbastanza soldi da mandare sms o telefonare a chi voglio, un profilo su Fb lo voglio solo dopo la morte, con la fotina della mia urna! 
Dopodiché, arriva Wild Boys, in quella che qualche tempo fa Michelon mi pare descrivesse come l' "ultima storia"... ricordo male, Michelon?
In ogni modo... uhm, preferisco tacere. Non mi è piaciuta molto, ma si vede in ogni caso che le autrici hanno davvero messo molto impegno e molto affetto in queste sceneggiature, e quindi continuare a stroncarle per il puro gusto di farlo mi sembra proprio cattiveria gratuita. Proverei con una piccola critica costruttiva, dal basso del mio podio di lettore ("dall'alto di un cazzo", dice giustamente il buon Gherarducci). Il Lupo non è facile da maneggiare, questo si sa benissimo - persino uno come Casty, che su Topolino ha fatto capolavori assoluti (cui lo stesso Grrodon ha dedicato un enorme thread qui in zona fumetto), con il Lupo ha fatto sostanzialmente storie belle, ben costruite e dignitose ma pochi capolavori da urlo. Il Lupo è un fumetto difficile, sempre sospeso tra risata, malinconia, rabbia, profondità, sdrammatizzazione, metafora e realtà, e saper dosare perfettamente tutti questi ingredienti è qualcosa che pochissimi sanno fare - azzarderei, al massimo grado, solo i grandi regolari: Silver, Cannucciari, Artibani, Michelon e Lusso. Quindi inciampare sul Lupo è fin troppo facile. Non vi scoraggiate e tentate ancora
Molto bello Cuori Grassi, dove si inizia a vedere il cambiamento di cui Talarico pareva parlare, con un esame di maturità che termina con una nota saggia e, perché no, speranzosa per il povero Rocco ormai sul limite dell'università. Bella e profonda
E dulcis in fundo, a fine posta un'altra, inattesa, direzione interpretativa del "noi che": non più un altro tempo, ma un altro spazio. E devo dire, ancora una volta, che mi ha preso alla gola. Non credo riuscirei mai a spostarmi dai luoghi dove sono nato e cresciuto: meglio il call center, meglio lo spazzino, ma trasferirmi via per sempre no. Eppure la mia generazione è questa, la generazione delle nuove migrazioni, con il mondo piccolo che non riesce comunque ad evitare la nostalgia, con l'italia che caccia di casa chi non tenta più neanche di mantenere, chi deruba del proprio futuro e delle proprie aspettative, e la valigia può non essere più di cartone, ma la disillusione e l'amarezza sono sempre e comunque le stesse. Finito quel "Noi che" sono rimasto a riflettere e pensare a lungo... anch'io ho almeno un'amica che vive a londra da almeno due anni, ed anche lei afferma che sì, tanto tra un annetto o due torna... leggere quel pezzo mi ha fatto capire quanto sia plausibile che non torni più, perché questa è la realtà italiana di ora. E non è un dolore da poco, per tutti coloro che sono lontani.
Un numero, per tanti motivi, molto bello e molto toccante, anche questo. 3 euro e 50 ci stanno tutti.
Grazie a tutti per lo splendido lavoro, il Lupo continua ad essere un punto di riferimento mensile imprescindibile
Dunque, dunque... da dove iniziare?
Ah, sì... per informazione di Michelon, la striscia con l'esilarante scambio di sguardi fra Enrico e Silvietta è stata, cono ogni probabilità, pubblicata in bianco e nero da qualche parte nel mensile, ma comunque è reperibile a colori nell'ultima pagina de "L'almanacco delle mie brame" (quello con la meravigliosa storia Silver-Manara): quella, secondo me, è satira gustosa sui maniaci sessuali
E torniamo al mensile
N. 288
LA copertina è carina come sempre, visto che è d Silver, ma non vi vedo un gusto satirico particolare.. una presa per il culo dell'isteria collettiva da Formula 1, forse? Mah... solo Silver può saperlo
Passato l'oroscopo (e qui la mia tendenza al razionalismo si fa sempre meno tollerante...
... e la seconda incarnazione di Lato C (che sembra molto interessante, tra le sassate a Moccia (c'è mica dietro qualcuno degli sceneggiatori? Lo humour mi sembra quello che si respira qui quando scrive qualcuno di voi...
