[Leo Ortolani] Rat-Man

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • secondo me non fa più ridere.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Le manie di classificazione di Grrodon o Rat-Man? :P
  • Rat-Man.

    Grrodon, ma soprattutto Deboroh, fanno sbellicare dalle risate (o sfinire dal pianto, dipende dalle tendenze ottimistiche o pessimistiche che uno può avere nel momento in cui li incontra).
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • No, sulle altre non si è pronunciato, gli avevo linkato la discussione, quindi forse gli va bene così.
    Comunque sul prossimo numero dovrebbe esserci una mega-cronologica che riassume un po' la situazione generale, quindi forse lì chiarirà un po' anche la questione nomenclatura delle Saghe.
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  • Io la chiamerei Esalogia del Pene.
    A proposito Deboroh, com'era quello di Cinzia? :D


    Ho riletto l'esalogia e... l'avete sviscerata fino al midollo, ci sarebbe qualcos'altro da far notare?






    P.S. Pollice in su.
  • Icnarf ha scritto:A proposito Deboroh, com'era quello di Cinzia? :D
    Mah, ne ho visti di migliori, non saprei se infilarlo tra i Classici.

    EDIT: Ho usato "infilarlo" senza alcun doppio significato.
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  • DeborohWalker ha scritto:Mah, ne ho visti di migliori, non saprei se infilarlo tra i Classici.

    EDIT: Ho usato "infilarlo" senza alcun doppio significato.
    e "Classici"?
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Su Comicus pubblicata un'anteprima del numero 70 di Rat-Man Collection, Ratto, con il disegno di copertina e le prime 5 tavole complete della storia che dovrebbe uscire nelle edicole attorno al 10 gennaio:
    http://www.comicus.it/view.php?section=anteprime&id=520
    Inoltre, qui ---> http://www.rat-man.com/site/IT/IT/mondo ... IdCont=237
    c'è la prima parte della cronologia degli eventi narrati nella saga di Rat-Man curata da Leo Ortolani stesso (che penso sarà quella che troveremo a gennaio sul prossimo numero del Collection, ma che intanto è online); di quante parti sarà composta in totale? Mah, per adesso c'è questa prima parte, utile perchè presente sia in forma narrativa sia in formato "tascabile".
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  • Toh, mi si cita nel sito del ratto:
    Ringrazio chi ha realizzato e organizzato la cronologia delle vicende di Rat-Man su wikipedia, a cui mi sono ispirato per la realizzazione di questi articoli.
    ^^
    "... In fondo basta poco per fare felice qualcuno...come la simpatica Nocciola, che crede di volare su una scopa!" - Luciano Bottaro
  • Il sito di critica a guida del fumetto uBCFumetti ha inseritodue interessanti riflessioni sul'esalogia del Ratto:
    http://www.ubcfumetti.com/italia/?17397 ---> qui si analizza come lo stile di disegno e di sceneggiatura di Ortolani si sia evoluto con gli anni e come questo si sia notato soprattutto in questi ultimi 6 numeri, oltre all'evidenziare la maturazione del personaggio di Rat-Man;
    http://www.ubcfumetti.com/italia/?17385 ---> qui invece si ipotizza e argomenta un'allegoria cristiana sul conflitto tra Luce e Ombra che è viene narrato nell'esalogia.
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    Finita l'esalogia della Rinascita inizia la Bilogia di Ratto. E i più che pensavano che ci sarebbe stata una pausa dalla continuity ufficiale per passare a una parodia, come avvenne con 299+1, verranno nuovamente spiazzati dal fatto che in questo albo le vicende di Rat-Man e i suoi amici proseguono. Lo spunto, a livello continuativo, è leggero: una vacanza di Ratty, Brakko e Jordan. I contenuti proprio leggeri non sono. La presa in giro sferzante di chi spettacolarizza le disgrazie, iniziata nell'Esalogia della Rinascita con i produttori televisivi, continua e viene portata ai massimi livelli. Leo gioca col disturbante, riserva pugni nelo stomaco a tutto andare e finisce per innescare polemiche e far discutere parecchio. Il tutto tra una risata cattiva e l'altra.
    Poi c'è la cosa di Ratto, che non si capisce, una sorta di identità alternativa di Rat-Man, parodia di Rambo, la cui storia ci viene raccontata alternandone le pagine con quelle sulla vacanza del Trio. E vista anche la comparsa nel finale del vero Rambo, nella trama principale, proprio non si riesce a capire come potranno convergere queste due trame apparentemente tanto separate. Già una volta era accaduta una cosa simile, nella Trilogia dei Fantastici, in cui poi le due linee venivano riunite in modo un po' cervellotico, a suon di paradossi dimensionali. Altra grande storia, ad ogni modo, che tra uno shock e l'altro ha modo di mostrarci dopo tantissimo tempo uno status quo regolare e "sereno" per le vicende di Ratty e i suoi amici.
    Da notare il fatto che le rubriche di questo mese siano state rimpolpate. Si inizia con la Rattologia scritta da Leo, veramente interessante, sia per chi è fan della continuity di Rat-Man, che così avrà modo di scoprire retroscena del tipo "l'Ombra è Hitler", sia per chi non ci capisce niente, che in questo modo può orientarsi e capirci qualcosa (sempre ci sia buona volontà da parte sua). Buona volontà che manca a Stefano Bollani, che viene qui intervistato in quanto lettore di Rat-Man, che pur spendendo tante belle parole su Ortolani afferma tranquillamente di non capirci niente. Mah, se si voleva fare la sboronata "guardate qua, c'è il vip che ci legge" forse era riuscita meglio quella volta di Caparezza. Seguono poi le ricette buffe, che tanto buffe non le ho trovate, bensì un po' insipide e fuori luogo nel contesto di un albo simile, e la posta che invece è sempre bella e nasconde battute e anticipazioni. Una lacrimuccia per i fumetti di contorno ormai da mesi caduti sul campo.
  • Grrodon ha scritto:sia per chi non ci capisce niente, che in questo modo può orientarsi e capirci qualcosa (sempre ci sia buona volontà da parte sua).
    Così magari evitiamo le uscite tipo "Rat-Man non fa più ridere"... :P
  • Rat-Man Collection # 70 – Ratto

