
Sembra che la saga proceda a tematiche alterne, inserendo nei volumi pari le trame avventurose/poliziesche che hanno alla base i problemi del Popolo e lasciando invece ai dispari il compito di approfondire i rapporti tra il Popolo e gli esseri umani. In questo quarto libro torna quindi la cattiva del secondo, che medita un nuovo "colpo di stato" ancor più perverso e disturbante di prima. Da banalotta signora del tecnocrimine quale era, Opal diventa qui una semplice psicopatica vendicativa, niente di troppo nuovo ma Colfer la caratterizza in modo abbastanza originale donandole le fattezze di una bimba umana, sembianza che viene ottenuta dopo una complessa operazione chirurgica. Da questa premessa parte un'avventura sicuramente migliore di quella di cui è un sequel diretto (L'Incidente Artico) ma inferiore alle meraviglie del primo e del terzo libro. Sarà che il punto forte di Artemis sta proprio nell'interazione tra i due mondi filtrata dal protagonista stesso, piuttosto che negli affari interni e privati di quel mondo, che Artemis può scegliere o meno di seguire.
Due eventi però caratterizzano fortemente il volume: il primo è la [spoiler]triste e ingloriosa morte di Tubero, avvenimento che avrà forte ripercussioni sul proseguio della storia[/spoiler], il secondo è il recupero della memoria di Artemis attuato tramite quei mezzucci di cui avevamo avuto un assaggio sul finire del terzo libro. Un po' improbabile che si riesca ad eludere uno spazzamente sollecitando il cervello a ricordare, visto che la cosa era stata presentata all'inizio più come una cancellazione dati, ma indispensabile per far proseguire la maturazione di Artemis. Il ragazzo dopo i grandi passi avanti fatti grazie all'amicizia con Spinella e al ritorno di suo padre, si ritrova qui resettato e al punto di partenza, con una ipotetica maturazione che all'improvviso si innesta nei suoi file mnemonici, maturazione che potrà ignorare o dare per valida. Ed è questo scegliere di maturare il punto focale del libro, che con le sue tematiche "apocalittiche" porta i personaggi a compiere scelte definitive che li porterà tutti dalla stessa parte, per sempre. Undici capitoli spesso e volentieri anche molto lunghi, più un prologo e un epilogo che come al solito lascia spiragli per i sequel. Il mondo di Artemis più che un contraltare di Harry Potter a questo punto mi sembra un lontano parente di PKNA: tra fantascienza, quintali di humor, organizzazioni parallele e la politica dell'esagerazione sembra di stare immersi nelle atmosfere del celebre fumetto anni '90.


