Paperinik APPGrade #4
Freccero e Monteduro offrono una copertina figherrima a metà tra il fantasy e la fantascienza, che mette la bava alla bocca a vederla, soprattutto dal vivo grazie ai riuscitissimi effetti speciali/metallizzati.
Peccato che, dopo l'editoriale della De Poli in cui si parla della storia a bivi interattiva caricata su YouTube con Paperinik protagonista, il resto del numero di gennaio non è che offra granché.
Paperinik e il Rifugio Sottozero (Sisti/Gervasio) è la storia inedita di turno, la meno riuscita delle 4 di questo nuovo corso del mensile. A fronte di disegni nella media stilistica di Gervasio (che però poi ha dei picchi qualitative assai interessanti, e mi riferisco allo scorcio di Paperopoli a pagina 35), la trama è abbastanza banale e priva di particolari guizzi. E' una storiellina abbastanza anonima sui problemi dati da neve, freddo e un robot-sosia dell'eroe, che Paperinik deve gestire in una notte particolarmente complicata. Niente di che, e l'articolo correlato che apporofondisce la struttura del rifugio segreto di Paperinik non appartiene a quel tipo di contenuti che fanno strappare i capelli.
Nel marasma di storielle ristampate (che comunque trovo sempre bello leggere o rileggere), spicca
Paperinik e l'Imprevisto Sotto Casa (Enna/Gula), che riesce ad avere una trama davvero riuscita, dove Bruno Enna riesce a sfruttare le poche pagine per costruire un plot divertentissimo, unendola al disegno di un Ettore Gula davvero in formissima. Tavole ottime, magnifiche, uno stile vincente e cinetico che trova il suo picco nell'espressione di Paperinik nell'ultima tavola.
Risultano una lettura assai piacevole
Paperino e la Vera Identità di Paperinik (Mainardi/A. Pastrovicchio) e
Qui Quo Qua e il Superzio (Secchi/Perina). La prima è interessante per il modo di raccontare il carattere di Paperino verso la fidanzata, verso se stesso e verso le sue potenzialità, la seconda parte da un presupposto già visto ma lo piega con intenti particolari e simpatici, che rendono la storia ricca di "cuore" puramente disneyano. Applausi per Perina.
La storia cult è
Il Doppio Trionfo di Paperinik (Martina/De Vita), dove il protagonista va a rubbbare a Rockerduck! Perché si sente punto sul vivo! Mamma quanto mi piacciono queste primissime storie: certo, il carattere del personaggio era ancora tutto da costruire e quindi alcune cose erano contraddittorie e altre stonavano, ma da un certo punto di vista il fatto che la connotazione da dare all'eroe/antieroe che impersonava Paperino dava la possibilità di fargli fare tutto e il contrario di tutto. E Paperinik che col sorrisetto cattivo va nelle sue incursioni notturne a compiere malefatte o a dimostrare il suo potere nelle feste dei potenti paperopolesi rimane un'immagine epica.
L'Oroscopo alla fine del numero è molto simpatico! Non arriva alle geniali prese per i fondelli dell'oroscopo sul "Topo" della seconda metà degli anni '90 ma ci andiamo vicini, lol!
Paperinik APPGrade #5
La cover migliore di questi primi 5 numeri dell'
APPGrade è questa, indubbiamente, carica di un'atmosfera che dire suggestiva è dire poco e che fa il verso, neanche tanto velatamente, a quella del
Dark Knight Returns di Frank Miller.
La storia inedita rompe il monopolio di Sisti alla sceneggiatura, ed arriva un autore che sono davvero felice di vedere su questo giornale: Roberto Gagnor.
Paperinik e la Minaccia del Narratore Dimensionale (Gagnor/Mazzarello) è una storia particolare, un po'
Ai Confini della Realtà un po'
Fringe, sfrutta lo stereotipo dello scienziato cattivo perché non ha sfondato nella vita, additando a tale colpa gli altri e non se stesso, ma lo piega per raccontare un'avventura che sulle prime può sembrare il trip mentale di un fan, realizzato però con competenza e professionalità. In pratica, cosa succederebbe se un pazzo decidesse di riscrivere la storia attingendo dalle miriadi di dimensioni parallele? Semplice, Paperinik combatterebbe con tanti PaperinikAlternative una scontro inimmaginabile!