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    Ortolani ci riprova. E ci riesce. A fare che? Ma a stupire, ovviamente.
    Ma non solo.
    Riesce ancora una volta, e in una modalità ancora diversa, a mostrare le potenzialità del suo personaggio e del medium fumetto in generale. Potenzialità non solo o puramente comiche e di intrattenimento (anche intelligente), ma un vero e proprio mezzo culturale con la stessa dignità di altre forme di comunicazione, quali non solo i libri e romanzi ma anche la scrittura giornalistica, la cronaca. Certo, facendolo con un linguaggio del tutto diverso, con un registro stilistico differente, ma non per questo meno incisivo. Anzi, forse proprio per questo, molto più incisivo.
    E se il fumetto in generale aveva già dimostrato queste peculiarità importanti di denuncia e di cronaca giornalistica su fatti drammatici con opere magistrali quali Maus, Il Complotto di Will Eisner e Palestina di Joe Sacco (per citare solo le prime tre opere che mi vengono in mente), sdoganare una tipologia di fumetto come Rat-Man può essere qualcosa di più complesso.
    Non che Ortolani non l’abbia mai fatto: le n-logie metafumettistiche, le parodie intelligenti, la continuity stessa di Ratty (dato che nell’Esalogia della Rinascita qualcuno ha voluto vederci un’allegoria cristiana) stanno dimostrando sempre più come Rat-Man sia un fumetto comico, sì, ma non solo, e tanto l’autore quanto il suo personaggio hanno cose importanti da dire, seppur con un registro divertente e assolutamente irresistibile. Una mossa che, leggendo nel Web, per alcuni è galvanizzante mentre per altri no, non riconoscendo questo statuto di pretenziosità alla serie e ritenendo che così si stia snaturando il personaggio. Bah, personalmente a me tutto ciò continua a piacere, e mi piace riconoscere in Rat-Man una consistenza che ne dà una doppia possibilità di lettura.

