Dopo cinquantatrè giorni e circa quindici ore trascorse su PNF-404 i miei tre capitani hanno portato a termine la loro impresa, l'esplorazione del pianeta dei Pikmin al fine di procurare una scorta di cibo da riportare sul pianeta natale Koppai, che a causa dell'incapacità del suo popolo di pianificare lo sfruttamento delle risorse si è ritrovato in una grave crisi alimentare. Felici e per niente stanchi: Pikmin 3 rappresenta un raro esemplare di quel genere di gioco così perfettamente bilanciato da lasciare al giocatore un pieno senso di soddisfazione. Non troppo breve nè troppo lungo, non troppo facile nè troppo difficile, adatto ai giocatori più navigati tanto quanto ai neofiti, Pikmin 3 si può considerare a ragione summa e perfezionamento di quel discorso iniziato undici anni addietro con Pikmin e proseguito poi con Pikmin 2. Tra il secondo e il terzo capitolo nove lunghi anni di silenzio, tanto è servito a Miyamoto e al suo team per forgiare quello che è senza dubbio, oltre che il miglior capitolo della breve serie, un eccellente esempio di come sia possibile sfruttare le innovative caratteristiche della nuova macchina Nintendo. Citando me stesso:
Miyamoto si è sbilanciato affermando addirittura che, come il Nintendo 64 fu costruito per Mario 64, il Wii U è una console cucita sulle piccole creaturine formicose.
Non c'è ragione di dubitare delle parole del Maestro. Sebbene lo sviluppo del gioco sia iniziato su Wii, Pikmin 3 dimostra (e, speriamo, insegnerà) come sia possibile sfruttare il gamepad e il suo secondo schermo secondo una varietà di utilizzi: come semplice supporto per una più comoda navigazione dei menu, come gradito extra nella forma di fotocamera, che permette di osservare il magnifico mondo di gioco da una prospettiva in prima persona, fino ad impiegarlo come elemento fondante del gameplay, come è stato per me: la mappa su gamepad è molto più accessibile rispetto allo schermo e la funzione "dirigiti qui" consente d'inviare un contingente di Pikmin in una qualsiasi parte dell'area con un semplice tocco, che è come ho controllato le mie truppe per la stragrande maggioranza del tempo, limitandomi ad assumerne il controllo diretto solo nelle fasi di raccolta e di combattimento - frangente nel quale, inutile negarlo, nonostante la nuova funzione di lock-on il sistema di controllo di tipo tradizionale risulta ancora assolutamente inadeguato rispetto al puntatore del wiimote, rendendo complicatissime, goffe e innaturali persino le operazioni più semplici. I giocatori sono comunque incentivati a scegliere il metodo di controllo che preferiscono, dal momento che Pikmin 3 supporta praticamente tutte le possibili combinazioni di controller a disposizione del Wii U. Nessuna è perfetta, ma a parer mio, considerando che anche nelle fasi più concitate la difficoltà di Pikmin 3 non lascia mai spazio alla frustrazione, l'uso del solo gamepad risulta la soluzione ideale.
Si parlava di bilanciamento: Pikmin 3 si pone come un'ideale via di mezzo tra il primo capitolo, il più difficile e
dark nelle premesse, con un crudele timer di 30 giorni (13 minuti al giorno) per salvare il povero Olimar, e lo sciallissimo Pikmin 2, che non poneva alcun limite alle possibilità di esplorazione del giocatore, ma allungava (anche troppo) la durata dell'avventura costringendolo ad inoltrarsi in una quantità di profondissimi dungeon generati casualmente e che, almeno in teoria, compensavano per il riciclo delle aree dal primo episodio. In Pikmin 3 da una parte abbiamo sì un limite di tempo, ma è MOLTO più generoso e proseguendo nell'avventura si fa sempre meno pressante, fin quasi a raggiungere la rilassatezza del secondo capitolo ([spoiler]almeno finchè...[/spoiler]) e dall'altra la possibilità di controllare ben tre capitani, se sfruttata a dovere, garantisce di poter coprire facilmente ampi tratti di territorio dedicandosi a diverse attività contemporaneamente, che si tratti di raccolta, di combattimenti, di costruzione di ponti o semplice esplorazione.
Tecnicamente la componente grafica del titolo tradisce la sua origine su Wii, facendo comunque del suo meglio per sfruttare l'hardware adess-gen del Wii U. Texture e modelli poligonali sono più che buoni ma non fanno certo gridare al miracolo, qualificandosi nella buona media degli ultimi giochi dell'attuale generazione (il che è comunque comprensibile, dato che il motore di gioco deve comunque muovere decine di personaggi contemporaneamente), mentre di elevatissima qualità e impatto sono i vari effetti atmosferici, l'illuminazione, le trasparenze dell'acqua e del ghiaccio. Le aree esplorabili, quattro, assumono finalmente l'aspetto naturalistico e vivo che le capacità del Gamecube erano riuscite a conferire solo in parte alla desolata Terra del futuro, e tocchi di classe come alcuni cambi di prospettiva (specie in occasione di incontri con i boss) e la già citata possibilità di visualizzare il mondo in prima persona aumentano esponenzialmente l'immersività dell'avventura.
Pikmin 3 è il gioco con cui è
doveroso iniziare il Wii U, non solo perchè è attualmente il miglior titolo disponibile nella (scarna) softeca della console, ma perchè illustra ancor più e ancor meglio di Nintendo Land quante e quali siano le possibilità offerte dal gamepad, che si tratti di impiegarlo solo per liberare l'interfaccia da inutili orpelli o di sfruttarlo per un approccio più hardcore. Nonostante l'hardware arretrato Wii U, come Wii prima di lui, è una console che ha molto da dire e da dare, ma come il Wii prima di lui ha bisogno di titoli come questo che ne rendano palpabili le potenzialità e che dimostrino che il concetto di
next-gen non si debba limitare a un incremento di prestazioni ([spoiler]comunque fondamentale e irrinunciabile, cara Nintendo[/spoiler]).