[Silver] Lupo Alberto

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • Xar ha scritto: N. 281

    La copertina:
    Grrodon ha scritto: Ho notato però che la copertina cita Zuzzurro e Gaspare. La cosa mi ha riportato ai tempi in cui venne avviata la collaborazione tra i due comici e Silver, e la cosa portò alla creazione di uno (o due?) volumi di strisce, più alcune storie lunghe pubblicate sul Lupo, surreali e divertenti (più della loro controparte in carne ad ossa, direi).
    Anch'io ho notato, con moltissimo piacere, il riferimento alla mitica coppia - ma Grrodon, con tutto l'affetto del mondo, come fai a non ammazzarti dal ridere a guardare gli originali? :) Cercati in giro "Non so se rendo preciso", un loro show, sintesi di tanti anni di spettacoli di cabaret (con il mitico sistema dello "Schìscio"), del perdio di "Emilio": ricordo che, guardandolo con una mia amica, abbiamo rischiato più volte di strozzarci con la pizza che avevamo ordinato :rotfl: :rotfl: :rotfl:
    Ed i volumi sono almeno un paio, tra cui un recente "Zuzzurro e Gaspare Show", che avevo trovato ad una mostra di fumetti ma non ero riuscito a comprare - delle dimensioni dello "Psicosa", più o meno.
    Onestamente, spero di cuore di vederli ricomparire presto sul lupo :)

    No...non vedrai ricomparire Zuzzurro e gaspare sul Lupo. L'intento di Silver con quella cover era solo di richiamare un po' gli anni '80 ( visto che poi all'interno ci sarebbe stata la prima di Wild Boys ) in cui il duo, come hai notato imperversava come oggi Aldo, Giovanni e Giacomo.
    ...In parte, c'è riuscito, no? :P
    Xar ha scritto: Wild Boysad autrici che vengono dai "mitici eighties" venga spontaneo e naturale raccontare gli anni della loro adolescenza

    ...sbagliato...le autrici negli anni '80 andavano all'asilo. :LOL:
    Xar ha scritto: Ho recuperato da una bancarella il numero 3 dell'attuale seria, targato Glénat e datato... guarda un po'... giusto settembre 1985. Pagine 32-33, tavola 82... Michelon, fai fede? :)
    ...io andavo al liceo...ma ti faccio fede lo stesso.
    Il Lupo di Silver, in particolare le strip sono una cosa, le storie lunghe, anche perchè scritte da altri si differenziano un po'...a volte anche un bel po'; e Wall Boys in particolare è parecchio diverso...per i motivi che sono già stati elencati.
    Ovvio che possa piacere o meno.
    Xar ha scritto:vediamo come procede :)
    ...a Gennaio esce la 2° storia ( che poi sarebbe la prima )...quindi avrai presto modo di verificare le tue opinioni... :elio:
    ...io ho finito da poco di disegnare la terza storia e ho commentato di getto all'utrice con un " Però che 2 stronzette che sono Marta e Alice "... poi , ripensandoci...è vero che le ragazze a quell'età e in quegli anni erano così ( lo sono anche adesso ), sempre dietro al figo della scuola e sempre a massacrare il servo della gleba di turno. ( io ai tempi ero un servo della gleba :$!@: ...mentre adesso sono figo... :stralol: :D )...penso che 'ste storie vadano prese un po' così...l'adolescenza è un po' così, tanto vuota e piena di cattiverie, quanto piena di ideali e voglia di spaccare il mondo...mah...vabbè...dai non ti piaceranno, lo so...o forse chissà... :arramp: :arramp: :ciao:
  • Tyrrel ha scritto:Boh, da quel che dice sembra di capire che non si tratti solo di web comic ma che la strip sia presente nel numero odierno del Corriere ("La cosa importante è che questo ritorno delle strisce su un quotidiano susciti la giusta curiosità."); qualcuno può confermare?
    ...E' da un po' che Silver fa vignette lupesche per il Corriere salute...qualche hanno fa avevo disegnato delle strip estive sempre per il Corriere, che furono pubblicate appunto d'estate, ma la cosa finì lì...non so se questa avrà un seguito, forse anche al "currierùn" con tutte le copie del Tex che ha venduto la concorrenza hanno capito che il fumetto piace...basta pubblicarlo.
    Sperèm...
  • #282

