Definitive Collection #1 - Fantomius di Marco Gervasio
Non posso che concordare con i concetti espressi da Valerio su questa nuova testata, e non posso che unirmi al suo plauso per una delle iniziative più intelligenti che poteva varare la Panini.
L'editore modenese, che di fumetto evidentemente ne capisce, ha guardato a quello che fa con la Marvel, dove i volumi
100% raccolgono periodicamente gli episodi di archi narrativi pubblicati in prima battuta sugli spillati del supereroe di riferimenti, e ha applicato la stessa operazione al fumetto Disney, che sul
Topolino settimanale ha spesso ospitato cicli di storie validi, e curati da alcuni degli autori più in gamba in forza alla testata.
Si parte col
Fantomius di Gervasio, e la scelta è assolutamente felice: il ciclo corrisponde pienamente agli obiettivi della testata, gode di quell'impronta autoriale che nobilita il progetto e... sono delle storie davvero buone. Certo, qua e là peccano di qualche ingenuità, ma nel complesso è un prodotto che sa intrigare, facendo recitare in modo convincente un personaggio tenebroso e ambiguo come Fantomius, il ladro gentiluomo a cui si ispirerà Paperinik molti anni dopo.
Un anti-eroe, questo Fantomius, un bandito ricercato dalla polizia che la fa sempre franca, un novello Lupin potremmo dire.
Lo spiega molto bene lo stesso Gervasio nell'introduzione all'albo: Lord Quackett è un nobile per diritto di nascita, che però disapprova quello stile di vita. Ha trovato il modo di scappare da esso, impersonando l'incubo dei suoi simili, divertendosi e aiutando le persone più sfortunate. Ma più di quello, sfidando polizia e ricconi e sfidandosi, con una buona dose di sbruffoneria, per vedere fin dove può arrivare.
L'evasione di Fantomius è un classico esempio di questo discorso, d'altronde.
Ma anche le altre avventure connotano per bene il carattere di questo personaggio: così, se
Il Monte Rosa dovendo presentare adeguatamente il personaggio non è altro se non un normalissimo furto, già
Fantomius a bordo arricchisce la trama con il rapporto tra Lord Quackett e Pinko, l'ispettore che dà la caccia a Fantomius.
Ma è con
Brutfagor che le cose iniziano a farsi ancora più interessanti, cioè con l'introduzione di Hercule Paperot, parodia del Poirot di Agatha Christie e determinato ad arrestare il nostro ladro gentiluomo.
Come accennavo, il volume si apre con un'intervista all'autore, un'accortezza molto importante perché contribuisce a porre l'accento su chi queste storie speciali le ha realizzate, così come l'inserimento del nome in quarta di copertina. Il bonus, poi, è la breve cronologia della vita di Lord Quackett, che testimonia una volta di più la passione di Gervasio per il suo lavoro.
Sull'edizione, molto fine mantenere sulla costina il numero progressivo della sotto-serie e non della collana in generale (riportato opportunamente solo sul retro), e molto belle le cover dedicate.
Definitive Collection #2 - DarkenBlot di Casty e Lorenzo Pastrovicchio
Anche il secondo volume (in uscita a metà dicembre, ma disponibile in anteprima alla scorsa Lucca Comics), possiede gli stessi pregi del precedente.
Stavolta ci si dedica a
DarkenBlot, con la prima lunga storia della trilogia (?), cioè
Il futuro è già qui. Casty e Pastro parlano come fiumi in piena nell'intervista pubblicata nelle prime pagine, e ben descrivono la genesi che ha portato alla realizzazione di questo avveniristico thriller fantascientifico. I bozzetti del Pastro, che fanno da contorno alle risposte dei due autori, sono uno spettacolo
E la storia... be', io ai tempi l'avevo apprezzata, e qui mi ritrovo sostanzialmente con le stesse sensazioni di due anni fa: grande storia, ibrido riuscito tra il classicismo castyano e la modernità figa nelle corde di Pastrovicchio, in cui Topolino è perfettamente in parte pur combattendo contro un robottone, e dove anche Macchia Nera ci fa una bellissima figura, non tradendo la sua mente sopraffina e intellettuale ma coniugandola con una sboronaggine in salsa mecha.
Insomma, anche qui presenza meritatissima all'interno di questa testata.
Testata che spero sarà mantenere per un bel po' questo livello: personalmente non mi vengono in mente moltissime altre saghe di queste tipologie, negli ultimi anni, e non vorrei che presto la collana rischiasse di finire in un vicolo cieco nonostante la bimestralità, ricorrendo alla ristampa di saghe datate e poco in linea con quanto mostrato finora. Sarebbe un peccato, perché vorrebbe dire ricadere nello stesso errore di
Tesori Disney disperdendosi malamente.
Per ora tra
Pippo Reporter, e i secondi volumi di queste prime tre saghe siamo piuttosto coperti e almeno il 2015 lo dovremmo sfangare tranquillamente, per il resto spero di non ricordarmi io validi esempi papabili
Paranoie a parte, impostata come è adesso la Definitive Collection è una collana da seguire integralmente