    Venendo all’albo in questione, Ratto non è semplicemente la parodia di Rambo. Anche. Ma è soprattutto il mezzo che Ortolani usa per raccontare con un’aspra critica l’orrore della guerra, quella che ancora nel nuovo millennio imperversa in alcune regioni del mondo, checchè se ne dica sul fatto che si dovrebbe imparare dalla Storia.
    La storia non è di facile lettura perché si svolge su due piani narrativi paralleli: il primo è quello che vede Rat-Man – ormai tornato allo status quo di prima di abbandonare il costume, dopo le avventura degli ultimi 6 numeri – che in compagnia dei suoi amici Brakko e Jordan decide di fare una vacanza in Eutanesìa, un paese sconvolto dalla guerra civile. L’altro piano narrativo ci fa entrare direttamente in questa guerra civile, puntando i riflettori su Ratto, uno dei soldati migliori mai visti in azione. E anche qui ritorna la tematica religiosa-cristiana: Ratto infatti decide di portare via dalla guerra Gesù (in realtà, un crocifisso con Cristo sopra, che lui considera come una cosa animata al pari di Piccettino) per poi capire che in realtà è proprio nella gurra – tra gli ultimi – che Cristo vorrebbe stare.

    Fin dalla prima tavola la critica ai mass media e a come viene spettacolarizzata la guerra al giorno d’oggi è forte, ma questa continua con il turismo nei luoghi di guerra che ci offre una carrellata di scene molto forti e dure, che anche se condite di battute tipiche di Ortolani non per questo smorzano il tono drammatico, anzi forse lo accentuano perché la risata che ne viene fuori è amara, ho letto che qualcuno si è sentito in colpa dopo aver riso a certe scene. Io non proprio in colpa, ma di certo l’aggettivo disturbante è adatto per capire quello che trasmette questa storia. Militari che giocano con la testa di un turista, lo sgozzamento dello stesso, i bambini che nella scuola non ci sono, la fossa comune… Tutto allude ad una realtà drammatica e drammaticamente attuale, e le battute di Ortolani mirano proprio a far ridere e poi a far riflettere, a essere un pugno nello stomaco in ritardo di qualche secondo, ma che arriva con più potenza.
    A ben vedere poi Rat-Man si era già scontrato con la realtà della guerra (in modo critico) nella storia Il Soldato, dove guardacaso il generale è lo stesso di Ratto, ma non certo con questa decisione.
    Una storia che quindi accolgo positivamente per il coraggio della stessa e per quello che sa trasmettere, per un giudizio definitivo aspetto ora la seconda parte.

    Oltre alla storie, numero ricco di rubriche: la prima parte della Rattologia, già pubblicata su Internet, è molto utile e perfetta l’idea di farla in forma narrativa e tascabile
    Grrodon ha scritto: scoprire retroscena del tipo "l'Ombra è Hitler"
    allora non sono stato solo io a pensare che con quella frase Leo alludesse a questa ipotesi!!! Ricordo che quando l'abbiamo letta sul web io e un mio amico ci sono rimasto di sasso a tirare questa conclusione!;
    lo speciale su Bollani mi è piaciuto, è simpatico; i Ragguardevoli mi ha divertito, il che con loro non capita spessissimo, Otello Teglia non mi è piaciuto per niente mentre la Posta è come sempre divertente, la battuta su World War Hulk è una cosa meravigliosa.

