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Il Labirinto del Fauno

Inviato: domenica 24 dicembre 2006, 14:32
da DeborohWalker
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Spagna, 1944. L'esercito fascista cerca di sbarazzarsi degli ultimi resistenze che si oppongono al regime di Franco. La piccola Ofelia si vede costretta a trasferirsi nella base capitanata dall'ufficiale Vidal, suo prepotente patrigno che sembra non nutrire alcun sentimento d'affetto nei suoi confronti. La bambina concentra le sue attenzioni sulla madre, cercando di aiutarla dato che la donna è in cinta, e a breve dovrebbe mettere alla luce il figlio del capitano Vidal. Ma Ofelia passa le sue giornate anche immergendosi nella lettura di libri di favole, che la trasportano in un mondo di fantasia; questo mondo si paleserà davanti a lei quando la bambina incontrerà un fauno, che le rivelerà che lei è in realtà è la principessa di un mondo sotteraneo, dove non esistono dolore e morte. Ma per raggiungere questo regno, Ofelia dovrà dimostrare di essere pronta a rivestire la sua posizione, superando tre pericolose prove.

Il labirinto del fauno non è un film per bambini. Narra di un mondo "parallelo", di un fantastico che si fonde col mondo moderno, ma non è Alice nel paese delle meraviglie, non è La Storia Infinita, non è Il Mago di Oz, non è Mirrormask. E' un film crudo, viene lasciato poco spazio alla speranza; non c'è nessuna storia fiabesca, nessuno stereotipo confortante, ma in compesno ci sono diversi pugni nello stomaco dello spettatore.Del Toro è tornato alle fiabe vecchio stile, quelle cattive che col tempo sono state edulcolorate. Il lupo di Cappuccetto Rosso che viene sventrato, le sorellastre di Biancaneve che si tagliano i piedi per farsi entrare le scarpette; quella violenza che era insita nel racconto per l'infanzia perchè è la giusta esorcizzazione del male che il bambino deve imparare, attraverso la paura che era elemento fondante di ogni fiaba.
Il film analizza i soprusi nei confronti dell'infanzia, la violenza degli uomini, tutto questo immerso in un contesto storico ben preciso; e l'elemento fantastico è molto più permeato nella realtà rispetto ai film appena citati. Lì il mondo parallelo era qualcosa di distaccato dalla realtà, una parantesi nella vita del protagonista della storia, mentre qui la fantasia è addirittura in secondo piano rispetto agli avvenimenti del mondo reale. Guillermo Del Toro ha sempre saputo miscelare abilmente film di successo che comunque non potevano definirsi blockbuster (ha infatti rinunciato a Il prigioniero di Azkaban per dedicarsi al suo Hellboy, che sentiva più personale) con una sensibilità e uno stile più personale, che ha sempre saputo portare sullo schermo storie più approfondite del solito.
Un film per adulti che sanno accettare il fantastico, una fiaba malinconica che fonde realtà storica ed elemente di fantasy/horror. Del Toro riesce ad affascinare, a rapire lo spettatore, e allo stesso tempo a smuovere la sua coscienza.
Del Toro ha preferito rinunciare all'utilizzo della computer graphic, puntando maggiormente sull'utilizzo di modellini, maschere e make-up, sia per la creazioni delle creature che compaiono nel film (tra le quali l'inquietante fauno del titolo) che per le scene di violenza, che d'istinto porteranno lo spettatore a coprirsi lo sguardo. Perchè come ho già detto, Il Labirinto del Fauno non è un film per bambini, oltre che per la profondità della trama e del messaggio trasmesso, anche per la presenza di certe scene abbastanza cruente.

Da Zelda fan, mi è sembrato di notare alcuni elementi che mi hanno ricordato Ocarina of Time, chissà che Del Toro non vi abbia pescato a piene mani, oppure è solo un caso?
Boh, comunque nel film è possibile rivedere una sequenza che ricorda il Deku Tree (primo dungeon di OoT) e ci sono due mostri nel film che ricordano Dodongo e quella sorta di mummie (quelle che appena ti avvicinavi lanciavano un urlo che ti paralizzava, per intenderci...).
Chissà...

