La "narrativa disegnata" di Hayao Miyazaki
Inviato: domenica 04 dicembre 2005, 15:10
Apro una discussione altrove non molto fortunata, sperando di poterla ora "coltivare" con maggiore assiduità...
Nel titolo di questa discussione ho usato il termine "narrativa disegnata" perché alcune delle opere di Miyazaki correntemente chiamate "manga" a volte hanno ben poco da spartire con questa forma d'espressione, avvicinandosi invece di più a generi come il racconto illustrato, il bozzetto tecnico da magazine di modellismo (!) e lo storyboard.
Il vertice del Miyazaki "fumettista", naturalmente, è il manga "Nausicaa della Valle del vento", edito in Italia in un'ottima versione in 7 volumi della Panini/Planet Manga. (C'era anche una precedente edizione della Granata Press, ma era incompleta e con una traduzione di scarsa qualità). E' un'opera di cui si è molto parlato e che ora preferirei lasciare momentaneamente "da parte".
Vorrei invece adesso iniziare accennando ad un'opera "minore" di Miyazaki: lo strano ibrido manga/racconto illustrato chiamato "Il viaggio di Shuna" (Shuna no Tabi).
Fu realizzato nel 1983 (Nausicaa era stato iniziato nel 1982) e si compone di 147 pagine colorate ad acquerello, in cui prevale l'uso della didascalia (i balloon sono sporadici). Non c'è un uso convenzionale delle vignette: prevalgono le "splash-page", che a volte arrivano ad estendersi su due facciate contigue dell'albo. L'effetto è quello di una splendida raccolta di dipinti.
Come è usuale in Miyazaki, questa storia riprende ad anticipa molti aspetti di altri suoi lavori, sia a livello narrativo che grafico. La vicenda è lineare, ma cupa e visionaria. Il clima emotivo sembra essere vicino a quello del manga di Nausicaa e del film "Mononoke Hime", arrivando forse a superarli in alcuni aspetti particolarmente raccapriccianti e inquietanti, veramente da "sonno della ragione".
Eppure, in maniera quasi miracolosa, l'impressione finale è quella di una storia poetica. Il narratore ha un tono pacato, e i disegni riescono ad essere estremamente comunicativi nonostante la relativa parsimonia di tratti con cui Miyazaki delinea le fisionomie. Il tutto è come "sfumato", mai aggressivo... Talmente "sfumato" che praticamente la storia non si conclude, se giudicata secondo i canoni narrativi tradizionali.
La trama parte da premesse molto semplici e in fondo consuetudinarie.
In un'epoca imprecisata (la prima didascalia dice "forse in un remoto passato, forse in un lontano futuro") esiste un piccolo villaggio di un regno situato in un'aspra vallata circondata da ghiacciai. Il villaggio soffre la fame: l'unico mezzo di sostentamento è una pianta chiamata "hiwabie", che cresce a stento e produce solo pochi semi. Anche l'allevamento è molto difficoltoso... Shuna è il principe ereditario di questo regno. Egli incontra un giorno un vecchio viandante in fin di vita, che prima di morire gli mostra alcuni semi che conservava gelosamente. Sembrano molto più grossi di quelli di hiwabie... Sono semi morti, ma appartenevano ad una pianta capace di produrre grandi spighe dorate. Ad ovest, rivela il vecchio, c'è una terra in cui vi sono interi campi coltivati con queste sementi; egli stava cercando di raggiungerli sin da quando era giovane, ma aveva ormai fallito il suo compito.
Shuna decide così di partire alla ricerca di questa misteriosa terra dell'ovest... Da qui inizia un vero e proprio delirio artistico, difficilmente descrivibile in modo efficace a parole... si parla di laghi arrugginiti, eserciti di terracotta, enormi navi arenate nel deserto, cannibali, mercanti di schiavi, animali preistorici, sino ad arrivare alla terra degli uomini-dei, dove sorge una misteriosa Luna-cometa dotata di volto...
La convenzionalità di certe soluzioni narrative è ampiamente controbilanciata dalla genialità nella creazione di luoghi e situazioni, e dalla cura e dalla perizia con cui sono realizzate le illustrazioni (Miyazaki deve essersi reso conto di aver realizzato un ottimo lavoro, visto che, contrariamente alle sue abitudini, è arrivato ad inserire nei disegni qualche piccolo ed orgoglioso "Miya" o "Miya '83", in caratteri occidentali...).
Purtroppo questo gioiello illustrato è ancora inedito in Italia (io lo ho conosciuto tramite un'ottima traduzione amatoriale). Spero che questa lacuna venga presto colmata, magari con un'edizione di lusso, magari cartonata con sovraccoperta... Per ora è acquistabile solo on-line nella versione giapponese, di piccolo formato, che comunque permette di apprezzare bene i dipinti di Miyazaki.