    Con un certo ritardo giungo a dire che il numero di questo Natale appena passato è stato una vera strenna! Tutti hanno dato il meglio del meglio per renderlo tale, a partire dalle tavole: un Silver babbonataloso ne firma ben nove, lasciando le ultime quattro al Cannucciari che dà pure lui il meglio portando avanti il miniciclo del litigio tra Alberto e Marta. Si prosegue poi con una tavola singola che vede il ritorno di Cuori Grassi, con l'incontro tra Rocco e il suo creatore. Una tavola che trasuda umorismo ma anche perplessità e voglia di ricominciare, e io mi frego le mani assaporando la svolta che sembra star per avvenire nelle storie di Rocco. Segue poi la lunga, un capolavoro di lunga, Verrà Natale (Lusso/Cannucciari), altra megastrenna natalizia di ben 12 pagine, disegnate a regola d'arte e colorate dal Lusso E da Ketty Formaggio. Una goduria di storia che tratta il tema della recessione in modo a dir poco geniale, mostrando tramite vari episodi raccontanti da vari personaggi il miglior modo di affrontare l'argomento coi bambini. Tanta ironia e tanta satira sociale, esattamente ciò che mi aspetto dal Lupo. Va anche detto che si è parlato spesso di continuity da queste parti, e ancora non si riesce a capire se la figura di Babbo Natale nell'universo fumettistico albertiano esista davvero o no: abbiamo esempi illustri sia dalla parte del no (questa storia) che da quella del sì (ricordo un Almanacco natalizio, la storia di chi ha ucciso Babbo Natale e via dicendo), e sarebbe bello che si prendesse posizione prima di finire come nel fumetto Disney con Paperi e Topi che regolarmente ogni anno fanno la sua conoscenza in cento modi diversi.