... si arriva a Duro come il tuo cuore, l'attesissimo ritorno della coppia Lusso-Cannucciari, che si riunisce per la prima volta dopo sette mesi. Mancava da "Verrà Natale", e, per quanto quella storia fosse già molto bella, credo che questa la superi in pieno. Ben ventiquattro tavole per un autentico kolossal fumetto-cinematografico in piena tradizione noir. A partire dall'intro quasi Mooriana nel suo campo in allargamento progressivo, che ti prende allo stomaco (e devo ammettere che, dopo aver capito in "Natale senza te" che da Lusso ci si può davvero aspettare di tutto, c'ero proprio cascato), la storia si apre, in perfetta sincronia con il momento di uscita del mensile, in una mattina di giugno affollata ed accaldata, con le inconfondibili didascalie a monologo interiore di Sam più acide e ciniche che mai. Si passa al flashback, che è un picolo capolavoro di parodia di quasi tutti i cliché del duro e della pupa (al "duro cinestetico" sono scoppiato a ridere quasi alla cassa del supermercato, motivo per cui ancor oggi i cassieri e le cassiere mi guardano un po' preoccupati...), e si torna al presente, con l'incantevole Nora, l'istante di amarezza social-urbanistica infilato splendidamente sulla grande distribuzione, "Janet Faded" (e, sinceramente, molto di rado qualcuna delle pur non rare prostitute della città di Sam mi ha causato una simile stretta al cuore... nell'effetto "Viale del tramonto", Lusso resta un fuoriclasse), l'evolversi della vicenda in modi che ricordano (molto più solarmente, è ovvio) l'umorismo spietato e spiazzante di un Dazieri, fino al confronto finale con Debra, di cui oviamente Sam non ha mai capito niente di niente ("Ma no, tesoro, è solo cretino..." altro scoppio di risa alla fermata del tram), e dal quale esce ridicolo e ridicolizzato com'era giusto che fosse. Addio sogni di gloria, addio amori perduti, addio amori reali che i cretini si lasciano scappare perché troppo presi dal loro personaggio, ed ecco il capolavoro, con Sam che afferma, in perfetta linea con il copione da "duro", "Se c'è una morale in questa storia, qualcuno me la dovrà spiegare", quando, ovviamente, l'unico a non averla capita è lui
Sui disegni ha già detto tutto Grrodon: un cannucciari completamente inedito, dal tratto magicamente trasformato, e semplicemente perfetto per un vero e proprio cinekolossal in costume come questo.
Standing ovation ad entrambi, è il minimo
Ovvio che, dopo un simile capolavoro,Kika ne risulti, anche per me che di norma la apprezzo abbastanza, comparativamente sottotono ("mio padre porta spiga"?!?!? Ommisignur...). Più o meno, quello che c'era da dire sulla necessità di un po' di cambio d'aria l'ha già detto Grrodon ed io mi ci sono accodato, quindi per ora null'altro da aggiungere.
Una parola veloce su Angoli DiVersi, che normalmente non mi dice nulla, ma in questo caso mi ha attirato per cinque minuti con "Le imposte differite", filastrocca finalmente in rima (alleluia!) e decisamente tipica dell'era berlusconiana (tranne che per il finale, che ahimé è fin troppo equo per essere della nostra epoca :/ )
Passa la Posta, e qui torniamo alle questioni di cuore... Ed ecco che quel rompimento di c****oni di facebook riesce ad arrivare a far dedicare un'intera pagina di Caro psic ai brutti anatroccoli che sono cigni dentro. Ed io che credevo che con myspace avessimo toccato il fondo...
Ma bando alle ciance e passiamo al
N. 289,
abbellito da una copertina secondo me ben più mirata al momento estivo, con un lupo abbellito da quelle espressioni da wilcoyote che solo il Silver riesce a disegnargli
Sulle tavole, devo dire, non concordo molto con Grrodon: mi sono piaciute quanto, e forse un filo più, di quelle del numero scorso: sarà l'impegno civile e politico, sarà l'universitarietà di Silvietta, non lo so - ma Cannucciari e la sua crociata contro la Coha Hola mi hanno proprio conquistato
Per il resto, Alice sempre in forma, favolosa l'interazione Enrico-Silvietta poggiata su dinamiche completamente diverse dal solito "enrico-maiale-silvietta-innocente" e più vicine al leggendario "Non dò confidenza alle teiere" di tanti e tanti anni fa, formidabile e fulminante la battuta di mosè sulla raccolta differenziata (e con le ronde questo ed altro ci capiterà...), ed in ogni caso sempre splendide le uscite a tradimento di Silver (quella della sedia avrà fatto ridere decine di migliaia di impiegati, credo...
E figurati se dopo la lettera di "UnosuFB" del numero scorso, Facebook non arrivava nel test?