Inviato: domenica 24 dicembre 2006, 16:48
da Francesco F
volevo vederlo ma ormai sarà passato...
è anche candidato come miglior film straniero (messico) ai golden globes, e probabilmente anche agli oscar...

Inviato: lunedì 16 aprile 2007, 03:14
da Valerio
Bè, finalmente l'ho visto anch'io. Senza dubbio un capolavoro, un film che fonde amabilmente realtà e fantasia, utilizzando l'orrore come collante e un finale aperto come esito felice/infelice e interpretabile. Mi è piaciuta la parte fantasy, le prove fantasiosamente inquietanti e i "boss" (oltre a Dodongo, c'è pure il "solito" boss mariozeldiano con gli occhi incastonati nelle mani), veramente suggestivi e d'impatto. La scelta di girare il tutto con una fotografia "sporca" non saprei dire se è un limite tecnico o una scelta consapevole per dare al film quella patina di dramma antico. Ad ogni modo la scelta si rivela felice visto che la sporcizia e la cupezza si adattano perfettamente alle fasi fiabesche, e accentuano il realismo di alcuni effetti di make-up, che una fotografia pulita avrebbe invece sminuito. Un solo appunto: a tre quarti di film ci si sbilancia nettamente sul fronte bellico. Non che non abbia apprezzato, (e ho letteralmente adorato il personaggio di Vidal), ma sinceramente avrei dato una lieve sforbiciata alla sceneggiatura o a scelta avrei allungato ulteriormente il brodo con un'altra prova, così tanto per riportare equilibrio.

Inviato: lunedì 16 aprile 2007, 20:47
da Rebo
Grrodon ha scritto:Bè, finalmente l'ho visto anch'io. Senza dubbio un capolavoro, un film che fonde amabilmente realtà e fantasia, utilizzando l'orrore come collante
Secondo me, come avevo detto rapidamente nella discussione per votare i film, questo è un fantasy solo in apparenza. Pare invece una riflessione implicita sul senso del fantasy, contenente un invito al disincanto (che, portando in apparenza alla negazione della fantasia, rende possibile l'esistenza di quest'ultima, rendendola anzi ancor più vivida per contrasto; nessuno stupore vi sarebbe, infatti, se gli universi immaginari fossero plausibili e dati per scontati).

[spoiler]Prova di questo atteggiamento del regista mi pare essere il momento in cui il patrigno giunge nel cuore del labirinto e non vede, chiarendo infine allo spettatore qual è il vero stato delle cose. Il non vedere è tra l'altro reso con una soggettiva o semi soggettiva (non ricordo bene) implicando quindi che quello deve essere il punto di vista condiviso dallo spettatore. E il finale non lascia scampo: la ragazzina ha un'ultima visione di fantasia solo prima di morire. Poi, più niente.[/spoiler]

Inviato: lunedì 16 aprile 2007, 21:22
da Valerio
Quindi tu neghi a prescindere ogni scampo di finale aperto. Per me il lato fantastico non è poi troppo relegato a una "visione" e prova ne è l'episodio della mandragola, o la fuga di Ofelia tramite gessetto. Visto che [spoiler]"casualmente" la madre si sente male non appena viene bruciata[/spoiler]. Secondo me, concretamente parlando, il film dà lo stesso numero di indizi per farti pensare che è tutto immaginario o che è tutto vero.

Inviato: lunedì 16 aprile 2007, 23:45
da Bordy
Anche se la scena finale [spoiler]quella in cui Ofelia parla con il fauno e viene colta alle spalle da Vidal, il quale non lo vede, compresi noi spettatori, in quel frangente infatti vediamo con gli occhi del patrigno e quindi con gli occhi di un adulto, e la scena seguente ossia quella della morte della bambina, (una volta compiuta la terza prova), sono entrambi indizi che possono portare a far credere nella reale morte di Ofelia e a rendere tutto quello che di magico accade nel film un' inutile realtà creata dalla fantasia della bambina per scappare dalle brutture della guerra[/spoiler], mi piace pensare a questo film come a una prova ulteriore per lo spettatore, ossia la nostra capacità nonostante l'essere ormai adulti di credere ancora nel mistero e che il mondo non sia solo quello che vediamo in apparenza, del resto Mercedes dice [spoiler] un tempo anchio credevo[/spoiler] quando appunto era giovane...
Quindi il finale a mio avviso può essere aperto, non cè dubbio [spoiler] la bambina muore, ma chissà che la tanto preannunciata immortalità dall'ambiguo fauno non includa la morte e la reincarnazione nel mondo sotterraneo![/spoiler]