    #283

    Ecco un numero meno bello. Non ho trovato Cannucciari particolarmente in forma questo mese, a differenza del numero scorso, e le sue tavole sono in predominanza (nove, quante ne aveva Silver nel numero scorso), fortunatamente le quattro di Silver sono più ispirate e viene gradevolmente ripescato il tormentone De Senectute, che imperversava molti anni fa. E poi ecco il primo vero episodio di Wild Boys - Cuori allo Specchio (Giuliani/Michelon) che continua a non convincermi. Messa da parte la diffidenza iniziale sugli anni 80, le origini, la continuity e le nerdate ho trovato il Lupo "Gallo da Dio" un po' fuori personaggio, anche se non ne esce male (mi è piaciuta la sua dispiaciuta impassibilità quando scrive l'ultimo bigliettino), ma sicuramente tutto il cosmo scolastico che gli ruota attorno un po' inadeguato per il target che ha sempre avuto il Lupo, cioè quello delle persone un po' più adulte. Insomma, questa vicenda adolescenziale è figlia della targhettizzazione di cui si diceva, ma trovarla all'interno dell'albo regolare, e al posto di un'altra storia potenzialmente più "allupante" mi ha destato nuove perplessità. Paradossale che stia accadendo in queste settimane la stessa identica cosa su Topolino con la miniserie dove i personaggi vanno a scuola in un clima da Happy Days. Una nota sulla posta che inizia finalmente ad occuparsi di osservazioni sul fumetto in sé, sui contenuti, lasciando parzialmente da parte le disquisizioni depressive.
  • Ciao a tutti!
    Scusate la prolungata assenza, sono reduce dalla ricerca di una nuova casa in affitto, successivo trasloco e successiva attesa di una nuova linea telefonica (per fortuna breve: SOLO 20 giorni). Grazie per i complimenti e grazie ancor di più per le critiche, sempre ben argomentate e che mi "costringono" a ragionare sul mio lavoro e sulla mia vita in generale. Stimoli ci vogliono, altrimenti si sonnecchia! O, peggio ancora, ci si crede "gli immortali cantori del contemporaneo" e si tira su la propria statua da vivi. E com'è noto sulle statue ci cagano i piccioni.
    Rispondo (non so se brevemente) su alcuni punti.
    La copertina del n.279. Ho i Lupi negli scatoloni, ma se la copertina in questione è quella del LUPO DIGGEI nasce da amene chiacchiere con una mia amica dj di RadioRockItalia: prendevamo in giro i "vocalist", che normalmente sono fighettoni trendyssimi il cui unico scopo nella vita è aizzare folle di facinorosi danzanti al grido di "Su le mani! A palla a palla a palla! Questo è il suono ov de nait! 180 bpm di vibrazioni cosmiche!". Avete presente Radio M 2 O? Ecco, quel genere di musica e minkioni verso cui, fossi Dio, non lesinerei in sciagure.
    Il lupo è abbigliato in puro stile Dolce &Gabbana, una coppia di pseudo sarti che amo come la lebbra! Per almeno un paio di motivi. Il primo è che fanno una moda orrenda e cafonissima (non sono un grande esperto di moda, anzi neanche piccolo, ma la bruttezza salta agli occhi!"; il secondo è che hanno contribuito - loro più di altri, almeno in Italia - a costruire e a veicolare come unico modello accettabile dalla società l'immagine del gay stiloso, sempre in tiro,sempre appena uscito da un party "troppo esclusivo" dove accadono cose "troppo pazzesche". Un deficiente obnubilato dall'UNZ UNZ della più becera elettronica, maniaco di gossip e griffe, con il santino di Madonna nel salotto rosso peccato etc. E il guaio è che moltissimi gay abboccano. Non è certo una scoperta che il progressivo sdoganamento mediatico dei gay sia assolutamente a fine di lucro: i gay solitamente sono ottimi consumatori e vale la pena vezzeggiarli. Quanto poi a riconoscere loro dignità di persone e di cittadini c'è sempre tempo. Destra e (questo)centrosinistra sono assolutamente concordi nel privarli di ogni ragionevole diritto.
    La tavola sui rom.