Dopodiché, arriva Wild Boys, in quella che qualche tempo fa Michelon mi pare descrivesse come l' "ultima storia"... ricordo male, Michelon?
In ogni modo... uhm, preferisco tacere. Non mi è piaciuta molto, ma si vede in ogni caso che le autrici hanno davvero messo molto impegno e molto affetto in queste sceneggiature, e quindi continuare a stroncarle per il puro gusto di farlo mi sembra proprio cattiveria gratuita. Proverei con una piccola critica costruttiva, dal basso del mio podio di lettore ("dall'alto di un cazzo", dice giustamente il buon Gherarducci). Il Lupo non è facile da maneggiare, questo si sa benissimo - persino uno come Casty, che su Topolino ha fatto capolavori assoluti (cui lo stesso Grrodon ha dedicato un enorme thread qui in zona fumetto), con il Lupo ha fatto sostanzialmente storie belle, ben costruite e dignitose ma pochi capolavori da urlo. Il Lupo è un fumetto difficile, sempre sospeso tra risata, malinconia, rabbia, profondità, sdrammatizzazione, metafora e realtà, e saper dosare perfettamente tutti questi ingredienti è qualcosa che pochissimi sanno fare - azzarderei, al massimo grado, solo i grandi regolari: Silver, Cannucciari, Artibani, Michelon e Lusso. Quindi inciampare sul Lupo è fin troppo facile. Non vi scoraggiate e tentate ancora
Molto bello Cuori Grassi, dove si inizia a vedere il cambiamento di cui Talarico pareva parlare, con un esame di maturità che termina con una nota saggia e, perché no, speranzosa per il povero Rocco ormai sul limite dell'università. Bella e profonda
E dulcis in fundo, a fine posta un'altra, inattesa, direzione interpretativa del "noi che": non più un altro tempo, ma un altro spazio. E devo dire, ancora una volta, che mi ha preso alla gola. Non credo riuscirei mai a spostarmi dai luoghi dove sono nato e cresciuto: meglio il call center, meglio lo spazzino, ma trasferirmi via per sempre no. Eppure la mia generazione è questa, la generazione delle nuove migrazioni, con il mondo piccolo che non riesce comunque ad evitare la nostalgia, con l'italia che caccia di casa chi non tenta più neanche di mantenere, chi deruba del proprio futuro e delle proprie aspettative, e la valigia può non essere più di cartone, ma la disillusione e l'amarezza sono sempre e comunque le stesse. Finito quel "Noi che" sono rimasto a riflettere e pensare a lungo... anch'io ho almeno un'amica che vive a londra da almeno due anni, ed anche lei afferma che sì, tanto tra un annetto o due torna... leggere quel pezzo mi ha fatto capire quanto sia plausibile che non torni più, perché questa è la realtà italiana di ora. E non è un dolore da poco, per tutti coloro che sono lontani.
Un numero, per tanti motivi, molto bello e molto toccante, anche questo. 3 euro e 50 ci stanno tutti.
Grazie a tutti per lo splendido lavoro, il Lupo continua ad essere un punto di riferimento mensile imprescindibile
...avevo detto l'ultima intendendo che era l'ultima in ordine di disegno, non in assoluto...sono pronte 12 storie 12 che allieteranno il 2010 di Grrodon !Wild Boys, in quella che qualche tempo fa Michelon mi pare descrivesse come l' "ultima storia"... ricordo male, Michelon?
...bugia!
...in realtà non so se si andrà avanti o meno, so che ci sono molti a cui piace, come molti a cui proprio non va giù...ma quanti siano i primi e quanti i secondi sinceramente non lo so.
L'ho detto fin dall'inizio...avrei visto meglio Wild Boys in un albo a parte, però il budget non c'era e quindi ve lo siete beccati così.
Le ragazze del gruppo Etearnity sono tipe toste e di sicuro non molleranno botta così facilmente...dovrebbe esserci una raccolta di quanto fatto fin ora e poi...si vedrà.
Più di così non so.
Quel che posso dirvi è che ad agosto vi beccate 2 storie 2 di Lusso disegnate da me per un surplus di 4 paginette di fumetto in più del solito, a settembre una storia di fantascemenza che sto disegnando in questi giorni, sempre scritta dal Piero... e via così...
Ciao...e oramai non vi faccio più i complimenti per come vi dedicate a spulciare il nostro lavoro...già lo sapete che ne penso.
Ciao a tutti!
