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J.K. Rowling: Harry Potter il Prigioniero di Azkaban
Inviato: sabato 10 dicembre 2005, 03:35
da Valerio

Se nel secondo volume le tematiche potteriane venivano approfondite dall'interno delle mura di Hogwarts, l'ulteriore passo avanti compiuto nel Prigioniero di Azkaban avviene a causa di agenti esterni. Sirius Black, i Dissennatori, Hogsmeade sono infatti elementi esterni che lentamente penetrano all'interno di Hogwarts. inoltre Harry muove i primi passettini nel vero mondo dei maghi grazie a un nuovo gadget che va ad aggiungersi al caro vecchio mantello dell'invisibilità: La Mappa del Malandrino. La saga ne risente in positivo e si fa meno claustrofobica, condizione necessaria perchè il prigioniero di azkaban adempia al suo ingrato compito di volume di passaggio, in attesa degli eventi del Calice di Fuoco, vero e proprio cuore della saga.
Di passaggio ma non inutile; vengono svelati infatti parecchi retroscena riguardanti i luttuosi eventi della notte in cui tutto iniziò e non sono certo pochi i personaggi nuovi.
Innanzitutto abbiamo Sibilla Cooman, insegnante di divinazione, creata apposta per creare scompiglio con le sue tristi previsioni. Sebbene la caratterizzazione del personaggio all momento sia ancora molto macchiettistica, Sibilla non mancherà di rivelarsi inaspettatamente utile ai fini della trama principale. Altro personaggio assai ben caratterizzato è Remus Lupin, nuovo insegnante di difesa delle arti oscure, [spoiler]nonchè licantropo, suo malgrado.[/spoiler] E' proprio il contrasto tra questa sua particolarità e la sua natura profondamente "umana" che lo rende interessante. Di sicuro una figura positiva e nuovo punto di riferimento per Harry, a cui insegnerà una delle magie più importanti della saga. Infine abbiamo i Dissennatori, esempio di malvagità istituzionalizzata. Ispirati ai Nazgul della saga di Tolkien, i Dissennatori sono esseri malvagi a guardia di Azkaban, quella stessa prigione dei maghi nominata nel volume precedente e inserita strategicamente nel titolo del libro.
Un "difetto" di questo terzo volume, più lungo del precedente di una sessantina di pagine, è forse quello di essere un po' sbilanciato: non è una detective story come i primi due, non vi è un unico grande mistero destinato a risolversi in un gran finale in cui tutti gli indizi andranno a rifluire, ma episodi occasionali sparpagliati nel corso dell'anno. L'unica costante è la paura di Sirius Black, il prigioniero del titolo, che dicono aver tradito i coniugi Potter consegnandoli al nemico quella notte di tanti anni fa. La figura del Gramo, presagio di morte, accompagna Harry per tutta la durata dell'anno scolastico, senza che avvengano avvenimenti di particolare importanza fino all'inizio dell'estate. Lo sbilanciamento di cui sopra consiste nel fatto che i primi due terzi di libro sono occupati dalla descrizione di un anno scolastico complessivamente un po' povero di avvenimenti mentre gli ultimi sette capitoli avvengono nelle ultime cinque ore di un'unica lunga e intensa giornata.
L'impressione è quella di un brusco rallentamento del tempo della narrazione - rallentamento che si scoprirà avere un suo perchè

- che fa un po' sfigurare quanto narrato nelle 250 pagine precedenti.
Un difetto strutturale perdonabile che passa senza dubbio in secondo piano davanti alla quantità impressionante di colpi di scena che si sussegono durante il famigerato zoom narrativo.
Inviato: sabato 10 dicembre 2005, 19:49
da manzpker
Concordo, e aggiungo che peraltro il film riflette molto la struttura del libro: un po' noioso nella prima parte, denso di avvenimenti e colpi di scena nella seconda. Secondo molti il Prigioniero di Azkaban è il miglior libro della saga. Io dissento, a me è piaciuto di più il Calice. Vero è che ti tiene incollato dall'inizio alla fine.
Inviato: sabato 10 dicembre 2005, 20:41
da Valerio
Quello lo fanno un po' tutti, il tanto discusso ordine della fenice incluso.
Cmq del film ne parieremo in un thread apposta...
Inviato: domenica 11 dicembre 2005, 20:09
da manzpker
Boh, la camera dei segreti non mi ha tenuto così incollato, a dire il vero. Comunque sì, in generale hai ragione. Però il prigioniero, essendo più maturo dei primi due e più sintetico dei successivi, riesce ancora meglio nel compito. Tanto l'Ordine della Fenice quanto il Principe Mezzosangue (non il Calice, invece) avrebbero dovuto secondo me assestarsi su questa lunghezza.