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 00:18
da Valerio
<Dapiz> <Grrodon> ma allora si era inventata tutto o no? -> Chi? Cosa?
<Grrodon> Dapiz <Grrodon> ma allora si era invantata tutto o no? -> Chi? Cosa? << Ofelia.
<Dapiz> AAAH
<Dapiz> Be', il film mi pare molto più sbilanciato verso l'"è tutto vero", ma il finale, in cui le fantasie si riducono di molto (e guardacaso ricompaiono proprio dopo un fattaccio), può indurre a pensare che si sia inventata tutto
<Dapiz> Credo che sia volutamente lasciato al giudizio dello spettatore, e a come preferisce interpretare la storia
<Dapiz> (però, a occhio e croce, è tutto vero :D)
<Grrodon> :D

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 12:07
da Rebo
Eh be', qui in effetti le due argomentazioni sono entrambe possibili, e non si escludono mutuamente.

Io rimango dell'idea dell'anti-fantasy, cioé: si è inventata tutto, ma è stato un bene che se lo sia inventata. La bruttezza della realtà rende ancora più straordinaria la potenza dell'immaginazione.

Considero come "indizi" forti, come già detto, lo sguardo del patrigno e la collocazione cronologica dell'ultima scena "di fantasia".

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 14:04
da Quackmore
Di certo neanche Guillermo sa cosa voleva dire. Nel senso che è un peccato cedere a una delle due interpretazioni.
Fatto sta che io piangevo di tristezza, nel finale, perché vivevo tutto come un'allucinazione di Ofelia.
Mia sorella si è meravigliata perché secondo lei è finito bene. Beata lei... :asd:

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 14:53
da Giby
Francamente, a me non è piaciuto per niente. Oddio, non proprio per niente, insomma, l'atmosfera era splendida, ho apprezzato la scelta dell'ambientazione, una strada non troppo battuta, che è sempre un bene, e mi sono piaciuti alcuni personaggi, il capoccia franchista su tutti.

Però...bè, scrostando via le suggestioni della forma, a guardare nella sostanza l'ho trovato di una banalità davvero fastidiosa, mi ha saputo di già visto dalla prima scena all'ultima. Senza contare che più che di labirinto, si dovrebbe parlare di "corridoio dritto del fauno"...

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 15:07
da DeborohWalker
Quackmore ha scritto:Di certo neanche Guillermo sa cosa voleva dire.

Mh, personalmente credo che abbia volutamente lasciate aperte entrambe le ipotesi.

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 15:49
da Bordy
DeborohWalker ha scritto: Mh, personalmente credo che abbia volutamente lasciate aperte entrambe le ipotesi.
Concordo pienamente

Giby ha scritto:
Francamente, a me non è piaciuto per niente

*Muove velocemente la mano davanti agli occhi di Giby da sinistra verso destra e dice:* "Questo è il miglior film del 2006"

(Servirà a qualcosa essere jedi!!!)

Inviato: martedì 17 aprile 2007, 19:59
da Quackmore
DeborohWalker ha scritto:
Quackmore ha scritto:Di certo neanche Guillermo sa cosa voleva dire.

Mh, personalmente credo che abbia volutamente lasciate aperte entrambe le ipotesi.
E' quello che ho detto - o che cercavo di dire :asd:

Inviato: mercoledì 18 aprile 2007, 20:59
da Giby
*Osserva con sufficienza la mano di Bordy sventolargli inutilmente davanti*
-Tsk. Ho +20 al tiro salvezza sulla volontà, sono un Mago Rosso.
*Dice, iniziando a raccogliere del guano di pipistrello da una sacca appesa alla cintola*

Sul serio. L'ho trovato appena appena piacevole da vedere, ma banalotto e zeppo di fastidiosissimi dejà vu. E soprattutto qualcuno mi deve spiegare da dove la si piglia la dicitura "horror".

E poi, diciamocelo. Il re di cuori che appare alla fine era semplicemente risibile.