Scusate l'assenza, il mio Mac mi dà continuamente dei dispiaceri; io vorrei dargliene uno grosso sbattendolo al muro una volta per tutte, ma mi astengo anche perchè soltanto sostituire una scheda costa 100 euri, figuriamoci ripristinargli i connotati!
Grazie dei complimenti per la storia "Duro come il tuo cuore". Quello stile di disegno è macchinosissimo (matite e chine su fogli separati, tavolo luminoso, continuo cambio di pennarelli di spessori leggermente diversi etc.) ma è molto intrigante da realizzare. E' uno stile che ho nelle mani da un po' di tempo e che ha trovato nella storia di Sam Falco la giusta occasione per venir fuori. Conto di affinarlo e sintetizzarlo ancora di più per esperimenti extra lupo. Uno dei problemi di questo stile, però, è che non è facilissimo - almeno a Roma - trovare i mitici pennarelli " Faber Castell pitt artist pen B" con la punta a pennello!
Non so di dove siete voi, ma se conoscete qualche rivenditore che li ha fornitemi l'indirizzo, che io gliene ordino una paccata!
Grazie a Xar per aver gradito le tavole, grazie a Grrodon per avermi ricordato la bestia nera che spero sempre abbia smarrito le mie tracce e che invece scopro seguirmi da lontano concedendomi l'illusione di qualche metro di vantaggio: la VERBOSITA'. E' inutile ch'io m'arrampichi sugli specchi, verboso son verboso. A parziale discolpa posso dire che nel caso delle tavole sulla Coha Hola la verbosità era VOLUTA. Silvietta era in pieno delirio. Mai conversato con un cocainomane? E poi avevo voglia di dirgliene quattro, a quella demente di Giulia e ai creativi stipendiati dall'orrida melassa frizzante, anzi più di quattro. Il problema della Coha Hola è che fa parte della nostra vita (della mia no,e spero manco della vostra)più di quanto siamo disposti ad ammettere. Fa parte delle nostre abitudini, e non è una bella cosa, perchè sappiamo tutti di quanti impicci e brutture è lastricata la Luminosa Autostrada Per Il Successo Planetario della nota bevanda. Piccolo esempio: SanLorenzo, quartiere universitario di Roma, una coppietta molto alternativa/fighetta de sinistra acquista della pizza al taglio in una sgarrupata pizzeria (che fa, appunto, molto "alternativo": vade retro McDonald...) e si pregia di acquistare anche delle polpettine di melanzane disvelando un animo se non vegetariano tout court almeno "simpatizzante" (ari-vade retro McDonalds...). E da bere? Una Coca Cola! Pagata estraendo il borsellino comprato al mercatino Equo e Solidale!! Ma che ti dice il cervello, domineddio?!? Gli avrei spalmato in faccia la mozzarella rovente della mia pizza, e non avrei fatto gran danno. Altro piccolo esempio: a Koussanar, villaggio di 5000 anime in provincia di Tambacounda, al centro del Senegal e verso il Mali ( una zona torrida e sabbiosa ) una bottiglia da 33 di coca costa 30 CFA. Un euro, quando ci sono stato io (2004) veniva scambiato con 600/650 CFA. Fate voi i conti. Costa meno dell'acqua minerale, la Kirene, che nella sua versione più piccola - quella cioè da 50cl - sta intorno ai 130 CFA. L'alternativa a queste due bevande è un'acqua marcia che fa venire la cacarella a noi occidentali e fa malissimo anche ai cuccioli d'uomo disgraziatamente nati lì che faticano a costruirsi una barriera di anticorpi adatta alla bisogna. Mi si dirà: non è compito della Coha Hola risolvere l'annoso problema dell'acqua in Africa. Giusto. Ma speculare sul problema convincendo la gente che la felicità costa pochissimo e che in fondo non c'è bisogno di risolvere il problema tanto c'è la Coha Hola mi pare eticamente discutibile. Per tacere, almeno in questa sede, del suo inappropriato consumo delle riserve d'acqua in vaste regioni dell'India o dell' Africa. Mi si dirà: il prezzo è commisurato agli stipendi locali. Giusto. Anzi, no. Lo stipendio medio mensile di un senegalese sta intorno ai 100/150 euro, fate voi il conto in CFA e vi accorgerete che il prezzo è comunque BASSO. Ed in più quasi ogni famiglia senegalese ha un parente che lavora all'estero e che foraggia il parentato con almeno 100/200 euro al mese. Questo sta facendo del Senegal una propaggine dell'occidente per consumi e stili di vita, lasciando inalterate e irrisolte le problematiche sue e di tutta l'area subsahariana. Ok, fine del pippone, ma ci tenevo a farlo.