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 00:01
da Dapiz
Per terminare la rilettura del Prigioniero di Azkaban ci ho impiegato più tempo del previsto, complici le felici (?) festività e i doni da collaudare. Fortunatamente (ri-?) il Principe Mezzosangue non lo leggerò prima di metà Gennaio (BOL, BAH), perciò ho il tempo di rileggere Il Calice di Fuoco e L'Ordine della Fenice senza sforare sulla tabella di marcia.
Dunque, dicevo... è risaputo che il PdA non segue lo stesso schema de La PF e de La CdS, con un segreto da svelare, un indagine e un colpevole, benchè di segreti e di colpevoli ce ne siano lo stesso. L'impianto giallo è sparito e l'intreccio è un po' più prevedibile che in passato, ma la storia è costruita con più cura, come un puzzle i cui pezzi si compongono solo nel concitato finale e con un inedito epilogo mesto, segno che per la saga di Harry Potter l'infanzia è finita.
Con il suo terzo tomo la signora Rowling fa un tuffo nel passato, partendo dall'omicidio dei genitori di Harry fino ad arrivare ad Hogwarts di vent'anni (più o meno) prima, in cui i Malandrini James Potter, Sirius Black, Remus Lupin e Peter Minus pascolavano per il parco da animali o si tiravano tiri mancini con Severus Piton, piantando i semi di amicizie e inimicizie destinate a durare per parecchio tempo, e con un lungo "flashback" finale fa luce sui personaggi di Piton, di Potter senior e, di riflesso, di Potter junior.
Scopriamo che Piton non ha superato gli sbeffeggiamenti subiti in gioventù e ciò spiega il suo piacere nel terrorizzare gli studenti e scopriamo segni di James in Harry, per il suo sprezzo per le regole (specie se poste per la sua sicurezza, come gli fa capire Lupin), la sua sfrontatezza e la sua spavalderia... fortunatamente Harry non ha ereditato da James l'insolenza, perchè il ritratto che la Rowling ha tracciato e traccerà dei Malandrini non è lusinghiero, ed è più facile simpatizzare per il personaggio di Piton che, d'ora in poi, sarà sempre più importante.
Sempre sui Malandrini... solo nell'OdF Sirius sarà caratterizzato, e su Peter non c'è nulla di notabile da notare, se non la particolarità dell'essere l'unico Grifondoro conosciuto ad essersi unito al Lato Oscuro (il confronto tra Minus e Neville che fa Harry si rivelerà erratissimo, in effetti).
il Malandrino che preferisco, e il personaggio più importante introdotto nel PdA è l'ultimo Malandrino, Remus Lupin.
Vittima di licantropia e di pregiudizi più sottili ma non meno gravi ed ingiustificati
[spoiler](Be', non nel caso di Fenrir Greyback e dei suoi seguaci)[/spoiler] del razzismo de La CdS, Lupin, come Silente e per ora più di Sirius, è la figura di riferimento per Harry, eppure sembra sfuggire al suo ruolo per la scarsa stima in sè stesso. Nonostante sia un amico di James Potter, il miglior insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure che Harry avrà mai, probabilmente un mago migliore di quanto non dia a vedere e la sua partenza sia tra i momenti più malinconici del ciclo, Remus resterà sempre dietro le quinte, in disparte.
Un episodio più introspettivo dei precedenti, dunque. Se il topo Crosta sottrae spazio a Ron Hermione si mostra più suscettibile e vulnerabile, svelando le sue paure e la sua inclinazione a fare la "mamma chioccia" del trio (il Cappello Parlante l'avrà assegnata a Grifondoro pensando che un cervello funzionante facesse comodo, lì in mezzo).
Segnalabili i primi approcci "fisici" tra i ragazzi, la prima cottarella di Harry (per ora identificata come $cosa_allo_stomaco) e il personaggio di Sibilla Cooman, il cui coinvolgimento sarà spiegato nell'OdF, che oltre a prevedere il ritorno di Voldemort (mi chiedo, in effetti, perchè il finale del CdF sia così sorprendente se già lo si sapeva, praticamente) fa un'altra "profezia", meno importante ma non meno esatta:
[spoiler]"guardati da un ragazzo dai capelli rossi"[/spoiler]...
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 00:03
da Dapiz
manzpker ha scritto: Tanto l'Ordine della Fenice quanto il Principe Mezzosangue (non il Calice, invece) avrebbero dovuto secondo me assestarsi su questa lunghezza.