    Next: Ratto II – La vendetta, e vedremo come Ortolani chiuderà le vicende.
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  • Ubc Fumetti commenta: atto II
    Dopo le riflessioni sull'evoluzione dello stile grafico e narrativo di Leo e l'articolo che vedeva un'analogia teologica nell'Esalogia della Origini, il sito Ubc pubblica un articolo che ragiona su questo ultimo numero e sulle sue tematiche:
    http://www.ubcfumetti.com/italia/?17926
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  • Anche se in ritardo, voglio spendere qualche parola anch'io per Ratto.
    Molte persone l'hanno avvicinato alle Meraviglie, ma ritengo che qui siamo di fronte a un'opera completamente diversa; certo, è sempre la critica a un aspetto della società attraverso un'ironia fintamente cinica, che fa ridere con un retrogusto di amarezza. Ma qui non siamo di fronte solo a una serie di gag, bensì a un vero e proprio ritratto della situazione presa in esame: i personaggi sono immersi in toto in quella realtà, e questo permette di rappresentare molto più approfonditamente la situazione.
    Anche il "formato" delle storie di Leo sta cambiando: ormai anche le storie "singole" tra una saga e l'altra sono diventate in due parti, come possiamo vedere qui dopo il caso 299 + 1. La lunghezza è quella di una storia che potrebbe essere pubblicata in un volume a parte (come avverrà a breve con 299 + 1 a colori) e sembra quasi che Leo stia naturalmente indirizzandosi verso la narrazione di graphic novel. D'altronde, così come 299+1, anche qui il personaggio di Rat-Man sembra quasi esserci infilato a forza: Ratto potrebbe benissimo non avere le orecchie da topo come il protagonista della serie (e questo forse garantirebbe una migliore chiarezza), mentre il Rat-Man civile potrebbe benissimo essere sostituito da Fantozzi, Topolino, o un qualunque essere umano che si ritrova per caso in un paese bellico.
    La produzione ortonalesca che ci viene offerta su RMC si può ora dividere in 2:
    - la pura continuity supereroistica, nelle saghe
    - le storie extra-supereroistiche, che ormai potrebbero benissimo avere vita propria senza essere interpretate dal Deboroh in calzamaglia gialla
    Quindi, capisco lil meccanismo di fidelizzazione della narrazione seriale, ma ormai ho l'impressione che al di là della continuity ratmaniana, Leo stia procedendo sempre di più nella direzione di storie forti; scene come quella della decapitazione portano lo stile di Leo ad un livello superiore, con una sensibilità che lo avvicina all'occhio critico del fumettista messo su carta in opere come Persepolis della Satrapi, o New York di Will Eisner.

    Chissà che direzione prenderà quella barchetta con sopra Leo.
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  • Rat-Man #71: Ratto II La Vendetta!