Le tavole dei prossimi due mesi saranno meno "impegnate" perchè ho voluto recuperare una vecchissima situazione silveriana (il chioschetto dell'anguria) e perdermi tra chiacchiere alcoliche e storielle. Ne ho già realizzate 10 (Gosh! Calmo, Grrodon,calmo! Respira! Forse non vanno TUTTE nello stesso numero!..Ehr,ehr, si sgherza,eh?) e vado pensandone altre. In fretta, che il tipografo ci guarda truce e ha già le braghette da mare addosso. Spero che le tavole vi piacciano, o almeno non vi dispiacciano.
Per il resto, attendo una storia dal sommo Piero. E attendo pure di vedere la storia di fantascienza disegnata da Giac, perchè come disegna lui i macchinari io me lo sogno! Me la spizzerò con estrema goduria, e invito tutti a fare altrettanto.
Buona serata, andate piano e fatemi uno squillo appena rientrate!
Scusate l'assenza, il mio Mac mi dà continuamente dei dispiaceri; io vorrei dargliene uno grosso sbattendolo al muro una volta per tutte, ma mi astengo anche perchè soltanto sostituire una scheda costa 100 euri, figuriamoci ripristinargli i connotati!
Grazie dei complimenti per la storia "Duro come il tuo cuore". Quello stile di disegno è macchinosissimo (matite e chine su fogli separati, tavolo luminoso, continuo cambio di pennarelli di spessori leggermente diversi etc.) ma è molto intrigante da realizzare. E' uno stile che ho nelle mani da un po' di tempo e che ha trovato nella storia di Sam Falco la giusta occasione per venir fuori. Conto di affinarlo e sintetizzarlo ancora di più per esperimenti extra lupo. Uno dei problemi di questo stile, però, è che non è facilissimo - almeno a Roma - trovare i mitici pennarelli " Faber Castell pitt artist pen B" con la punta a pennello!
Non so di dove siete voi, ma se conoscete qualche rivenditore che li ha fornitemi l'indirizzo, che io gliene ordino una paccata!
Grazie a Xar per aver gradito le tavole, grazie a Grrodon per avermi ricordato la bestia nera che spero sempre abbia smarrito le mie tracce e che invece scopro seguirmi da lontano concedendomi l'illusione di qualche metro di vantaggio: la VERBOSITA'. E' inutile ch'io m'arrampichi sugli specchi, verboso son verboso. A parziale discolpa posso dire che nel caso delle tavole sulla Coha Hola la verbosità era VOLUTA. Silvietta era in pieno delirio. Mai conversato con un cocainomane? E poi avevo voglia di dirgliene quattro, a quella demente di Giulia e ai creativi stipendiati dall'orrida melassa frizzante, anzi più di quattro. Il problema della Coha Hola è che fa parte della nostra vita (della mia no,e spero manco della vostra)più di quanto siamo disposti ad ammettere. Fa parte delle nostre abitudini, e non è una bella cosa, perchè sappiamo tutti di quanti impicci e brutture è lastricata la Luminosa Autostrada Per Il Successo Planetario della nota bevanda. Piccolo esempio: SanLorenzo, quartiere universitario di Roma, una coppietta molto alternativa/fighetta de sinistra acquista della pizza al taglio in una sgarrupata pizzeria (che fa, appunto, molto "alternativo": vade retro McDonald...) e si pregia di acquistare anche delle polpettine di melanzane disvelando un animo se non vegetariano tout court almeno "simpatizzante" (ari-vade retro McDonalds...). E da bere? Una Coca Cola! Pagata estraendo il borsellino comprato al mercatino Equo e Solidale!! Ma che ti dice il cervello, domineddio?!? Gli avrei spalmato in faccia la mozzarella rovente della mia pizza, e non avrei fatto gran danno. Altro piccolo esempio: a Koussanar, villaggio di 5000 anime in provincia di Tambacounda, al centro del Senegal e verso il Mali ( una zona torrida e sabbiosa ) una bottiglia da 33 di coca costa 30 CFA. Un euro, quando ci sono stato io (2004) veniva scambiato con 600/650 CFA. Fate voi i conti. Costa meno dell'acqua minerale, la Kirene, che nella sua versione più piccola - quella cioè da 50cl - sta intorno ai 130 CFA. L'alternativa a queste due bevande è un'acqua marcia che fa venire la cacarella a noi occidentali e fa malissimo anche ai cuccioli d'uomo disgraziatamente nati lì che faticano a costruirsi una barriera di anticorpi adatta alla bisogna. Mi si dirà: non è compito della Coha Hola risolvere l'annoso problema dell'acqua in Africa. Giusto. Ma speculare sul problema convincendo la gente che la felicità costa pochissimo e che in fondo non c'è bisogno di risolvere il problema tanto c'è la Coha Hola mi pare eticamente discutibile. Per tacere, almeno in questa sede, del suo inappropriato consumo delle riserve d'acqua in vaste regioni dell'India o dell' Africa. Mi si dirà: il prezzo è commisurato agli stipendi locali. Giusto. Anzi, no. Lo stipendio medio mensile di un senegalese sta intorno ai 100/150 euro, fate voi il conto in CFA e vi accorgerete che il prezzo è comunque BASSO. Ed in più quasi ogni famiglia senegalese ha un parente che lavora all'estero e che foraggia il parentato con almeno 100/200 euro al mese. Questo sta facendo del Senegal una propaggine dell'occidente per consumi e stili di vita, lasciando inalterate e irrisolte le problematiche sue e di tutta l'area subsahariana. Ok, fine del pippone, ma ci tenevo a farlo.