Ecco la copertina dell'albo:
http://img85.exs.cx/img85/5310/couverture9or.jpg
Nel titolo di questa discussione ho usato il termine "narrativa disegnata" perché alcune delle opere di Miyazaki correntemente chiamate "manga" a volte hanno ben poco da spartire con questa forma d'espressione, avvicinandosi invece di più a generi come il racconto illustrato, il bozzetto tecnico da magazine di modellismo (!) e lo storyboard.
Il vertice del Miyazaki "fumettista", naturalmente, è il manga "Nausicaa della Valle del vento", edito in Italia in un'ottima versione in 7 volumi della Panini/Planet Manga. (C'era anche una precedente edizione della Granata Press, ma era incompleta e con una traduzione di scarsa qualità). E' un'opera di cui si è molto parlato e che ora preferirei lasciare momentaneamente "da parte".
Vorrei invece adesso iniziare accennando ad un'opera "minore" di Miyazaki: lo strano ibrido manga/racconto illustrato chiamato "Il viaggio di Shuna" (Shuna no Tabi).
Fu realizzato nel 1983 (Nausicaa era stato iniziato nel 1982) e si compone di 147 pagine colorate ad acquerello, in cui prevale l'uso della didascalia (i balloon sono sporadici). Non c'è un uso convenzionale delle vignette: prevalgono le "splash-page", che a volte arrivano ad estendersi su due facciate contigue dell'albo. L'effetto è quello di una splendida raccolta di dipinti.
Come è usuale in Miyazaki, questa storia riprende ad anticipa molti aspetti di altri suoi lavori, sia a livello narrativo che grafico. La vicenda è lineare, ma cupa e visionaria. Il clima emotivo sembra essere vicino a quello del manga di Nausicaa e del film "Mononoke Hime", arrivando forse a superarli in alcuni aspetti particolarmente raccapriccianti e inquietanti, veramente da "sonno della ragione".
Eppure, in maniera quasi miracolosa, l'impressione finale è quella di una storia poetica. Il narratore ha un tono pacato, e i disegni riescono ad essere estremamente comunicativi nonostante la relativa parsimonia di tratti con cui Miyazaki delinea le fisionomie. Il tutto è come "sfumato", mai aggressivo... Talmente "sfumato" che praticamente la storia non si conclude, se giudicata secondo i canoni narrativi tradizionali.
La trama parte da premesse molto semplici e in fondo consuetudinarie.
In un'epoca imprecisata (la prima didascalia dice "forse in un remoto passato, forse in un lontano futuro") esiste un piccolo villaggio di un regno situato in un'aspra vallata circondata da ghiacciai. Il villaggio soffre la fame: l'unico mezzo di sostentamento è una pianta chiamata "hiwabie", che cresce a stento e produce solo pochi semi. Anche l'allevamento è molto difficoltoso... Shuna è il principe ereditario di questo regno. Egli incontra un giorno un vecchio viandante in fin di vita, che prima di morire gli mostra alcuni semi che conservava gelosamente. Sembrano molto più grossi di quelli di hiwabie... Sono semi morti, ma appartenevano ad una pianta capace di produrre grandi spighe dorate. Ad ovest, rivela il vecchio, c'è una terra in cui vi sono interi campi coltivati con queste sementi; egli stava cercando di raggiungerli sin da quando era giovane, ma aveva ormai fallito il suo compito.
Shuna decide così di partire alla ricerca di questa misteriosa terra dell'ovest... Da qui inizia un vero e proprio delirio artistico, difficilmente descrivibile in modo efficace a parole... si parla di laghi arrugginiti, eserciti di terracotta, enormi navi arenate nel deserto, cannibali, mercanti di schiavi, animali preistorici, sino ad arrivare alla terra degli uomini-dei, dove sorge una misteriosa Luna-cometa dotata di volto...
La convenzionalità di certe soluzioni narrative è ampiamente controbilanciata dalla genialità nella creazione di luoghi e situazioni, e dalla cura e dalla perizia con cui sono realizzate le illustrazioni (Miyazaki deve essersi reso conto di aver realizzato un ottimo lavoro, visto che, contrariamente alle sue abitudini, è arrivato ad inserire nei disegni qualche piccolo ed orgoglioso "Miya" o "Miya '83", in caratteri occidentali...).
Purtroppo questo gioiello illustrato è ancora inedito in Italia (io lo ho conosciuto tramite un'ottima traduzione amatoriale). Spero che questa lacuna venga presto colmata, magari con un'edizione di lusso, magari cartonata con sovraccoperta... Per ora è acquistabile solo on-line nella versione giapponese, di piccolo formato, che comunque permette di apprezzare bene i dipinti di Miyazaki.
Ecco la copertina dell'albo:
http://img85.exs.cx/img85/5310/couverture9or.jpg