Esagerato... forse l'OdF si poteva potare un po', tre-quattro capitoli complessivamente, ma non quindici...
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 01:11
da Valerio
Dapiz ha scritto:
segno che per la saga di Harry Potter l'infanzia è finita.
Mah, sono ancora avvisaglie. Ma non credo che il punto di svolta vada cercato prima della morte di Cedric.
perchè il ritratto che la Rowling ha tracciato e traccerà dei Malandrini non è lusinghiero
Ma quelli erano dubbi espressi nell'Ordine della Fenice e subito smentiti. Credo che James e compagnia bella ci vengano dipinti come personaggi positivi malgrado qualche piccola defaillance. E Piton, nelo stesso capitolo, si lascia sfuggire quella frase razzista su Lily. IMHO l'intenzione della Rowling è di mostrare una situazione ingenuamente poco edificante per entrambe le parti in causa.
la particolarità dell'essere l'unico Grifondoro conosciuto ad essersi unito al Lato Oscuro (il confronto tra Minus e Neville che fa Harry si rivelerà erratissimo, in effetti).
Mi sfugge dove questo confronto veniva fatto, come mi sfugge l'informazione che Peter fosse di Grifondoro...
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 01:26
da Dapiz
Grrodon ha scritto:
Mah, sono ancora avvisaglie. Ma non credo che il punto di svolta vada cercato prima della morte di Cedric.
Infatti è finità l'infanzia, l'età adulta non arriverà prima del PMS.
Ma quelli erano dubbi espressi nell'Ordine della Fenice e subito smentiti. Credo che James e compagnia bella ci vengano dipinti come personaggi positivi malgrado qualche piccola defaillance. E Piton, nelo stesso capitolo, si lascia sfuggire quella frase razzista su Lily. IMHO l'intenzione della Rowling è di mostrare una situazione ingenuamente poco edificante per entrambe le parti in causa.
I Malandrini non erano birbantelli come Fred e George, e imho dopo l'OdF ne escono male. Che poi crescendo siano cambiati è indubbio, ma Piton è rimasto ai tempi della scuola.
Mi sfugge dove questo confronto veniva fatto, come mi sfugge l'informazione che Peter fosse di Grifondoro...
-Quando Harry è a letto, poco dopo aver scoperto che Sirius è il suo padrino (ma non è importante).
-Confermato dalla Rowling.
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 18:14
da suzako
[spoiler]"guardati da una ragazza da i capelli rossi"? e chiquandocome lo dice? O.o"[/spoiler]
comunque, faccio notare come nel film il dialogo tra sirius ed Harry nella stamberga strillante sia stato notevolmente mutilato, cosa che d'altronde è successa in tutti i film con parti comunque importanti.
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 20:23
da manzpker
[spoiler]"da un ragazzo". Non ragazza. Il tizio in questione potrebbe essere Percy. Non ricordavo questo passaggio.[/spoiler]
Inviato: giovedì 29 dicembre 2005, 20:30
da Dapiz
Gente, sarebbe spoiler, seppur piccolo.
Nel PdA cinematografico è stata tagliata la trama, praticamente.
Il bello è che poi nel CdF Peter Minus lo chiamano "Codaliscia" senza spiegare perchè...
Inviato: sabato 31 dicembre 2005, 16:14
da suzako
è evidente che i film sono prodotti non come trasposizione del libro, ma per i fan che vogliono gli attori da adorare e gli effetti speciali della magia... sono uno peggio dell'altro, ma effettivamente PoA è il colmo... >___<
Inviato: lunedì 02 gennaio 2006, 13:19
da Duck Luca
suzako ha scritto:è evidente che i film sono prodotti non come trasposizione del libro, ma per i fan che vogliono gli attori da adorare e gli effetti speciali della magia... sono uno peggio dell'altro, ma effettivamente PoA è il colmo... >___<
Sebbene il 3° libro sia il mio preferito (prima dell'interessante ma anche noioso 4° capitolo e del mediocre 2°) il film infatti non l'ho digerito proprio. :arrow:
Re: J.K. Rowling: Harry Potter il Prigioniero di Azkaban
Inviato: martedì 15 gennaio 2008, 18:37
da Bramo
Contine SPOILER per chi non ha letto questo terzo libro della saga...
"Non vado in cerca di guai. Di solito sono i guai che trovano me" dice Harry in questo libro, frase riportata nella fascietta del volume e ripresa da Artibani per metterla in bocca a Pikappa nella sua storiella contenuta nello Speciale 00.