Le tavole dei prossimi due mesi saranno meno "impegnate" perchè ho voluto recuperare una vecchissima situazione silveriana (il chioschetto dell'anguria) e perdermi tra chiacchiere alcoliche e storielle. Ne ho già realizzate 10 (Gosh! Calmo, Grrodon,calmo! Respira! Forse non vanno TUTTE nello stesso numero!..Ehr,ehr, si sgherza,eh?) e vado pensandone altre. In fretta, che il tipografo ci guarda truce e ha già le braghette da mare addosso. Spero che le tavole vi piacciano, o almeno non vi dispiacciano.
Per il resto, attendo una storia dal sommo Piero. E attendo pure di vedere la storia di fantascienza disegnata da Giac, perchè come disegna lui i macchinari io me lo sogno! Me la spizzerò con estrema goduria, e invito tutti a fare altrettanto.
Buona serata, andate piano e fatemi uno squillo appena rientrate!
Forse sono morti loro e questo è il loro inferno…Grrodon ha scritto:Com'è che con Disney gli autori ti insultano anche quando fai loro i complimenti mentre col Lupo ti ringraziano quando li critichi? Siamo forse morti e questo è il paradiso del nerd?
Di autori Disney ne conosco solo tre, come persone prima che come autori Disney. E sono Artibani Casty e Soffritti. E li adoro ognuno a suo modo. Degli altri, davvero, non so. Ne conobbi uno a una cena che sputava su Fellini perchè, secondo lui, le storie dovevano avere un inizio, uno svolgimento e una fine. Non so che fine abbia fatto, lui; se volete la mia opinione, spero stia raccogliendo pomodori con un caporale senegalese che lo guarda malissimo!
Io ringrazio per le critiche perchè anche se la prima reazione è invariabilmente "Adesso vengo lì e ti brucio la casa" le critiche fanno bene tanto quanto i complimenti.
Io ringrazio per le critiche perchè anche se la prima reazione è invariabilmente "Adesso vengo lì e ti brucio la casa" le critiche fanno bene tanto quanto i complimenti.
Io ricordo che a quella cena c'era anche Fellini che a un certo punto si è incazzato.bruno cannucciari ha scritto:Di autori Disney ne conosco solo tre, come persone prima che come autori Disney. E sono Artibani Casty e Soffritti. E li adoro ognuno a suo modo. Degli altri, davvero, non so. Ne conobbi uno a una cena che sputava su Fellini perchè, secondo lui, le storie dovevano avere un inizio, uno svolgimento e una fine. Non so che fine abbia fatto, lui; se volete la mia opinione, spero stia raccogliendo pomodori con un caporale senegalese che lo guarda malissimo!
Io ringrazio per le critiche perchè anche se la prima reazione è invariabilmente "Adesso vengo lì e ti brucio la casa" le critiche fanno bene tanto quanto i complimenti.
