[Cameron Crowe] Elizabethtown
Inviato: mercoledì 18 ottobre 2006, 13:46

Cameron Crowe, già regista di bei film come Jerry McGuire, Almost Famous, Vanilla Sky, e quindi degno di ogni mia attenzione. Un annetto fa, quando il film uscì, mi recai al cinema con altissime aspettative, complice anche un trailer che faceva già vedere le potenzialità della pellicola.
Drew Baylor (Orlando Bloom, qui per la prima volta alle prese con un personaggio che vive nel mondo reale e attuale) è un designer di scarpe da ginnastica, che realizza un progetto promettente sul quale l'industria percui lavora fa totale affidamento. Ma il progetto si rivela un fiasco, che fa perdere all'azienda un miliardo di dollari.
Drew viene licenziato, considerato il più grande perdente della storia, e mollato anche dalla ragazza. Disperato, decide di suicidarsi, ma apprende la notizia che suo padre è morto e che lui si deve occupare del funerale; viaggerà allora fino ad Elizabethtown, paesino dove il padre viveva, per compiere quest'ultimo compito prima di togliersi la vita. Durante il viaggio incontrerà Claire (Kirsten Durnst), una ragazza estremamente socievole che le mostrerà come le meraviglie della vita possano comparire nel momento più inaspettato. Drew scoprirà così una deliziosa cittadina, e si godrà un viaggio in macchina con sè stesso, ascoltando ottima musica, ma soprattutto il rumore dei suoi pensieri.
Il film parte alla grande, i primi quindici minuti sono fantastici: ogni volta che un personaggio apre bocca, è per mentire, a sè stesso o agli altri, quasi a simboleggiare la falsità che circola in un ambiente sviluppato come lo sviluppato oregon, per poi andare ad esplorare la sincerità e la spontaneità propria di una cittadina come Elizabethtown.
Crowe riesce a realizzare un film estremamente riuscito, grazie a due protagonisti caratterizzati in modo profondo ma allo stesso tempo frizzanti, e a trasformare una trama che si è già vista in tutte le salse in una storia avvincente, delicata, e soprattutto mai banale: la sceneggiatura e la recitazione riescono a creare un'intesa unica tra i due protagonisti, e a trattare temi difficili come la morte con spensieratezza, ma allo stesso tempo con un'incredibile tatto.
Ad incorniciare il tutto, una colonna sonora assemblata ad arte, con canzoni meravigliose (d'altro canto Crowe ha iniziato a lavorare come giornalista di Rolling Stone), che hanno lo spazio che si merita nella lunga sequenza finale, quasi creata appositamente per farci godere dell'aspetto musicale del film.