    Ho riflettuto, prima di disegnarla, sul fatto che fosse politicamente inopportuna, che potesse fare il gioco della parte più ottusa e retriva di questo paese; ma l'ho fatta lo stesso perchè non mi piacciono i comici di partito, di apparato, quelli che mettono il proprio talento al servizio di una strategia politica. Li trovo intimamente insinceri. A me piace guardare il mondo per quel che è. E un approccio ideologico, letterario e sostanzialmente assolutorio a priori nei confronti dei rom, tanto per dire, è ciò che ha fatto perdere le elezioni a Roma al centrosinistra. Io vivo a Roma, a un chilometro dal raccordo, in estrema periferia. Ho vissuto quasi tutta la mia vita in periferia. E qui alcuni rom RUBANO. Possiamo interrogarci ore e ore sui motivi per cui lo fanno (storicamente, il massiccio uso della plastica ha annichilito e reso inutili migliaia di artigiani del ferro e del rame; ai giorni nostri, le condizioni in cui versano non lasciano moltissime alternative), ma alcuni rubano. E' un fatto. Detto ciò, se avessi assistito realmente alla scena raccontata da Enrico, avrei applaudito il rom che si frega la chitarra degli
    strimpellatori molesti. Perchè tutte le volte che ho avuto l'opportunità di dialogare o di interagire con i rom ho trovato persone splendide, musicisti grandiosi o semplicemente persone con storie interessanti da raccontare. Io non pongo nessuna distanza fra me e il mondo, e come insegna De Andrè accetto il mio prossimo per quel che è. Cerchiamo di farli vivere meglio e loro non avranno bisogno di rubare spiccioli alle pensionate (perchè questo fanno, altri rubano milioni e siedono nei consigli di amministrazione o in solenni scranni istituzionali). Una nazione civile dovrebbe garantire loro almeno delle strutture dignitose, entro le quali possano perpetuare le loro tradizioni comunitarie. Sai qual è la verità, Xar? E' che dei rom, al fondo, non gliene frega niente a nessuno. Se per un artifizio del destino domani sparissero nel nulla, destra e sinistra tirerebbero un sospiro di sollievo. Perchè sono imprendibili, irregimentabili e (da parte della sinistra) non spendibili politicamente come altre minoranze o gruppi sociali. Destra e sinistra preferiscono lasciarli in mezzo alla monnezza, il più lontano possibile dal loro potenziale elettorato.Nota a margine. Una cosa che mi ha profondamente colpito: vedere zingarelle rovistare nei cassonetti di sera facendosi luce CON IL TELEFONINO! Quanti bei cortocircuiti di senso produce il Mercato, vero?
    Sono contento che vi siano piaciute le tavole del litigio di Marta e Alberto, perchè a me è piaciuto scriverle. Sto ragionando su altre saghe che vedranno la luce nei prossimi numeri.
    Grrodon, mi dispiace che non ti siano piaciute le tavole di gennaio, anche perchè alcuni spunti li riprenderò nei prossimi mesi. Spero ti piacciano quelle di febbraio. In ogni caso, credo l'abbiate capito, mi sforzo ogni volta di dare il meglio. Continuate a pungolarmi, che mi fa bene!
    ...Avete visto che sull'ultimo numero di FumoDiChina c'è una lunga intervista al sottoscritto? Ok,ok, non ve ne frega niente, però a me ha fatto piacere.
    Non perdiamoci di vista, è un piacere dialogare con voi!
  • Ottimo Bruno, adoro questo tipo di "making of satirico" delle tavole del Lupo!
  • L'intervista a Bruno su Fumo di China merita!
    Quest'uomo è saggio come pochi e lo ringrazio pubblicamente per avermi riportato alla memoria l'immagine della maglietta fina dell'inchiostratrice.
  • bruno cannucciari ha scritto: ...Avete visto che sull'ultimo numero di FumoDiChina c'è una lunga intervista al sottoscritto? Ok,ok, non ve ne frega niente, però a me ha fatto piacere.
    A saperlo...ero in fumetteria l'altro giorno ma mica c'era... :grrr:
    Immagine
  • Se ci riesco, provvederò domani a comprare il summenzionato "Fumo di China", e commenterò :) Per intanto, tre recensioni assolutamente dovute.