Inviato: giovedì 26 aprile 2007, 12:56
da LBreda
Visto, con enorme ritardo.

Mi è piaciuto decisamente molto. Una bellissima fiaba, un buon fantasy (sì, sono dalla parte di "è tutto vero", ma concordo che entrambe le ipotesi possano essere vere).

Buone le caratterizzazioni, e buona l'ambientazione e l'atmosfera. Mi sono piaciuti molto anche trucco e costumi, per quanto concordo sul ridicolo del re alla fine.

Bella la storia, lo sbilanciamento non lo ho notato molto. E l'elemento horror non è abusato ed è ben utilizzato ai fini della storia (che, quindi, non è propriamente horror).

E stupenda la fotografia, sicuramente la cosa è voluta.

Inviato: venerdì 27 aprile 2007, 13:34
da Rebo
Sono felice possessore dello splendido cofanetto 2 dvd del film. Nei contenuti speciali, il regista e l'attrice che interpreta Olivia forniscono una chiave di lettura del finale e dell'intera vicenda, che dovrebbe risolvere la questione "era tutto vero/ha immaginato tutto".

[spoiler]Ebbene, i mondi fantastici in cui vive il Fauno stanno a Olivia come il cenone in compagnia della nonna sta alla Piccola Fiammiferaia di Andersen...[/spoiler]

Inviato: venerdì 27 aprile 2007, 20:04
da Francesco F
devo acciuffare la doppiodisco

Inviato: venerdì 10 agosto 2007, 17:54
da LBreda
Ho preso (lo so, in ritardo) la doppiodisco. Merita. Decisamente.

Re: Guillermo Del Toro: Il Labirinto del Fauno

Inviato: domenica 27 gennaio 2013, 13:40
da Bramo
Visto ieri sera per la prima volta.
Notevole, davvero. Mi ha colpito davvero tanto la durezza senza filtri che il film mostra riguardo la guerra e la dittatura franchista, personificata nel gelido Vidal. Che sì, è sicuramente il personaggio migliore della pellicola, caratterizzato davvero bene, l'attore regala un'interpretazione magistrale mostrando un capitano freddo, malvagio ma di una cattiveria nient'affatto sguaiata quanto austera e rigida, una vera macchina da guerra che nasconde velocemente i pochi sentimenti umani che prova (verso la memoria del padre o verso il figlio).
Oltre a Vidal e alla sua malvagità senza salvezza, è ovviamente suggestiva la storia che apre una "via di fuga" da uno degli scenari peggiori che la Storia offre per poter vivere, verso un mondo fantastico che viene direttamente dalla mitologia fantasy/fiabesca. Il classico canovaccio delle 3 prove in fondo deriva proprio da quella tradizione di favole in cui l'eroe deve superare delle sfide per vincere, la differenza sta nel fatto che qui l'eroe è una bambina e che deve compiere queste imprese nel mondo reale, con tutti i rischi che comporta visto dove vive.
Deliziosamente inquietanti e ambigui il Fauno, il batrace gigante e l'Uomo Pallido (molto inquietante, lui!), e in generale ho trovato che il film fosse scritto molto bene nel suo raccontare entrambe le realtà. A dispetto di titolo, locandina ecc non si fa scrupoli nel concentrarsi maggiormente sullo scenario bellico, visto che anche quando emerge l'elemento fantastico questo si colloca spesso negli anfratti della realtà.
[spoiler]Io ho sempre pensato che fosse tutto vero, comunque, non ne ho dubitato neanche quando vediamo la scena nel labirinto con gli occhi di Vidal, intendendo quella scena semplicemente una soggettiva che ci fa capire che lui non potrà mai vedere il mondo fantastico e i suoi elementi. Sicuramente esiste profonda la lettura del mondo fantastico "senza dolore" come fuga della bambina da un mondo che invece di dolore e tristezza è irrimediabilmente pieno, ma questo non implica per forza di cose che sia tutto un parto mentale della piccola, e mi piace credere che sia invece vero, e che la sua morte nel nostro mondo coincida con il suo ritorno del suo regno.[/spoiler]
Consigliatissimo, comunque, un film che regala un'atmosfera bellissima e che ha una storia dura e inquietante, quanto fiabesca, quanto basta per far riflettere dopo la visione.