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    Si conclude molto bene la seconda bilogia Rat-Maniana, con un episodio in cui si chiarisce il significato del doppio Rat-Man. Stavolta trovo persino che abbia un senso maggiore delle altre due volte (e mi riferisco alla Trilogia dei Fantastici, e a Il Rat-Man visto nella Quadrilogia Anno Uno). Certo, a suon di metafore metafisiche alla fin fine sfugge chi materialmente [spoiler]uccida Wanga[/spoiler], ma per il resto la cosa ha perfettamente senso. Un plauso per le battute, magari meno ruvide del numero scorso ma eccezionalmente demenziali (credo di essermi letteralmente soffocato dal ridere con Jar Jar, e mi ha fatto ridere pure la magica bula), e per le scene di combattimento, mai così dinamiche e spettacolari. Allucinanti le splash e la scena con la [spoiler]fasulla morte di Jordan, che fa il paio con quella fasulla di Rat-Man del numero scorso[/spoiler]. Parodia o meno, credo che con questa bilogia siamo dopo tanto tempo finalmente al cospetto di una nuova storia standard di Rat-Man, in cui viene mantenuto un certo status quo, senza troppi riferimenti di continuity, e soprattutto con narrazione in tempo reale. La cosa mi ha fatto enormemente piacere, anche perché dopo qualcosa come quattro anni di saghe, flashback, metafisica, metafumetto, dilemmi esistenziali e piani narrativi mescolati, trovo che il fumetto abbia bisogno di tornare, sia pure per un po', a raccontare le cose in maniera semplice, di procedere dal punto A al punto B senza distrazioni o ricapitolazioni, forte dell'esperienza acquisita da questo quinquennio intimista. E la cosa mi è parso di percepirla anche leggendo la Rattologia, specialmente la puntata precedente, che permette di fare il punto della situazione, come se Leo dopo una fase di delirio creativo volesse prendere il fiato e mettere ordine nella mente sua e dei lettori. Questo episodio nello specifico va dal progetto di Abbard all'inserimento forzato di Ratty da parte di Valker nella Seconda Squadra Segreta. Forse un po' meno esaltante dello scorso episodio (ma non dimentichiamo che di questi fatti abbiamo avuto una narrazione ordinata nell'Esalogia delle Origini, a differenza di quelli del numero scorso) e comunque molte cose un tempo intuibili si fanno qui esplicite, vengono spiegate meglio, come il personaggio di Joba o l'equivoco che spinge Valker a credere di essere padre.
    Clan invece mi sembra non si capisca bene dove voglia andare a parare, dall'inserimento dei nuovi personaggi femminili, mentre interessante l'articoletto di Leo su Rambo.
  • allora, ho letto questa bilogia e ho trovato conferma a una mia convinzione che ho sempre avuto riguardo a Ortolani. Il problema non è la complessità della continuity di Rat-Man, il problema è che Ortolani non le sa scrivere, e lo dimostra in questa bilogia che è staccata dalla continuity principale, ma che pur essendo breve e autoconclusiva non si capisce assolutamente su cosa si basa. Certo, se me lo vado a rileggere dieci volte è ovvio che c'è tutto, i dettagli ci sono tutti, ma sono alla rinfusa. Come nella continuity principale anche qui viene fuori un secondo Rat-Man, che dovrebbe rappresentare chissà quale lato oscuro, o lato luminoso, o lato intelligente, o lato sensibile. Ma dove è scritto? Dove lo si dice chi/cos'è questo altro Rat-Man? Da dove salta fuori? Quand'è che è l'uno e quand'è che è l'altro? E il Rambo vero e proprio, la caricatura di Stallone, da dove salta fuori? E' un terzo Rat-Man o cosa? Ecco, in questa bilogia c'è condensato tutto il casino incomprensibile della continuity.
    Quindi la cosa è una sola: Rat-Man è geniale perché fa ridere e basta. La continuity è assurda, insensata... brutta. Sarà anche completa e coerente, alla fine, ma vorrebbe emulare i grossi sottotesti delle continuity Marvel... ma è davvero una brutta copia.
    Poi può sempre darsi che sono io che non capisco niente e invece la Grande Storia Rat-Maniaca di Ortolani è la genialata del secolo, ma per me rimane un incompreso, in questo senso. Nel senso dell'umorismo invece è un mito ineguagliabile, poco da aggiungere.
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    :solly:
  • Rat-Man # 71 – Ratto II La vendetta
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    Il finale della bilogia di Ratto lascia decisamente sorpreso il lettore. Perlomeno, me. Perché il finale era qualcosa che non mi aspettavo proprio. Andiamo con ordine.
    La vicenda riprende da dove si era interrotta nello scorso numero, in maniera lineare come dice Grrodon, cioè da Brakko e Jordan prigionieri del colonnello Wanga, che tieni in scacco molti avventati turisti di Eutaèsia. Da un lato quindi sbirciamo la dura e crudele condizione in cui i due amici di Rat-Man vivono nel campo, sempre in bilico tra spassose gag di un Jordan veramente vulcanico, da tempo Leo non spingeva così a fondo con questo personaggio il pedale del non-sense, e scene dure come uccisioni barbare da parte di Wanga a scopo di dimostrazione (anche se non mancano anche lì gag lollose, come il Ciupacèro e Jar Jar :rotfl: ).
    Dall’altro vediamo Rat-Man che nel villaggio ha familiarizzato con colui che tutti chiamano Guerra, una mastodontica copia di Stallone, e che è disposto ad aiutare il nostro eroe a salvare i suoi amici. Anche qui situazioni umoristiche tipiche di Ortolani – i combattimenti tra vecchi e cobra, Rat-Man che continua a distrarsi quando Guerra gli propone il suo aiuto, lo sterco di tapiro, il bancomat, il dialogo sul carro armato, capolavoro di divertimento per immagini – si alternano a scene di combattimento dure e realistiche, con Guerra che ricorda molto il Rat-Man, per la sua violenza; scene cruente di tagli di teste e di braccia e di corpi, molto d’effetto e che danno l’idea del movimento. In tutto ciò noto anch'io un'evoluzione molto interessante nel disegno di Leo.
    A tutto ciò continua la vicenda parallela di Ratto, che tornato in zona di guerra perde di vista Gesù, che vi ci aveva riportato appositamente, e inizia a costruire una micidiale arma.
    Il bello arriva quando questi due universi si incontrano: perché anche se ci si poteva spettare una cosa del genere, visti i precedenti illustri citati già da Grrodon, non era scontato per me e comunque non così, e qui dissento proprio da Grrodon. Infatti, non mi sembra proprio di ritrovare “una storia standard di Rat-Man”, anzi; vero che c’è scarsa continuity e che la narrazione è in tempo reale, ma intanto non è una semplice narrazione ma sono due distinte che poi si uniscono, poi il modo in cui le due linee narrative si uniscono è tutt’altro che semplice e lineare, tutt’altro che standard quindi, perché il significato che tutta la vicenda assume è quello della metafora/analogia/simbolo.
    Insomma, il mio parere è che con questa bilogia Leo abbia colto l’occasione per proporre spunti di riflessione sulla guerra nel suo personalissimo e a parer mio efficace modo (soprattutto in Ratto, ma anche in questo numero), ma nello stesso tempo ha usato questo tema importate per riflettere sul personaggio di Rat-Man e sulle sue caratteristiche, in un momento importante e delicato per farlo. Vale a dire che Rat-Man è un supereroe che prende una ferma posizione nel confronti del suo agire, seguendo la sua strada, che è quella dettata dalla decisione di non uccidere i suoi avversari. E se questo poteva essere pleonastico ai tempi del Buffone o di altri nemici non temibili, ora che l’Ombra porta con sé cattivi sempre più seri era forse il caso rimarcare questo concetto. In questo senso ho visto Ratto come il Rat-Man che poteva essere e non è stato, un po’ come Cuordipietra Famedoro con Zio Paperone. Poteva essere un eroe spietato, senza morale, cieco assassino, e invece ha scelto di essere un supereroe senza macchia e che non si arroga il diritto di uccidere.
    Ma allora [spoiler]chi ha ucciso Wanga?[/spoiler] Ratto o Rat-Man? Ratto esiste davvero? Secondo questa mia visione, Rat-Man [spoiler]ha ucciso Wanga[/spoiler], di fronte ai discorsi da invasato che stava facendo al culmine della sua pazzia e di fronte alla (presunta) morte di Jordan e la seria minaccia a Brakko la sua parte negativa è scoppiata, sdoppiandolo in due. Ma come gli dice Guerra (voce narrante fin dallo scorso numero, quindi tanto narrazione lineare non è nemmeno in linea temporale) quella parte prende la sua strada e se ne va. Anche Guerra è un personaggio-metafora, la personificazione dei conflitti che impazzano sempre più nelle aree più povere del nostro mondo; ne è prova la frase finale del simil-Stallone, dicendo a Ratty di sperare che lui non arrivi mai nel suo stato.