    N. 282
    Copertina: Complimenti per il gentile pensierino dedicato ai writers, che pare non se la stiano passando troppo bene al momento... ma, surrealmente, pare possano contare su un santo protettore tra i più insperati: nientemeno che l'onorevole Bossi in persona :ops: che storicamente ha una certa tendenza alla liberalità verso le "espressioni spontanee del popolo", e quindi modererà gli eccessi MilanoDuesi dell'esimio nano pelato. Una levata di cappello, comunque :)

    Le tavole: Sinceramente, al contrario di Grrodon, le ho trovate meno spumeggianti del solito... molto gradevole la chiusura della minisaga del litigio Alberto-Marta, carina l'ultima sulla porta, ma non troppi spunti geniali in mezzo. D'altronde, dopo un anno pieno di tavole più che divertenti, un po' di stacco del dodicesimo mese ci può anche stare :D

    Cuori Grassi: Mi accodo a Grrodon nell'attesa di vedere cosa seguirà questo finale sospeso ed allusivo... non vedo l'ora :)

    Verrà Natale: Argh, la storia natalizia di Lusso. E qui è quasi un dramma, nel senso che dopo "Natale senza te", è stato settato uno standard talmente eccelso che ad ogni natale le aspettative sono, inevitabilmente, altissime :) Sinceramente, tra tutte le storie natalizie degli ultimi anni, questa è forse quella che ho trovato più amara, a modo suo più disperata. "Natale senza te" era dolore e lirismo puro; "Pace in terra" era per un terzo surreale, per un terzo grottesca e per un terzo delicata; questa "Verrà Natale"è amara, con retrogusto amaro anche lui, ma mi è piaciuta assai. All'inizio, fino a quattro quinti della
    storia, ero sinceramente perplesso e deluso: senza soluzione di continuità, mi vedo mettere in fila un'amarissima riflessione sull'allucinante sistema economico in cui viviamo, l'arcinoto e perfido aneddoto sul perché babbo natale non esiste ed una storiella di natale talmente tradizionale da suonare falsa lontana un miglio. Dopo l'originalità e la poesia degli anni scorsi, mi sentivo un bongustaio che entra nel suo ristorante preferito e si vede servire un cheeseburger nel cartone del Mc.
    E invece, al fondo, sorpresa: Lusso scopre le carte e sbugiarda da solo, facendole smontare dalla disarmante sincerità dei bambini, tutte le finzioni, le aride e ciniche quanto le patetiche buoniste, con cui gli adulti avevano cercato di gonfiare la triste realtà di un natale povero di luci, festeggiamenti e regali. Senza rifugiarsi in nessuna speranza facile, in nessun aiuto soprannaturale, in nessuna solidarietà di facciata e temporanea, le voci dei bambini ricongiungono la realtà di un natale povero all'etica sincera e consapevole che nei casi migliori la accompagna. Nessuna speranza, solo il minimo sindacale di etica e di decenza. Ma probabilmente è proprio in questa consapevolezza, nel non volersi raccontare palle e nel guardare in faccia la realtà, per quanto difficile possa essere, che
    si nasconde l'unica, paradossale speranza di questa situazione. E che non sia affatto ovvia lo dimostra l'ultima perfida uscita di Enrico. Che a modo suo reagisce umanamente, ma dà l'ultima nota amara e stomachevole all'intera storia.
    Una storia dura e disillusa, per tempi duri che richiedono serietà e coscienza, prima di poter ricomiciare a cercare illusioni, se vogliamo poi che le illusioni siano sincere.Bravo Lusso.

    Non molto altro da segnalare nel numero, direi. Nel complesso una buona uscita natalizia.

    N. 283

    Wild Boys... c'è una gag in copertina che mi sono mancato, o voleva solo essere puramente pubblicitaria?

    Le tavole: Ed invece a me sono piaciute più queste di quelle di dicembre. Nettamente. Silver in piena azione, dai deliri supereroistici di Enrico alla folgorante battuta sul bisogno d'affetto, fino al "De Senectute" sempre gradevole. Cannuccciari, invece, ha tre picchi che meritano di essere sottolineati: il dialogo Glicerina-Mosè, che riesce a ribaltare la fonte di risate rispetto all'idiozia del papero (evitando l'effetto "barzelletta sui carabinieri" di cui lo stesso Cannucciari parlava), l'"in cauda venenum" di alice, la cui opera di affilamento prosegue, e soprattutto, per quanto riguarda la mia sensibilità, una geniale apertura a Silvietta come portavoce degli alti e bassi del mondo universitario, mini-società più che mai in pericolo vista la recente rotta della pubblica (d)istruzione e del suo ineffabile ministro. In un momento in cui gli agganci del Lupo con il mondo della scuola bene o male sembrano affidati interamente al passato semi-immaginario di "Wild Boys", una voce sulla quotidianità attualissima dell'università come quella della "studentessa fuori sede" Silvietta (era proprio nata così, infatti, o sbaglio?), tra coabitazioni difficili, disservizi burocratici, fondi che mancano, fauna curiosa, molteplice e polimorfa del magma ribollente che è la vita dell'università di oggi sarebbe un colpo d'ala dei migliori. Se questa è l'intenzione, Cannucciari, considera già prenotato il primo volume di raccolta delle vignette :) "Silvietta, Prunella Universitaris"? :D