E in effetti, mai come in questo caso, almeno per l'inizio del libro, è vero. Sì, l'abbandono degli zii è stato anticipato e ancora più traumatico che l'anno precedente (scappato di casa, e in effetti dopo aver gonfiato una zia...), ma l'incidente con la zia in fondo è stato provocato dall'arroganza della donna stessa. E Harry, dopo gli ultimi due turbolenti anni, vedrebbe bene un anno tranquillo. Lui non andrebbe certo in cerca del pericoloso criminale Sirius Balck, primo che è riuscito a fuggire da Azkaban. Un idnividuo fuori dal comune, ma Harry non si baserebbe di certo su questo assunto per darlgi la caccia. Nonin un anno in cui arrivano anche materie nuove come Divinazione o in cui c'è finalemnte un professore di Difesa contr le Arti Oscure degno di questo nome, Lupin. Eppure il sigonr Weasley sa cosa farebbe Harry se venisse a sapere un certo particolare... e allora sono i guai, sottoforma di discorso di Caramell origliato nella locanda di Madam Rosmerta, a trovare il ragazzo, sono iguai sottoforma di Mappa del malandrino che gli irresistibili gemelli Weasley donano a Harry a trovarlo.
E così la vicenda inizia a farsi interessante. Davvero interessente. Perchè finalemente apprendiamo un po' di più sulla morte di James e Lily Potter, ritroviamo il nome Srius Balck accennato da Hagrid nelle prime pagine del primo libro, ci raccapezziamo su molte cose... ma òla verità è ben diversa da come appare, tanto che il mega-cattivo risulta essere un buono, che un personaggio tra i più indifferetni sarà il cattivo, tanto che la solerzia con cui Hermione affrotna le nuove materie dell'anno si rivela opera di una magia utile per la fine del libro...
In mezzo, un anno interessante, la coppa di Quidditch vinta per la felicità di Oliver Baston, l'introduzione di Cho Chang e di Cedric Diggory, la presentazione dei Dissennatori, l'insegnamento da parte dei Lupin sull'evocare un Patronus...
La magia sta davvero nel doppio finale del libro: quando i tre amici arrivano nel Platano Picchiatore, sembra che tutto debba risolversi. E in effetti il mistero chiave del libro si svela tra i racconti di Lupin e Sirius, conoscendo i tre grandi amici di James ai tempi della scuola, i loro soprannomi, il fatto di aver creato loro la Mappa del Malandrino, scoprendo quando Piton era stato salvato dal padre di harry come accennato da Silente alla fine del primo tomo... ma l'arrivo di Piton, che per un folle attimo pensiamo sia il seguace di Voldemort del titolo del capitolo, mette in crisi la situazione. Ci pesnerà Silente a consigliare a Hermione di usare la GiraTempo, la clessidrina che le ha permesso di seguire le lezioni contemporanee. Insomma, il vecchio e affascinante leti motiv dei viaggi nel tempo, senza Delorian o Cronovela ma con un mezzo magico. Ma le leggi sono le stesse: non farsi vedere e non interagire. Anche se l'immischirsi di harry nell'azione lo salverà effettivamete facendolo in effetti finire in un piccolo e giusitificabile paradosso temporale. Comunque, in questo modo i due riescono a salvare sia Fierobecco (l'ippogrifo di hagrid condannato a morte) sia Sirius, padrino di harry, che fuggirà proprio a cavallo dell'ipppogrifo.
Molto bello, non mistery come la CdS perchè qui non si cerca di capire niente, si da per scontato che Balck sia il cattivo, e solo allafine si scopre che non è così. Ma molto cupo, e offre molti spunti e molti temi: la Cooman alla fina fa la profezia che contiene il ritorno di Voldemort grazie al ritorno di un suo seguace, e così avverrà con Codaliscia... Silente dirà a Harry che è la sua seconda profezia vera, alludendo a quella fondamentale che verrà chiarita nel quinto tomo. Difatti Peter Minus, alias Codaliscia alias ex-Crosta - topo di Ron - alla fine fugge e vedremo nel quarto il suo ritorno al suo padrone.
I temi sono quelli della nostalgia del passato, voler cambiarlo - la GiraTempo - e del voler sapere il futuro - la figura della Cooman, tanto che nel discorso finale Silente chiarisce a Harry la complicatezza della materia di divinazione, oltre al fatto che James vive in lui (come nel Re Leone con Simba!). Inoltre il tema del razzismo è già avanzato con l'odio verso i Lupi Mannari, così come l'importanza della stima di chi è importante per noi (Lupin verso Silente) e l'amicvizia vera cha aiuta a superare gli ostacoli. e della bruttura del tradimento in un gruppo di amici.
