DC: Superman Returns
Inviato: domenica 20 agosto 2006, 15:53

Uao. Bryan Singer si è fatto perdonare (o quasi) l'abbandono di X-Men 3, facendo un ottimo film. Non privo di difetti (anzi, a dire la verità un solo difetto, ma rilevante), ma comunque un vero e proprio gioiellino per gli amanti di fumetti, che incarna alla perfezione il sense of wonder che deve esserci in ogni film di supereroi che si rispetti.
E' riuscito a bilanciare alla perfezione leggerezza, semplicità della trama, umorismo, epicità, sceneggiatura realizzata decisamente bene, e tanti regali agli appassionati di Superman.
Nel 1987 si vociferava di un nuovo film dell'Uomo d'Acciaio, che avrebbe dovuto seguire Superman IV; il film però fu un grande insuccesso e il progetto non continuò. In tutti questi anni si prese spesso in considerazione l'ipotesi di un nuovo lungometraggio dedicato all'eroe kryptoniano: dopo la serie tv Superboy, si sarebbe dovuto girare un film con lo stesso attore del telefilm, diretto da Christopher Reeve in persona, ma non vide mai la luce.
Qualche anno dopo sembrava fosse la volta buona: un nuovo film di Superman interpretato da Nicholas Cage (oddio, tremo al sol pensiero... ricordo cumunque che il tizio in questione ha chiamato suo figlio Kal-El), diretto da Tim Burton, con Anthony Hopkins nei panni di Jor-El, e Micheal Keaton che compariva nei panni di Batman. Anche qui, nulla di fatto.
Successivamente, Kevin Smith scrisse due soggetti per un film basato sulla saga della morte di Superman e lo scontro con Doomsday. Il progetto interessò a Tim Burton che si interessò ad una sua eventuale produzione, che però tolse la sedia da regista a Kevin Smith per cederla a Brett Ratner (brrrr, tremo al sol pensiero...). Per il ruolo di Superman si pensò a Josh Hartnett o a Brendan Fraser, mentre a Johnny Depp furono fatte audizioni per i ruoli di Jor-El e di Lex Luthor. Ma anche qui, non si arrivò a girare neanche una scena.
Arriva il XXI secolo, e con esso una ventata di novità per Superman. Innanzitutto la sere televisiva Smallville, che narra le vicende di un giovane Clark Kent in un contesto modernizzato, e poi un'ondata di film da supereroi che spianano il terreno a Superman Returns
E stavolta la macchina da presa è in mano a Bryan Singer, chiamato dopo l'ottimo lavoro svolto con i primi due film sugli X-Men. E ha proseguito il suo eccellente operato con questo film.
Le luci in sala si spengono. E subito si inizia ad adorare Synger. Dai titoli di testa.
Un vero e proprio omaggio e rifacimento in chiave moderna dei celebri titoli di testa del primo film, nel quale vengono anche mostrati i progressi della computer grafica che ci sono stati in tutti questi anni. E non si può partire ben disposti nei confronti del film con una presentazione simile.
Subito veniamo catapultati in una trama avvincente, con Superman che ritorna sulla Terra dopo cinque anni di assenza. E qui bisogna apprezzare il duro lavoro che hanno dovuto realizzare gli sceneggiatori, nello scrivere una sceneggiatura che potesse essere un sequel per i film visti e rivisti dagli appassionati, ma al contempo anche il primo approccio al personaggio per molte persone... Missione ottimamente riuscita.
Nel giro di qualche minuto ci vengono (ri)presentati tutti i personaggi principali.
Superman/Clark Kent, di ritorno da una spedizione su Kryptonalla ricerca di informazioni sul suo pianeta. Di ritorno sulla Terra, atterrerà alla fattoria dei Kent dove ricorderà la sua giovinezza e di quando iniziò ad prendere familiarità coi propri poteri, e poi si sposterà a Metropolis per rincontrare i suoi colleghi del Daily Bugle. Brandon Routh riesce a dare un'interpretazione di Superman migliore di uanto fece Christopher, alternando l'ingenuità di Clark Kent, all'immedesimazione in un ruolo mitologico come quello dell'Uomo d'Acciaio.
Lois Lane, ora con un figlio ed un uomo al fianco, è davvero affascinante, e con una personalità intraprendente, pur non raggiungendo gli eccessi da femminista incallita dei film originali.
Lex Luthor. Chapeau per Kevin Spacey. Un ottimo Lex Luthor. Perfetto. Lungi dalla macchietta che fu fatta interpretare a Gene Hackman, qui Spacey ci regala un Lex Luthor malvagio e divertente allo stesso tempo, decisamente sopra le righe, ma da prendere decisamente sul serio quando occorre. In una parola, un completo pazzo.
Tra l'altro spalleggiato da una cricca di scagnozzi decisamente divertente, l'oca Kitty in primis.
Jimmy Olsen. Anche lui, pur nel suo ruolo di spalla secondaria, e rivestendo un personaggio prettamente comico, strappa non poche risate allo spettatore, sempre mantenendo il fascino e l'atmosfera del film.
Dopo le presentazioni di sorta (che comunque presentazioni non sono, scorrono decisamente bene e non ci si accorge nemmeno che lo scopo è quello) arriva il primo allarme, già prevedibile da qualche minuto: un aereo sta per precipitare.
E chi arriva, allora? Superman.
In una scena a dir poco sbalorditiva, via i vestiti da Clark Kent, e subito in cielo per cercare di evitare la tragedia. Una sequenza da urlo, puro sense of wonder, ciò che tutti i lettori di fumetti sognavano. Superman è tornato. E quando la popolazione di Metropolis lo riaccoglie a braccia aperte, si riempie il cuore di gioia.
Ma cavoli, com'è possibile? E' solo un uomo in muscoli e calzamaglia!
Bè, Singer c'è riuscito. Emozioni, in qeusto film ce ne sono in abbondanza.
Vero e proprio sbalordimento, quando sullo schermo abbiamo la conferma di quel colpo di scena che era nell'aria, ossia che
[spoiler]Jason è il figlio di Superman[/spoiler]
Tra l'altro il film è costellato di numerosi omaggi a storie ben conosciute dagli appassionati.
- I titoli di giornale del Daily Planet, sono ben noti ai lettori della saga di Doomsday.
- tra le stelle appese nella camera da letto di Clark una è rossa, riferimento al sole rosso di krypton
- Bo il barista (non quello dei Simpson!) è interpretato dall'attore che interpretò jimmy Olsen nel primo telefilm di Superman.
- L'inquadratura in cui Superman solleva la macchina, è la rappresentazione della copertina di Action Comics n.1, dove fece la sua prima comparsa il personaggio
- Anche la prima appazione pubblica di Superman nel film, ricorda molto la prima apparizione in assoluto di Superman, quando l'eroe sventò l'avaria di una nuova navicella spaziale.
- Tra le città citate, vi è anche Gotham City, la città di Batman, appartenente allo stesso universo fumettistico.
- il pigiama indossato alla fine del film da Jason raffigura Aquaman
Comunque il risultato è decisamente positivo. Se proprio vogliamo trovare un difetto, e la pesantezza degli ultimi minuti del film, da quando Superman conclude il suo scontro con Lex, fino ai titoli di coda. Comunque questa parte di film sembra voler siluppare sottotrame che potranno essere le basi per un futuro film, che non posso fare a meno di attendere con ansia. Sempre con Brian Singer al timone, obviously, dato che ha anche lasciato in sospeso diversi aspetti della vicenda.