Gagnor scrive una storia la cui grave è colpa è l'eccessiva brevità: la trama avrebbe giovato di una decina di tavole in più, mentre qui alcune passaggi appaiono sacrificati e velocizzati. Non polemizzo sulla citazione a PK che a logica non dovrebbe essere inteso come una dimensione parallela, intendendo il riferimento come una licenza poetica che dà modo all'autore di rendere il suo omaggio alla serie. E devo dire che l'ho apprezzato, così come ho riso un sacco al grido di "Paperinik uniti!" In tutto questo Mazzarello, che confesso essere uno dei disegnatori attualmente all'opera che meno mi entusiasma, stavolta riesce a rendere il suo stile naif adeguato alla storia che deve rappresentare, uscendone tutto sommato vincitore.
La storia cult del mese è
Paperinik e la Giustizia Ultrasonica (Martina/De Vita), che anche se ad un solo tempo non ho mai trovato particolarmente inferiore alle precedenti: l'articolo di Valerio appare come sempre illuminante sulle caratteristiche del personaggio, ed effettivamente è significativo notare come pian piano l'ambiguo alter ego di Paperino inizi a venir visto come un eroe per la città (o, in quest'occasione, perlomeno per i ragazzini contro chi vorrebbe lucrare sul loro tempo libero), dopo che veniva considerato solo un delinquente e addirittura se ne negava l'esistenza. La storia dei costumi di carnevale potrebbe non essere molto incisiva, ma offre comunque il fianco per mostrare l'orgoglio di Paperinik e l'importanza che assegna alla sua immagine.
L'articolo su Archimede mi pare esulare un po' troppo dal protagonista della testata, comunque è molto piacevole: la cosa che apprezzo e lodo è che, pur utilizzando la tecnica in cui si finge di intervistare direttamente il personaggio, le informazioni che vengono fornite non sono inventate di sana pianta ma al contrario sono nerdisticamente coerenti (la prima invenzione, il cappello pensatore...). Come sempre l'oroscopo è molto divertente ed è bello vedere nell'angolo dei lettori le foto di chi sè fatto immortalare vicino alla sagoma di Paperinik nello stand Disney a Lucca Comics. Peccato non aver mandato anche la mia

Per quanto riguarda le storie in ristampa, segnalo
Paperinik Eroe delle Papere (Arrighini/Molinari), dove il tocco femminile delle autrici si sente molto, in una storia che si può anche leggere come un'autocritica di alcuni atteggiamenti delle ragazze. Niente di nuovo, ma simpatica.
Paperinik e un Paperino di Troppo (Russo/Arcuri) ricicla uno dei tanti cliché delle storie di Paperinik degli ultimi vent'anni, quello dell'innamoramento di Paperina per Paperinik, ma Nino Russo è bravo nel fare la differenza: insiste molto sulla componente sentimentale del legame tra Paperino e Paperina e rende il rapporto tra i due di una sincerità e una disponibilità disarmante. Siamo lontani anni luce dalla cieca gelosia di Paperino per Gastone o dall'altezzosità da algida stronza di Paperina, qui abbiamo un rapporto rodato che trova una sua crisi nei dubbi sentimentali di lei, e la conseguenti reazioni dei componenti della coppia, descritte in modo così reale che io stavo in pena.
Paperinik e lo Sciopero di Archimede (Ambrosio/Held), infine, è un'interessante prova di Ambrosio, non certo per l'idea di Archimede che si scoccia di fare invenzioni gratis, ma quanto per a soluzione che viene messa in atto per evitare che l'inventore pianti tutto. Sarà che amo le visioni post-apocalittiche e i futuri distopici, ma questa breve avventura mi è piaciuta, come già 2 anni fa quando la beccai sul "Topo".
