Dopo esser stata bimestrale, quadrimestrale, pentamestrale poi ancora quadrimestrale e infine trimestrale ecco che la pubblicazione dei nove volumi delle Guerre dei Cloni prosegue trionfalmente a ridosso della seconda stagione della serie animata, da poco conclusasi anche in Italia. Ormai andare in fumetteria e trovare il nuovo volume è qualcosa di assolutamente randomico.
Star Wars, Le Guerre dei Cloni: Volume 5 - Le Spade Migliori

Un numero molto vario anche se un po' disordinato e che risente un po' del disordine cronologico avvenuto nel quarto tomo per poter riunire insieme gli one shot dedicati a Quinlan Vos. Ben quattro episodi autoconclusivi di
Republic insieme all'ultimo numero di
Jedi che mancava: quello dedicato a Yoda.
Republic #61: Vicoli Ciechi (Ostrander/Badeaux): Saranno anche stati ridistribuiti alla rinfusa ma questi episodi sono perfetti anche come autoconclusivi perché ognuno di loro ci presenta la guerra dei cloni sotto un punto di vista diverso. E' la strada scelta da Ostrander, il miglior sceneggiatore in forza su
Republic (e
Jedi), che a differenza di Blackman propone un approccio meno bellico, più filosofico e "teologico". Che sinceramente mi fa preferire nettamente questa serie al corrispettivo animato. Stavolta viene dedicato un intero episodio a Bail Organa e al mondo della politica, fatto di corruzioni e idealismi umiliati. E per di più fa tornare in scena un personaggio di Episodio I, il cancelliere Finis Valorum che dopo esser stato deposto da Palpatine è caduto in disgrazia diventando un perseguitato politico. Ecco cosa intendo per buon Expanded Universe, dare informazioni aggiuntive anche se non necessarie ma che suscitino un certo interesse. Bellissimo.
Republic #64: Linee Familiari (Ostrander/Badeaux): Pur essendo un numero molto successivo rispetto al "presente" la sua collocazione qui è giustificata dal suo essere un numero autoconclusivo, sperimentale e in qualche modo collegato con la tematica politica vista nel precedente episodio. Narrato con una curiosa tecnica fatta di flashback a ritroso, viene illustrata la vita di un Jedi dalla sua morte ordinata da Palpatine ai suoi primi giorni da Jedi in cui aveva stretto proprio col futuro cancelliere supremo una stranissima amicizia. Interessante e cervellotico, questo stranissimo caso non fa altro che proseguire l'indagine di Ostrander nei meandri della guerra, che si combatte anche sul fronte interno. A volte anche intimo.
Republic #60: Odio e Paura (Blackman/Giorello): Si ritorna a Blackman e al suo approccio più action. Che è quello che ci vuole per far proseguire la trama di Obi-Wan prigioniero di Ventress (trama che in realtà non si era mai fermata visto che questo episodio veniva immediatamente dopo quello in cui si rivelava la sua sorte,
La Tempesta Dopo la Tempesta). Obi-Wan riesce a fuggire non prima di aver conosciuto le origini di Ventress su Rattatak, orfanella addestrata da uno Jedi che poi è stato ucciso in una rappresaglia: è da qui che lui inizia a provare una gran pena per lei e per il suo mondo fatto di odio e diventerà un nemico particolarissimo per lei, come si vedrà nella miniserie
Obsession, che verrà pubblicata nel settimo volume, ma anche nella serie di Filoni dove lui non le risparmia sagaci frecciate volte a farle crollare il suo muro di certezze. Muro che si sgretola già nell'ultima efficace tavola.
Republic #62: Terra di Nessuno (Ostrander/Giorello): Ed avviene il ricongiungimento di Anakin e Obi-Wan, un ricongiungimento molto action e che avviene quasi per caso durante una missione con Plo-Koon. A dire il vero sembra sempre troppo action per essere opera di Ostrander, ma il colloquio iniziale con Ki-Adi-Mundi in cui si spiega come riuscì a farsi una famiglia in barba all'ordine Jedi, e il congedo finale di Alpha, il primo della squadra Arc, riportano il tutto su un piano molto etico e filosofico.
Jedi #5: Yoda - Le Spade Migliori (Barlow/Hoon-Montanez-Michalcewicz): Ed ecco l'ultimo numero di
Jedi, stavolta dedicato a Yoda. Si completa quindi la miniserie di cinque numeri di lunghezza doppia che ha occupato la prima metà della serie di volumi sulle Guerre dei Cloni. Dal prossimo numero ci sarà molto più spazio per portare avanti la trama principale di
Republic. Peccato che il congedo con Yoda non sia all'altezza delle aspettative: la storiella è anche caruccia con un intrigo di palazzo che Yoda deve cercare di sbrogliare riuscendo a impedire che un giovane padawan prenda una cattiva strada, ma i disegni tendenti al manga e la colorazione un po' fuori luogo con scene che sembrano dipinte su celluloide e altre che paiono artwork di un videogioco rendono il tutto un po' indigesto. Inoltre nessuno tra gli autori è una vecchia conoscenza e non si capisce perché dopo tanto Ostrander abbiano concluso così la miniserie.