Bene, dopo quasi tre decenni (ellapeppa, così tanto?!) mi sono deciso a ricomprare il Lupo. Aperta partesi: non è che vivo proprio in cul al mondo, diciamo in un paesello con le sue noiosissime trentamila anime, ma diamine ho dovuto girare sette (S-E-T-T-E) edicole per trovarne una misera copia ("eh, no, non lo tengo che non va tanto via")!!!... che il Lupo non se la passi troppo bene? Bon, le tavole mi sono piaciute parecchio. Avevo anche io notato la "verbosità" del Cannucciari ma non avendolo mai letto mi ha colpito molto di più la sua bravura. Insomma, m'ha fatto sganasciare. Bravo. Le cose belle, opinione personale, finiscono con le tavole. La storia lunga non mi è sembrata memorabile (anche se, va detto, ogni volta che ripenso alla tavola in cui si "mimetizzano" mi parte una paresi...) e gli altri fumetti, aimè, non mi sono proprio piaciuti. Come del resto, sarà la vecchiaia, non riesco a trovare interesse nella posta (di quel tipo) e nelle rubriche (di quel tipo). Insomma, devo dire che preferirei sicuramente un fumetto con più fumetti e meno chiacchiere ma avendolo comprato dopo secoli di sicuro non son io il target di riferimento! Infine vorrei spezzare un lancia (sdeng) in favore della magnifica vignetta di Silver sullo sbarco dell'uomo sulla luna. Chapeau.
Il mio Twitter!
Quindi non avevi mai letto il mensile?Mod XXII ha scritto:Bene, dopo quasi tre decenni (ellapeppa, così tanto?!) mi sono deciso a ricomprare il Lupo.
Magari i decenni sono solo 2...
Be'...il Lupo come moltissime altre testate sta subendo questa crisi infinita, quindi vendendo meno, si stampano meno copie e la distribuzione viene maggiormente concentrata nei grossi centri urbani del Nord ( dove si vende di più ) a scapito del resto.
Se avrai la pazienza di tornare a cercarci, nei numeri di Agosto e Settembre troverai delle storie scritte dal Piero Lusso con dei contenuti più adatti a noi "vecchietti".
Ma se poi è vero che non leggi il lupo da 30anni, visto il link nel tuo profilo, ti consiglio vivamente di recuperare L'almanacco del Rock ed. Macchia Nera. ( roba degli anni '90 )
Ciau!
Beh, forse ho esagerato... comunque, direi che ai tempi (primi anni 80) comprai il Lupo per diverso tempo (due/tre annetti, credo) e poi, si, una lunghissima pausa. Purtroppo, come spesso faccio, in momenti di "pulizia" mi faccio prendere la mano e - aimè - butto tutto (ora ricordo che avevo anche il diario del Lupo!) ciò che non colleziono più e che non seguo con costanza...per cui non ho più nulla, nemmeno i primissimi numeri. Per quanto riguarda i prossimi cercherò di procurarmeli (ma andando spesso a Firenze non credo sia un problema) perchè come ho detto le strisce mi sono piaciute molto e perchè una seconda occasione si da sempre, sopratutto ad un "vecchio" amico. 
Il mio Twitter!
Mod, grazie davvero per i complimenti! Fatti da uno che mi legge per la prima volta mettono proprio di buon umore! Personalmente,spero di non deluderti con le prossime tavole; qualora così fosse, come già anticipato da Giac nei prossimi due numeri troverai comunque due SIGNORE STORIE che ti riconcilieranno con il tuo "vecchio amico". Anzi, Giac, siccome ho saputo dal Lusso che sulla storia di fantascienza hai fatto, come suol dirsi, i "numeri a colori", perchè non metti in allegato qualche vignetta? Mi ha parlato di astronavi complicatissime, di pianeti brulicanti di costruzioni... Cacchio, li voglio vedere!!!
Bentornato, Mod. Un saluto a tutti, ho chiuso le tavole di settembre e vado a godermi la porzione di giaciglio che il mio gatto Jaco si è pregiato di lasciarmi.
Bentornato, Mod. Un saluto a tutti, ho chiuso le tavole di settembre e vado a godermi la porzione di giaciglio che il mio gatto Jaco si è pregiato di lasciarmi.

I più attenti avranno già sbirciato succose anteprime sul mio blogghino...
http://giacomomichelon.blogspot.com/200 ... rmure.html
http://giacomomichelon.blogspot.com/200 ... recce.html
http://giacomomichelon.blogspot.com/200 ... ure-2.html
Volevo rispondere e ringraziare e commentare, MA sono inchiodato al Pc per i colori di Mùrmure, che mi stanno facendo perdere sonno e senno come a suo tempo hanno fatto i miei testi al buon Giac, che giustamente mi ha restituito il favore con gli interessi. Quell'uomo è un pazzo scatenato. Pant!
Rimando a un momento meno spasmodico...
Ciao a tutti
Rimando a un momento meno spasmodico...
Ciao a tutti
scusate ma che giorno del mese esce il lupo, è tanto che non lo prendo piu' e volevo riiniziare.