    Wild Boys - Cuori allo specchio: Sigh... che dire? è carino, è frizzante, è gradevole, ma... Marta ed Alice che si preoccupano della "popolarità" ed Alberto "tutto Tenax e niente arrosto"? Mah... probabilmente sono io a sbagliare in pieno nel cercare a tutti i costi qualcosa che mi faccia ridere ma anche riflettere, ma rispetto a quello che ho sempre cercato (e trovato) nel Lupo, questo tende a sembrarmi decisamente un divertissement come le vecchie sit-com pomeridiane francesi sui compagni di scuola (avete presente?)... non so, spero che il senso di superficialità generale venga messo un po' alla prova, prima o poi - non dico a livello della media delle storie del Lupo, ma almeno con qualche uscita alla "Popular", tanto per intenderci. Giudizio sospeso...

    La posta: Ne approfitto per ringraziare di cuore Cannucciari per il suo intervento, misurato e preciso come un artista della parola sa essere. Era molto tempo che non vedevo una presa di prosizione così realista, sincera e contemporaneamente scevra da giudizi moralistici sul problema italiani stanziali-popolo rom. Dovendo discutere quotidianamente, in modo sempre più amaro e, lo ammetto, a volte persino esausto con chi si permette di sparare palate di merda sul rom, piuttosto che l'immigrato, piuttosto che il diverso a qualsiasi titolo, leggere parole come le tue ha costituito veramente un momento di sollievo che aspettavo da molto.
    E perché lo metto qui, il rigraziamento? Perché penso che sarebbe un'ottima idea se qualcuno, nella redazione del Lupo, desse a Fabio Rosana, autore della lettera indignata per la striscia, il link al post di Cannucciari, che, con tutta la simpatia che possa avere per Rosangela, credo spieghi in maniera molto più precisa e puntuale il suo senso, senza lasciare quella vaga aria di "non detto" che la risposta sul Lupo, pur ribadendo tutta una serie di cose più che giuste, non riesce a far scomparire del tutto, proprio per la sua necessaria genericità (in fondo l'autore non era mica Rosangela, non poteva mettersi a leggere le risposte nella mente di Cannucciari). Qualcuno ha pensato a mandargli un messaggio? Penso ne sarebbe decisamente soddisfatto.

