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I Soliti Sospetti

Inviato: martedì 26 dicembre 2006, 11:47
da DeborohWalker
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Fare una recensione de I Soliti Sospetti senza parlare del finale è arduo.
E' come parlare de L'Impero colpisce Ancora o de Il Sesto Senso senza rischiare di rovinare il colpo di scena finale a chi ancora non li ha visti.
Sarà tosto, ma ci proverò.

Cinque uomini con precedenti penali vengono arrestati per essere interrogati su una rapina; la polizia vuole scoprire se qualcuno ne sa qualcosa, ma nel corso degli interrogatori salta fuori il nome di Kaiser Soze, un terribile e spietato assassino il cui nome nell'ambiente della criminalità è equivalente ad una storia sul mostro che vive sotto al letto, per terrorizzare i bambini. Ricostruendo gli eventi narrati da Verbal Klimt, uno dei cinque uomini arrestati, la polizia cercherà di scoprire l'identità di Kaiser Soze.

I soliti sospetti pare ripercorrere quello che pochi anni prima era stato fatto da Tarantino: un regista quasi esordiente, una gangster-story, cinque malviventi (interpretati da ottimi attori) attorno ai quali si snodava la vicenda, una sceneggiatura che si sviluppa quasi unicamente attorno ai dialoghi, e un membro del gruppo che"tradisce" i suoi compagni.
Insomma, i punti in comune sono tanti, probabilmente è un caso data l'uscita ravvicinata dei due film, ma ciò che hanno in comune, è che entrambi hanno lanciato due autori divenuti ormai di culto. Ma se Tarantino è universalmente considerato un regista dallo stile unico, Synger non ha avuto la stessa nomea, forse per essersi dedicato a film come i primi due X-Men e Superman Returns, che pur riscuotendo elogi da pubblico e critica, non possono contare su elementi innovativi come lo sono stati i successivi film di Tarantino.
Ma con I Soliti Sospetti Bryan Singer ha sicuramente saputo ritagliare un posto tra i giovani registi più promettenti degli ultimi anni. Il film non ha riscosso un buon successo dalla sua uscita nelle sale, ma col passare del tempo è diventato un cult.
Come un gigantesco puzzle, I Soliti Sospetti può essere definito come uno dei film del genere più interessanti mai realizzati, grazie ad una trama che fa scattare i suoi ingranaggi in modo da far nascere nello spettatore una curiosità morbosa, un desiderio di sapere che perdura fino ai titoli di coda. I personaggi sono caratterizzati ottimamente, attraverso dialoghi intriganti e la recitazione degli ottimi attori che gli danno vita, in stato di grazia. Tra tutti va citato Kevin Spacey, che proprio per il suo ruolo del mite Verbal Klimt (personaggio creato proprio pensando a Kevin Spacey )si è portato a casa un Oscar come Miglior Attore Non Protagonista.
Piccola curiosità: il film è stato girato in modo che nessuno degli attori scoprisse la reale identità di Keyser Soze prima della fine delle riprese.

Re: [Bryan Singer] I Soliti Sospetti

Inviato: giovedì 14 aprile 2016, 20:12
da Pangur Ban
L'ho visto l'altro giorno.

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Ero partito con l'idea che fosse una commedia e all'inizio lo sembra pure, invece è un thriller piuttosto cattivo.
[spoiler]Sono arrivato alla stessa conclusione (sbagliata) dell'agente Kujan prima di lui (come molti penso) ed è stupenda la scena in cui si capisce che il racconto di Verbal è pieno di improvvisazioni. Ecco perché mi sembrava strano che il personaggio interpretato dall'attore britannico Pete Postlethwaite (visto in "Grazie, signora Thatcher") si chiamasse Kobayashi! :D[/spoiler]

Si tratta di uno dei film di cui Caparezza svela il finale nella canzone "Kevin Spacey".


Ho notato che il timbro di Kevin Spacey era parecchio diverso rispetto a quello che ha oggi nella serie "House of Cards". Con l'età gli si sarà abbassata la voce oppure usa un tono più grave volontariamente.