Grazie
Grazie
BELLE le astronavi, Giac!! Attendo settembre!
Kikkerboy, il lupo esce intorno al 5 del mese, giorno più giorno meno. Corri dunque senza indugio all'edicola (aperta) più vicina! Non so da voi, ma intorno a casa mia hanno chiuso per ferie 5 edicole contemporaneamente. Eccheccacchio!
Saluti a tutti!
Kikkerboy, il lupo esce intorno al 5 del mese, giorno più giorno meno. Corri dunque senza indugio all'edicola (aperta) più vicina! Non so da voi, ma intorno a casa mia hanno chiuso per ferie 5 edicole contemporaneamente. Eccheccacchio!
Saluti a tutti!
Puntualissimo, acquistato oggi dopo solo 3 edicole girate, le prime due erano chiuse per ferie. Stasera me lo godo.
Grazie.
Grazie.
Faccio un "appello disperato" a tutta la community perchè vorrei recuperare un vecchio numero di Lupo Alberto, non troppo comunque visto che è uscito tra il 2005 e il 2006, leggo il mensile del lupo azzurro dal 2001 e l'ho letto fino al 2003, infatti possiedo tutta l'annata del 2002, l'ultimo mensile che acquistai fu il numero 222 uscito nel Dicembre 2003, poi ho smesso di leggerlo a causa di circostanze varie, però girovagando qua e là su web vengo a sapere che nel numero 246 di Lupo Alberto pubblicarono una storia bella e toccante direi, riporto il post relativo:
In questo messaggio approfitto per fare i complimenti alle strisce che disegna Cannucciari, bellissime quelle dove ritrae Enrico La Talpa con i mimi più forti, complimenti comunque a tutti gli sceneggiatori e/o disegnatori
Ecco, inutile dire che mi piacerebbe leggere questa storia, se possibile recuperando anche il numero 246 di Lupo Alberto dove è stata pubblicata (possibilmente originale e non ristampa), ho chiamato il numero del servizio arretrati di Mck sul sito ufficiale di Lupo Alberto ma risulta irraggiungibile, su un noto portale fumettistico online nel catalogo il suddetto numero risulta esaurito...come faccio?Il numero in edicola adesso è il #246.
Al suo interno troviamo:
-le consuete 13 tavole autoconclusive, 7 delle quali di Silver, le rimanenti di Bruno Cannucciari. Sono a tema natalizio.
-Natale Senza Te (Lusso/Cannucciari), la storia lunga per cui da tempo consiglio l'acquisto dell'albo. La storia è infatti straordinaria e mette l'intera fattoria davanti a un evento assai spiacevole. La delicatezza con cui questo tema viene trattato, la malinconica sceneggiatura e il colpo di scena finale, tutt'altro che telefonato valgono da soli i 2.50 euro del prezzo. Ma c'è un però: La trama ricalca alla perfezione infatti l'episodio Miele Amaro dell'ultima stagione di Futurama. Non saprei ben spiegarmi la cosa, forse anche quell'episodio di Futurama era a sua sua volta preso da qualcos'altro, e penso sarebbe stato giusto segnalare la cosa con una nota in calce, cosa che è stata fatta per la canzone di Battiato citata.
Che sia un plagio o meno in fin dei conti poco importa, ho trovato la storia adattabilissima al contesto Silveriano e leggerla mi ha trasmesso esattamente le stesse emozioni. Straconsigliata.
-Le puerili strisce di Kika, la ragazza dei gatti (Cavezzali/Camerini) che mi chiedo cosa aspettino a togliere.
-Cuori Grassi, di Mauro Talarico. Sempre gradevole e ironico.
In questo messaggio approfitto per fare i complimenti alle strisce che disegna Cannucciari, bellissime quelle dove ritrae Enrico La Talpa con i mimi più forti, complimenti comunque a tutti gli sceneggiatori e/o disegnatori
Puoi provare a scrivere a r.percoco@lupoalberto.it, cioè alla santa donna che coordina questa compagine di squilibrati e chiedere che ti sarà risposto.
Oppure seguire le indicazioni sul retro della rivista, cioè utilizzare il ccp 16277469 intestato a Mck ecc ecc...
Oppure seguire le indicazioni sul retro della rivista, cioè utilizzare il ccp 16277469 intestato a Mck ecc ecc...
Intanto è partita l'email che m'hai postato, proverò tutte le varie strade, ho persino scritto un annuncio su un forum dedicato al fumetto.