Star Wars, Le Guerre dei Cloni: Volume 6 - Sul Campo di Battaglia

Orfani della miniserie
Jedi si prosegue con
Republic di cui questo sesto volume offre ben sette numeri, organizzati in una bilogia, una trilogia e due storie autoconclusive. E' con questo sesto volume (che non si capisce perché abbia una cover diversa dall'originale) che avviene l'ideale passaggio dalla prima fase bellica alla seconda e ci si può incastrare volendo sia la serie animata in CGI, sia quella di Tartakowsky (a dire il vero più quest'ultima).
Republic #65-66: Prova di Forza (Ostrander/Duursema): Torna la coppia di autori migliore di
Republic con una bilogia che racconta di come una sezione della gilda dei cacciatori di taglie abbia autorizzato la caccia ai Jedi su richiesta di un committente malavitoso. Ovviamente la gilda verrà messa fuori combattimento, con un bel po' d'azione, ma raccontata benissimo con Mace Windu, Kit Fisto e altri Jedi al loro meglio. Il punto d'arrivo di tutto è un altro però: ormai Episodio III è vicino e bisogna per forza di cose lasciare un po' perdere Anakin e Obi-Wan e privilegiare invece la sottotrama di Quinlan Vos, l'infiltrato ed eccolo infatti venir anticipato prima nei discorsi di Tholme e Aayla e in seguito arrivare alla fine per far venire il dubbio ai Jedi sulla sua fedeltà all'ordine. Da notare una prima incongruenza con la serie animata di Filoni su Barris Offee che secondo i fumetti e la serie di Tartakowsky dovrebbe essere diventata Jedi già da un po', mentre nella quadrilogia di Geonosis della seconda stagione è ancora la padawan di Luminara Unduli.
Republic #67: Per Sempre Giovane (Stradley/Badeaux): Un autoconclusivo che è proprio un filler, visto che l'autore non ha bazzicato mai la serie e le tematiche sono assolutamente distanti dalle solite. Abbiamo qui per l'ultima volta Anakin padawan, in missione su Zaadja che cerca di impedire il sacrificio di una Jedi, dopodiché avremo un vuoto narrativo lunghissimo che verrà appunto riempito con un po' di fatica dalla serie animata di Filoni. Una storiella semplice da leggersi in velocità.
Republic #68: Armatura (Ostrander/Duursema): Ritorna Ostrander, ritorna Duursema e con essi ritorna la sottotrama di Quinlan Vos raccontata con perizia ed emozione. Ritorna soprattutto la sperimentazione che qui viene fatta mostrando il tutto dal punto di vista un po' ottuso ma tutto sommato genuino di un clone. Durante una missione Vos e Aayla si ritrovano a collaborare sia pur con i dubbi che lei nutre nei confronti del suo ex maestro, che sul finale la tradisce. La cosa, come anche la bilogia di inizio volume, serve ad instillare il dubbio nel lettore, che finora aveva visto le marcionate di Vos sempre dal suo giustificatissimo punto di vista, e prepara il terreno per la trilogia che chiude il volume, veramente pregna di avvenimenti.
Republic #69-70-71: I Dreadnaught di Rendili (Ostrander/Duursema): La serie si avvicina alla sua conclusione con un climax da paura. La trilogia ci offre un campionario di avvenimenti veramente impressionante: innanzitutto va ricordato che vediamo Anakin dopo un anno e passa dall'ultima volta, con il nuovo look, un nuovo scenario e si cita un nuovo nemico (Grievous!). Ora Anakin è un Jedi affermato, anche se la cerimonia ci è stata mostrata nella serie di Tartakowsky. Quella cerimonia è inoltre il punto di riferimento fondamentale per provare a collocare la serie di Filoni che con le sue cinque stagioni è un po' troppo ingombrante, ma si riesce a far collimare comunque, collocandola proprio in questo vuoto narrativo di ben dodici mesi. E non solo, d'ora in poi a quanto pare
Republic si concentrerà sempre più su Quinlan Vos e sempre meno su Anakin e Obi-Wan, cosa che ci risparmierà parecchie incongruenze con
The Clone Wars, altrimenti inevitabili. Se a questo aggiungiamo che il settimo volume è occupato quasi interamente dalla mini di
Obsession e gli ultimi due sono praticamente contemporanei (quando non successivi) agli eventi di Episodio III direi che dovrebbero essere scongiurati molti pericoli. Dico quasi perché questa trilogia un problemone lo presenta comunque ed è la cicatrice di Anakin: dopo due parti in cui attraverso la crisi della flotta di Rendili il cast dà il meglio di sé, nella terza Quinlan Vos viene portato a giudizio dal consiglio venendo assolto (anche se il finale getta di nuovo su di lui una luce inquietante) e Asajj lo segue. Si imbatte così in Anakin con il quale ha il famoso combattimento su Coruscant a cui viene fatto riferimento in
Obsession (che a questo punto mi chiedo perché sia uscito come miniserie indipendente). E Anakin si becca la cicatrice. Secondo il fumetto quindi la cicatrice risale alla fine della guerra mentre secondo entrambe le serie animate Anakin ce l'ha praticamente da quando viene eletto Jedi. E' anche un caso strano che siano le due serie a collimare e il fumetto a stridere visto che Republic è praticamente coevo della serie di Tartakowsky. Come risolvere quindi? Fa fede il fumetto? Fanno fede le due serie? Anakin ha avuto casualmente due cicatrici, una più lieve e una più forte che gli sono state incise nello stesso punto?
Next: un volume che comprende
Obsession e
Brother in Arms una storiella speciale non inserita in nessuna serie. Varrà la pena farsi il doppione?