    Una grande prova, dunque, che puntava alto per i temi di denuncia della guerra (e non ha fallito, a parer mio) e anche ad un’analisi inedita del personaggio titolare della testata. Ergo non condivido le tesi di Elik, secondo me tanto la storia, tanto il personaggio quanto l’autore hanno tantissimo da dire, non limitandosi al livello ironico e umoristico. Questo resta parte fondamentale, infatti in tutti i numeri, seri oppure no, è presente. Ma la continuity rat-maniana è ben strutturata secondo il mio punto di vista, e non è un’appropriazione indebita il fatto che la storia tocchi grandi temi o la trama di annodi di riferimenti al passato. E’ solo un bene, un grande e magnifico affresco. IMHO.

    Per il resto… Plazzi mi dice che questa è la prima bilogia, e non capisco perché non mi conti 299+1, ma vabbè… interessante l’articolo di Leo sulla passione per Rambo e la genesi di questa bilogia… la seconda parte della Rattologia continua ad essere interessante e utile per riassumere in modo completo e ordinato quanto visto sino ad ora, anche se non contiene informazioni del tutto inedite come nello scorso numero rimane un ottimo specchietto… Clan simpatico, ma mi ha fatto ridere molto solo quella dei preservativi… Posta meno informativa del solito, rimane comunque sempre molto divertente e brillante.

    Next: E adesso sposami, che proprio non immagino a cosa possa preludere, a questo punto…
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Bramo ha scritto: Per il resto… Plazzi mi dice che questa è la prima bilogia, e non capisco perché non mi conti 299+1
    Non conta perché è una storia unica che Leo è stato costretto a separare in due a causa del numero limitato di pagine del giornalino (c'era un articolo a proposito su +1).
    Next: E adesso sposami, che proprio non immagino a cosa possa preludere, a questo punto…
    Quoto... e tremo...
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