E il lettore già sa che Sirius tornerà (lo promette lui stesso a Harry) e anche che la profezia della Cooman unita alla fuga di Codaliscia vogliono dire qualcosa di grosso, come in effetti sarà. Inoltre la frase di Silente "verrà il giorno in cui sarai felice di aver risparmaito la vita a Peter Minus" trova significato nel settimo volume.
Un bel libro, verametne bello, molto conivolgente, e che prepara il terreno a tante cose, come le figure di Sirius e Lupin nell'ordine, i contrati che avranno Sirius e Piton nel quinto libro, l'ottusità di Caramell e il ritorno di Voldemort, ovviamente, cardine su cui ruota il prossimo volume.
Re: J.K. Rowling: Harry Potter il Prigioniero di Azkaban
Inviato: giovedì 24 aprile 2008, 13:02
da DeborohWalker
Un serial killer è a piede libero, e vuole uccidere Harry: con questo incipit parte
Il Prigioniero di Azkaban, una premessa che si rivelerà essere totalmente distante dalla realtà dei fatti.
A differenza da quanto detto da chi mi ha preceduto in questo topic, trovo che anche il terzo HP sia sotto sotto una detective story, che si concretizza con il detective show finale, con tutti i personaggi "utili" radunati nella Stamberga Strillante; a svelare la verità non sarà però Harry (il detective di turno) bensì Sirius (il presunto colpevole). Il maggior pregio della Rowling nel terzo HP è proprio quello di saper celare questa detective story; per tutto il volume siamo certi di avere un nemico palese da cui fuggire, ma poi scopriamo che sotto i nostri occhi si sono avvicendati inganni, false piste, tradimenti, ribaltamenti di ruoli e tutto ciò che è il sale delle storie investigative.
Continuano ad essere buttati semi per elementi che saranno apprezzati in futuro: il più interessante Zia Petunia si infuria quando zia Marge sparla dei genitori di Harry, prima avvisaglia di comportamenti strani da parte della Signora Dursley, che comprenderemo solo alla fine del 7o libro.
E come tanto piace fare alla Rowling, ecco una valanga di nuovi personaggi e situazioni: tra i principali ci sono Sirius e Lupin, due dei personaggi più amati dai fan; poi arrivano i Dissennatori, la Professoressa Cooman, Fierobecco, Hogsmeade, la Mappa del Malandrino e Hagrid viene promosso professore.
La studentessa modello Hermione comincia qui a infrangere le prime regole per difendere i suoi ideali: ne sono dimostrazione palese il cazzotto tirato a Draco, lo scetticismo nei confronti della Cooman e conseguente litigio, e per finire l'utilizzo "non autorizzato" della giratempo. Proprio la giratempo è la soluzione al mistero per il quale Hermione è sempre così indaffarata per tutto il volume, comparendo e scomparendo all'improvviso: sul finale il prezioso oggetto sarà ri-utilizzato, con un sapiente espediente narrativo che ci permette di rivivere scene già viste, mentre i protagonisti influenzano il passato. Ed è proprio questo processo, pur se molto affascinante, a sballare un po' la struttura del libro, dilungandosi un po' dopo il climax, che a mio parere qui è situato nello scontro/risoluzione dei misteri all'interno della Stamberga Strillante; in tutti gli altri romanzi (i combattimenti contro Voldemort, il Basilisco, o l'attacco dei Mangiamorte a Hogwarts).
Altri accenni su quanto vedremo in un futuro prossimo sono la profezia finale della Cooman, che si avvererà nel prossimo libro, e la riappacificazione tra Ron e Hermione dopo il litigio per via di Crosta, che fa intuire qualcosa della love story repressa che comincerà ad essere palese nel quarto volume.
Interessante il fatto che Harry non tema il Gramo, che secondo la credenza è portatore di morte; questo si ricollega direttamente alla conclusione del settimo libro, dove è proprio l'accettazione della morte a portare Harry alla vittoria.
Un piccolo dispiacere che mi è sorto alla luce della conclusione della saga, rileggendo questo libro, è che i nostri eroi non siano mai stati fisicamente ad Azkaban; in questo volume viene descritto come il posto più terrificante del mondo, quindi sarebbe stato interessante vedere Harry e compagni costretti ad entrarci, affrontando Dissennatori e prigionieri... Magari al posto della Gringott nell'ultimo volume o, perchè no, sarebbe stato l'ideale luogo dove situare lo scontro finale del quinto libro.