    Lato C: No, Twilight anche qui?!?!? :grrr: :grrr: :grrr: :grrr: :D


    E inevitabilmente, ineluttabilmente, imprescindibilmente, la terza recensione:
    Cattivik n.1: Ed il nero genio del male torna a colpire!! :rotfl: :rotfl: Ho ricordi abbastanza sbiaditi dell'oscuro signore del crimine, dato che a suo tempo l'ho seguito in maniera abbastanza discontinua, ma ricordo alcune storie che mi avevano fatto decisamente schiattare dal ridere più di dieci anni fa. In particolare uno spettacolare delirio sul labirinto di casa di Umberto Eco (a firma Bonfatti), nonché "Il Grande Simpatico", dell'accoppiata Lusso-Sommacal, che infatti si riunisce qui per ben tre sulle quattro storie totali. Con esiti spettacolari. Già Cattivik contro la banda dei fanzinari brufolosi è un ottimo bozzetto tanto degli stereotipi surreali del nerd fumettaro quanto dell'allucinante tema di "caccia alle streghe" che periodicamente
    riaffiora ricominciando a rompere le palle al mondo del fumetto di ogni ordine e grado. Ma quando si decolla con Fauci, le risate sono completamente a scena aperta. E' fatto ben noto che i migliori scrittori di storie "serie", toccanti e poetiche, siano anche i migliori nel far ridere, basti pensare alla Justice League di DeMatteis, a Young Justice di Peter David, all'Excalibur di Claremont o alle storielle umoristiche che di quando in quando tira fuori Gaiman. Ed infatti è l'autore di "Casa Dolce Casa" e di "L'alta Marea" a tirare fuori un folgorante raccontino in cui la satira su tutto e tutti, a partire dall'"ipnotica fluorescenza" di cui parlava Gaber, la fa da padrona fin dalla primissima didascalia. Raccontino che peraltro vince tranquillamente il record di numero d'insulti espliciti a vignetta, seppur "mascherati" in un modo assolutamente esilarante (mi sono ritrovato a dover leggere ad alta voce qualcuno dei fonemi di Cattivik prima di scoppiare a ridere senza ritegno, rendendomi conto del loro significato). Cattivissima e divertentissima.
    Ma il punto più alto dell'albo è indubbiamente il gioiello La porta, surreale quadretto in tempo reale che mette insieme decine di umorismi di ogni tipo, in un crescendo che ha assolutamente del wagneriano, dallo strano all'irreale al grottesco al ridicolo all'assurdo fino alla follia più totale. A metà strada tra la funambolicità di un Brachetti ed il delirio di un wilcoyote, giuro che ho dovuto leggerlo in due tornate perché non riuscivo a leggere più di sei-sette vignette per volta senza andare in debito d'ossigeno per il troppo ridere. Un capolavoro. Un applauso a Lusso.
    Si chiude con Il Rompiballe, meno bello dei due precedenti (ma ho il dubbio che si tratti del sequel di qualcosa di cui mi manca la prima parte... possibile?), ma sempre piacevole.

    Nel complesso, un ritorno roboante, che fa ottimamente sperare per la prossima uscita (che, data la cadenza bimestrale, dovrebbe essere imminente).
    Ultima modifica di Xar il giovedì 05 febbraio 2009, 07:14, modificato 1 volta in totale.
  • Non lo definirei del tutto un "ritorno" di Cattivik, dato che l'albo si limita a ristampare storie passate...
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  • Ma davvero sono ristampe? :oO: :oO: Non l'avrei mai creduto, specie per quanto riguarda "La porta", che per vari motivi di costruzione delle tavole sembra assolutamente impossibile da contenere nel formato rettangolare del vecchio albo... sei sicuro che anche quella sia una ristampa? :oh:

    In ogni caso, è pur sempre una pubblicazione attuale ed in corso, che è più dell'assenza totale degli ultimi anni :) In edicola è tornato di certo, vediamo se seguiranno inediti (ma vista la qualità di queste storie, ristampe su questo livello mi sembrano una prospettiva già più che allettante...
  • Sono stato lettore di Cattivik più o meno fino al numero 120... Ho sfogliato l'albo per vedere se conteneva storie nuove, ma mi è parso di vedere solo storie che avevo già letto: in particolare quella dei fanzinari brufolosi e quella della porta le ricordo molto bene, quindi sì, sono storie create per la vecchia testata, evidentemente riproposte per cercare di cavalcare il successo (HAHA!) della serie animata in onda su Italia 1.

    Quindi prevedo chiusura rapida per la testata.
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  • Da quanto diceva Michelon, dipende solo da noi... io altre quattro o cinque copie sono lieto di prenderle, ma per il momento la mia edicola di fiducia le ha finite tutte.

    Sono veramente colpito per quanto riguarda "La porta... su che numero sarebbe stata stampata per la prima volta?
  • Cioè, mi stai chiedendo di tirare fuori da un baule l'intera collezione di Cattivik e mettermi a cercare la storia? :omg:
    Comunque sono assolutamente certo che la storia sia già stata pubblicata, mi ci gioco tutta la mia collezione di Rat-Man :D

    Tra l'altro ne parla in questo topic proprio Pietro Lusso, che nel '96 ha scritto la storia per disegni di Sommacal.
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  • Occavoli, che figura barbina... -_- -_-

    D'accordo, togliendo eventuali riferimenti allo status di inedito delle storie, permangono tutti i minimi tentativi di analisi artistica, assolutamente :)
  • Sì, sì, non è che voglia che Cattivik muoia ci mancherebbe! Anzi, sarei felice se potesse resuscitare con nuove storie, come auspica Bonfatti nell'albo Ratman & Friends, dove potete trovare per certi versi un'ottima storia su Cattivik.

    Ma sono piuttosto scettico sul futuro della testata: se qualche anno fa è defunta la serie che pubblicava storie inedite, acquistata anche dai lettori storici della serie, quale possibilità ha questa ristampa?
    Davvero quella serie animata può aver fatto guadagnare un così ampio seguito al personaggio?
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  • Xar ha scritto:Sono veramente colpito per quanto riguarda "La porta... su che numero sarebbe stata stampata per la prima volta?
    Confermo che è una vecchia storia della coppia Lusso-Sommacal ( adesso non ho la collezione di CTK a portata di mano, ma spero mi crederai sulla parola :$!@: :elio: ) e il soggetto è stato adattato sempre da Lusso anche per un episodio del cartone animato.

    Xar ha scritto:Da quanto diceva Michelon, dipende solo da noi... io altre quattro o cinque copie sono lieto di prenderle, ma per il momento la mia edicola di fiducia le ha finite tutte.
    Questa è l'unica verità...non so quale seguito possa aver creato la messa in onda su italia1, di sicuro la Tv da molta visibilità e la speranza ( spero non solo mia ) sia che molti nuovi lettori si affezionino alla bestia nera, in modo che i risultati di vendita convincano l'editore ad investire nella realizzazione di nuove storie
    :re: :ciao:
  • Una nota veloce: ho letto l'intervista a Cannucciari su FdC. Spettacolare. Dico soltanto che non vedrei l'ora di leggere l'ipotetica storia su Alianora. Potrebbe essere una delle più difficili e coraggiose mai apparse sul Lupo, e già solo per questo qualcosa che varrebbe la pena di essere scritto. Cannucciari, onore al merito.
  • Xar ha scritto:Una nota veloce: ho letto l'intervista a Cannucciari su FdC. Spettacolare. Dico soltanto che non vedrei l'ora di leggere l'ipotetica storia su Alianora. Potrebbe essere una delle più difficili e coraggiose mai apparse sul Lupo, e già solo per questo qualcosa che varrebbe la pena di essere scritto. Cannucciari, onore al merito.

    Mi urge parlare bene di Bruno perchè ci tengo a dire, una volta di più, che è uno degli autori italiani più bravi in assoluto, un autore completo con una capacità unica, quella di riuscire a tirare fuori l'anima dai personaggi che scrive e disegna.
  • Francesco ha scritto:
    Xar ha scritto:Una nota veloce: ho letto l'intervista a Cannucciari su FdC. Spettacolare. Dico soltanto che non vedrei l'ora di leggere l'ipotetica storia su Alianora. Potrebbe essere una delle più difficili e coraggiose mai apparse sul Lupo, e già solo per questo qualcosa che varrebbe la pena di essere scritto. Cannucciari, onore al merito.

    Mi urge parlare bene di Bruno perchè ci tengo a dire, una volta di più, che è uno degli autori italiani più bravi in assoluto, un autore completo con una capacità unica, quella di riuscire a tirare fuori l'anima dai personaggi che scrive e disegna.
    Quoto in toto.
    Conoscendo le difficoltà di disegno dei personaggi Mckenzie posso asserire con una certa cognizione di causa che Bruno è veramente un drago, uno degli autori più bravi che conosca e che rincorra...essendo io infinitamente meno bravo, cerco di migliorarmi copiando a mani basse quel che fa lui!
    La scarsa attenzione nel web e nel mondo del fumetto in genere ( come sa Grrodon che ha aperto questo topic di critica sul lupo ) verso i personaggi Silveriani ha fatto sì che un autore come Bruno Cannucciari non goda della fama e degli allori che merita.
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